martedì 28 dicembre 2010

Luca Montersino docet…Cantucci salati alle arachidi

cantucci salati alle arachidi 2

Tempo di piacevoli incontri, amici e parenti che ci vengono a trovare…un brut Bredasole, sempre a disposizione in frigo,

e questi cantucci salati di Luca Montersino, che allietano le chiacchiere e le risate…o come nel mio caso, limitano i danni che l’alcool

contenuto nel brut…potrebbe arrecare al mio precario equilibrio psichico…si insomma…così non mi ubriaco, o almeno non vado di fori!!!

Appena li ho visti pubblicati su Alice di Dicembre, è stato amore a prima vista…e poi sono di Luca Montersino ,potevo forse non fidarmi?

Cantucci salati alle arachidi di Luca Montersino

180 g di burro
50 g di zucchero semolato
75 g di parmigiano grattugiato
25 g di latte in polvere
6 g di sale
un pizzico di noce moscata
200 g di uova intere
5 g di lievito chimico
500 g di farina 180 w
250 g di arachidi salate

Nella ciotola della planetaria, mettere il burro morbido insieme allo zucchero, e si inizia a montare.

Si unisce il parmigiano,il latte in polvere, il sale e la noce moscata, poi le uova leggermente sbattute, le uniamo a filo. quindi è la volta della farina e del lievito, e per ultimo le arachidi tritate grossolanamente.

Si divide l’impasto in parti uguali, si formano dei filoni di circa 3,5 cm di larghezza, si appiattiscono leggermente e si infornano a 190°, per 15-20 minuti.

Si sfornano, si lasciano raffreddare (cosa che io non ho fatto, ma che va fatta assolutamente…pena lo sbriciolamento dei cantucci…) e poi si tagliano in diagonale e si rimettono in forno, a 170° per 7 –8 minuti , e si lasciano tostare.

Si conservano per parecchi giorni, nelle scatole di latta, e sono veramente buonissimi!!

domenica 19 dicembre 2010

Risotto alle mele verdi con crostini croccanti.

risotto alla mela verde

Si fa presto a dire risotto…

Questo è un risotto speciale, per un contest speciale Foodblogger ai fornelli, con Ballarini...

Era stato chiesto di usare ingredienti originali, e in effetti l’uso della mela verde, mi sembra abbastanza originale…

doveva essere una ricetta appetibile, e giuro che lo è… e poi la foto…una bella presentazione fotografica, diciamo

che anche qui ho cercato di dare il meglio di me stessa…come sempre modesta eh?!?!

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Risotto alle mele verdi

con crostini croccanti

Per 4 persone

300 g di riso Carnaroli

1 mela verde

1 cipolla piccola bianca

50 g di burro

1 l di brodo

pistilli di zafferano

vino bianco

3 cucchiai di parmigiano

sale e pepe

Per decorare

1 fetta di pane

olio d’oliva extra vergine

1 mela verde

Sono partita stufando la cipolla in una casseruola con il burro, poi ho unito il riso e l’ho fatto tostare .

Ho sfumato con il vino, ho bagnato con il brodo aggiungendolo poco alla volta, intanto ho fatto saltare la

mela, che avevo già tagliato a cubetti , con una noce di burro in una padella, e ne ho aggiunta una metà al risotto.

Nel frattempo, ho messo i pistilli di zafferano in circa un mestolo di brodo caldo, e l’ho aggiunto al risotto, ho salato…pepato ed ho portato il risotto a cottura.

Ho tostato il pane tagliato a cubetti, in una padella antiaderente, nella quale avevo aggiunto un filo d’olio, e una volta cotto il risotto,

ho mantecato con il parmigiano, ed ho aggiunto una macinata di pepe fresco,

Qualche cubetto di mela , una manciata di crostini croccanti…e buon appetito a tutti!

venerdì 3 dicembre 2010

Ravioli cinesi al vapore, con carne di maiale e gamberi

ravioli cinesi al vapore

Ve lo avevo detto, che non mi sarei fermata con le ricette orientali…

Oggi è la volta dei famosi ravioli al vapore, altro piatto di cui mi sono follemente innamorata, tanto da andare a zonzo per la China Town pratese, alla ricerca dei cestini di bambù per cuocere questa delizia, e tornare a casa trionfante con la mia caccavella nuova di zecca!

Ho avuto non poche difficolta nell’acquisto, e quando alla mia domanda al venditore, di come avrei dovuto trattare i cestini una volta arrivata a casa…(volevo sapere quanto e come lasciarli a bagno…) al suo sorriso ostentato, e il ciondolio della testa…ho capito che se non cercavo su internet, a quest’ora sarei stata ancora li a guardarlo con la sua faccia inebetita….ha ha ha

Ma veniamo alla ricetta, trovata qua sul blog di Eli, Il gamberetto…giuro che il risultato finale è identico a quelli che mi servono al ristorante cinese, veramente buonissimi!!

ravioli cinesi al vapore3

Ravioli cinesi al vapore, con carne di maiale e gamberi

per 10 ravioli

per la pasta

250 g di farina 00
4 cucchiai olio di sesamo o di riso
30 cc di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale

Preparare la farina, aggiungere il sale, poi l'olio, ed infine l'acqua e impastare.
Fare un cilindro, tagliarlo a fette e con l'aiuto di una lama o di una mannaia, fare un dischetto di 1 millimetro di spessore,
e poi aiutandosi con le mani allargarlo e farcirlo

Potete anche usare un mattarello per stendere la pasta, se non siete capaci con la lama…il risultato non cambia.

Per il ripieno:

* 175g di carne di maiale tritata con la lama del coltello (ho usato delle fettine di

lonza)
* 225g di gamberetti crudi, sgusciati e privati della vena intestinale
* 1/2 cucchiaio di radice di zenzero grattugiata
* 1 cucchiaio di salsa di soia
* 1 cucchiaio di vino di riso ( io ho messo del Marsala secco)
* 2 cucchiai di cipollotto finemente tritato
* un pizzico di zucchero
* un pizzico di pepe bianco
* uno spruzzo di olio di sesamo o di riso

In una ciotola, ho messo la carne di maiale, i gamberetti tritati, il cipollotto e poi via via, tutti gli altri ingredienti, fino ad ottenere un impasto ben amalgamato.

Riempire con una pallina d’impasto il dischetto di pasta,e chiuderlo come meglio vi riesce ;)

Per la guarnizione

1 pisellino surgelato o fresco, per ogni raviolo

della carota fresca, tritata nel mixer

foglie di cavolo cinese o di cavolo cappuccio, da mettere sul fondo dei cestelli

Inumidire il cestino di bambù, passandolo bene sotto l’acqua del rubinetto, mettere dell’acqua sul fondo del wok, poi il nostro cestello , coprire la base con le foglie di cavolo, posizionare i ravioli su di esse, mettere un cucchiaino di carota tritata ed un pisellino nell’apertura dei ravioli, e cuocerli coperti per circa 15 /20 minuti.

Accompagnarli con della salsa di soia, e buon appetito!

lunedì 29 novembre 2010

Risotto alle castagne

risotto alle castagne 2
Ritrovarsi all’ora di cena, sola soletta…
Mi ricordo che qualche anno fa, se rimanevo da sola per l’ora di cena, l’alimento principale delle mie serate culinarie, era l’uovo, fatto in tutte le salse, ma era l’uovo!
Veloce, pratico, sporcavo solo un tegamino, ed ero in pace con me stessa…
Ma l’altra sera no…ero in vena di sperimentazione,ero sola…ed avevo anche una ricetta nuova di zecca da provare, e allora vai di fornello :)
risotto alle castagne
Risotto alle castagne
per 6 persone
500 g di riso
450 g di castagne sbucciate
250 g di salsiccia toscana
25 g di burro
1 cipolla bianca o dorata
6 cucchiai di panna fresca
olio d’oliva extra vergine
1 spicchio d’aglio
brodo di carne
parmigiano
sale e pepe
Procedimento
Ho lessato le castagne , in acqua leggermente salata, poi le ho spellate e ne ho passate la metà con il passaverdura, lasciando le altre da parte.
In una pentola ho rosolato dolcemente la cipolla tritata nel burro sciolto, ho aggiunto il riso e l’ho fatto tostare per 2 minuti circa, a questo punto ho unito il passato di castagne.
Ecco che aggiungo anche la panna, e continuo la cottura del risotto, aggiungendo man mano, il brodo ben caldo.
Quando il riso era quasi cotto, ho insaporito la salsiccia sbriciolata, in una padella dove avevo fatto leggermente colorire uno spicchio d’aglio nell’olio extravergine caldo, dopo averla rosolata, ho unito anche l’altra metà delle castagne che avevo sbriciolato con le mani, e ho aggiunto il tutto al risotto…una bella mescolata, una grattata di parmigiano…ed il risotto è pronto, per essere gustato.

venerdì 26 novembre 2010

Ravioli di pera, con scaglie di pecorino

ravioli di pera 3

Innamorarsi di una ricetta, dal primo sguardo sul libro di ricette di una cara amica, chiederle di poter farne una copia, per poterla studiare con calma...

Leggere e rileggere la ricetta, immaginando lo straordinario sapore che può avere, comprare la ricotta , preparare la spianatoia e con calma, iniziare ad amalgamare la farina alle uova...

Incrociare le dita, pensando se è una ricetta che potrà piacere anche al resto della famiglia,

portare il vassoio in tavola, e aspettare con ansia un cenno dai visi che mi siedono vicini...

Vedere un sorriso, nascere dalle loro labbra...

Ho trovato il primo giusto, per le feste di Natale, delicato e saporito...allo stesso tempo, un piatto che per le grandi occasioni.


Ravioli di pera collage

Ravioli di pera

con scaglie di pecorino

per 6 persone

Per la pasta

500 g di farina 00

5 uova

un pizzico di sale

1 cucchiaio di olio d’oliva extravergine

Per il ripieno

1 pera williams

1/2 kg di ricotta di mucca

100 g di parmigiano grattugiato

2 tuorli

un pizzico di sale

Per il condimento

1 pera williams

pecorino toscano ( io ho messo del Marzolino )

150 g circa di burro

alcune foglie di salvia

Per decorare

semi di papavero

Impastare la farina, con le uova, il cucchiaio d’olio e il pizzico di sale, fino a che l’impasto non sarà bello omogeneo, a questo punto metto l’impasto dentro ad un sacchetto per congelatore, e lascio riposare il tutto per mezz’ora o anche più.

Ho tagliato la pera a cubetti piccolissimi, e li ho uniti alla ricotta che avevo precedentemente fatto sgocciolare dal siero, ho amalgamato bene ed ho unito i tuorli , il parmigiano, ed anche un pizzico di sale.

Ho steso la pasta con la sfogliatrice, l’ho tagliata in cerchi di circa 10 cm di diametro, ho messo una piccola quantità d’impasto, ed ho chiuso bene a mezzaluna .

Ho sciolto il burro con delle foglie di salvia, ho lessato i ravioli in abbondante acqua salata, li ho scolati delicatamente, e li ho conditi su un piatto da portata, con il burro fuso, le scaglie di pecorino, sottilissime fettine di pera, ed ho cosparso il tutto con i semi di papavero.

mercoledì 24 novembre 2010

Paratha

paratha

Oggi lasciamo la Cina, e ci spostiamo leggermente a Ovest…e andiamo in India, si perché questa specie di piadina, friabile e buonissima, viene proprio dall’India e si chiama Paratha!

Nei miei viaggi virtuali, alla ricerca di sapori sempre nuovi, sono arrivata per mia fortuna da Stefania, o Arabafelice, dove ho trovato questo pane così intrigante, da volerlo provare subito.

Al suo interno racchiude un ripieno di patate lesse, cipollotto e prezzemolo, ed è inutile dirvi che è di una bontà straordinaria…

Vi lascio tutto il procedimento del Paratha, di Stefania….lei ha fotografato anche tutti i passaggi fotografici…

PARATHA

400 g di farina

80 ml di olio di semi

mezzo cucchiaino di sale

acqua tiepida quanto basta

per il ripieno:

patate lesse sbucciate e tagliate a fettine

zenzero fresco

cipollotto

coriandolo fresco, o prezzemolo

sale

paratha2

Procedimento

Si inizia con il lavorare la farina,con l’olio ed il sale, e si aggiunge l’acqua poco alla volta, ottenendo un panetto che non deve essere troppo sodo, a questo punto si lascia riposare l’impasto, avvolto nella pellicola per alimenti, per circa un’ora a temperatura ambiente.

Passata l’ora, si prende il nostro impasto, e si divide in tante palline di media grandezza, e si formano dei salsicciotti che andranno arrotolati su se stessi, a mò di chiocciola, e lasciati riposare ancora mezz’ora, coperte con la pellicola.

Qua Stefania dice di dividere ogni chiocciola a metà, e stenderla con il mattarello, io invece non le ho divise e mi sono limitata a stenderle intere, cercando di ottenere un cerchio che andasse bene per il diametro della mia padella da crepes.

Su una metà, ho messo delle patate che avevo precedentemente lessato, un po’ di cipollotto, il prezzemolo, il sale ed il pepe…e anche dello zenzero tritato.

ho coperto con la seconda sfoglia, ho compresso il tutto con le mani, ed ho steso di nuovo con il mattarello, ottenendo una sfoglia sottile.

Le ho cotte sulla mia padella, unta leggermente d’olio…ho praticato dei piccoli tagli quando l’impasto ha iniziato a gonfiarsi, e le ho fatte cuocere anche dall’altro lato.

Una volta pronte le ho messe in un piatto, le ho impilate…tagliate a spicchi con le forbici, e le ho servite in tavola.

Stefania dice che si possono gustare anche al naturale, senza ripieno…basta cuocerle da ambo i lati, e una volta cotte, si stropicciano come una pallottola di carta rappresa, e si può servire con i salumi, formaggi, panna acida, marmellata…molto interessante vero?

venerdì 19 novembre 2010

Riso alla cantonese

riso alla cantonese

Sicuramente questa, è una di quelle ricette note alla maggior parte di voi, ma io…e qua mi vergogno quasi a dirlo…in 43 anni della mia vita, non avevo mai assaggiato una ricetta orientale, o cinese!!

Dopo una cena in un noto locale orientale di Prato, mi si è aperto un mondo…

E’ un tipo di cucina che mi piace molto, ne sono rimasta letteralmente affascinata, a tal punto di acquistare un libro di cucina orientale,Sapori d’Oriente della Giunti, dove pian piano sto provando e sperimentando,un gran numero di ricette.

Ho iniziato a frequentare più assiduamente i negozi orientali della mia città, ho comprato il mitico cestino di bambù per la cottura a vapore, il wok, le bacchette, ingredienti introvabili e strani per la nostra cultura, e dopo l’ennesimo acquisto nel giro di pochi giorni di cibo cinese, ho sentito dire mio marito ai nostri figli…

“Ragazzi, siamo rovinati!!”

“E ora, chi la ferma più”!!!

ha ha ha

riso alla cantonese 2

Riso alla cantonese

320 g di riso Thaibonnet lessato al dente

100 g di piselli lessati

50 g di prosciutto cotto tagliato a dadini

50 g di gamberetti sgusciati, bolliti e tagliati a pezzetti

1 cipollotto fresco

2 uova

sale

1 cucchiaio di salsa di soia

olio d’oliva

Per iniziare ho preparato una frittatina , sbattendo le due uova con una forchetta, e cuocendole in una padella abbastanza larga, così che la frittata risultasse molto sottile, poi l’ho fatta raffreddare, l’ho arrotolata e tagliata a striscioline

Intanto nel wok ho messo due cucchiai d’olio d’oliva ed ho soffritto i piselli insieme al prosciutto e ai gamberetti, per circa un paio di minuti, mescolando con un cucchiaio di legno, poi ho tolto il tutto e l’ho messo da parte in un piatto.

Nello stesso wok, ho saltato il riso che avevo già lessato al dente, per circa 5 minuti, poi ho aggiunto i piselli, il prosciutto ed i gamberetti, il cipollotto tagliato ad anelli sottili, e le striscioline di frittatina.

Ho amalgamato con la salsa di soia, ed ho fatto insaporire il tutto per un paio di minuti.

Veloce, semplice, buono…

martedì 2 novembre 2010

Risotto alla zucca

Risotto con la zucca

Amo il colore arancione, il colore della gioia, della vita, del sole…mi scalda il cuore, mi da gioia di vivere, mi rasserena quando sono triste. Arancione, come il sole al tramonto che mi ha salutata mentre lasciavo Torino, arancione come i piatti che rallegrano la mia tavola apparecchiata, arancione come questo risotto alla zucca che ha illuminato un’uggiosa giornata autunnale.

Risotto alla zucca

per 4 persone

320 g di riso
300 g di polpa di zucca tagliata a cubetti
cipolla tritata
vino bianco
burro 150 g
100 g di parmigiano
Sale
1 litro e mezzo di brodo
Sciogliere 50 g di burro e poi aggiungere la cipolla,far cuocere lentamente ,poi aggiungere il riso e farlo tostare.Sfumare con il vino e cuocere lentamente con il brodo caldo.
In un’altra padella mettere altri 50 g di burro,un po’ di cipolla e poi i cubetti di zucca,lasciando cuocere lentamente finché non diventa una crema,ed aggiungendo il brodo caldo.Unire la zucca al riso e mantecare con il burro ed il parmigiano.

martedì 26 ottobre 2010

Il Salone del Gusto 2010

Io al salone del gusto nello stand Pasta <span class=




Mi sembra di essere la tipa della pubblicità della Costa...quella che dentro alla vasca da bagno, piange e si dispera, per essere appena tornata!
Ecco, io in questi giorni mi sento proprio così, ancora leggermente sullo stanco, svanita, con tante immagini e ricordi che mi frullano nella testa, sorrisi che mi nascono all'improvviso, ripensando a tutto quello che di bello, mi è successo in questi due giorni di trasferta Piemontese.

E la nostalgia,tanta nostalgia, per le mie magnifiche compagne di avventura, che hanno fatto si, che questi due giorni siano stati super fantastici...
Anna,
Laura Lory ed infine Grazia



Sono state dette tante parole, ci sono stati tanti abbracci, sorrisi e risate scoppiate all'unisono ...
lezioni di cucina, lezioni di vita, confidenze, e anche malinconia...che hanno fatto si, che la nostra unione, si rafforzi ogni volta di più!

Se guardate questo video, vi renderete forse conto...che quello che vi racconto è tutto vero...







E poi il Salone del Gusto, dove in ogni angolo è possibile trovare eccellenze di ogni tipo e di ogni dove, e quando s'incontra per caso il nostro macellaio, dove acquistiamo la carne durante le vacanze, beh sinceramente è una bella sorpresa, vero Savigni?

Torino Salone del gusto 2010 <span class=



Spezie strane, oli aromatici, sale dai mille colori, profumi così intensi da far uscire di testa...




Torino Salone del gusto 2010



Bicchieri così colorati e simpatici, da far pensare a come far fuori in un baleno, i bicchieri che uso tutti i giorni a tavola :)



Torino Salone del gusto 2010 <span class=



Dolci, che sono talmente belli, da avere quasi timore di assaggiare...


Cassata Siciliana Salone del gusto 2010

Che altro dire...
Ragazze, pronte per la prossima avventura?

venerdì 15 ottobre 2010

Il World Bread Day 2010 & il mio pane alle cipolle e lardo

Pane al lardo e cipolla


Eccomi qua, emozionata nel postare il mio pane per il Word Bread Day 2010, il giorno più panoso dell’anno.

Un giorno in cui, tantissime ricette di pane, compaiono sui nostri blog, come per magia…un giorno per il quale, tutte insieme abbiamo pesato la farina, l’abbiamo unita all’acqua ed al lievito, abbiamo iniziato a mescolare e poi abbiamo iniziato a lavorare con amore, quella massa morbida e profumata, che sarebbe divenuta il nostro pane.

Ho cercato una ricetta speciale, tra i tanti libri di pane che ho, e l’ho trovata tra le pagine di “Pane & Pani” di Piergiorgio Giorilli, un grande Maestro dell’arte bianca, volevo una ricetta diversa, una che oltre che di pane profumasse ancora di più, e l’ho trovata tra le ricette dei pani da minestre.

Foglia di cipolla Pane alle cipolle di Tropea e

Un pane profumato di cipolla di Tropea, e reso morbido dal lardo, certo non è un pane da mangiare tutti i giorni, ma volete mettere una fettina di questo pane, per accompagnare una bella zuppa d’orzo, come consiglia Giorilli, ora che è iniziato l’autunno e sulle nostre tavole iniziano a comparire di nuovo delle belle minestre calde e fumanti?

Pane al lardo & cipolle di Tropea


Pane al lardo e cipolla 2

Ingredienti per due pani da 900 g circa

800 g di farina

300 g di biga

3.5 dl di acqua

25 g di lievito di birra

5 g di malto

20 g di sale

0.5 dl di olio extra vergine d’oliva

200 g di lardo tagliato a cubetti

150 g di cipolla di Tropea affettata sottile

Ho iniziato con la biga, l’ho impastata il giorno prima, circa 18/20 ore, prima di dar vita al mio pane, unendo a 250 g di farina, circa 125 g d’acqua tiepida,e 2,5 g di lievito di birra.

Ho sciolto il lievito nell’acqua non fredda, ho aggiunto la farina, ho impastato, e una volta che ho ottenuto un bel panetto, l’ho messo nella ciotola, coperto con la pellicola e l’ho messo a riposare in un angolino riparato della mia cucina, fino al giorno dopo.

Ecco, adesso vado ad impastare il mio pane, mettendo nella ciotola della planetaria prima l’acqua tiepida, il lievito di birra sbriciolato, il malto d’orzo, e do una bella mescolata, poi aggiungo 300 g della biga che ho preparato, ed do qualche giro a bassa velocità.

Ho aggiunto circa metà della farina, lasciando che si formasse un impasto morbido, poi ho messo il sale, ed ho iniziato a spolverare pian piano l’impasto, con l’altra metà della farina che mi era avanzata, quando l’impasto ha iniziato a prendere corpo ho unito a filo l’olio, facendolo scendere lungo la parete della ciotola e l’ho incorporato all’impasto.

Ecco, è arrivato il momento di aggiungere le cipolle, che ho fatto saltare con un filo d’olio in una padella, aspetto che il tutto sia ben amalgamato , e finisco di impastare aggiungendo i cubetti di lardo, nascondendoli per benino, nell’impasto ormai pronto.

Copro la ciotola e la metto al caldo per circa 35/40 minuti, poi riprendo l’impasto lo spezzo nel peso che voglio ottenere, e lo formo come più mi piace, poi lo accomodo sulla teglia, lo copro di nuovo e lo lascio in un luogo tiepido, per altri 50/60 minuti.

Intanto il forno è già caldo, circa 220°, inforno il pane per circa un’ora, anche un’ora ed un quarto, poi quando è dorato e croccante, lo sforno e lo lascio raffreddare.

Buon appetito, e buon World Bread Day a tutte.

lunedì 11 ottobre 2010

Confettura di pere e cannella

Confettura di pere e cannella



Visto che ormai siamo in autunno, cosa c'è di meglio di una bella confettura di pere e cannella, da poter accompagnare con il nostro formaggio preferito, oppure da poter spalmare su di una bella fetta di pane toscano, quando abbiamo bisogno di una coccola?

Semplice da fare, delicata,leggermente speziata...mentre la cuocevo in casa si è sprigionato un profumo delizioso, ed ho dovuto litigare con me stessa, per non assaggiarla in continuazione!

Confettura di pere e cannella

1 kg di pere williams, pulite e tagliate a cubetti
600 g di zucchero
la scorza ed il succo di un limone biologico
un pizzico di cannella in polvere



Ho sbucciato le pere , le ho tagliate a cubettini e le ho messe in una pentola con il fondo spesso, le ho cosparse con la buccia di limone, e bagnate con il succo di limone, che avevo spremuto precedentemente.
Ho messo il tutto sul fuoco, aggiunto il pizzico di cannella, ed ho lasciato cuocere a fuoco basso, fino ad ammorbidire la polpa delle pere.
A questo punto ho aggiunto lo zucchero, ho mescolato bene, ed ho portato alla giusta consistenza la marmellata mescolando il tutto molto spesso.

Nel frattempo, ho sterilizzato i vasetti di vetro, ed appena la confettura ha raggiunto il giusto punto di cottura, li ho riempiti, chiusi ermeticamente, e li ho capovolti per far si che si autosterilizzassero.

Ecco pronta la confettura di pere e cannella, lasciamola riposare per qualche settimana, e poi finalmente ce la potremo gustare.

giovedì 7 ottobre 2010

Pappardelle all'uva e faraona

Pappardelle all'uva e faraona


Sarò estremamente sincera...
l'abbinamento carne e frutta, non è che l'abbia mai sperimentato più di tanto.
Sarà che tutte le volte che provo una ricetta insolita, la parte della famiglia più tradizionalista, diciamo pure i 3/4, e dicendovi che siamo quattro, penso di aver detto tutto...inizia ad aggirarsi con sospetto nella cucina, guarda,scruta, annusa sospettosa, scoperchia le pentole, chiama i rinforzi che sono rappresentati da fratelli e padre, e poi mi chiedono cosa stia facendo!
Praticamente è quello che è successo anche domenica scorsa...
Avevo visto in televisione la Spisni, fare questo bellissimo piatto, e mi ero proposta di prepararlo quanto prima...
Detto fatto, sabato compro l'uva Italia e la faraona, sabato sera strappo di mano la suddetta uva dalle mani di mio figlio affamato( mangiarsi l'uva Pizzutella, che era li vicino, no vero???), e domenica mattina mi metto finalmente all'opera!

Diciamo pure che non è un piatto velocissimo, ma è pur semplice da fare, diciamo pure che in casa si sprigiona un profumo straordinario, diciamo pure che la mia cucina si trasforma nello struscio del sabato pomeriggio in centro, con i miei figli e mio marito che passeggiano e osservano soddisfatti, tronfi al pensiero del buon piatto di tagliatelle, che tra poche ore si
gusteranno, diciamo che regna la più assoluta armonia, fino a che...io non prendo una bella manciata di uva Italia, e non l'aggiungo al mio sugo!!!

Noooo, orroreeee!!!

Chiara è schizzata a dirlo subito a suo fratello, e in pochissimi nanosecondi, tutti e due erano già al mio fianco, che scoperchiavano il tegame e guardavano il tutto inorriditi!!!

"Nooo, perchèèèè...perchèèè ci hai aggiunto l'uvaaaa!!!!"
"Lo sai che non ci piacciono questi esperimenti straniii!!!"

"Perchè, perchè...ce l'ho messa,perchè ci andava!!! UFFA!!!"

Al momento della verità, e cioè a tavola...hanno iniziato ad annusare il piatto sospettosi, poi un piccolo assaggio, poi una forchettata più convinta, e poi si sono rifatti due volte!!!!
ha ha ha
Ho ritrovato alcuni acini nei loro piatti,però dai...è stato lo stesso un bel successo!!!

Pappardelle all'uva e faraona


Pappardelle all'uva e faraona





Ingredienti per 4 persone:

4 uova,
400g. di farina,
un posteriore di faraona ( io ho aggiunto anche il petto)
1 gambo di sedano,
1 carota grossa,
1 cipolla grossa,
1 cucchiaio di strutto(io olio extra vergine d'oliva)
1 grappolo di uva Italia ( una bella manciata)
1 bicchiere di vino rosso robusto ( di quello buono, per capirci...)
sale e pepe macinati,
1 trito di prezzemolo e salvia


Procedimento:
Impastate e tirate la sfoglia. Confezionare le pappardelle e farle asciugare a nido.
Pulire, bruciacchiando i peli e raschiando la pelle, la faraona lavare accuratamente e togliere la pelle che verrà tagliata a striscioline sottili e messa da parte:
Disossare la faraona e mettere le ossa in una pentola con acqua fredda, sale grosso, mezza carota, mezzo sedano e mezza cipolla.
Portare a bollore ed abbassare la fiamma al minimo, proseguire la cottura per quanto più è possibile, fino a ricavare un brodo di faraona. Pulire e tritare grossolanamente gli odori rimasti : sedano,carota e cipolla, lavare l’uva e sgranare gli acini , tagliare a cubetti piccoli la carne di faraona. In un tegame dai bordi alti, soffriggere nello strutto le striscioline di pelle di faraona fino a renderle croccanti , unire sedano, carota e cipolla e proseguire la cottura per qualche minuto. Aggiungere la carne, salare e pepare, sempre mescolando. Appena rosolata la carne, sfumare con il vino rosso, lasciare evaporare a fiamma vivace e , quando non si sentirà più l’odore dell’alcool , aggiungere il trito di erbe aromatiche, se occorresse aggiungere mezzo bicchiere di acqua e gli acini dell’uva, coprire con un coperchio e terminare la cottura pochissimi minuti poi spegnere e lasciare riposare coperto. Togliere dalla pentola, le ossa di faraona, e gli odori, aggiustare il “brodo” con acqua e sale, come e se occorre, cuocere le pappardelle nel “brodo” e una volta scolate , condirle con la salsa di faraona e uva. Servire con accompagnamento di abbondante grana grattugiato.

venerdì 6 agosto 2010

Filetti di pesce spada croccanti, al sesamo e limone.

filetto di tonno al sesamo

La dottoressa sta compilando la mia scheda personale...
E' la mia prima visita da lei, e mi chiede cosa amo mangiare, quale cibo mi piace di più,e se la mia alimentazione è abbastanza equilibrata.
Alla domanda, se io ami mangiare pesce, mi illumino, sorrido e rispondo prontamente:
"Ma certo Dottoressa"
E lei...
"Si??? E mi dica,che tipo di pesce mangia di solito?"
E io, sempre con il mio bel sorriso, e sicura di fare una bella impressione...
"Polpo,scampi, gamberetti,calamari, vongole, a volte nasello, ma raramente..."
Lo sguardo della dottoressa si fa serio, mi guarda ed esclama:

"Ho detto pesce...non molluschi, non crostacei, semplicemente pesce!"

Ahhhhh...ora ho capito!!!

Mi ha chiesto se amo mangiare quei cosi con le lische...ehm diciamo che non li amo, e che evito anche accuratamente di acquistarli, pulirli e cucinarli!!

Lo sguardo della dottoressa si fa sempre più attento, e sorridendo mi dice
"Beh, diciamo che da oggi, i suoi gusti cambieranno?!?!"

Nooooooo...pietàààà...i pesci con le teghe noooooooo!!!

E in effetti le mie preghiere sono state esaudite...i pesci che posso mangiare sono tutti quelli ricchi di omega 3, ovvero tonno, pesce spada, sgombro,non hanno le famose lische, non puzzano, e sono anche molto buoni!

Ovviamente, essendo a dieta, la cottura è sempre molto semplice...
Griglia, vapore,forno, le spezie e gli aromi a caduta libera, diciamo che non mi è andata male in fin dei conti, e che con un po' di fantasia e di ricerche sul web, riesco a mangiare in maniera anche sfiziosa.

Come questi filetti di pesce spada, che con una semplice panure di pangrattato, semi di sesamo, scorza di limone grattugiata...diventano un secondo veramente favoloso!

Filetti di pesce spada croccanti, al sesamo e limone.

Filetto di tonno ( ma vengono bene anche con il pesce spada, lo scorfano,la verdesca)
pangrattato
semi di sesamo
la scorza grattugiata,di un limone biologico
sale ,pepe

Si mescolano insieme, il pangrattato, il sesamo, la scorza di limone, il sale ed il pepe, e nella panure ci passiamo i nostri filetti di pesce, pressandoli bene con il palmo della mano.

Intanto si scalda bene una padella, un filo d'olio d'oliva di quello buono,si aggiungono i nostri filetti...si fanno dorare da entrambi i lati, un pizzico di sale...et voila, le jeu est fait!!!!

Bon appétit mes amis, parto per la nostra casa in montagna, ci rivediamo tra qualche settimana, più rilassate e con qualche kg in meno...

treppio

Un bacio a tutte
Aurelia

mercoledì 28 luglio 2010

Mousse di branzino, su crostini croccanti

mousse di branzino2


Tra tutte le ricette che ho, mi mancava una mousse di pesce...

Sarà, che io ed i pesci con le "teghe"...per chi non è toscano, leggasi lische...non andiamo molto daccordo, forse anche a causa di una lisca rimastami in gola quando ero molto piccola, e che mi ha spaventato a morte per un intero pomeriggio, finché magicamente è sparita ed ha smesso di raschiarmi la mia povera gola dolorante....

Fatto sta che, ultimamente ho imparato a sfilettare in maniera quasi perfetta qualsiasi pesce dotato di apparato scheletrico, mi sono munita di bellissime pinzette estirpa teghe...e mi sono data alla pazza gioia culinaria.

ComplicePippi , e il suo anniversario di matrimonio, che tra parentesi è 5 giorni prima di quello mio e di mio marito...mi sono imbattuta in alcune ricette straordinarie, che Laura aveva preparato per festeggiare in maniera impeccabile questa bella festa.

Avevo avuto il modo di assaggiare le mousse di branzino, anche in qualche ristorantino qua in zona, ma ad essere sincera, quella di Laura è nettamente migliore...delicata e saporita allo stesso tempo, e poi con una maionese così delicata, che non copre in maniera sfacciata il sapore delicato del branzino.

Mi sono permessa di aggiungere una piccola patata lessata a vapore, e schiacciata ben bene, con i rebbi della forchetta...devo dire che ci stava proprio bene!


mousse di branzino



Mousse di branzino, su crostini croccanti

Copiata spudoratamente dal blog della Pippi




Ingredienti:

carpaccio di branzino circa 450 gr.

prezzemolo

poco succo di limone

maionese (sempre della Pippi) che scrive come farla, in questo modo...


Io ho usato il bicchiere in dotazione al minipimer, seguite questo ordine: un uovo intero freddo (attenzione a non romperlo), 230 gr. di olio di semi di mais freddo (l'ho messo in frigorifero), 2 cucchiai di aceto bianco (o di succo di limone), 2 pizzichi di sale, 1 cucchiaio di senape (questa è facoltativa....io non l'ho messa). Inserite il minipimer all'interno del recipiente azionatelo alla velocità più bassa e non muovetelo per qualche secondo poi quando il tutto comincia a montare muovetelo su e giu per prendere bene tutti gli ingredienti. Per maggiori dettagli passate da Monique!

Procedimento:

Si cuoce il branzino al vapore, per pochi minuti, diciamo due o tre, poi si toglie dalla pentola e si lascia raffreddare leggermente,poi si sbriciola con le mani, si aggiungono il prezzemolo tritato, un po' di succo di limone, la maionese, e un pizzico di sale...io ho aggiunto anche la patatina lessata al vapore, e schiacciata bene con una forchetta.
Una bella mescolata, e la mousse è pronta, per essere gustata sopra dei crostini di pane, croccanti

lunedì 26 luglio 2010

I grissini delle Simili,un Franciacorta ghiacciato...e tante risate!!

Gli ultimi raggi del sole, accarezzano la tavola apparecchiata, con gusto e finezza.
Gli uomini stanno parlottando tra loro, mentre passeggiano per il grande prato verde e ammirano le piante e l'orto che Renzo cura con grande passione.
Noi due invece, anzi solo Lei,( la mia Pippina )per la verità...sta ultimando di preparare la cena deliziosa, che tra poco potremo gustare al fresco, nel loro magnifico giardino.

Laura in cucina


Chiacchieriamo e ridiamo come abbiamo fatto a Firenze, ci abbracciamo felici come due bimbe...
E io la guardo, sorridendo... mentre sicura si aggira tra i fornelli, nella sua bella cucina, che sa di casa e profuma di buono!
E' tutto come mi sono immaginata leggendo i suoi post...Laura e le sue spezie, le sue farine, i suoi ingredienti "segreti", tutti a far bella mostra di se...e il giardino, con la famosa betulla,le sue tartarughe,il grande prato...è come se in questa casa, ci avessi sempre abitato ...
Non mi sento ospite...mi sento veramente parte della famiglia!


tartine al salmone e grissini delle Simili



Abbiamo stappato un Franciacorta Bredasole fresco e ghiacciato, che beviamo mangiando le sue tartine al salmone,e sgranocchiamo i grissini che le ho preparato a casa, ieri pomeriggio.
Sono i famosi grissini delle sorelle Simili, i grissini torinesi,speriamo che le piacciano!!!

Prosecco



E prima che gli ultimi raggi dorati ci salutino fino a domani, brindiamo tutti insieme alla nostra bella amicizia, e alla fortuna di esserci un giorno incontrate per caso su di un blog di cucina...


grissini3


Grissini torinesi delle Simili

dal libro Pane e roba dolce



500 g di farina 00
250-280 g di acqua tiepida
15 g di lievito di birra
8 g di sale
50 g di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino di malto d'orzo
farina di semola di grano duro per lo spolvero
altro olio per pennellare il panetto

Volendo si possono unire all'impasto
semi si sesamo tostati, oppure di papavero,peperoncinoin polvere...
fior di sale

Ho messo l'acqua, il lievito sbriciolato ed il malto, nella ciotola della planetaria,ed ho dato una mescolata con la frusta, poi ho aggiunto la farina ed ho iniziato ad impastare,con il gancio a foglia.
Ho unito il sale, che avevo sciolto in un goccio d'acqua che mi serviva per l'impasto, ho continuato a mescolare per un minuto scarso, ed ho unito a filo l'olio extra vergine di oliva.
Ho lasciato che l'impasto si amalgamasse per bene, poi ho cambiato frusta, ed ho messo quella a spirale, continuando ad impastare finché l'impasto non è stato bello liscio.

Ho spolverato la spianatoia con la semola, ho fatto un rettangolo di circa 30 cm x 10 con l'impasto, l'ho spennellato di olio e spolverato con la semola, infine l'ho coperto a campana e l'ho lasciato lievitare per 50-60 minuti.

Con un coltello a lama alta ho tagliato dal lato corto dei bastoncini larghi circa un dito, senza smuovere troppo la pasta li ho afferrati al centro con le dita e li ho assottigliati tirandoli delicatamente e spostando contemporaneamente le dita verso l'esterno man mano che la pasta si allungava. Li ho messi sulla teglia distanziati tra loro,cercando di farli tutti uguali, come la lunghezza della teglia.
Li ho cotti nel forno già caldo a 200° per 18-20 minuti, finché non sono diventati dorati.

Nel caso che si volessero aggiungere semini vari all'impasto, consiglio prima di tostarli in un padellino antiaderente, e di aggiungerli nella planetaria, solo quando l'impasto è pronto.


venerdì 2 luglio 2010

Pippi, Florence...and a river of words!!!

ponte vecchio







Scendere dal treno alla stazione di Firenze, con il cuore in fermento e un sorriso stampato sul viso...una canzone di Mango che ti risuona nelle orecchie già da qualche ora...

Lei verrà

nel tempo che verrà
e scenderà

giù per la collina ...

No fermi tutti!
Non scenderà giù per la collina, scenderà giù dal treno che proviene da Pisa, quel treno che sta arrivando in questo momento al binario 6.

Mi fermo all'inizio del marciapiede,alla testa del treno, e inizio a guardare tra i volti delle persone, che piano piano, stanno scendendo dalle carrozze

Ad un certo punto la vedo...il cellulare all'orecchio, probabilmente sta cercando di chiamarmi, alza lo sguardo e i nostri occhi si incontrano e si riconoscono...
Una corsa...una abbraccio che sembra non finire mai...Laura, la mia Pippi, è finalmente arrivata!!


Laura




Chi ha già avuto la fortuna di incontrarla, sa sicuramente che persona è Laura...
Simpatica, gentile, deliziosa...preziosa, un vulcano di parole e di risate, l'amica che hai scoperto di avere attraverso uno schermo di computer, l'amica a cui hai iniziato a voler bene, giorno per giorno, quella con cui scopri di avere tante cose in comune, oltre sicuramente alla passione per la cucina, tutte quelle cose che sveli solo a un'amica cara...quasi sottovoce, chattando su face, o parlandole al telefono...


Laura e Ponte vecchio

Arrivare a raccontarsi la propria vita, sia la parte bella, sia quella che a volte fa più male, con una naturalezza e una semplicità disarmante, sorridere insieme, accorgersi con stupore di essere due imbranate al momento di salire sulla scala mobile, con lo stesso passo impacciato e lo sguardo fisso sul primo gradino!!



E poi parlare, parlare e ancora parlare,ridere, abbracciarsi, come per sincerarsi che siamo veramente insieme...camminare con il naso rivolto all'insù, ammirando lo spettacolo mozzafiato che Firenze ci ha regalato, fermarsi in Piazza della Signoria per mangiare una semplicissima insalata visto che io sono a dieta, e adeguarsi al mio menù con un sorriso...

Duomo Firenze 2



Telefonare ai propri mariti, per dire che va tutto bene e che siamo strafelici...
scambiarci i cellulari e parlare ognuna con ilconsorte dell'altra, per rassicurarli di essere veramente insieme e poi sentirsi dire a casa :" Che avete mangiato un'insalata ci posso anche credere...ma dimmi Aurelia, e dimmi la verità,cosa avevate bevuto, per sghignazzare così?!?!

Acqua...solo acqua...ma mica c'ha creduto, mio marito!!!

hahahahahhaha

Particolare David

( Particolare della statua del David ...)

E poi, continuare il nostro giro nel mondo magico della Rinascente, precisamente nel reparto casa e casalinghi e scovare quel cappello da chef che ci siamo regalate, oppure farsi massaggiare le manine a Coin, con creme preziose e profumate, per poi sorridere e salutare con nonchalance la commessa, che tanto si era data daffare a convincerci a dilapidare il nostro patrimonio!

Duomo Firenze

Comprare due ombrellini minuscoli perchè intanto sta piovendo, aprirli, camminare pochi minuti, e accorgersi che è spuntato di nuovo il sole e che, strano ma vero...dopo essere arrivate stanche morte al mercato di San Lorenzo,scoprire che il famoso mercato centrale...il pomeriggio è chiuso!!!
Ma porca miseriaaaaa :))

Finestre Ponte vecchio

Oppure entrare alla Feltrinelli, cercare di strapparle la promessa di non fare la spendacciona, di non comprare troppi libri di cucina, e lei... con quello sguardo birichino ha già tre libri sotto al braccio!!!
E' proprio un caso senza speranza... ha ha ha

E poi, ritornare lentamente alla stazione, sicure che questo è stato solo il primo di una lunga lista di incontri, abbracciarsi strette e accompagnarla di nuovo al binario, dove ad aspettarla questa volta c'è il treno che la riporterà a casa...

Ciao Pippi, alla prossima

Aurelia


Laura partenza

mercoledì 16 giugno 2010

Risotto asparagi e pisellini novelli, con cialda di parmigiano

risotto asparagi, piselli e cialda di parmigiano2




Ma che bella stagione che è la primavera...
Ok..ok...è quasi estate... ma è sempre una bella stagione :))

Verdure fresche e saporite, che ci aiutano in cucina , a gustare piatti freschi e leggeri, come questo risottino.

Con questo caldo, in effetti un risotto non sarebbe proprio indicato, è più un piatto per riscaldarsi il pancino, ma siccome se non lo posto ora, non lo posto fino al prossimo anno, perdonatemi, accattatevi la ricetta e mettetela in serbo per la prossima primavera :))


Risotto asparagi e pisellini novelli, con cialda di parmigiano

Riso carnaroli
Un mazzetto di asparagina
pisellini novelli ( se non li avete metteteli pure surgelati...)
un pezzetto di porro
un buon brodo vegetale
sale
pepe
olio extra vergine d'oliva

parmigiano reggiano grattugiato

Si inizia, cuocendo il porro tagliato fine con un filo d'olio, una volta che è diventato quasi trasparente, si aggiungono i pisellini e l'asparagina tagliata a rondelle, si mescola bene e si lascia cuocere piano per una decina di minuti, bagnando ogni tanto con il brodo vegetale caldo.

Una volta che le verdure sono abbastanza tenere è la volta di aggiungere il riso, e lentamente portarlo a cottura, bagnando con il brodo.

Quando il riso è cotto, ma non scotto...si manteca con del parmigiano grattugiato, e si lascia riposare per qualche minuto.

Ne frattempo si preparano le cialde di parmigiano...una bella manciata di parmigiano grattugiato, una padellina ben calda, si mette il formaggio, si lascia sciogliere delicatamente (occhio, perché il formaggio bruciacchiato non è un gran che...), e con l'aiuto di una spatolina o delle pinzette da cucina, si gira dall'altra parte, si lascia rapprendere ancora per pochi secondi...si toglie dalla padella e si lascia solidificare per bene su di un piatto.

venerdì 11 giugno 2010

Filetti di trota salmonata, rucola e mozzarella di bufala campana

Insalata trota salmonata,rucola e mozzarella di bufala



Il caldo si sta facendo sentire, la voglia di cucinare cibi troppo complicati è pari allo zero, mettiamo pure che sono anche a dieta...quindi se vi posto questo carpaccino di trota affumicata, sono scusata vero?

Quando sono stata a Taste, tra i vari assaggi, ho scoperto Friultrota e i suoi prodotti, e questi filetti di trota salmonata, sono venuti a casa con me...

Il responsabile dello stand, mi aveva suggerito di consumarli accompagnati da una buonissima mozzarella di bufala Campana, dicendomi che non me ne sarei pentita, e così ho fatto...

Ne è venuto fuori un piatto veramente delizioso e saporito, perfetto per questa calura...



Insalata con filetti di trota salmonata,rucola e mozzarella di bufala campana

Filetti di trota salmonata San Daniele Friultrota
Mozzarella di bufala campana D.O.P
rucola
pomodorini di Pachino
olio extra vergine d'oliva
sale, pepe rosa
erba cipollina

Buona, buona...buona!!

martedì 8 giugno 2010

Carciofi alla griglia

carciofi alla griglia




Ecco un'altra ricetta con i carciofi, in questa stagione ne cucino davvero tanti, non solo perchè sono buoni, ma sopratutto perchè contengono pochissime calorie.
Più che una ricetta, si tratta di un metodo di cottura, per gustare in maniera leggera e sana, questa delizia.


Carciofi alla griglia


Metto a bollire dell'acqua calda salata, dentro alla quale ho strizzato del succo di limone, intanto pulisco i carciofi e li taglio a metà, infine li tuffo nell'acqua ormai bollente e li lascio cuocere per circa 5 o 6 minuti, a bollore leggero.

Li scolo con una paletta, e li lascio asciugare leggermente, intanto scaldo bene la gratella di ghisa, appoggio sopra i miei carciofi, li spennello leggermente con un pennello di silicone passato nell'olio e.v.o, e li faccio rosolare dolcemente girandoli spesso.

Una volta coloriti, li tolgo dalla gratella e li metto in un piatto, un pizzico di sale, una macinata di pepe, un filo di ottimo olio e.v.o, ed una spolverata di prezzemolo ed aglio... sono fantastici!!

domenica 6 giugno 2010

Qualche volta, i sogni si avverano...corso di cucina e panificazione, con Adriano e Paoletta...






Non lo nego, da circa due anni, ovvero da quando mi ero iscritta ad un forum di cucina ed ho iniziato a navigare tra i vari blog, imbattendomi in quello diAdriano, Profumo di lievito
, sono rimasta subito affascinata dal carisma e dalla sapienza del "Maestro", in fatto di lievitati...
Ricordo che quando chattavo, parlando con le mie amiche di forum, ripetevo spesso, che il mio sogno più grande, sarebbe stato quello di poter fare un corso di panificazione, insieme a lui.

Qualcuno deve aver ascoltato la mia richiesta ed ha fatto avverare il mio sogno, facendomi un regalo ancora più grande, ovvero facendomi incontrare anche la mitica Paoletta,di Anice e cannella
, fino ad una settimana fa, solo amica virtuale...oggi qualcosa di più :))

Ho passato due giorni bellissimi, nella villa meravigliosa l'agriturismo Bellavista, messo a nostra disposizione dalla dolcissima Raffaella,un posto magnifico dove la parola pace e relax, fanno da padroni (se non si sta seguendo un corso di panificazione, ovviamente ha ha ha)
Colgo l'occasione per ringraziarla della sua deliziosa ospitalità, un'orda di pseudo panettieri impazziti che vagavano tra salone, cucina,bagno e giardino..portando briciole e farina, per ogni dove, grazie ancora Raffaella, sei stata una padrona di casa eccezionale!

corso di cucina e <span class=

Come mi ero immaginata, Adriano e Paoletta, sono due "Maestri" perfetti...professionali, simpatici, attenti, sempre disponibili nell'aiutare e spiegare e rispiegare, nel caso ce ne fosse stato il bisogno...sono riuscita a domare impasti impossibili, quelli ad alta idratazione...che spesse volte erano finiti nella pattumiera della mia cucina, oppure erano stati stravolti dall'aggiunta di nuova farina, per cercare di incordare l'odioso impasto, che pareva una pastella per friggere le verdure...!!!

corso di cucina e <span class=

Ho visto nascere croissant, focacce pugliesi, brioche, pizza bianca romana, panini semidolci...ho imparato a spolverare in maniera perfetta la spianatoia ( il trucco sta tutto nel braccio e nel gomito, vero Adriano???), ho visto volare pezzi di impasto davanti al mio naso, che erano riusciti a sfuggire dalle mani e soprattuto agli sbattimenti furiosi sulla spianatoia, da parte dei miei vicini :))
ho impastato talmente tanto che i muscoli delle mie braccia, si sono fatti sentire,ho riso tantissimo e chiacchierato ancora di più, con gli amici che ho avuto la fortuna di incontrare...



corso di cucina e <span class=

Gli amici foodblogger che hanno preso parte al corso, sono stata la conferma di quanto siamo simpatici chi fa parte di questa categoria... (come sono modestaaa ha ha ha)

Gaia, di profumo di mamma , che è venuta apposta, la mattina dell'inizio del primo corso (lei avrebbe partecipato al secondo...)solo per poterci conoscere, e ci ha omaggiati di una deliziosa schiacciata alla fiorentina, così buona, ma così buonaaa....Grazie Gaia :))


corso di cucina e <span class=

Silvia, di Pan con l'olio ,con la quale ho iniziato una bellissima amicizia, mia compagna di avventura, tra le straduzze che portavano all'agriturismo...quante risate che ci siamo fatte ( 'sta a vedere che ora e s'arriva a Frittole :)) hahaha Chi ha visto il film Non ci resta che piangere con Benigni e il grande Massimo Troisi, può capire di cosa sto parlando...hahahaha)

Il mitico Giovanni, della vetrina del Nanni, un mago in cucina...che quando si ha la fortuna di incontrarlo, la prima cosa che uno pensa è..."mazza, è secco come un'uscio...ma tutto quello che cucina, ma se lo mangia o no???"

Monica, di quantocepiacechiaccherà, che molto furbescamente, divideva la spianatoia con quell'angelo di suo marito, facendogli fare tutti i lavori sporchi e faticosi...hahahaha
Monica sei stupendaaaa :))


corso di cucina e <span class=



E poi ancora, Katia ,Gaia, Anna, Barbara, le mitiche Linda e Valentina, Lucia, Monica 2, Rosanna,Serena,e infine Stefania...ragazze, spero di avervi ricordate tutte quante...un bacio grandissimo:)

corso di cucina e <span class=


Oltre al duro lavoro fisico, c'è stata anche la parte che mi è piaciuta di più, e cioè quella degli assaggi delle prelibatezze che avevamo preparato...
Dal forno della cucina si sono sprigionati profumi deliziosi, e sotto lo sguardo attento di Paoletta, sono iniziati a venir sfornate una golosità, dietro l'altra!




Delle bontà inimmaginabili, soffici, profumate...saporite,che mentre le assaggi pensi.
"Appena torno a casa, lo rifaccio di sicuro..."


corso di cucina e <span class=


E poi, e poi...viene l'ultima sera del corso, quella più triste, quella che ti fa capire che da domani, tutto questo sarà solo un bel ricordo...un ricordo che mi rimarrà per sempre nel cuore!!!

Grazie a tutti, per questa magnifica avventura...

Aurelia