martedì 4 dicembre 2018

Fruit24 e un'insolito risotto




Un risotto insolito, un po' fuori dagli schemi, quello che ho pensato per il progetto promosso da Fruit24, progetto promosso dalla Comunità Europea con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, del Ministero della Salute e da Apo Conerpo, per promuovere il consumo di frutta e verdura dalla prima colazione fino allo spuntino di mezzanotte.
La mia ricetta completa, la potete leggere sul sito di Fruit24 nella sezione Pranzo in Tecnicolor.

lunedì 3 dicembre 2018

Insalata di cavolo viola e trota salmonata



Continua la serie delle ricette che ti catturano a prima vista! Questa volta si tratta di un' insalata di cavolo viola e trota salmonata che avevo letto da Monica e mi aveva completamente rapita. Peccato che quando ho deciso di pubblicarla, il tempo del cavolo viola fosse quasi giunto al termine e come sapete odio pubblicare ricette che non sono di stagione e quindi ho atteso paziente fino ad oggi, perché questa ricetta deve avere il suo momento di popolarità, se lo merita davvero!
Sinceramente osservando la foto, mi ha dato l'idea anche di una ricetta adatta al periodo natalizio; un po' per i colori della frutta e della verdura che richiamano un bel rosso Natale, un po' per la sua leggerezza che nel periodo delle abbuffate non guasta mai, un po' per l'utilizzo del pesce marinato e conservato, che in questo periodo viene spesso utilizzato per preparare sfiziosi antipasti.
Se il salmone affumicato vi ha un po' stancato, cosa che a volte può capitare, il giusto compromesso è questa trota marinata nel tè verde che sicuramente vi sorprenderà con il suo gusto delicato, ma soprattutto per la facilità in cui si prepara; bastano pochi ingredienti e in poche ore avrete un filetto di trota perfetto per i vostri antipasti natalizi o per accompagnare le vostre insalate.
Ho fatto bene ad aspettare, vero?



Per 4 persone



  • 1 cavolo cappuccio viola di piccole dimensioni ( circa 100-150 g a porzione)
  • 150 g di lamponi freschi
  • un filetto di trota salmonata di circa 300 g (oppure 300 g di salmone affumicato )
  • 30 g di aceto di lamponi o di mele
  • 40 g di olio extravergine d'oliva
  • sale, pepe
Per la marinatura della trota

  • 40 g di zucchero semolato
  • 40 g di sale grosso
  • 3 g di tè verde ( leggete quanto tè è contenuto nella  bustina che usate abitualmente)


Procedimento per la marinatura della trota

Prendete la trota, sciacquatela ed asciugatela bene, poi togliete tutte le lische con l'apposita pinzetta.
Preparate una miscela con il sale, lo zucchero e il tè verde che avrete tolto dalla bustina, poi mettete il filetto dentro ad un contenitore che possa andare in frigo e ricopritelo con il miscuglio. 
Sigillate e ponete in frigo per almeno 12 ore.
Ripulite il filetto dal composto ed asciugatelo ( durante il riposo in frigo avrà prodotto del liquido denso) e poi tagliatelo a fette sottile con un coltello dalla lama flessibile.




Composizione dell'insalata

Pulite i lamponi con un tovagliolo di carta inumidito; in una ciotola mettete l'olio, l'aceto, un pizzico di sale e una macinata di pepe, aggiungete anche 5- 6 lamponi e schiacciateli con una forchetta, mescolate il tutto e lasciate riposare per circa un'ora a temperatura ambiente.

Pulite bene il cavolo e tagliatelo sottilmente utilizzando una mandolina o un coltello da verdura; mettetelo dentro ad una ciotola e ricopritelo di acqua fredda per circa  una decina di minuti, poi scolatelo, asciugatelo e conditelo con la condimento preparato in precedenza.

Dividete l'insalata nei vari piatti, unite i lamponi che avevate tenuto da parte, unite anche la trota marinata, oppure il salmone affumicato tagliato a strisce.


martedì 27 novembre 2018

Pappardelle ricce con funghi pioppini e coda in umido




Credo ancora al colpo di fulmine, all'amore a prima vista, nonostatnte abbia raggiunto la maturità da molto tempo!
Non sto parlando del  classico innamoramento verso un bell'uomo, per quello ho già dato 37 anni fa quando ho visto per la prima volta quello che a distanza di anni sarebbe diventato  il mio compagno di vita, ma parlo del colpo di fulmine verso una ricetta, mentre stai sfogliando   una rivista e leggendo solo  gli ingredienti, riesci a percepirne il sapore e decidi immediatamente che devi provarla!
Tutto questo è accaduto la settimana scorsa e dal leggere, sognare e cucinare queste Pappardelle con funghi pioppini e coda in umido è trascorso davvero pochissimo tempo, sarà che amo  la coda di vitello, che ogni genere di funghi e che so che la cottura lenta regala  alla carne quella morbidezza e quel sapore che difficilmente si raggiunge con altri tipi di cottura, e vi confesso che questa ricetta ha suscitato in tutti i componenti della famiglia un moto di  commozione che non vedevo da tanto tempo!
La coda come saprete fa parte del quinto quarto, quella categoria di tagli di carne di cui fanno parte fegato, cervello, milza, lingua, polmone, cuore, trippa, rognoni, mammella, muso e testicoli, e che fino a qualche anno fa erano snobbati o relegati ad un uso in cucina prettamente casalingo o da osteria, ma fortunatamente nell'ultimo periodo sono stati rivalutati e promossi anche  nelle cucine dei grandi chef.
E' un taglio di carne che non manca mai quando preparo il brodo di carne, ma con questa ricetta la coda di vitello mi ha letteralmente conquistata!



Pappardelle ricce con funghi pioppini e coda in umido


ricetta tratta da Sale&Pepe Novembre 2018

Per 4 persone

  • 300 g di pappardelle ricce Luciana Mosconi
  • 600 g di coda di vitello 
  • 500g di funghi pioppini
  • 1 costola di sedano
  • 1 carota
  • 1 piccola cipolla
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • vino bianco secco per sfumare
  • 3 dl di brodo di carne oppure acqua se non lo avete a disposizione
  • qualche foglia di prezzemolo fresco
  • sale, pepe
  • olio extravergine d'oliva








Tagliate la coda a pezzi e mettetela in un tegame con 2 cucchiai di olio extravergine e fatela rosolare da tutte le parti. Salatela e pepatela. Una volta dorata toglietela e mettetela da parte; nel fondo di cottura aggiungete un cucchiaio di olio extravergine e il trito delle verdure, salate leggermente e fate appassire per circa 10-15 minuti a fuoco basso.
Riunite la coda, lasciatela riprendere un po' di calore e poi sfumate con il vino bianco. Fate evaporare la parte alcolica, poi bagnate con il brodo caldo in cui avrete sciolto il concentrato di pomodoro.
Mescolate bene, abbassate il fuoco e coprite con il coperchio.
Lasciate cuocere lentamente per 3 ore circa o finché la carne non la sentirete estremamente morbida e cedevole.
Aggiungete brodo o acqua, sempre caldi, nel caso vedete che il sugo si riduce troppo.
Intanto preparate i funghi. Pulite e sbollentateli per 3 minuti in acqua leggermente salata, poi scolateli e rosolateli per circa 10 minuti in una padella con un cucchiaio d'olio extravergine e qualche fettina di aglio.
Staccate la carne dall'osso e sfilacciatela aiutandovi con una forchetta. Unitela di nuovo al sugo e aggiungete anche i funghi.
Cuocete le pappardelle ricce per 5 o 6 minuti, poi scolatele e saltatele nel sugo in cui avrete aggiunto un po' di acqua di cottura della pasta.
Mescolate e servitele cosparse con un po' di prezzemolo fresco.

martedì 13 novembre 2018

Castagnaccio


Quando arriva il periodo delle castagne e vedo le prime sui banchi del supermercato con accanto il sacchetto della farina e l'immancabile padella di ferro bucata, mi viene sempre da sorridere e scuotere la testa, perché so quanto tempo ci vuole per fare la farina di castagne e capisco bene che quella che è in vendita è la farina dell'anno passato, quindi già vecchia e non profumata come potrebbe essere quella fresca.
Ci vogliono trenta giorni per seccare le castagne con un fuoco costante sotto che le disidrata, poi vanno separate dalla buccia e dalla pellicina che le ricopre e portate al mulino con la macina in pietra, che le trasforma in quella polvere impalpabile e profumata che tutti conosciamo.
 Vi sconsiglio quindi di   farvi prendere dal facile entusiasmo e vi consiglio caldamente di attendere almeno un mese per fare il vostro acquisto, anche perché come le castagne che costano un rene anche la farina ha un costo molto elevato e rischiereste di buttare via i vostri soldi in un prodotto non proprio al top.
Mi mamma era una di quelle donne di una volta, che se non acquistava almeno 10 kg di farina di castagne non era contenta ( io ne compro al massimo 1 kg e mi sembra già tanto, per dire...) e per mantenerla al meglio, la metteva in piccoli sacchetti da freezer e la congelava; vi è mai capitato di mangiare necci con la ricotta il 15 Agosto, mentre tutto il resto d'Italia si sta gustando una banalissima fetta di anguria? Ecco, per me era la prassi, e forse è anche per quello che ne acquisto così poca, preferisco comprarla e terminarla nel più breve tempo possibile, limitandomi all'utilizzo nel periodo della sua stagionalità.

Ancora non ho trovato la farina fresca del 2018, ma intanto vi posto questo castagnaccio che avevo preparato lo scorso anno e attendeva paziente in archivio; una ricetta semplice che però nella sua semplicità, non transige su due regole basiche e rigide. Per fare il castagnaccio non si utilizza né lo zucchero, né il latte, la dolcezza viene  regalata dalla farina di castagne già dolce di suo e dall'uvetta sultanina, e per renderlo morbido basta dosare giustamente la semplice acqua del rubinetto.
Facile no?

Se avete voglia di sperimentare altre ricette con la farina di castagne, potreste provare queste: gli Gnocchi di farina di castagne con ragù di coniglio oppure i Necci di farina di castagne

Oppure se volete provare a cimentarvi con delle ricette che prevedono l'utilizzo del frutto fresco, perché non provate la Zuppa di zucca patate e castagne oppure il Risotto alle castagne?


Castagnaccio


Per una teglia di 24 cm di Ø



  • 350 g di farina di castagne
  • 100 g di pinoli italiani
  • 100 g di uvetta ammollata
  • 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • un pizzico di sale 
  • acqua q.b
  • rosmarino fresco
Per servire
      ricotta, cacao o zucchero vanigliato


Mettete l'uvetta dentro ad una ciotola e copritela con dell'acqua tiepida. Fatela idratare per circa 10-15 minuti o finché non sarà morbida, poi sgocciolatela, strizzatela e mettetela da una parte, in attesa di essere usata.
 Setacciate la farina di castagne versandola dentro ad una ciotola capiente. Diluite la farina con dell'acqua fresca girando con una frusta fino ad ottenere una pastella liscia e senza grumi.
Versate al suo interno una parte di pinoli e una parte di uvetta, insieme ai cucchiai d'olio; girate e lasciate riposare per una decina di minuti.





Oleate la teglia e versatevi l'impasto.
Cospargete la superficie con i pinoli e l'uvetta avanzata, qualche foglia di rosmarino e un filo d'olio extravergine.
Infornate nel forno caldo a 180° e cuocete per circa 40-45 minuti.
Vi accorgerete che il castagnaccio è pronto, quando la sua superficie apparirà leggermente screpolata.
Sfornate e lasciate raffreddare.
Potete servire il castagnaccio così com'è oppure accompagnandolo con dell'ottima ricotta di pecora o vaccina, spolverizzata di cacao.


giovedì 27 settembre 2018

Quaglie all'uva


Mi ostino ancora a girare per casa con un abito leggero smanicato, ma la porta della camera che sbatte leggermente mi ricorda che fuori tira un vento forte di tramontata e la temperatura si è decisamente abbassata. Ho riposto in una scatola le luci che hanno illuminato le nostre serate in terrazza ed  ho lavato le tende del gazebo per metterle via fino  alla prossima primavera; mi è venuta una certa nostalgia, perché la nostra estate è stata ricca di cene e risate, ma so anche che il tempo deve continuare a trascorrere e la felicità che abbiamo provato in questi mesi non finirà, ma verrà trasferita solo all'interno della nostra casa.

Benvenuto autunno, con il tuo cielo color cobalto, la tua aria fresca e le giornate che piano piano iniziano ad accorciare.Sei benvenuto tu e i frutti della terra che in questi giorni iniziano ad arricchire la nostra tavola; benvenuta uva,  zucca e  benvenuti funghi, e benvenuti a tutti quei piatti che riscaldano anima ed corpo.

Era tanto tempo che pensavo di preparare le quaglie all'uva, questo tipo di carne mi è sempre piaciuta fin da bambina; era l'arrosto della domenica e dei giorni di festa, ricordo che mamma le insaporiva all'interno con il famoso Ariosto e un pezzettino di pancetta e le cuoceva in padella sfumandole con il vino; mio padre mi aveva insegnato a pulirla accuratamente, cercando di non lasciare nemmeno un pezzettino di carne attaccato alle ossa e come boccone finale lasciavo sempre le  cosce piccole e carnose; era il mio boccone del Re!
Mangiare le quaglie è un lavoro che richiede pazienza ed accuratezza ma il loro sapore è ottimo e la cottura è veloce e ultimamente questo piccolo volatile è entrato a far parte dei menù dei grandi chef che hanno interpretato la sua carne leggera e saporita trasformandola in piatti elaborati e ricercati.

Queste quaglia all'uva sono di una facilità impressionante e l'abbinamento con la dolcezza della frutta mi è piaciuto veramente tanto.
Un consiglio spassionato... io ho aggiunto anche un cubetto di fondo bruno che avevo surgelato, al burro e all'olio e il sapore ne ha sicuramente giovato. Se non lo avete a portata di mano non importa, ma vi consiglio di prepararlo quando avrete un po' di tempo e di tenerlo a portata di mano  nel vostro congelatore. Vi aiuterà ad insaporire gli arrosti, i risotti ed i sughi.


Quaglie all'uva


Ingredienti per 4 persone


  • 8 quaglie già pulite
  • uva bianca e uva rosata q.b
  • 8 strisce di pancetta toscana
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 25 g di burro
  • 50 ml di marsala secco
  • sale e pepe
  • un cubetto di fondo bruno surgelato ( se lo avete)




Riscaldate il forno a 220°.
Fiammeggiate e pulite bene le quaglie, poi conditele all'interno con del sale e del pepe. Farcitele con un paio di chicchi di uva, fasciatele con una striscia di pancetta toscana e legatele con dello spago per mantenerle in forma; conditele con un pizzico di sale e del pepe macinato al momento.
Appoggiate le quaglie in una teglia, versatevi sopra un goccio d'olio e il burro a pezzettini, aggiungete dei piccoli grappoli d'uva mista e infornate per circa 15 minuti.

Trascorso il tempo, versate il marsala e infornate di nuovo. Cuocete per altri 15 minuti o finché le quaglie non saranno dorate.
Servitele accompagnandole con l'uva appassita

mercoledì 19 settembre 2018

La pizza del sabato sera



Sabato sera pizza!
Così c'è scritto sulla mia dieta; in realtà ci sarebbe anche scritto  pizza margherita, ma dopo i primi mesi e i tanti kg persi, mi sono lasciata prendere la mano e ma soprattutto la gola e la pizza del sabato sera è sempre una pizza farcita.
Qua in zona ci sono delle ottime pizzerie e spesso, anzi quasi sempre, andiamo a mangiarla fuori, ma sono già un paio di sabati che mi è tornata la voglia di prepararla in casa e allora eccomi qua con la ricetta che in molti di voi mi hanno chiesto dopo aver visto  la foto dei pesetti che avevo postato su instagram.
Con questo impasto il risultato sarà una pizza sottile, con la base croccante ma soprattutto estremamente digeribile, visto la scarsa presenza di lievito nell'impasto e molto, ma molto buona ve lo assicuro.
In questi anni ho provato tantissimi impasti  tutti riuscitissimi, come questa pizza qua , oppure questa, che hanno tutti una scarsissima presenza di lievito nell'impasto e quindi come vi dicevo qualche rigo più sopra, non danno problemi alla digestione e non vi alzerete dal letto durante la notte per andare in cucina a bere, cosa che purtroppo accade quando si capita in qualche pizzeria dove preparano l'impasto poche ore prima del servizio.

Adesso vanno molto di moda le pizzerie dove servono la pizza romana,  alta e  scrocchiarella, farcita con ingredienti molto particolari e gourmet e ad essere sincera mi sono innamorata anche di quella: questa estate l'ho riprodotta qua a casa, con risultati più che soddisfacenti, utilizzando l'impasto di Bonci, ma è nella farcitura che mi sono lasciata andare: mortadella Bologna con stracciatella e granella di pistacchi, roast beef lamponi e riduzione di aceto balsamico, ricotta, speack, albicocche saltate in padella e semi di zucca... che ve lo dico a fare, goduria allo stato puro e ottimo risultato.
Ah, quella con la mortadella, l'ho preparata anche con questa base...
A buon intenditor poche parole!






Ingredienti per 8 pizze da 250 g circa

  • 1,2 kg di farina W 290/320 
  • 750 g di acqua
  • 35 g di sale
  • 7 g di zucchero
  • 1,5 g di lievito di birra disidratato o 3 g di lievito di birra fresco
  • 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva 



In una ciotola versate l'acqua e stemperateci il lievito fresco ( se usate quello disidratato aspettate), aggiungete lo zucchero e mescolate bene.

Per l'impasto a mano

Aggiungete all'acqua 1/4 della farina, il lievito di birra disidratato ( se non usate quello fresco) e mescolate con la mano, poi unite il sale. Lavorate l'impasto in maniera energica per qualche secondo,  poi unite un altro quarto di farina, l'olio extravergine e continuate ad unire poca farina alla volta, amalgamando bene l'impasto, finché non si staccherà dalle pareti della ciotola.

Per l'impasto in planetaria.

Mettete il gancio a foglia e aggiungete 1/4 di farina, il lievito di birra disidratato ( se non usate quello fresco) e date qualche giro a bassa velocità. Unite un' altro quarto di farina, l'olio extravergine a filo e continuate ad aggiungere la farina poca alla volta. Mettete il gancio a spirale e aumentate la velocità; impastate finché l'impasto non si staccherà dalla ciotola.

Trasferite l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata, lavorate l'impasto e formate una palla facendo delle pieghe piegando l'impasto a metà e poi piegando i due lati esterni verso l'interno.
Formate un panetto, copritelo con la ciotola e lasciatelo riposare per 15 minuti. Lavorate di nuovo l'impasto per pochi secondi, date le pieghe e ripetete il tutto per altre  3 volte.
Trascorso questo tempo, dividete l'impasto in 8 parti da 250 g circa e formate le palline.






Mettete i pesetti in un contenitore spolverato di farina, lasciando dello spazio tra di loro. Ricordatevi che i pesetti si adageranno e allargheranno, quindi tenderanno ad unirsi l'uno con l'altro.
Copriteli con la pellicola e metteteli a lievitare al fresco per circa 5-7 ore.
Se per caso la temperatura fosse troppo alta potete mettere l'impasto in frigo e toglierlo un'ora prima del suo utilizzo.



Prendete ora il vostro impasto, infarinate bene la spianatoia  e staccate con una paletta il primo pesetto incidendo ai lati la pasta.
Adagiatelo sul piano e iniziate a picchiettarla con i polpastrelli allargandola per  dandole  una forma circolare.
E ora finalmente è arrivato il momento della farcitura.

  • Ricordatevi di preparare in anticipo la mozzarella, mettendola già tagliata a sgocciolare  dentro ad un colino e riponendo il tutto in frigo per alcune ore.
  • Condite i pelati schiacciati o la passata di pomodoro, con un pizzico di sale e un filo d'olio extravergine e lasciateli insaporire per un po' di tempo.
  • Se usate i funghi champignon, tagliateli a fettine sottili e fateli saltare per pochissimi minuti in una padella con un filo d'olio e un pizzico di sale

Per il condimento scatenate la fantasia o seguite i gusti classici, tanto con la pizza è sempre un successo assicurato.

Se vi avanzano dei pesetti, potete conservarli in frigo fino al giorno dopo e utilizzarli con calma, magari facendo anche delle semplici focacce e condendole con un filo d'olio extravergine ed un pizzico di sale; sono ottime servite calde o accompagnate con gli affettati.

Cuocete le pizze dentro al fornetto ben caldo ( il mio ha un foro nella parte bassa sotto alla pietra che permette di essere scaldato direttamente sull fornello e la resistenza sulla parte superiore) per pochi minuti, fino a che il cornicione non sarà bello colorito e il formaggio che avrete usato non sarà sciolto.

E ora buona pizza a tutti!


lunedì 10 settembre 2018

Cevapcici, ajvar, somun e dieci anni di Profumi in Cucina



Era un lunedì anche 10 anni fa, quando presi la decisione di aprire la prima pagina di questo blog, sicura che non mi avrebbe letto nessuno e che sarei rimasta per sempre dispersa nell'etere, ed invece...

Da quel giorno è stato un crescendo di piccole e grandi soddisfazioni, di amicizie nate nella rete per poi diventare in tutto e per tutto reali, di ricette condivise, di studi, di corsi, di ricerca, di collaborazioni, di ricette pubblicate su riviste e libri di cucina, di apparizioni in televisione, di impegno giorno dopo giorno non dando mai nulla per scontato, perché senza impegno e senza passione non si arriva da nessuna parte e questo è palese se si scorre il blog dalla prima pagina fino ad oggi.
Ho visto crescere i follower giorno dopo giorno, post dopo post. Per alcuni possono essere numeri da poco  ma sono tutti numeri veri, cosa che di questi tempi non è affatto scontata visto che la moda del momento è quella di  comprarli centinaia alla volta per farsi grandi quando le agenzie ci contattano per eventuali collaborazioni. Io non li compro un tanto al kilo come la carne dal macellaio, non mi interessano i numeri, preferisco essere credibile e onesta verso gli altri, ma sopratutto onesta verso me stessa.
Quest'anno ho postato pochissimo, un po' per la dieta che seguo, ma sopratutto spesso mi sono domandata chi me lo facesse fare di impegnarmi così tanto, quando poi ci sono food blogger  che pur postando ricette discutibili e senza senso  o addirittura palesemente errate, hanno migliaia di follower che ogni volta li osannano come se avessero appena  postato la ricetta del secolo; poi però ci ho ripensato, perché le scintille  verso la cucina ed il cibo non si sono  mai spente, come non si sono  mai spente la mia curiosità e la voglia di  imparare cose nuove e finché questi "ingredienti speciali" non verranno  a mancare nella mia dispensa, penso che continuerò a scrivere le pagine di questo diario che condivido con voi.

Grazie quindi a tutti voi, per condividere con me, questa grande passione che si chiama "Cucina"


La ricetta di oggi ci porta in Croazia,  paese in cui amo trascorrere le mie vacanze, con il suo mare limpido, la sua costa così varia, i suoi paesi che sembrano piccole bomboniere ma soprattutto per la sua cucina.
Impossibile non mangiare bene in Croazia, la cucina spazia dalla carne al pesce a piatti a base di tartufo e se per caso vi trovaste davati a qualche panetteria, dovete assolutamente provare il loro burek, un piatto originario della Turchia ma che si è diffuso in tutti i Balcani; si tratta di un involucro di pasta sottile e croccante, ripieno di formaggio, di carne, oppure di spinaci, e credo proprio che la prossima ricetta croata che proverò a replicare, riguarderà proprio questa preparazione.

Oggi invece vi propongo i cevapcici, una preparazione di carne macinata e speziata sempre presente nelle grigliate miste, accompagnati con l'immancabile salsa ajvar, una salsa preparata con peperoni e melanzane perfetta per fare da contorno ai piatti di carne alla brace.

Le ricette che vi propongo, sia dei cevapcici che la salsa ajvar, provengono dal blog di Lasagnapazza, una cara amica che ho avuto la fortuna di incontrare e incrociare in questi dieci anni di blog, e che abitando a Trieste e conoscendo a fondo la cucina dei balcani, mi è stata d'aiuto nel ritrovare i sapori croati una volta tornata a casa.
Vi assicuro che sono gli stessi che ho assaggiato poche settimane fa a Medulin.









per 4 persone

Cevapcici


  • 250 g di carne macinata di manzo
  • 250 g di carne macinata di maiale
  • 2 cucchiaini di paprika dolce
  • 1 spicchio d'aglio
  • sale pepe
  • farina qb

Salsa ajvar

  • 2 peperoni rossi dolci e carnosi
  • 1 melanzana
  • 1 peperoncino piccante
  • 1 spicchio d'aglio
  • 3 cucchiai di olio di semi di girasole
  • sale

Somun ( per 4 )

  • 400-450 g di farina 00
  • 250 ml di acqua tiepida
  • 3 g di lievito di birra disidratato o 15 g di lievito di birra fresco
  • mezzo cucchiaio di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • 50 ml di olio extravergine






Iniziamo con i somun
In una ciotola sciogliete lo zucchero nell'acqua tiepida e  aggiungete il lievito di birra fresco, mescolate e lasciate riposare per circa 10 minuti.
Se usate quello disidratato lo unirete direttamente alla farina, omettendo questo passaggio.

Unite un po' di farina all'acqua e mescolate leggermente, poi aggiungete la metà dell'olio di nuovo la farina ed il sale. Mescolate sulla spianatoia, ricordandovi che l'impasto deve rimanere molto morbido.
Formate una palla e lasciatela lievitare coprendo la ciotola con della pellicola.
Una volta lievitato, dividete l'impasto in 4 e formate delle palline.
Infarinate la leccarda del forno e adagiatevi sopra le palline di pasta.
Coprite e lasciate che l'impasto torni di nuovo soffice, poi con le dita infarinate schiacciate l'impasto partendo dal centro e andando verso l'esterno, formando delle schiacciatine tonde.
Coprite nuovamente e aspettate che l'impasto sia  morbido e che abbia  iniziato a sollevarsi.
Spolverate di farina e infornate nel forno caldo alla massima temperatura che può raggiungere; il mio forno  può raggiungere i 280°, se il vostro non raggiunge temperature così elevate prolungate la cottura di qualche minuto.
Mettete la placca nella parte più bassa del forno e dopo circa 10-15 minuti trasferitela nella guida  centrale.  Aspettate finché il pane non sarà  dorato, poi sfornatelo e copritelo con un asciughino.
Una volta intiepidito, pulitelo dalla farina in eccesso e lasciatelo raffreddare completamente.


Per la salsa ajvar

Lavate la melanzana e i peperoni e metteteli sulla placca del forno. Infornateli nel forno già caldo a 200° e lasciateli cuocere finché non saranno abbrustoliti. Mettete i peperoni in un sacchetto di plastica e lasciateli intiepidire. Svuotate la melanzana  spellate i peperoni e  tritate il tutto  a coltello, poi metteteli dentro ad una pentola con un filo d'olio, lo spicchio d'aglio tritato finemente, il peperoncino se lo usate e un pizzico di sale, e lasciate cuocere per circa 2 ore a fuoco basso. Mescolate spesso e attenzione a non farlo attaccare al fondo della pentola. Trascorso il tempo indicato la salsa sarà cremosa ed asciutta.



E ora i cevapcici
Tritate l'aglio molto finemente e aggiungetelo alla carne macinata, insieme alla paprika il sale ed il pepe. Mescolate bene con le mani e poi formate delle polpettine lunghe e spesse come un vostro dito. Passatele nella farina  adagiatele in un piatto e fatele riposare in frigo per circa un'ora.
Cuocetele sulla griglia o sulla piastra e servitele con la salsa ajvar, anelli di cipolla e i somum

venerdì 7 settembre 2018

Crumble di merluzzo e pomodorini confit







Rientrare a casa dalle vacanze con tanti progetti in testa, idee che sono nate oziando in riva al mare con la testa che corre verso i mesi che verranno e la voglia di godersi appieno la tranquillità di casa. Se la primavera e l’estate sono i mesi che dedico principalmente alla parte esterna dell’appartamento, curando ogni dettaglio del terrazzo e facendo in modo che diventi il protagonista assoluto delle nostre cene e del nostro relax serale, l’autunno e l’inverno sono le stagioni che per me esprimono al meglio il concetto di casa e di calore, di serate trascorse sul divano leggendo un bel libro o guardando un bel film, di luci soffuse e candele profumate che rilassano e riscaldano l’ambiente, ed è per questo che cerco in ogni modo di renderla sempre più confortevole aggiungendo ogni volta qualche piccolo particolare.

In questi giorni sono alla ricerca di idee per dare un volto nuovo ad alcune stanze,  non grandi cose si intente, perché sono convinta che spesso basta cambiare qualche dettaglio o spostare qualche mobile per ritrovarsi in un ambiente diverso senza spendere troppo, e curiosando tra le pagine di LionsHome, una piattaforma che si occupa di lifestyle e di arredamento  ho trovato alcune idee molto carine da cui prendere spunto. Mi è piaciuta molto la sezione dedicata al blog, dove si trovano idee e consigli utili per la casa e  curiosando tra gli elettrodomestici, ho finalmente trovato il ricambio per il mio mixer che aveva fatto un  volo carpiato  dal ripiano della cucina, subito dopo aver ridotto in briciole le fette biscottate preparate per questa ricetta.

Il crumble di merluzzo e pomodori confit è una ricetta di cui mi sono innamorata a prima vista; è una ricetta facile e veloce, ma soprattutto è leggera e saporita. Il merluzzo come saprete è un pesce dalle carni magre ed è adatto per chi come me, segue una dieta ipocalorica e a secondo di come viene lavorato, si trasforma in baccalà se conservato sotto sale, oppure diventa stoccafisso se la sua carne viene lasciata essiccare all’aria; in questa versione viene utilizzato il filetto fresco, cosparso di grosse briciole ottenute dalle fette biscottate unite a una gustosa granella di semi e frutta secca che lo rendono croccante  e veramente gustoso.

Crumble di merluzzo e pomodorini confit

da Merluzzo e baccalà l'intenso sapore del mare Sale & Pepe colletion

per 4 persone


  • 1 kg di filetti di merluzzo
  • pomodori ciliegini q.b
  • 4 fette biscottate
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 2 cucchiai di granella di pistacchi
  • 2 cucchiai di semi di zucca
  • 2 cucchiai di semi di girasole
  • zucchero di canna
  • olio extravergine d'oliva
  • sale e pepe
  • timo fresco





Accendete il forno e preriscaldatelo a 180°.
Togliete le lische ai tranci del merluzzo, utilizzando le apposite pinzette e metteteli da parte.
In una teglia mettete i pomodorini lavati e asciugati, conditeli con l’olio extravergine, cospargeteli di zucchero di canna, sale e pepe e infornateli per circa 20 minuti.
In un mixer mettete le fette biscottate e tritatele grossolanamente, versate le briciole in una ciotola e
unite i semi, i pinoli, la granella di pistacchi, salate, il pepe macinato al momento e qualche cucchiaio d’olio. Mescolate con cura fino a ottenere un impasto granuloso.
Togliete la teglia dal forno, adagiatevi i filetti di merluzzo, salateli, pepateli e cospargeteli con il crumble e le foglie di timo fresco. Versate un filo d’olio e infornate di nuovo, cuocendo il tutto per altri 15-20 minuti.
Sfornate, lasciate intiepidire e servite il merluzzo accompagnandolo con una fresca insalata mista.









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martedì 10 luglio 2018

Tortino di patate e rucola






Tortini, sformati, torte salate, tanti modi di preparare le verdure in versioni sfiziose e accattivanti che con pochi passaggi e la cottura in forno, ci risolvono egregiamente l’annoso problema di cosa portare ogni volta in tavola  senza essere noiose o banali e soddisfare i palati di tutta la famiglia.

L’estate scorsa  visto l’abbondanza di zucchine che avevo a disposizione, grazie alla famiglia della ragazza di mia figlio e al loro orto,  mi sono trovata molto spesso a preparare il  tortino di zucchine al forno, una preparazione semplice , che grazie alla presenza  della mozzarella e del prosciutto cotto che legano benissimo con il sapore delicato delle zucchine, e la gratinatura saporita e golosa  data dal pane grattugiato e dal formaggio mescolati insieme, mi hanno permesso di portare a tavola un contorno veramente gustoso e goloso.

In questo periodo dell’anno poi,  siamo molto fortunate perché sui banchi del mercato è possibile trovare in abbondanza tante verdure colorate e saporite e tra caponate, verdure grigliate, ratatouille , ciaki ciuka e torte salate, seguite a pari merito da ogni sorta d’insalata mista, le porzioni di verdura che la dieta mediterranea ci consiglia di assumere ogni giorno, sono assicurate.


Questa volta invece ho voluto provare a preparare un tortino di patate, una preparazione che sinceramente pensavo fosse legata principalmente al periodo invernale dove i gâteau di patate sono il confort food d’eccezione e invece mi sono dovuta ricredere; il tortino di patate è buonissimo anche in estate, soprattutto se lo si mangia a temperatura ambiente, come un ricco antipasto o un goloso contorno. Patate, rucola, peperoni friggitelli e la golosa copertura croccante regalata dalla panure aromatica di pangrattato e origano e ai pomodori che sono l’emblema dell’estate, riescono a regalare un piatto goloso che non ci fa sentire la nostalgia del suo fratello in versione invernale.

Tortino di patate e rucola



Per 8 persone
uno stampo da forno di 20 cm di Ø
  • 1 kg di patate a pasta gialla
  • 500 g di peperoni friggitelli
  • 100 g di rucola
  • 2 uova
  • 20 g di parmigiano reggiano
  • 150 g di provola
  • 50 g di burro
  • 4 o 5 pomodori camone o altri pomodorini da poter farcire
  • 40 g di pangrattato
  • 40 g di pomodorini secchi sottolio
  • origano q.b
  • sale e pepe
  • olio extra vergine
  • burro e pangrattato per lo stampo 








Cuocete le patate a vapore per circa 40 minuti o finché pungendole con uno stecchino, non le sentirete tenere. Togliete la buccia e schiacciatele con uno schiacciapatate facendo ricadere la polpa dentro ad una ciotola. Aggiungete il burro, le uova, il parmigiano grattugiato e mescolate bene.

Nel frattempo scottate la rucola per circa 20-30 secondi in una pentola con l'acqua bollente (questo passaggio vi servirà a eliminare l’amaro in eccesso della verdura) poi scolatela e passatela nell'acqua e ghiaccio per preservare il colore brillante, quindi strizzatela bene e tritatela finemente insieme ai pomodorini che avrete precedentemente sgocciolato dall'olio. Unite il tutto al composto di patate e mescolate e aggiustate di sale e di pepe.

Lavate i peperoni e asciugateli, togliete il picciolo e i semi interni poi tagliateli a pezzetti e fateli saltare in una padella con un filo d'olio e se lo gradite, aggiungete uno spicchio d’aglio con la buccia. Cuoceteli finché non saranno teneri, non vi dico il tempo perché a volte ci potrebbe volere di più e altre volte di meno, ma ricordate che saranno cotti quando non saranno più tenaci e si infilzeranno con la forchetta con estrema facilità.
Togliete la padella dal fuoco e lasciateli intiepidire, poi unite la provola tritata e mescolate.
Preparate lo stampo che utilizzerete per la cottura. Per prima cosa imburratelo e cospargetelo di pangrattato, poi mettete metà composto di patate e livellatelo bene con il fondo del cucchiaio. Versate i friggitelli e la provola e accomodateli con cura e ricoprite il tutto con lo strato finale di patate e rucola.
Lavate i pomodorini e tagliateli a metà, facendo ricadere la polpa e i semi dentro il bicchiere del mixer. Salate i pomodori e metteteli capovolti. Nel bicchiere del mixer unite una puntina d’aglio e tritatelo bene insieme alla polpa dei pomodori; togliete le lame e al composto aggiungete il pangrattato, l’origano, sale pepe e un goccio d’olio d’oliva; mescolate e riempite i pomodori aiutandovi con un cucchiaino. Il composto che vi avanzerà lo andrete a distribuire sopra la superficie del tortino e completate il tutto con i pomodorini.
Cuocete in forno caldo già caldo, a 180° per circa 40-45 minuti.
Sfornate e lasciate intiepidire. Si conserva in frigo per 2 o 3 giorni, coperto con la pellicola e al momento di servirlo basterà tirarlo fuori un’ora in anticipo oppure riscaldarlo leggermente in forno o nel microonde.









venerdì 18 maggio 2018

La maionese con pochi sensi di colpa.



La maionese senza uova è quella gran bella invenzione culinaria,  che ogni tanto ti fa fare uno strappo alla regola e ti fa tuffare il cucchiaino in quella salsa goduriosa che fino a pochi mesi fa, nella  sua versione integrale con le uova, è stata la tua compagna di tantissimi piatti e di altrettanti dopo cena quando ti assaliva quella voglia improvvisa di qualcosa di buono.

Non voglio dirvi che questa sia senza calorie e light, sarebbe sicuramente una grandissima presa in giro, ma già il fatto che non ha uova ed è preparata con della bevanda di soia  la rende adatta per  chi ha problemi di colesterolo o intolleranze al latte vaccino.
Ovviamente come tutte le cose non se ne deve abusare, ma un cucchiano per accompagnare un hamburger di carne, delle verdure o delle patatine non fa troppi danni anche per chi come me, segue un regime dietetico. Basta sempre usare il buon senso.

Qualche sera fa ad esempio, il mio piano alimentare prevedeva del tonno sottolio che ho servito con dei pomodori in insalata e al posto dell'olio extravergine, ho condito il tutto  con un cucchiaino di questa maionese e  di erba cipollina fresca che mi diverto a  coltivare insieme a tante altre erbe aromatiche  sul terrazzo.
Posso assicurarvi che seppur nella sua semplicità il piatto  mi è piaciuto tantissimo, così come questa maionese veg piace anche a tutto il resto della famiglia che non rimpiange in alcun modo il fatto che non preparo più la versione originale.



Maionese senza uova

ricetta di Marco Bianchi


per circa 170 g di maionese

  • 110 ml di olio di mais o di arachidi
  • 50 ml di bevanda di soia SENZA zucchero ( perfetta  quella a marchio Esselunga) 
  • 1 cucchiaio di aceto di mele
  • 1 cucchiaino di senape 
  • la punta di un cucchiaino di curcuma
  • sale





Mettete tutti gli ingredienti nel boccale del frullatore ad immersione e frullateli per pochi istanti. Vedrete che inizierà subito a rassodarsi.
Versatela dentro ad un barattolo di vetro ( se ne avete uno con la bocca abbastanza larga, potete tranquillamente montarla direttamente li dentro) e riponetela in frigo.
Si mantiene per circa un paio di giorni, ma essendo una modesta quantità vedrete che se siete in 4 o 5 seduti intorno alla tavola, la finirete velocemente.
Potete aromatizzare la maionese senza uova anche con dell'aglio in polvere, erba cipollina, oppure anche con tonno e capperi. Libero sfogo alla vostra fantasia