venerdì 18 aprile 2014

Panini nel coccio




Ci sono post che devono aspettare quasi un anno per essere finalmente visibili ed essere condivisi, come questi panini nel coccio, che avevo preparato come segnaposto per la tavola di Pasqua 2013.
Mi erano talmente piaciuti ed avevano fatto anche la loro bella figura, ma non avevo più avuto l'occasione di poterli postare, e la cosa mi era dispiaciuta tantissimo.
Finalmente dopo circa un anno, ecco che fanno di nuovo capolino, pronti per accompagnare il nostro pranzo di Pasqua.
Li avevo visti da lei, e mi avevano colpita subito, io ho diminuito la dose di lievito ed aumentato i tempi di lievitazione, ma per il resto, non ho apportato altre modifiche.
E' ovvio che potete usare anche un vostro impasto supercollaudato, e sbizzarrirvi con la fantasia aggiungendo sulla superficie dei panini semi di sesamo oppure di papavero, oppure salvia o rosmarino, al posto dell'erba cipollina.

L'unica cosa che dovete fare è procurarvi dei mini vasetti di coccio di circa 6/7 cm di diametro, metterli a bagno per circa 12 ore in acqua, farli asciugare e poi passarli con olio o burro al loro interno prima di metterli per in forno a 200° per 20 minuti. Ecco che i vasetti, saranno pronti per accogliere le palline di pane da cuocere.


Ingredienti  per 10 panini


  •  125g di farina 00
  • 125g di farina Manitoba
  • 2 cucchiai di olio extravergine  d'oliva
  • 150 ml circa di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 5 g di lievito di birra
  •  erba cipollina q.b

Sciogliete il lievito in un po' di acqua tiepida che avrete tolto al totale, aggiungete lo zucchero, mescolate e lasciate riposare per 5 minuti, poi unitelo alla farina e versate altra acqua.
Iniziate a mescolare ( io ho usato la planetaria) e aggiungete l'acqua un po' alla volta, unite anche il sale e da ultimo l'olio a filo. Quando l'impasto sarà quasi pronto, unite l'erba cipollina e formate una palla liscia. Mettete l'impasto dentro ad una ciotola e  copritelo  con della pellicola da alimenti, lasciandolo lievitare in un posto tiepido fino al raddoppio, diciamo che ci vorranno dall'ora e mezzo a circa due ore.
 Dividete  l'impasto in tante palline e mettetele  dentro ai vasetti di terracotta, unti d'olio extravergine d'oliva i copriteli e fateli raddoppiare di nuovo.
Cuoceteli in forno caldo a 180° per circa 20,30 minuti, o finché non saranno dorati.

giovedì 10 aprile 2014

#Mantou o più semplicemente panini al vapore

Mantou Panini al vapore


Eccomi qua, sono tornata...
Ogni tanto mi prende il blocco dello scrittore, la testa é affollata da altri pensieri e la voglia di scrivere un post, praticamente sparisce.

Questo stato dura circa un paio di settimane, poi finalmente riemergo dal mio torpore e prendo di nuovo in mano la mia vita da blogger e torna anche la voglia di condividere le mie ricette con voi che mi seguite con tanta, troppa pazienza.
Vi accorgerete che sono nel periodo lievitati barra panificazione, ho un po' di ricette da postare, quindi mettetevi comodi, perché questa ricetta é solo l'inizio della serie.

Da qualche settimana, mi é arrivato a casa un grande aiuto in cucina... si chiama Fresco, ed é l'abbattitore casalingo della Irinox, che oltre ad avere tantissime funzioni, ha anche quella di essere una comodissima cella di lievitazione, con la temperatura costante che facilita la lievitazione degli impasti. Così, non solo posso usare poco lievito, ma non devo più andar a cercare per casa, posti tiepidi, dove far crescere senza sbalzi di temperatura  i miei impasti lievitati.
Direi che è un'ottima cosa, non credete?

Mi ricordo una volta, nella casa di montagna ...Avevamo degli ospiti e il Lui della nostra amica, si offrì per fare la pizza. Una volta impastato la massa, lo vidi partire verso il piano di sopra dove abbiamo le camere e io abbastanza allarmata, gli chiesi cosa stesse facendo. Lui tranquillo, mi rispose che voleva mettere la ciotola nel suo letto, al calduccio tra le lenzuola ... Ecco, ora voi non mi conoscete abbastanza ma vi posso giurare che la mia reazione non fu delle più tranquille. Presi la ciotola e la cacciai in forno, con fare abbastanza deciso e determinato...  E "Quell'amico"? Credo ancora di doverlo incontrare, dopo quella volta :)





Ma veniamo alla ricetta...
In uno dei miei appuntamanti quasi fissi  da Florenzi Casa, ho voluto parlare della cucina a vapore dentro ai cestini di bambù e visto che i maggiori utilizzatori e conoscitori di questa tecnica, sono gli asiatici e in particolar modo i cinesi, ho pensato di preparare questa ricetta semplice e veloce  dei loro panini soffici e bianchi, i  famosi Mantou.
Ho trovato la ricetta da Giulia che ringrazio  e devo dire che è perfetta!



Mantou 

Ingredienti per 6 panini

  • 200 g di farina
  • 120 ml di acqua
  • 1 cucchiaino scarso di lievito di birra disidratato
  • 1 cucchiaio abbondante di strutto sciolto
  • 1 cucchiaino scarso di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
In una ciotola mettete la farina e il cucchiaino di lievito di birra. Aggiungete pian piano l'acqua tiepida, mescolate e unite il cucchiaino di zucchero.Continuate a mescolare, poi unite lo strutto ed infine il sale.
Impastate finché non otterrete un impasto liscio e morbido, e perfettamente amalgamato.
Fate lievitare l'im pasto coperto  per un'ora circa, poi dividetelo in 6 parti uguali, di circa 50 g.
Formate le palline di pane e mettetele sopra a dei cerchietti di carta forno, che avrete ritagliato e inseriteli dentro al cestello di bambù. 
Coprite e fate lievitare ancora per circa 30 minuti.
Portate ad ebollizione dell'acqua in una pentola che sia dello stesso diametro del cestello, e posizionatelo sopra, coprendolo con il suo coperchio.
Lasciate cuocere per circa 20 minuti.
Il pane non avrà il classico aspetto dorato, ma rimarrà bianchiccio, con una leggera crosticina croccante.



  prove tecniche di cottura al vapore... #Mantou #pane #vapore #Cina #Food #foodblogger #instapic 




Noi li abbiamo gustati spalmati di crema alle nocciole, ed erano fantastici, ma la prossima volta li voglio provare nella loro versione ripiena, come mi è stato consigliato da un'amica ...
con macinato di maiale, aglio, zenzero salsa di soia un pizzico di sake o vino dolce tipo Marsala e se  piacciono, si aggiungono anche  delle  striscioline sottili di cavolo cinese (a crudo, per cui è molto importante la cottura giusta)




  #mantou post cottura #pane #Cina #food #foodblogger #instapic #vapore

martedì 25 marzo 2014

Zuppa di porri, patate e mais

zuppa di porri patate e mais 2


Pensavo di essere in ritardo nel postare questa ricetta.Dicevo  tra me e me, se aspetti ancora Aurelia, questa zuppa la dovrai postare il prossimo autunno/inverno, visto che ormai la primavera è alle porte.
Ed invece con un  un colpo di  C ...ehhh noooo, non è quello che state pensando voi, ma con ma un colpo di Coda dell'inverno, ed ecco che mi compare la possibilità di farvi provare questa zuppa.
Delicatissima, particolarmente dolce grazie alla presenza del mais e delle carote, mi/ci  è piaciuta talmente tanto che sono riuscita a replicarla ben due volte in poche settimane, io che di solito dopo aver provato una ricetta, difficilmente la ripropongo, a meno che non sia un vero e proprio cavallo di battaglia.









Per 4 persone
  • 500 g di porri
  • 200 g di mais in scatola
  • 300 g di patate a pasta bianca farinose
  • 200 g di carote
  • 30 g di burro
  • un dl di latte
  • 2 cucchiai di farina
  • un ciuffo di prezzemolo
  • sale

Preparate le verdure per la zuppa ... Sbucciate le patate, le carote e tagliateli a tocchettini regolari, mentre i porri li affetterete a rondelle.
Mettete le verdure in una casseruola, io ho usato la casseruola in  rame , (che trovo favolosa sia per cucinare le zuppe che per i risotti) ed aggiungete il burro a pezzetti, del prezzemolo tritato
 e fate cuocere su fuoco basso per una decina di minuti, finché i porri non saranno morbidi.
Spolverizzate con la farina, mescolate ed aggiungete il latte, e poi mezzo litro d'acqua calda, regolate di sale e fate sobbollire piano per circa 30 minuti.
Controllate spesso la cottura, perché la zuppa, potrebbe attaccarsi.
Aggiungete il mais che avrete scolato e sciacquato, un altro cucchiaio di prezzemolo tritato, un mestolo d'acqua calda se vi servisse, regolate di sale e finite di cuocere, per un altra decina di minuti.
La zuppa è pronta, servitela ben calda e...godetevela :)

lunedì 24 marzo 2014

Laudemio e il tempo della potatura.

fattoria di maiano2



 Lo ammetto, mi sento fortunata ad essere nata su questa terra Toscana, così ricca di fascino di storia e di panorami mozzafiato.
La Toscana  con le sue colline coltivate ad olio e vino, la Toscana con i suoi sapori e profumi schietti e genuini, simili ai caratteri delle persone, che sono nate qui.
Ma soprattutto mi sento fortunata, per le occasioni che ho di poter conoscere realtà come queste che sto per raccontarvi. Si tratta di due aziende olivicole appartenenti al Consorzio Laudemio, la Fattoria di Maiano posizionata  sulle colline tra Fiesole e Settignano, e il Frantoio di Santa Tea-Gonnelli 1585 ,che si trova a Reggello.
Grazie a Laudemio e al suo blog tour, sono venuta a conoscenza di queste due realtà, che fino a pochi giorni fa, erano per me totalmente sconosciute.Il marchio Laudemio, raccoglie il meglio della produzione olivicola di 21 aziende che si trovano sparse per la campagna intorno Firenze ed anche oltre. Solo il meglio del raccolto, diventa olio Laudemio, un olio prezioso con un gran carattere e sapore e dal meraviglioso color  verde smeraldo.







fattoria di Maiano




La nostra visita è iniziata dalla Fattoria di Maiano, posizionata tra Settignano e Fiesole, con le sue quasi 20.000 piante di olivo divise tra le varietà di frantoio e moraiolo. Le olive vengono rigorosamente raccolte a mano, nel periodo che va da Novembre a Dicembre, frante entro le 6 massimo 12 ore dalla raccolta e l'olio viene immagazzinato in fusti d'acciaio ed imbottigliato solo il venduto.





Fattoria di Maiano4



Un paesaggio spettacolare sia per la campagna che circonda la villa, sia per la sua fattoria didattica, abitata da maiali, cinghiali, oche, struzzi, mucche cavalli ed asini, che sicuramente allieteranno una gita fuori porta, se vorrete  fare una visita all'azienda con i vostri bimbi e la vostra famiglia.








Questo olivo che vedete qua sopra, è un sopravvissuto alla ghiacciata del 1985, che distrusse praticamente quasi tutti gli oliveti toscani. Dalle drastiche potature, nacquero alcuni polloni  che ancora oggi regalano i loro preziosi frutti.







E la nostra visita è continuata a Reggello, al Frantoio di Santa Tea- Gonnelli 1585... cinque secoli di storia, racchiusi in quell'oliveta, posizionata su un altopiano, con alle spalle l'aria fresca che proviene dal  Pratomagno e ai suoi piedi la valle dell'Arno.
Abbiamo visto il personale dell'azienda adoperarsi alla potatura degli olivi, che si dividono in tre varietà. Moraiolo, Frantoio e Leccino.La potatura serve principalmente ad alleggerire i rami e permettere ai raggi del sole di penetrare tra le fronde, per far maturare correttamente i frutti.

potatura Frantoio Santa Tea



Miscelando con cura le varie tipologie di olive e il loro grado di maturazione, al frantoio di Santa Tea, riescono ad ottenere varie tipologie di olio, che vanno dal più delicato adatto a condire alimenti che richiedono un sapore leggero, come per il pesce, a quelli più corposi, perfetti per le insalate di verdura crude, pinzimoni e zuppe.



spring


Nulla è lasciato al caso al Frantoio Gonnelli... anche le fronde degli olivi appena potati, vengono disposti tra le file di alberi e tritati con il trattore, per ottenere un compost perfetto, che servirà a concimare ed arricchire il terreno.


Vecchio frantoio Santa Tea


Dopo aver visitato  il frantoio super tecnologico e innovativo, dove in un'ora si possono lavorare 100 quintali di olive estraendole a freddo, in assenza di ossigeno e sotto azoto, si rimane catturati dal vecchio frantoio, edificato nel 1426 dove ancora sono presenti, la macina ed il torchio, e si pensa ai passi da gigante che la tecnologia ha fatto durante questi secoli.
Anche qua abbiamo assaggiato un olio fantastico, che racchiude tutte le caratteristiche del consorzio Laudemio.
Per adesso vi dico solo che è fantastico...tra qualche post, vedrete come lo sto usando in cucina. Non come un grasso che serve per cuocere il cibo, ma come un ingrediente speciale che come tale, va usato.


il Frantoio SantaTea datato 1585! grazie alla famiglia #Gonnelli per averci mostrato questi tesori. #laudemio #laudemioblogtour2014





Olio Laudemio

sabato 8 marzo 2014

Petto d'anatra al Marsala e salsa di lamponi per UnLampoNelCuore


Quando le donne si uniscono, non le ferma nessuno!

Non hanno saputo fermarle, nemmeno le mani sporche di sangue  che a Bratunac, nel 1995 hanno sterminato tutti gli uomini, non facendo differenza se fossero stati  neonati o vecchi indifesi, e lasciando queste donne sole, senza un marito, un figlio, un fratello o un padre!
Hanno cercato di annientarle, nel loro fisico e nella loro testa, le hanno deportate  rinchiudendole  nei campi profughi, e quando finalmente hanno potuto tornare alle loro case, hanno ritrovato il nulla e da mogli, madri e figlie  si sono ritrovate  loro malgrado, i capi famiglia in  una vita he non era più la loro!

Nel 2003 è nata la Cooperativa Agricola Insieme e un bellissimo progetto Lamponi di Pace.
Dove prima c'era stata morte e distruzione, sono nate serre e coltivazioni di piccoli frutti di bosco, che già erano coltivati prima del genocidio, perché i lamponi, i mirtilli e le more, possono essere coltivati anche dalle donne, perché le radici di quelle piante saranno ancorate al terreno per lungo tempo, perché quelle donne si meritano una rinascita e il diritto di vivere una vita dignitosa e serena!

Le loro confetture, sono vendute in vari supermercati, e qua di seguito vi aggiungo l'elenco.
- sono distribuiti da Coop-Adriatica e NordEst quindi si trovano più facilmente nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell'Emilia e della Lombardia al confinte. I punti vendita che hanno in assortimento i prodotti partono dai 1000mq in su;
- sono distribuiti anche da Altromercato e dal commercio equosolidale e dal loro sito (altromercato.it) è possibile, tramite anche una richiesta via email, ottenere i punti vendita;

- nel milanese vengono distribuito da MioBio (http://www.mio-bio.it/), un gas molto attivo;

- Rada Zarcovick, la responsabile della cooperativa, sta prendendo accordi con le Coop che si occupano dei punti vendita della Lombardia e della Toscana per poter distribuire anche in queste zone i loro prodotti.


 


Noi food blogger dopo aver letto il bellissimo post  scritto da Anna Maria Pellegrino,  abbiamo pensato che in questa giornata, dove il colore che andrà per la maggiore sarà , il giallo mimosa, di trasformarlo in un colore più caldo in  un bel rosso lampone, per non dimenticare quelle donne, per far conoscere la loro storia, e per rendere pubblico, il magnifico lavoro che svolgono ogni giorno!



Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a "unlamponelcuore" intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace"  della Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/),nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare". 



Petto d'anatra al marsala e salsa di lamponi2  




Petto d'anatra con salsa ai lamponi


Ingredienti per 2 persone
  • 2 petti d'anatra
  • 150 g di lamponi freschi
  • 2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
  • 1 cucchiaio di erba cipollina tritata
  • 1/2 bicchiere di Marsala
  • sale e pepe q.b.





 
Tagliate la pelle del petto d'anatra a losanghe e mettete a scaldare una padella con 2 cucchiai d'olio extra vergine.Frullate i lamponi e passate al setaccio per eliminare i semini.Rosolate i petti d'anatra dalla parte della pelle, rigirate e procedete alla cottura dell'altro lato, sfumate con il Marsala e fatelo evaporare.
Unite il succo dei lamponi, aggiustate con un pizzico di zucchero se vi sembrano troppo aspri, cospargete di erba cipollina tagliuzzata e fate cuocere per qualche minuto.
Spegnete il fuoco, scaloppate il petto e servitelo con la salsa di Marsala e lamponi.

lunedì 3 marzo 2014

Semla e bra Karneval


                                                   Piatto Bitossi e posate in vendita da Florenzi Casa


Dopo le castagnole alla ricotta, che sono un must per il periodo di Carnevale, mi sono chiesta in che maniera, gli altri paesi del mondo  festeggiassero questo periodo dell'anno,  che da noi è così  ricco di fritti e frittelle.  E così mi sono imbattuta in due ricette incredibili, anzi tre per l'esattezza, ed ho scoperto che in Svezia nel periodo di carnevale  si usa preparare questi fantastici panini che si chiamano Semla, mentre in Russia il piatto tipico di carnevale  sono i bliny lievitati, e nei paesi anglosassoni i pancake vanno per la maggiore.

Ora, i pancake li avevo già preparati qua, quindi mi mancavano i Semla e i blyni lievitati.
Ho trovato questa  ricetta fantastica da lei e mi sono divertita a  riproporli al volo, visto che non sono per niente difficili, nella loro esecuzione. Se non fosse per la presenza del cardamomo, potrebbero somigliare vagamente ai nostri maritozzi. Sono soffici,  profumati e al loro interno troverete un goloso ripieno di pasta di mandorle, che io ho ottenuto facilmente  seguendo i consigli di Antonella.

Domani è martedì grasso, quindi siete in tempo utile per poterli preparare e festeggiare il Carnevale, senza friggere e ungere la cucina, in ogni dove... vi ho convinte?Io credo di si :)








semla3
        



per 15 Semla
·        13 g di lievito di birra

·        45 g di burro

·        125 ml di latte,

·        40 g di zucchero

·        1/2 cucchiaino di cardamomo macinato

·        2 g di sale

·        250 g di farina 00

·        50 g di pasta di mandorle (vedi ricetta in basso)

·        225 ml di panna fresca

·        1 uovo sbattuto per spennellare

·        zucchero a velo per decorare 



·        Ingredienti per 100 g circa di pasta di mandorle

·        50 g di mandorle

·        50 g di zucchero a velo

·        3 cucchiaini di acqua








    Fondete il burro ed il latte  in un pentolino e fatelo leggermente intiepidire..    Pestate al mortaio i semi di cardamomo, eliminate le impurità con un colino a maglie fitte  ed unitelo al lievito sbriciolato. Versateci sopra il latte tiepido  e mescolate bene.
    Aggiungete la farina poca alla  volta ed impastate. L’impasto deve risultare morbido e leggermente appiccicoso.
    Aggiungete zucchero e sale e mescolate fino ad ottenere un impasto liscio.
    Lasciate lievitare la pasta fino a quando non raddoppia di volume, circa 60 minuti
    A lievitazione ultimata dividete l'impasto in bocconcini di circa 30 grammi per ottenere dei mini Semla. Fatene delle palline e adagiateli su di una leccarda rivestita di carta da forno, lasciando dello  spazio  tra l’una e l’altro.
    Fate lievitare di nuovo, per circa 60 minuti circa o fino a quando il loro volume raddoppia.
    Spennellate la superficie con l’uovo sbattuto.
    Infornate nella parte centrale del forno a 225° per circa 12'.
 Sformate e fate raffreddare.

    Quando i semla saranno  raffreddati tagliate la calotta superiore ed eliminate  un po’ di mollica.                      
  Sbriciolate  la mollica ed amalgamatela alla pasta di mandorle aiutandovi con 1 cucchiaio di panna (non montata) fino ad ottenere un composto omogeneo.
    Montate la panna e zuccheratela leggermente con dello zucchero a velo.

    Riempite ogni semlacon un cucchiaino  di pasta di mandorle e briciole  e utilizzando un sac a poche guarnite con la panna, poi ripososizionate il coperchio e spolverizzate di zucchero a velo.                                                                                                                                                      

Per preparare la pasta di mandorle
Tritate finemente al mixer le mandorle fino a ridurle in farina, quindi  unite lo zucchero a velo e qualche cucchiaino d'acqua che aiuterà a legare il tutto.
 



 
 









 

venerdì 28 febbraio 2014

Castagnole alla ricotta



 Io l'ho avvertita, nello stesso momento che ho visto la foto su facebook!
Le ho detto:
" Chiara, questa ricetta te la rubo subito, la provo e sicuramente ti copio anche quello che hai scritto, visto che hai il mio stesso modo di descrivere le ricette!"
Ci siamo fatte due risate, con il classico hahahahahahah facebookiano, io le ho rubato la ricetta, l'ho provata, me ne sono innamorata, e adesso la condivido con voi, perchè merita veramente!

Ringrazio pubblicamente Chiara di Cucinando con Mia Sorella, per la pazienza che ha nei miei confronti e per sopportarmi per quella che sono. Che sia Amicizia Vera? :)


Ma veniamo alle castagnole ... sono estremamente soffici, non si impregnano di olio, sono veloci da fare, e le potete aromatizzare con del rum o del liquore all'arancia.

Ma siete ancora qua a leggere? Forza, andate a comprare la ricotta e scaldate l'olio nella padella!!




Ingredienti:
  • 50 g burro morbido
  • 150 g zucchero semolato
  • la buccia di un' arancia grattugiata
  • 300 g ricotta di pecora o  vaccina
  • 5 rossi d'uovo bio
  • 400 g farina 00
  • 100 g fecola di patate
  • un pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 150 g latte intero

olio di arachidi
zucchero semolato
Procedimento:
Montate il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungete i tuorli uno alla volta, quando saranno tutti incorporati aggiungete anche la ricotta e la buccia di arancia grattugiata.
Unite la farina setacciata con la fecola, il lievito ed il sale, alternandole con il latte. Impastate per pochissimo tempo fino ad ottenere un composto omogeneo.
Scaldate l'olio e immergete le quenelle di impasto che avrete formato aiutandovi con due cucchiaini. Friggete a fuoco medio le castagnole finché non saranno ben dorate.
Rotolatele nello zucchero semolato e servitele.

Copiato ed incollato spudoratamente :)



  castagnole alla ricotta3

giovedì 20 febbraio 2014

Prosciutto di pollo Torihamu






Dieta, controllo del peso corporeo... Per me invece il significato è, cercare di uscire da questo corpo che non riconosco più come il mio!

Ne ho fatte tante, drastiche, meno drastiche, pericolose, blande...ora sono arrivata alla conclusione che questa deve essere l'ultima che farò, e che mi deve assolutamente restituire il mio corpo, quello che avevo circa 4 anni fa, prima che mi ricoverassero in ospedale  e prima che smettessi di fumare!
La discesa è pian piano iniziata, mangio bene, mangio di tutto, cereali, frutta, verdura, carne, pesce, e non patisco mai la fame, cucino come una matta, per me, per mio marito, per mia figlia che si porta il pranzo al lavoro, e poi per il blog, per voi...e per chi si ferma a cena a casa nostra. Mai cucinato tanto come in questo ultimo periodo!!

Seguendo questa dieta gli unici affettati che posso mangiare, sono bresaola, pollo e tacchino senza nitriti ne nitrati, quindi impossibili da trovare. Meno male che esiste internet, i blog e le ricette condivise, perché mi hanno aiutata a trovare questo prosciutto di pollo, in questo blog.
La stessa ricetta  si può utilizzare, sia per il petto di pollo,  sia per la fesa di tacchino o la lonza di maiale. E' chiaro che più il pezzo è grosso, e più spezie, sale e miele, dovrete usare.

Sono stata chiara? E allora andate in macelleria a comprare la carne :)




 prosciutto di pollo


Ingredienti
  • 500 g di petto di pollo (pezzo intero)
  • 2 cucchiai di miele millefiori
  • 3 cucchiaini di sale
  • rosmarino
  • salvia
  • aglio
  • 1 sacchetto per freezer
  • 1 sacchetto per cottura dietetica (oppure carta forno e carta alluminio)
  • spago da cucina


Fate un trito fine, con il rosmarino, l'aglio e la salvia.
Pulite il petto di pollo dalle varie cartilagini, ossicini e grassetti, poi apritelo a libro e cospargetelo con le erbe tritate.  Mettetelo in un sacchetto da freezer, unite il sale, il miele e chiudete il sacchetto, eliminando l'aria. Massaggiate bene la carne e mettetela in frigo per 48 ore.
Trascorsi i due giorni, tirate fuori la carne dal sacchetto e sciacquatela bene sotto l'acqua corrente, poi mettetela in ammollo, per circa un'ora.
Toglietela dall'acqua, asciugatela e cospargetela di nuovo, con un trito di erbe fresche o essiccate...come preferite. Avvolgete la carne e legatela, e mettetela dentro ad un sacchetto da cottura dietetica (mi raccomando, non sacchetti da freezer  che non sono adatti allo scopo.Se per caso non avete i sacchetti giusti, impacchettate la carne, prima con della carta forno e poi sigillatela con la carta d'alluminio, incrociando vari strati) e mettetela in una pentola con acqua che ha raggiunto il bollore.
Fate cuocere il rotolo, per 5 minuti, poi spengete la fiamma, incoperchiate e lasciate intiepidire la carne, dentro alla pentola.
Tiratelo fuori, fatelo raffreddare e mettetelo in frigo.
Si conserva in frigo per 5 o 6 giorni.
Si può marinare per un tempo che va da un minimo di 5 ore, ad un massimo di 72, ma ricordatevi che se il tempo è breve, potete evitare di lasciare la carne in acqua per dissalarla, mentre se la lasciate 72 ore, il tempo di dissalazione, salirà a 2 ore.
Al posto del miele, potete usare zucchero semolato o di canna

venerdì 14 febbraio 2014

Sfoglie al piatto con gamberi e besciamella al curry





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Non so se stasera festeggerete o meno San Valentino, ma questo piatto lo vedo perfetto per un'occasione del genere, oppure per una cena improvvista, dove il tempo da dedicare ai fornelli è veramente limitato.
E’ una ricetta semplice ma di grande effetto e se non volete preparare la sfoglia potete acquistare le sfoglie pronte, basta che non siano troppo sottili, altrimenti durante la scottatura in acqua bollente, si potrebbero rompere, e se la misura non raggiunge i 30 cm...non importa, potete sempre fare un'aggiunta con un altro pezzo di sfoglia.

Anche la besciamella è particolare, non è la classica salsa, ma è una besciamella aromatizzata al curry e che si sposa benissimo con i crostacei.

Quindi non vi resta che provarla e dirmi cosa ne pensate... Ma so già che mi ringrazierete...modesta eh? :)





700 g di gamberi

200 ml di latte

200 ml di panna fresca

30 g di farina

30 g di burro

20 g di burro per i gamberi

1 cucchiaino di curry

erba cipollina

1 spicchio d’aglio

burro fuso per spennellare

2 cucchiai di olio extra vergine

sale e pepe











Pulite i gamberi, apriteli a metà ed eliminate il filo nero che hanno sul dorso, metteteli tra due fogli di carta forno, e schiacciateli leggermente. Metteteli da parte.

Scaldate il latte e la panna, mettete un pentolino sul fuoco, sciogliete il burro e unite la farina setacciata insieme al cucchiaino di curry, mescolate e unite il latte caldo, e sempre mescolando, portate a cottura finché la besciamella, non sarà addensata. Salate e pepate

Se per caso la besciamella risultasse troppo densa, aggiungete un goccio di latte tiepido e mescolate bene, la salsa deve essere abbastanza fluida.

Fate fondere i 20 g di burro dentro ad una padella e unite lo spicchio d’aglio e i gamberi e lasciateli rosolare per pochi istanti. Salateli pepateli e toglieteli dal fuoco.

Cuocete le sfoglie di pasta in acqua bollente salata, dove avrete aggiunto i 2 cucchiai di olio extra vergine, scolatele e fatele asciugare su un canovaccio umido.


Su una teglia da forno, sistemate della carta forno e imburratela leggermente, appoggiate le sfoglie ripiegandole leggermente su se stesse e farcitele con la besciamella ed i gamberi.

Spennellate la superficie di burro fuso e cuocere in forno caldo a 220° per 7/8 minuti.

Impiattate e decorate con erba cipollina tagliuzzata.