mercoledì 27 agosto 2014

Pavlova










Ho una predilezione per le meringhe! Da bambina, quando andavo a trovare Suor Maria Pia nel convento di clausura, tornavo sempre a casa con quelle deliziose meringhe bianche e croccanti, cucinate proprio da Lei.
Le ho preparate tante volte, e se cercate nel blog troverete la ricetta ed il racconto in cui parlo di Lei,
ma con le meringhette non ho mai avuto grossi problemi di esecuzione, mentre con la Pavlova, son sempre stati dolori.
L'esecuzione poteva andare, ma quando le sfornavo erano giallognole. e screpolate, e io le volevo perfette! 
Mi sono sacrificata lo stesso...e mica le ho buttate nella pattumiera... il sapore c'era ed anche tutto il resto, ma anche l'occhio vuole la sua parte.
E così, gira che ti giro per il web, alla ricerca dell'esecuzione perfetta, finalmente l'ho trovata!!






             



 Ho seguito i consigli di La Tana del Coniglio, e le mie mini Pavlove,sono venute perfette.
Seguite tutto alla lettera, e anche le vostre pavlove, saranno come le mie :)


Ingredienti

150 g di albumi
150 g di zucchero a velo
150 g di zucchero semolato

panna fresca da montare
frutta fresca a piacere

Riscaldare il forno a 105°.
Pesate gli albumi e ricordate che il peso dello zucchero deve essere identico al peso del bianco dell'uovo... se l'albume pesasse 148g, peserete 148g di zucchero a velo e 148 g di zucchero semolato, mi raccomando alla massima precisione.

Mettete nella planetaria gli albumi e la metà dello zucchero a velo e di quello semolato. Azionate la macchina e montate a neve ben ferma, deve rimanere un bel pennacchio sodo sulla frusta.
A questo punto setacciate gli zuccheri rimasti sul composto e aiutandovi con una spatola in silicone, mescolate delicatamente dall'esterno verso l'interno con movimenti circolari.


Disegnate dei cerchi sul retro della carta forno, mettete l'albume montato in una sacca da pasticcere con la punta liscia e disegnate un cerchio concentrico che servirà da base.
Poi salite lentamente, giro dopo giro, creando  un vuoto all'interno che verrà riempito in seguito,con la panna montata.



           


pavlova3 

Infornate e fate cuocere per circa 1ora e 15 minuti, stando attenti a non far colorire le meringhe.Una volta cotte, spegnete il forno e lasciatele intiepidire  al suo interno.Sfornatele e fatele raffreddare completamente.Potete conservare le meringhe fino al momento del loro utilizzo, in sacchetti per alimenti oppure dentro a delle scatole di latta, anche per svariati giorni..
Montate la panna, senza zuccherarla, riempite le meringhe utilizzando un sacchetto da pasticcere con la punta a stella, oppure liscia e decorate con la frutta che più vi piace.


lunedì 25 agosto 2014

Foodbogger in Corte da Ballotta.

Si preparano di nuovo le valigie, questa volta parto verso nordest  per un bellissimo evento organizzato nell'ambito del “Feel Good Festival”,
progetto triennale per lo sviluppo di una nuova identità del comprensorio termale di Abano e Montegrotto, promosso dal Consorzio Terme Euganee ed in associazione con i Comuni di Abano e Montegrotto.



 L'antica Trattoria Ballotta, ospiterà dieci foodblogger appartenenti all'AIFB (Associazione Italiana Food Blogger, di cui faccio parte) nella serata del 28 Agosto.
Saremo  supportati dalla brigata di cucina del ristorante e  cucineremo 5 portate utilizzando i prodotti locali del territorio, e le nostre preparazioni, verranno  giudicate da una severa giuria, composta da Fausto Arrighi, ( direttore emerito della Guida Michelin ), Marco Colognese (della guida de l'Espresso)Daniele Gaudioso (accademico dell’Accademia Italiana della Cucina e Gambero Rosso ), Lamberto Mazzotti ( direttore di Gustando ).

Avremo modo di scoprire  le terme, il territorio, ma soprattutto ci divertiremo ai fornelli, che è quello che ci riesce meglio.


Per chi volesse venire a trovarci, vi aspettiamo Giovedì 28 Agosto dalle ore 20.00 presso l'Antica Trattoria Ballotta, via Carromatto, 2 - 35038 Torreglia (PD) e se non abitate proprio vicino e volete fermarvi, hanno pensato anche ad un pacchetto last minute,  molto interessante .

 


  

 



mercoledì 30 luglio 2014

Melanzane ripiene



Cerco lentamente di tornare alla normalità, certa che Lei avrebbe voluto così.
Mi ha sempre spronata a dare il meglio, ad impegnarmi, mi ha insegnato a sorridere ad essere gentile, onesta, sincera...mi ha insegnato a cercare i funghi, ad amare la cucina e se ho questa grande passione la devo a Lei.
Mi ha insegnato tante cose, mi ha fatto diventare quella che sono, a volte anche troppo simile a Lei, come dice mio marito  quando brontolo per un nonnulla.
Lei era la Bersagliera, come la chiamava babbo, quella che si alzava alle 4 di mattina  per prepararci il pranzo prima di andare al lavoro, o per preparare le tagliatelle la Domenica. Quella che partiva il sabato, dopo che babbo non c'era più, con la corriera... per andare a fare l'orto in montagna dove abbiamo la nostra casa delle vacanze.
Quella che tornava a casa a Prato, con una paniera piena di funghi, di fragoline di bosco oppure di lamponi per farne il succo  e profumava il maleodorante mezzo di trasporto.
Era quella che aveva avuto la meglio con la vipera che l'aveva morsa e con la bomba che a Roma, in tempo di guerra, l'aveva scaraventata a centinaia di metri di distanza  senza ferirla.
Era quella che era caduta di bicicletta, quando si era trovata davanti i carri armati degli americani che entravano a Roma, e da allora non non aveva mai più inforcato una bici...
Questa era la  mia mamma, e queste sono le minime cose che ha fatto nella sua vita.
Potevo forse,  non amarla?

Torno con questa ricetta semplice, perché la vita ritorni a scorrere come qualche mesi fa...

Grazie per avermi aspettata

 Melanzane ripiene 
 (ricetta di A Tavola Luglio/Agosto2013)

Ingredienti per 4 persone
  • 4 melanzane medie
  • 500 g di pomodorini ciliegini o pomodori maturi
  • 4 filetti d'acciughe sott'olio
  • 2 cucchiai di capperi sotto sale dissalati
  • 1 cipolla piccola di Tropea
  • 4 cucchiai di pecorino grattugiato
  • provola tagliata a cubetti q.b
  • foglie di basilico
  • olio extra vergine di oliva
  • sale, pepe








melanzane ripiene


Lavate le melanzane, tagliatele per il lungo, scavate ogni metà e mettete la polpa da parte. Scottate le melanzane, per 2-3 minuti in acqua bollente salata, scolatele e mettetele da parte ad asciugare.
In una padella, scaldate l'olio ed aggiungete la cipolla tritatata finemente e fatela rosolare per pochi minuti.Aggiungete i capperi dissalati e le acciughe, e mescolate facendo sciogliere i filetti. A questo punto é il momento di aggiungere i pomodori e la polpa della melanzana che avrete tagliato a cubetti, salate pepate e fate cuocere per circa 20 minuti. Spegnete il fuoco, aggiungete il basilico e il pecorino grattugiato. Accendete il forno e portate la temperatura a 180 gradi. Mettete le melanzane in una teglia coperta di carta forno, e riempitele con la salsa a cui avrete eliminato le foglie di basilico ed avrete aggiunto i dadini di provola. Infornate e lasciate cuocere finché la superficie non sarà dorata, diciamo dai 30 ai 40 minuti, poi sfornate e lasciate intiepidire.

lunedì 21 luglio 2014

La giostra si é fermata.

                             




La giostra impazzita, su cui ero salita alcuni mesi fa si é fermata di colpo, mercoledì mattina, lasciando un vuoto enorme nell'anima e un dolore di quelli che ti straziano il cuore.

Mamma  se ne é andata, smettendo finalmente di soffrire...

Io sono qua, che raccolgo i cocci del mio cuore e le fila della mia vita, consapevole che in un modo o in un altro, devo iniziare di nuovo a pensare anche a me stessa.

Prima o poi torno, lo prometto... ma per adesso però, voglio solo cullarmi nei ricordi.

Grazie mille a tutti


Aurelia

martedì 3 giugno 2014

Tiramisù di Montersino, ovvero goduria allo stato puro!




Eccomi qua, come promesso ogni tanto ritorno...
Intanto vi ringrazio per l'affetto che mi dimostrate ogni giorno, con i vostri commenti e la vostra vicinanza, siete veramente preziose :)


Oggi torno a parlarvi di un dolce che adoro, il tiramisù. Ne avevo parlato sia qui, che qui, con due varazioni sul tema, ed oggi tocca alla versione di Luca Montersino con la pate a bombe, ovvero la base per tiramisù o semifreddi  con lo sciroppo di zucchero.
Con questo metodo, si evita di usare i tuorli crudi, e diciamo che si raggiunge un buon grado di sicurezza, anche se non si tratta di una vera e propria pastorizzazione.

Con queste dose, potete deliziare un esercito, ma come si dice ...

Melius abundare quam deficere

Perdonatemi se sono di poche parole, ma piano piano, torneranno anche quelle...

 


 Per un tiramisù da 10 porzioni circa 

1 Kg di crema tiramisù
500 g di biscotti savoiardi
800 g di bagna al caffè
60 g di cacao amaro



per la pate a bombe

175 g di tuorli
340 g di zucchero semolato
100 g di acqua
1 baccello di vaniglia
 
 
per la crema classica
 
500 g di pate a bombe
500 g di mascarpone
500 g di panna
 
 
per la bagna
700 g di caffè espresso
150 g di zucchero
 
 
 
 

 










Iniziate a semimontare i tuorli nella planetaria, oppure aiutandovi con le fruste elettriche. In un pentolino mettete lo zucchero e l'acqua e portate a 121°. Mi raccomando non mescolate, altrimenti lo zucchero si cristallizza  e non otterrete lo sciroppo.
Se non avete un termometro per controllare la temperatura, potete misurala  bagnando le dita in acqua fredda e pizzicando un po’ di zucchero; se riuscite a formare una pallina non troppo dura, lo zucchero è pronto. Occhio a non ustionarvi...

Mentre la planetaria è in funzione, iniziate a versare a filo lo sciroppo di zucchero e continuate a montare i tuorli, finché il composto non sarà bello gonfio e si sarà raffreddato.

Unite il mascarpone al composto di uova  e poi unite la panna montata, mescolando delicatamente  dal basso verso l'alto.

Ora non vi resta che comporre il tiramisù  o in in una bella ciotola, oppure potete farlo anche monoporzione.
Iniziate con i  biscotti savoiardi, inzuppati bene nel caffè, poi con la crema tiramisù.
Fatene almeno due strati  finendo con la crema, poi mettete in frigo coperto con la pellicola  e aspettate almeno 2 o 3 ore, prima di servirlo.
Al momento del servizio, spolverizzatelo con cacao amaro.
 

giovedì 15 maggio 2014

Pissaladière? Oui, ma petit.

mini pissaladère



Appaio, scompaio, poi ad un tratto ricompaio.
Non so per quanto ancora avrete la pazienza di seguirmi, non sono mai stata cosí distante dal mio diario virtuale, ma ultimamente ho altri pensieri che si affollano nella testa ed é difficile, trovare il tempo e la mente lucida, per aggiornare i miei fogli sparsi.
Da semplice figlia, sono diventata la mamma di chi mi ha dato la vita, e in questo periodo mi sto dedicando anima e corpo a lei, finché ci sará ancora del tempo a disposizione...

E quindi perdonatemi, se scomparirò di nuovo... stamattina scrivo questo post dall'ospedale, in attesa che ci facciano una trasfusione.

Io e mamma vi salutiamo, portate pazienza e vi aspetto al prossimo post..

Aurelia



500 g di farina 0
300 g di acqua 
2 cucchiai di olio extra vergine
8 g di sale
5 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di zucchero


Per il ripieno

6 cipolle dorate di circa 150 g l'una
4 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
una foglia d'alloro
timo
2 spicchi d'aglio con la camicia
sale pepe
una scatoletta di acciughe del Cantabrico
70 g di olive taggiasche snocciolate 
un pugno di capperi dissalati





Setacciate la farina, sciogliete il lievito di birra in una parte dei 300 g di acqua e unite anche il cucchiaino di zucchero. Unite una parte di farina all'acqua con il lievito, iniziate ad impastare con l'impastarice, finite di unire sia la farina che l'acqua avanzata, poi aggiungete il sale e i cucchiai d'olio.
Continuate ad impastare finché l'impasto non sará liscio ed omogeneo.
Coprite la ciotola con un canovaccio e mettete a lievitare per circa un'ora e mezzo.





pissaladière2 


 Intanto che l'impasto lievita, preparate il ripieno. Sbucciate le cipolle  affettatele sottili e mettetele a cuocere in una padella antiaderente, con 4 cucchiai d'olio. Unite la foglia d'alloro, gli spicchi d'aglio schiacciati e le foglie di timo, poi salate e pepate con parsimonia, visto che dopo andremo aggiungere le acciughe ed i capperi. In questa ricetta ho usato le acciughe del Cantabrico, grosse, morbide e non troppo salate, diciamo che in fatto di acciughe, si possono considerare le migliori del mondo.

Cuocete  semicoperto e a fuoco basso, finché le cipolle non saranno quasi sfatte e a questo punto aggiungete i capperi.

Schiacciate con le mani l'impasto e formate 8 palline di pasta, che farete di nuovo lievitare coperte, per circa un'ora.




Pissaladière 


Oliate 8 stampini da tartelletta, di circa 11, 12 cm di diametro, stendete la pasta e formate dei dischi più larghi del diametro di circa 2 o 3 cm, appoggiateli negli stampi e riempiteli con le cipolle stufate.
 Unite le olive taggiasche e qualche pezzetto di acciuga.

Ricoprite con la pasta verso l'interno, spennellate leggermento con l'olio extra vergine e cuocete in forno caldo a 200 gradi per circa 15 minuti.

venerdì 18 aprile 2014

Panini nel coccio




Ci sono post che devono aspettare quasi un anno per essere finalmente visibili ed essere condivisi, come questi panini nel coccio, che avevo preparato come segnaposto per la tavola di Pasqua 2013.
Mi erano talmente piaciuti ed avevano fatto anche la loro bella figura, ma non avevo più avuto l'occasione di poterli postare, e la cosa mi era dispiaciuta tantissimo.
Finalmente dopo circa un anno, ecco che fanno di nuovo capolino, pronti per accompagnare il nostro pranzo di Pasqua.
Li avevo visti da lei, e mi avevano colpita subito, io ho diminuito la dose di lievito ed aumentato i tempi di lievitazione, ma per il resto, non ho apportato altre modifiche.
E' ovvio che potete usare anche un vostro impasto supercollaudato, e sbizzarrirvi con la fantasia aggiungendo sulla superficie dei panini semi di sesamo oppure di papavero, oppure salvia o rosmarino, al posto dell'erba cipollina.

L'unica cosa che dovete fare è procurarvi dei mini vasetti di coccio di circa 6/7 cm di diametro, metterli a bagno per circa 12 ore in acqua, farli asciugare e poi passarli con olio o burro al loro interno prima di metterli per in forno a 200° per 20 minuti. Ecco che i vasetti, saranno pronti per accogliere le palline di pane da cuocere.


Ingredienti  per 10 panini


  •  125g di farina 00
  • 125g di farina Manitoba
  • 2 cucchiai di olio extravergine  d'oliva
  • 150 ml circa di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 5 g di lievito di birra
  •  erba cipollina q.b

Sciogliete il lievito in un po' di acqua tiepida che avrete tolto al totale, aggiungete lo zucchero, mescolate e lasciate riposare per 5 minuti, poi unitelo alla farina e versate altra acqua.
Iniziate a mescolare ( io ho usato la planetaria) e aggiungete l'acqua un po' alla volta, unite anche il sale e da ultimo l'olio a filo. Quando l'impasto sarà quasi pronto, unite l'erba cipollina e formate una palla liscia. Mettete l'impasto dentro ad una ciotola e  copritelo  con della pellicola da alimenti, lasciandolo lievitare in un posto tiepido fino al raddoppio, diciamo che ci vorranno dall'ora e mezzo a circa due ore.
 Dividete  l'impasto in tante palline e mettetele  dentro ai vasetti di terracotta, unti d'olio extravergine d'oliva i copriteli e fateli raddoppiare di nuovo.
Cuoceteli in forno caldo a 180° per circa 20,30 minuti, o finché non saranno dorati.

giovedì 10 aprile 2014

#Mantou o più semplicemente panini al vapore

Mantou Panini al vapore


Eccomi qua, sono tornata...
Ogni tanto mi prende il blocco dello scrittore, la testa é affollata da altri pensieri e la voglia di scrivere un post, praticamente sparisce.

Questo stato dura circa un paio di settimane, poi finalmente riemergo dal mio torpore e prendo di nuovo in mano la mia vita da blogger e torna anche la voglia di condividere le mie ricette con voi che mi seguite con tanta, troppa pazienza.
Vi accorgerete che sono nel periodo lievitati barra panificazione, ho un po' di ricette da postare, quindi mettetevi comodi, perché questa ricetta é solo l'inizio della serie.

Da qualche settimana, mi é arrivato a casa un grande aiuto in cucina... si chiama Fresco, ed é l'abbattitore casalingo della Irinox, che oltre ad avere tantissime funzioni, ha anche quella di essere una comodissima cella di lievitazione, con la temperatura costante che facilita la lievitazione degli impasti. Così, non solo posso usare poco lievito, ma non devo più andar a cercare per casa, posti tiepidi, dove far crescere senza sbalzi di temperatura  i miei impasti lievitati.
Direi che è un'ottima cosa, non credete?

Mi ricordo una volta, nella casa di montagna ...Avevamo degli ospiti e il Lui della nostra amica, si offrì per fare la pizza. Una volta impastato la massa, lo vidi partire verso il piano di sopra dove abbiamo le camere e io abbastanza allarmata, gli chiesi cosa stesse facendo. Lui tranquillo, mi rispose che voleva mettere la ciotola nel suo letto, al calduccio tra le lenzuola ... Ecco, ora voi non mi conoscete abbastanza ma vi posso giurare che la mia reazione non fu delle più tranquille. Presi la ciotola e la cacciai in forno, con fare abbastanza deciso e determinato...  E "Quell'amico"? Credo ancora di doverlo incontrare, dopo quella volta :)





Ma veniamo alla ricetta...
In uno dei miei appuntamanti quasi fissi  da Florenzi Casa, ho voluto parlare della cucina a vapore dentro ai cestini di bambù e visto che i maggiori utilizzatori e conoscitori di questa tecnica, sono gli asiatici e in particolar modo i cinesi, ho pensato di preparare questa ricetta semplice e veloce  dei loro panini soffici e bianchi, i  famosi Mantou.
Ho trovato la ricetta da Giulia che ringrazio  e devo dire che è perfetta!



Mantou 

Ingredienti per 6 panini

  • 200 g di farina
  • 120 ml di acqua
  • 1 cucchiaino scarso di lievito di birra disidratato
  • 1 cucchiaio abbondante di strutto sciolto
  • 1 cucchiaino scarso di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
In una ciotola mettete la farina e il cucchiaino di lievito di birra. Aggiungete pian piano l'acqua tiepida, mescolate e unite il cucchiaino di zucchero.Continuate a mescolare, poi unite lo strutto ed infine il sale.
Impastate finché non otterrete un impasto liscio e morbido, e perfettamente amalgamato.
Fate lievitare l'im pasto coperto  per un'ora circa, poi dividetelo in 6 parti uguali, di circa 50 g.
Formate le palline di pane e mettetele sopra a dei cerchietti di carta forno, che avrete ritagliato e inseriteli dentro al cestello di bambù. 
Coprite e fate lievitare ancora per circa 30 minuti.
Portate ad ebollizione dell'acqua in una pentola che sia dello stesso diametro del cestello, e posizionatelo sopra, coprendolo con il suo coperchio.
Lasciate cuocere per circa 20 minuti.
Il pane non avrà il classico aspetto dorato, ma rimarrà bianchiccio, con una leggera crosticina croccante.



  prove tecniche di cottura al vapore... #Mantou #pane #vapore #Cina #Food #foodblogger #instapic 




Noi li abbiamo gustati spalmati di crema alle nocciole, ed erano fantastici, ma la prossima volta li voglio provare nella loro versione ripiena, come mi è stato consigliato da un'amica ...
con macinato di maiale, aglio, zenzero salsa di soia un pizzico di sake o vino dolce tipo Marsala e se  piacciono, si aggiungono anche  delle  striscioline sottili di cavolo cinese (a crudo, per cui è molto importante la cottura giusta)




  #mantou post cottura #pane #Cina #food #foodblogger #instapic #vapore

martedì 25 marzo 2014

Zuppa di porri, patate e mais

zuppa di porri patate e mais 2


Pensavo di essere in ritardo nel postare questa ricetta.Dicevo  tra me e me, se aspetti ancora Aurelia, questa zuppa la dovrai postare il prossimo autunno/inverno, visto che ormai la primavera è alle porte.
Ed invece con un  un colpo di  C ...ehhh noooo, non è quello che state pensando voi, ma con ma un colpo di Coda dell'inverno, ed ecco che mi compare la possibilità di farvi provare questa zuppa.
Delicatissima, particolarmente dolce grazie alla presenza del mais e delle carote, mi/ci  è piaciuta talmente tanto che sono riuscita a replicarla ben due volte in poche settimane, io che di solito dopo aver provato una ricetta, difficilmente la ripropongo, a meno che non sia un vero e proprio cavallo di battaglia.









Per 4 persone
  • 500 g di porri
  • 200 g di mais in scatola
  • 300 g di patate a pasta bianca farinose
  • 200 g di carote
  • 30 g di burro
  • un dl di latte
  • 2 cucchiai di farina
  • un ciuffo di prezzemolo
  • sale

Preparate le verdure per la zuppa ... Sbucciate le patate, le carote e tagliateli a tocchettini regolari, mentre i porri li affetterete a rondelle.
Mettete le verdure in una casseruola, io ho usato la casseruola in  rame , (che trovo favolosa sia per cucinare le zuppe che per i risotti) ed aggiungete il burro a pezzetti, del prezzemolo tritato
 e fate cuocere su fuoco basso per una decina di minuti, finché i porri non saranno morbidi.
Spolverizzate con la farina, mescolate ed aggiungete il latte, e poi mezzo litro d'acqua calda, regolate di sale e fate sobbollire piano per circa 30 minuti.
Controllate spesso la cottura, perché la zuppa, potrebbe attaccarsi.
Aggiungete il mais che avrete scolato e sciacquato, un altro cucchiaio di prezzemolo tritato, un mestolo d'acqua calda se vi servisse, regolate di sale e finite di cuocere, per un altra decina di minuti.
La zuppa è pronta, servitela ben calda e...godetevela :)

lunedì 24 marzo 2014

Laudemio e il tempo della potatura.

fattoria di maiano2



 Lo ammetto, mi sento fortunata ad essere nata su questa terra Toscana, così ricca di fascino di storia e di panorami mozzafiato.
La Toscana  con le sue colline coltivate ad olio e vino, la Toscana con i suoi sapori e profumi schietti e genuini, simili ai caratteri delle persone, che sono nate qui.
Ma soprattutto mi sento fortunata, per le occasioni che ho di poter conoscere realtà come queste che sto per raccontarvi. Si tratta di due aziende olivicole appartenenti al Consorzio Laudemio, la Fattoria di Maiano posizionata  sulle colline tra Fiesole e Settignano, e il Frantoio di Santa Tea-Gonnelli 1585 ,che si trova a Reggello.
Grazie a Laudemio e al suo blog tour, sono venuta a conoscenza di queste due realtà, che fino a pochi giorni fa, erano per me totalmente sconosciute.Il marchio Laudemio, raccoglie il meglio della produzione olivicola di 21 aziende che si trovano sparse per la campagna intorno Firenze ed anche oltre. Solo il meglio del raccolto, diventa olio Laudemio, un olio prezioso con un gran carattere e sapore e dal meraviglioso color  verde smeraldo.







fattoria di Maiano




La nostra visita è iniziata dalla Fattoria di Maiano, posizionata tra Settignano e Fiesole, con le sue quasi 20.000 piante di olivo divise tra le varietà di frantoio e moraiolo. Le olive vengono rigorosamente raccolte a mano, nel periodo che va da Novembre a Dicembre, frante entro le 6 massimo 12 ore dalla raccolta e l'olio viene immagazzinato in fusti d'acciaio ed imbottigliato solo il venduto.





Fattoria di Maiano4



Un paesaggio spettacolare sia per la campagna che circonda la villa, sia per la sua fattoria didattica, abitata da maiali, cinghiali, oche, struzzi, mucche cavalli ed asini, che sicuramente allieteranno una gita fuori porta, se vorrete  fare una visita all'azienda con i vostri bimbi e la vostra famiglia.








Questo olivo che vedete qua sopra, è un sopravvissuto alla ghiacciata del 1985, che distrusse praticamente quasi tutti gli oliveti toscani. Dalle drastiche potature, nacquero alcuni polloni  che ancora oggi regalano i loro preziosi frutti.







E la nostra visita è continuata a Reggello, al Frantoio di Santa Tea- Gonnelli 1585... cinque secoli di storia, racchiusi in quell'oliveta, posizionata su un altopiano, con alle spalle l'aria fresca che proviene dal  Pratomagno e ai suoi piedi la valle dell'Arno.
Abbiamo visto il personale dell'azienda adoperarsi alla potatura degli olivi, che si dividono in tre varietà. Moraiolo, Frantoio e Leccino.La potatura serve principalmente ad alleggerire i rami e permettere ai raggi del sole di penetrare tra le fronde, per far maturare correttamente i frutti.

potatura Frantoio Santa Tea



Miscelando con cura le varie tipologie di olive e il loro grado di maturazione, al frantoio di Santa Tea, riescono ad ottenere varie tipologie di olio, che vanno dal più delicato adatto a condire alimenti che richiedono un sapore leggero, come per il pesce, a quelli più corposi, perfetti per le insalate di verdura crude, pinzimoni e zuppe.



spring


Nulla è lasciato al caso al Frantoio Gonnelli... anche le fronde degli olivi appena potati, vengono disposti tra le file di alberi e tritati con il trattore, per ottenere un compost perfetto, che servirà a concimare ed arricchire il terreno.


Vecchio frantoio Santa Tea


Dopo aver visitato  il frantoio super tecnologico e innovativo, dove in un'ora si possono lavorare 100 quintali di olive estraendole a freddo, in assenza di ossigeno e sotto azoto, si rimane catturati dal vecchio frantoio, edificato nel 1426 dove ancora sono presenti, la macina ed il torchio, e si pensa ai passi da gigante che la tecnologia ha fatto durante questi secoli.
Anche qua abbiamo assaggiato un olio fantastico, che racchiude tutte le caratteristiche del consorzio Laudemio.
Per adesso vi dico solo che è fantastico...tra qualche post, vedrete come lo sto usando in cucina. Non come un grasso che serve per cuocere il cibo, ma come un ingrediente speciale che come tale, va usato.


il Frantoio SantaTea datato 1585! grazie alla famiglia #Gonnelli per averci mostrato questi tesori. #laudemio #laudemioblogtour2014





Olio Laudemio

sabato 8 marzo 2014

Petto d'anatra al Marsala e salsa di lamponi per UnLampoNelCuore


Quando le donne si uniscono, non le ferma nessuno!

Non hanno saputo fermarle, nemmeno le mani sporche di sangue  che a Bratunac, nel 1995 hanno sterminato tutti gli uomini, non facendo differenza se fossero stati  neonati o vecchi indifesi, e lasciando queste donne sole, senza un marito, un figlio, un fratello o un padre!
Hanno cercato di annientarle, nel loro fisico e nella loro testa, le hanno deportate  rinchiudendole  nei campi profughi, e quando finalmente hanno potuto tornare alle loro case, hanno ritrovato il nulla e da mogli, madri e figlie  si sono ritrovate  loro malgrado, i capi famiglia in  una vita he non era più la loro!

Nel 2003 è nata la Cooperativa Agricola Insieme e un bellissimo progetto Lamponi di Pace.
Dove prima c'era stata morte e distruzione, sono nate serre e coltivazioni di piccoli frutti di bosco, che già erano coltivati prima del genocidio, perché i lamponi, i mirtilli e le more, possono essere coltivati anche dalle donne, perché le radici di quelle piante saranno ancorate al terreno per lungo tempo, perché quelle donne si meritano una rinascita e il diritto di vivere una vita dignitosa e serena!

Le loro confetture, sono vendute in vari supermercati, e qua di seguito vi aggiungo l'elenco.
- sono distribuiti da Coop-Adriatica e NordEst quindi si trovano più facilmente nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell'Emilia e della Lombardia al confinte. I punti vendita che hanno in assortimento i prodotti partono dai 1000mq in su;
- sono distribuiti anche da Altromercato e dal commercio equosolidale e dal loro sito (altromercato.it) è possibile, tramite anche una richiesta via email, ottenere i punti vendita;

- nel milanese vengono distribuito da MioBio (http://www.mio-bio.it/), un gas molto attivo;

- Rada Zarcovick, la responsabile della cooperativa, sta prendendo accordi con le Coop che si occupano dei punti vendita della Lombardia e della Toscana per poter distribuire anche in queste zone i loro prodotti.


 


Noi food blogger dopo aver letto il bellissimo post  scritto da Anna Maria Pellegrino,  abbiamo pensato che in questa giornata, dove il colore che andrà per la maggiore sarà , il giallo mimosa, di trasformarlo in un colore più caldo in  un bel rosso lampone, per non dimenticare quelle donne, per far conoscere la loro storia, e per rendere pubblico, il magnifico lavoro che svolgono ogni giorno!



Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a "unlamponelcuore" intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace"  della Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/),nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare". 



Petto d'anatra al marsala e salsa di lamponi2  




Petto d'anatra con salsa ai lamponi


Ingredienti per 2 persone
  • 2 petti d'anatra
  • 150 g di lamponi freschi
  • 2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
  • 1 cucchiaio di erba cipollina tritata
  • 1/2 bicchiere di Marsala
  • sale e pepe q.b.





 
Tagliate la pelle del petto d'anatra a losanghe e mettete a scaldare una padella con 2 cucchiai d'olio extra vergine.Frullate i lamponi e passate al setaccio per eliminare i semini.Rosolate i petti d'anatra dalla parte della pelle, rigirate e procedete alla cottura dell'altro lato, sfumate con il Marsala e fatelo evaporare.
Unite il succo dei lamponi, aggiustate con un pizzico di zucchero se vi sembrano troppo aspri, cospargete di erba cipollina tagliuzzata e fate cuocere per qualche minuto.
Spegnete il fuoco, scaloppate il petto e servitelo con la salsa di Marsala e lamponi.

lunedì 3 marzo 2014

Semla e bra Karneval


                                                   Piatto Bitossi e posate in vendita da Florenzi Casa


Dopo le castagnole alla ricotta, che sono un must per il periodo di Carnevale, mi sono chiesta in che maniera, gli altri paesi del mondo  festeggiassero questo periodo dell'anno,  che da noi è così  ricco di fritti e frittelle.  E così mi sono imbattuta in due ricette incredibili, anzi tre per l'esattezza, ed ho scoperto che in Svezia nel periodo di carnevale  si usa preparare questi fantastici panini che si chiamano Semla, mentre in Russia il piatto tipico di carnevale  sono i bliny lievitati, e nei paesi anglosassoni i pancake vanno per la maggiore.

Ora, i pancake li avevo già preparati qua, quindi mi mancavano i Semla e i blyni lievitati.
Ho trovato questa  ricetta fantastica da lei e mi sono divertita a  riproporli al volo, visto che non sono per niente difficili, nella loro esecuzione. Se non fosse per la presenza del cardamomo, potrebbero somigliare vagamente ai nostri maritozzi. Sono soffici,  profumati e al loro interno troverete un goloso ripieno di pasta di mandorle, che io ho ottenuto facilmente  seguendo i consigli di Antonella.

Domani è martedì grasso, quindi siete in tempo utile per poterli preparare e festeggiare il Carnevale, senza friggere e ungere la cucina, in ogni dove... vi ho convinte?Io credo di si :)








semla3
        



per 15 Semla
·        13 g di lievito di birra

·        45 g di burro

·        125 ml di latte,

·        40 g di zucchero

·        1/2 cucchiaino di cardamomo macinato

·        2 g di sale

·        250 g di farina 00

·        50 g di pasta di mandorle (vedi ricetta in basso)

·        225 ml di panna fresca

·        1 uovo sbattuto per spennellare

·        zucchero a velo per decorare 



·        Ingredienti per 100 g circa di pasta di mandorle

·        50 g di mandorle

·        50 g di zucchero a velo

·        3 cucchiaini di acqua








    Fondete il burro ed il latte  in un pentolino e fatelo leggermente intiepidire..    Pestate al mortaio i semi di cardamomo, eliminate le impurità con un colino a maglie fitte  ed unitelo al lievito sbriciolato. Versateci sopra il latte tiepido  e mescolate bene.
    Aggiungete la farina poca alla  volta ed impastate. L’impasto deve risultare morbido e leggermente appiccicoso.
    Aggiungete zucchero e sale e mescolate fino ad ottenere un impasto liscio.
    Lasciate lievitare la pasta fino a quando non raddoppia di volume, circa 60 minuti
    A lievitazione ultimata dividete l'impasto in bocconcini di circa 30 grammi per ottenere dei mini Semla. Fatene delle palline e adagiateli su di una leccarda rivestita di carta da forno, lasciando dello  spazio  tra l’una e l’altro.
    Fate lievitare di nuovo, per circa 60 minuti circa o fino a quando il loro volume raddoppia.
    Spennellate la superficie con l’uovo sbattuto.
    Infornate nella parte centrale del forno a 225° per circa 12'.
 Sformate e fate raffreddare.

    Quando i semla saranno  raffreddati tagliate la calotta superiore ed eliminate  un po’ di mollica.                      
  Sbriciolate  la mollica ed amalgamatela alla pasta di mandorle aiutandovi con 1 cucchiaio di panna (non montata) fino ad ottenere un composto omogeneo.
    Montate la panna e zuccheratela leggermente con dello zucchero a velo.

    Riempite ogni semlacon un cucchiaino  di pasta di mandorle e briciole  e utilizzando un sac a poche guarnite con la panna, poi ripososizionate il coperchio e spolverizzate di zucchero a velo.                                                                                                                                                      

Per preparare la pasta di mandorle
Tritate finemente al mixer le mandorle fino a ridurle in farina, quindi  unite lo zucchero a velo e qualche cucchiaino d'acqua che aiuterà a legare il tutto.