venerdì 26 settembre 2014

Melanzane sott'olio

melanzane

 Un periodo intenso, questo momento che sto attraversando. Un periodo che mi vede con la valigia in mano, aerei o treni da prendere al volo, persone da conoscere, e sapori da scoprire!
E' quello che mi piace fare, e che  faccio con enorme piacere, ma a volte mi piace anche stare nella quiete della mia casa, nella mia cucina color crema a fare la brava formichina che prepara scorte per l'inverno e non solo, la cicala canterina che si diverte in giro per l'Italia.

Queste melanzane sott'olio, sono già la seconda volta che le preparo, e vi giuro che in frigo ne ho circa altri tre kg, pronte per essere trasformate in contorno per l'inverno.
Cercate quelle striate , che sono più delicate e dolci, e poi mettetevi all'opera. Di tempo effettivo, ne richiedono abbastanza, ma in fin dei conti di fatica se ne fa ben poca.
In circa un giorno, avrete le vostre melanzane trasformate in una conserva che accompagnerà i vostri bolliti, oppure in appetitose  e croccanti bruschette.
La ricetta è di Raffaele Pignataro, de Il Crudo e Il Cotto ...anzi di sua nonna, e quindi i mei ringraziamenti, vanno a tutti e due.



3kg di melanzane sode
1 peperone piccolo
1lt di aceto di vino bianco
500g di acqua
1 cucchiaio abbondante di origano fresco
4 spicchi d’aglio
5-6 peperoncini
sale fino (circa 300-400g)
circa 1lt di olio extra vergine di oliva



Lavate le melanzane, sbucciatele e tagliatele a fette di circa 4 mm, poi tagliatele a fiammifero. In una grande ciotola, mettete uno strato di melanzane, poi cospargete di sale fino, poi ancora melanzane, sale etc... Quando avrete finito di fare gli strati, coprite con un piatto e metteteci un peso sopra ( io uso una pentola colma d'acqua)
Dopo alcune ore, noterete che si è formato del liquido... eliminatelo, mescolate i fiammiferi di melanzana, e rimettete sopra il peso. Questa operazione, la dovete ripetere per circa 24 ore.

A questo punto, sciacquate bene, le melanzane sotto l'acqua corrente, poi aiutandovi con uno schiacciapatate, strizzatele bene e rimettetele nella ciotola pulita.

In una pentola fate bollire l'acqua e l'aceto, e unitevi anche qualche filetto di peperone rosso, e quando il liquido raggiungerà l'ebollizzione, versatelo sopra le melanzane e lasciate raffreddare il tutto.


Melanzane sott'olio

Strizzate di nuovo le melanzane, e mettetele ancora in una ciotola pulita.Condite le melanzane con dell'olio extra vergine d'oliva, dell'origano, peperoncino, filetti d'aglio, e lasciate insaporire per almeno un'ora.

Sterilizzate i vasetti di vetro... io li riempio con  due dita d'acqua e li metto  nel microonde alla massima potenza per circa 3 o 4 minuti, poi butto via l'acqua e li lascio asciugare capovolti, sopra un asciughino pulito.

Riempite i vasetti, aggiungete l'olio extra vergine e fate uscire le bollicine d'aria.Non chiudete subito i barattoli, ma controllate dopo qualche ora che le melanzane, siano coperte di olio...se non lo fossero, aggiungetene ancora.

Potete utilizzarle dopo circa una settimana, ma più aspettate e più saranno appetitose.

giovedì 11 settembre 2014

Food Blogger in Corte da Ballotta! Una sfida a suon di mestoli e la ricetta dei Cantucci all'olio delle due A



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Dopo il post in cui vi ho raccontato  dell'esperienza mistica, presso le terme del GrandHotel Terme di Montegrotto, è giunto il momento clou della storia, ovvero il racconto della nostra esperienza culinaria, presso il ristorante dell'Antica Trattoria Ballotta.

 Un locale storico l'Antica Trattoria, e non solo per dire... Fu ceduto dai frati agostiniani  ad un privato che lo trasformò in trattoria! Correva l'anno 1605! Un locale storico, uno di quelli che per primo ha proposto la cucina a km zero, con prodotti tipici della zona. Formaggi, salumi, carni, vini, olio, latte, frutta e verdura, ecco gli ingredienti che vengono cucinati dagli chef, supervisionati da Cristina Legnaro per essere trasformati in piatti che catturano sia la vista, che il palato.


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 Noi, grazie all'Aifb e alla nostra Presidentessa Anna Maria Pellegrino, siamo state invitate presso la trattoria, per disputare una gara culinaria!


 10 food blogger, 5 squadre, 5 piatti, e 4 giudici severissimi e con nomi altisonanti!

 La giuria era composta da
 Fausto Arrighi, direttore emerito della Guida Michelin Marco Colognese della Guida ristoranti de L’Espresso, Daniele Gaudioso del Gambero Rosso e Lamberto Mazzotti, direttore di Gustando.



Mentre i piatti che erano stati pensati per la sfida, erano questi

 Per le pittule, dovete avere un poco di pazienza ... sono già state replicate e a breve le posterò, Anna the Nice è come sempre una garanzia in cucina!!


in cucina da Ballotta

Ecco qua una parte dell'allegra brigata, nella bellissima cucina di Cristina Legnaro.
Devo ringraziarla personalmente, per la sua professionalità, e per averci messo a disposizione "casa sua"! Non è semplice ospitare 10 persone, che non sono mai o quasi, state in una cucina di un ristorante, diciamo che la differenza tra la cucine di casa nostra e quelle professionali, c'è e si vede, ma siamo state talmente brave, da sentirci subito a nostro agio.




Antonella, Antonella, Aurora







Antonella Eberlin, la mia compagna di avventura e sfoglina di pregio! Ha impastato e steso con il mattarello, la sfoglia che abbiamo usato per il nostro piatto!
Nonostante Antonella me lo avesse suggerito  e io lo faccia sempre a casa quando preparo il piatto, non ho tagliato gli acini e non ho tolto i semini all'uva... Ho preso di "bischera" anche da mio marito, quando sono tornata a casa!



ragù faraona e uva







E questi  sono i cantucci all'olio d'oliva che hanno vinto la sfida!


Cantuccini all'olio evo



Per la ricetta originale e per leggere tutta la storia di questa ricetta, vi rimando alle pagine dei blog di Aurora e .Antonella



Cantucci all'olio extravergine di Aurora e Antonella



Ingredienti per 800 g di biscotti:



  • 450 g di farina + q.b. per la spianatoia
  • 220 g di mandorle sgusciate
  • 190 g di zucchero
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • 3 uova intere biologiche + 1 tuorlo
  • 3 cucchiai di marsala
  • 8 g di lievito per dolci
  • 1/2 cucchiaino di fleur de sel
 
Preparazione:



Preriscaldare il forno a 180°, disporre le mandorle su di una placca e tostarle per 5 minuti. Salarle con il fleur de sel, e lasciarle freddare. In una terrina sbattere 2 uova intere+1 tuorlo con lo zucchero, fino a renderle spumose. Unire a filo olio evo e marsala, quindi incorporare la farina setacciata con il lievito. Unire le mandorle salate all'impasto, badando di non perdere i fiocchi di sale durante la lavorazione. Formate dei filoncini larghi 3 cm, spennellarli con l'uovo rimasto, disporli su una teglia rivestita di carta da forno e cuocere a 180° per 25 minuti circa. Sfornare i filoncini e con un coltello a lama liscia tagliarli a fette leggermente diagonali di 1,5 cm circa di spessore. Disporre nuovamente nella teglia, quindi cuocere per 10-15 minuti, fino alla doratura, e lasciar raffreddare su di una gratella. Conservare i cantucci pronti in una scatola di latta a chiusura ermetica.



E anche questa seconda parte ve l'ho raccontata... 
Nel prossimo post vi racconterò dei colli euganei e della casa del Sommo Poeta.
 

venerdì 5 settembre 2014

Food Blogger alle Terme Euganee. Sottotitolo ... quando il relax, ilgusto e la cura del corpo vanno a braccetto

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Dopo un periodo di pausa forzata, che mi aveva portata a rifiutare gli inviti ad eventi e manifestazioni, si è presentata un'occasione imperdibile organizzata dall'Aifb, Associazione Italiana Food Blogger di cui faccio parte, ovvero l'opportunità per un gruppo di 10 food blogger, di scoprire una parte del Veneto che mi era praticamente sconosciuta.
L'Aifb, non è nuova a queste opportunità che offre a noi food blogger associati. Ci sono un sacco di eventi e notizie interessanti sul sito ... se non ne fate ancora parte, andate a darci un'occhiata.

La zona da scoprire, è stata quella di  Montegrotto con le  sue Terme, ed i monti Euganei con i prodotti d'eccellenza che nascono tra le sue spendide colline.

Ma l'evento nell'evento, è stato soprattutto "Food Blogger in corte da Ballotta", ovvero una gara di cucina tra noi dieci blogger  presso l'Antica Trattoria Ballotta, utilizzando i prodotti  tipici della zona, e sapendo, che saremmo state  giudicate da una giuria da paura...ma di questo ve ne parlerò nel prossimo post... stay tuned!



Vi confesso, che avevo sinceramente bisogno di rilassarmi, e questa esperienza mi ha ricaricata  dandomi quella sferzata di energia, che mi mancava da tanto tempo! Sono tornata a casa finalmente serena, come non lo ero più da tanto tempo...




Hall GrandHotel Terme Montegrotto


 Il nostro gruppo di food blogger è stato ospitato presso una struttura d'eccellenza,  il Grand Hotel Terme di Montegrotto. un magnifico cinque stelle dotato di tutti i confort, nel cuore di Montegrotto e gestito dalla famiglia Legnaro-Corso con una professionalità ed eleganza, che ti fa sentire subito a proprio agio. Si respira un'aria familiare, che difficilmente in un Hotel di questo livello, mi è capitato di incontrare. Un'attenzione attenta e mai morbosa, con la massima disponibilità di tutto lo staff, partendo dal Direttore alle signorine del piano.

Welcome 




Suite 506







Le Terme Euganee, sono la più grande stazione termale europea, con le loro acque ricchissime di sostanze benefiche, che iniziano il loro percorso dalle Piccole Dolomiti e dai Monti Lessini, attraversando gli strati di rocce ed arrivando ad una profondità di oltre 3000 m. Qua stazionano per circa 25/30 anni, attraverso un percorso lento di circa 80 km, che fa si che l'acqua si arricchisca delle preziose sostanze, per poi sgorgare nel bacino termale euganeo, ad una temperatura di 87° circa.

L'acqua delle Treme Euganne, è classificata come salso-bromo-iodica ipertermale, ed è utilizzata da secoli per fini curativi, ed oggi è alla base dei più moderni trattamenti terapeutici ed estetici presso le strutture degli  hotel termali.

Oltre all'acqua termale c'è il fango, composto da due elementi, l'argilla estratta dal lago Costa  ad Arquà Petrarca ed arricchita con l'acqua termale. L'argilla viene trasportata presso i stabilimenti termali, e mescolata all'acqua termale, viene lasciata maturare per circa 60 giorni, dove grazie alla temperatura dell'acqua di circa 38° e la luce, svilupperà dei migrorganismi e biomateriali.
Nasce così  l'argilla biotermale, un antinfiammatorio naturale, senza gli effetti collaterali che hanno gli antiinfiammatori di origine sintetica.

Tutti i trattamenti che si possono effettuare presso le terme, portano ad un grande miglioramento e beneficio di tutto il corpo... migliorano i problemi che riguardano le articolazioni, quelli muscolari e persino le dermatiti e se poi si associano ai trattamenti curativi  anche i percorsi benessere,  vi posso assicurare che quando si torna a casa, siamo delle altre persone.

Sfatiamo il pregiudizio che le terme sono per persone un po' "datate"... le terme euganee, sono adatte a tutti, anche alle persone più giovani che hanno a cuore il proprio benessere.
 Un altro fatto da non sottovalutare è che le cure termali,  se soffriamo di  qualche patologia a livello articolare, oppure alle  vie respiratorie,  sono prescrivibili anche dal proprio medico curante.




Piscina Grandhotel Terme Montegrotto




GHT Montegrotto


Piscina interna




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Premetto che non ero mai stata in un Grand Hotel termale, quindi capirete anche che sono stata presa dall'entusiasmo e che di foto, ne ho scattate parecchie.

 Posso dirvi anche, che dopo il briefing del pomeriggio, la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di indossare costume da bagno, accappatoio e ciabattine, e ci siamo fiondati nella piscina termale, anzi nelle due piscine, visto che una parte si trova al coperto, e l'altra allo scoperto. Niente problemi di congestione, con l'acqua ad una temperatura costante di 28°, percorsi di ozono terapia in ogni angolo, cascate che ti massaggiano la regione cervicale, bollicine che accarezzano ogni parte del corpo, una vera libidine ve lo posso assicurare.


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 Le chiacchierate con il gruppo, sono stati esileranti, ci siamo subito affiatati, e dopo  20 minuti canonici o quasi ( a volte sono stati molto, ma molto di più, ma non si dovrebbe fare...) di possibilità di rimanere in ammollo, prima di subire un calo di pressione e spatasciarsci in terra,  uscivamo per rilassarci e chiacchierare  nell'area relax, oppure  nella stanza del sale, oppure facevamo una sauna o un bagno turco. E questo non lo abbiamo fatto solo un giorno, ma ogni volta che si presentava l'occasione. Credo che l'accappatoio, sia stato il mio capo d'abbigliamento più usato nei tre giorni di permanenza...



relax


Oltre ai bagni, alle saune, ai percorsi sensorial, a quelli Kneipp ( acqua termale calda, poi fredda, poi calda...etc etc) abbiamo potuto provare anche l'effeto miracoloso del fango argilloso e del bagno termale con ozono. La deliziosa signora Anna, ci ha atteso al 5° piano dell'Hotel, ed a gruppi di tre ci ha preparate/i a questa meravigliosa esperienza. Il corpo ricoperto dall'argilla calda, poi stretto come in un bozzolo  da coperte,  un'attesa rilassante in penobra, per15 minuti e poi il risciacquo e la permanenza  in una vasca d'acqua termale e bollicine d'ozono!
Vorrei solo che poteste sentire che pelle che ho...forse così morbida e liscia, l'ho avuta solo appena nata!!
foto di Antonella Marconi 

E tra bagni, massaggi, fanghi,  eleganti e raffinate cene al 6° piano dell'edificio, deliziosi pranzi e colazioni a bordo piscina, e fu sera e fu  mattina, e il resto della storia, ve la racconto nel prossimo post!

Se voleste farvi un regalo, il Grand Hotel Terme ha pensato ad un pacchetto benessere, per gli amici di Profumi in Cucina


Per info

GrandHotel Terme Montegrotto
Viale Stazione, 21 Montegrotto Terme (PD) Italy
- email: info@grandhotelterme.it -
Tel-Fax: +39 0498911444

lunedì 1 settembre 2014

Panna cotta con salsa al caramello


Un nuovo dessert, questa volta al cucchiaio, forse troppo semplice per essere postato in un blog di cucina, o forse no, e vi spiego il perchè...

Ci sono ricette che sono semplici, forse banali, ma che procurano un'immensa felicitá, al momento dell'assaggio. Penso che la panna cotta insieme al tiramisù, siano i dolci al cucchiaio preferiti dal gentil sesso, e credo di non sbagliarmi. Ho pensato tanto se postare o meno questa ricetta, visto la sua semplicitá di esecuzione, poi ho pensato a mia figlia Chiara e al mio blog  e al mio modo di pensarlo come una specie di regalo personale per lei. Me la sono immaginata nella sua casa, davanti ad un pc, mentre sfoglia le pagine di Profumi in Cucina, alla ricerca delle ricette di casa nostra...
 E allora ben vengano anche le ricette semplici, se questo vuol dire sentirsi vicine, anche quando un giorno  saremo lontane.



Quella della salsa al caramello, sinceramente non ricordo...
Panna cotta al caramello
  • 750 g di panna
  • 100 g di zucchero
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • 3 g di agar agar ( oppure 8 g di gelatina in fogli)
  •  
  • Ingredienti per la salsa al caramello

    150 gr di zucchero
    2 cucchiai d’acqua
    100 ml di panna fresca
     































 


In un pentolino, sciogliete l’agar-agar con un bicchierino di panna, aggiungete la panna rimasta, la vaniglia e lo zucchero. Mescolando continuamente portate ad una temperatura di 95° e mantenete questa temperatura per cinque minuti sempre girando.
Fate molta attenzione a non far bollire altrimenti si formerebbero bolle all’interno del dolce.
Fate raffreddare a temperatura ambiente, eliminate la vaniglia, mettete la panna cotta  dentro ad uno stampo o a dei bicchierini e lasciatela riposare in frigo, per circa 5 ore.

Oppure se possedete l'abbattitore Fresco, potete raffreddarla rapidamente a +3 e servirla anche subito, oppure potete conservarla in frigo, per anche una settimana.
Se invece la volete congelare a -18 e conservarla per un futuro, al momento del servizio potrete scongelarla velocemente utilizzando il ciclo scongelamento controllato.

Servitela con la salsa al caramello.

 

mercoledì 27 agosto 2014

Pavlova

Pavlova


Ho una predilezione per le meringhe! Da bambina, quando andavo a trovare Suor Maria Pia nel convento di clausura, tornavo sempre a casa con quelle deliziose meringhe bianche e croccanti, cucinate proprio da Lei.
Le ho preparate tante volte, e se cercate nel blog troverete la ricetta ed il racconto in cui parlo di Lei,
ma con le meringhette non ho mai avuto grossi problemi di esecuzione, mentre con la Pavlova, son sempre stati dolori.
L'esecuzione poteva andare, ma quando le sfornavo erano giallognole. e screpolate, e io le volevo perfette! 
Mi sono sacrificata lo stesso...e mica le ho buttate nella pattumiera... il sapore c'era ed anche tutto il resto, ma anche l'occhio vuole la sua parte.
E così, gira che ti giro per il web, alla ricerca dell'esecuzione perfetta, finalmente l'ho trovata!!






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 Ho seguito i consigli di La Tana del Coniglio, e le mie mini Pavlove,sono venute perfette.
Seguite tutto alla lettera, e anche le vostre pavlove, saranno come le mie :)


Ingredienti

150 g di albumi
150 g di zucchero a velo
150 g di zucchero semolato

panna fresca da montare
frutta fresca a piacere

Riscaldare il forno a 105°.
Pesate gli albumi e ricordate che il peso dello zucchero deve essere identico al peso del bianco dell'uovo... se l'albume pesasse 148g, peserete 148g di zucchero a velo e 148 g di zucchero semolato, mi raccomando alla massima precisione.

Mettete nella planetaria gli albumi e la metà dello zucchero a velo e di quello semolato. Azionate la macchina e montate a neve ben ferma, deve rimanere un bel pennacchio sodo sulla frusta.
A questo punto setacciate gli zuccheri rimasti sul composto e aiutandovi con una spatola in silicone, mescolate delicatamente dall'esterno verso l'interno con movimenti circolari.


Disegnate dei cerchi sul retro della carta forno, mettete l'albume montato in una sacca da pasticcere con la punta liscia e disegnate un cerchio concentrico che servirà da base.
Poi salite lentamente, giro dopo giro, creando  un vuoto all'interno che verrà riempito in seguito,con la panna montata.



           


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Infornate e fate cuocere per circa 1ora e 15 minuti, stando attenti a non far colorire le meringhe.Una volta cotte, spegnete il forno e lasciatele intiepidire  al suo interno.Sfornatele e fatele raffreddare completamente.Potete conservare le meringhe fino al momento del loro utilizzo, in sacchetti per alimenti oppure dentro a delle scatole di latta, anche per svariati giorni..
Montate la panna, senza zuccherarla, riempite le meringhe utilizzando un sacchetto da pasticcere con la punta a stella, oppure liscia e decorate con la frutta che più vi piace.


lunedì 25 agosto 2014

Foodbogger in Corte da Ballotta.

Si preparano di nuovo le valigie, questa volta parto verso nordest  per un bellissimo evento organizzato nell'ambito del “Feel Good Festival”,
progetto triennale per lo sviluppo di una nuova identità del comprensorio termale di Abano e Montegrotto, promosso dal Consorzio Terme Euganee ed in associazione con i Comuni di Abano e Montegrotto.



 L'antica Trattoria Ballotta, ospiterà dieci foodblogger appartenenti all'AIFB (Associazione Italiana Food Blogger, di cui faccio parte) nella serata del 28 Agosto.
Saremo  supportati dalla brigata di cucina del ristorante e  cucineremo 5 portate utilizzando i prodotti locali del territorio, e le nostre preparazioni, verranno  giudicate da una severa giuria, composta da Fausto Arrighi, ( direttore emerito della Guida Michelin ), Marco Colognese (della guida de l'Espresso)Daniele Gaudioso (accademico dell’Accademia Italiana della Cucina e Gambero Rosso ), Lamberto Mazzotti ( direttore di Gustando ).

Avremo modo di scoprire  le terme, il territorio, ma soprattutto ci divertiremo ai fornelli, che è quello che ci riesce meglio.


Per chi volesse venire a trovarci, vi aspettiamo Giovedì 28 Agosto dalle ore 20.00 presso l'Antica Trattoria Ballotta, via Carromatto, 2 - 35038 Torreglia (PD) e se non abitate proprio vicino e volete fermarvi, hanno pensato anche ad un pacchetto last minute,  molto interessante .

 


  

 



mercoledì 30 luglio 2014

Melanzane ripiene



Cerco lentamente di tornare alla normalità, certa che Lei avrebbe voluto così.
Mi ha sempre spronata a dare il meglio, ad impegnarmi, mi ha insegnato a sorridere ad essere gentile, onesta, sincera...mi ha insegnato a cercare i funghi, ad amare la cucina e se ho questa grande passione la devo a Lei.
Mi ha insegnato tante cose, mi ha fatto diventare quella che sono, a volte anche troppo simile a Lei, come dice mio marito  quando brontolo per un nonnulla.
Lei era la Bersagliera, come la chiamava babbo, quella che si alzava alle 4 di mattina  per prepararci il pranzo prima di andare al lavoro, o per preparare le tagliatelle la Domenica. Quella che partiva il sabato, dopo che babbo non c'era più, con la corriera... per andare a fare l'orto in montagna dove abbiamo la nostra casa delle vacanze.
Quella che tornava a casa a Prato, con una paniera piena di funghi, di fragoline di bosco oppure di lamponi per farne il succo  e profumava il maleodorante mezzo di trasporto.
Era quella che aveva avuto la meglio con la vipera che l'aveva morsa e con la bomba che a Roma, in tempo di guerra, l'aveva scaraventata a centinaia di metri di distanza  senza ferirla.
Era quella che era caduta di bicicletta, quando si era trovata davanti i carri armati degli americani che entravano a Roma, e da allora non non aveva mai più inforcato una bici...
Questa era la  mia mamma, e queste sono le minime cose che ha fatto nella sua vita.
Potevo forse,  non amarla?

Torno con questa ricetta semplice, perché la vita ritorni a scorrere come qualche mesi fa...

Grazie per avermi aspettata

 Melanzane ripiene 
 (ricetta di A Tavola Luglio/Agosto2013)

Ingredienti per 4 persone
  • 4 melanzane medie
  • 500 g di pomodorini ciliegini o pomodori maturi
  • 4 filetti d'acciughe sott'olio
  • 2 cucchiai di capperi sotto sale dissalati
  • 1 cipolla piccola di Tropea
  • 4 cucchiai di pecorino grattugiato
  • provola tagliata a cubetti q.b
  • foglie di basilico
  • olio extra vergine di oliva
  • sale, pepe








melanzane ripiene


Lavate le melanzane, tagliatele per il lungo, scavate ogni metà e mettete la polpa da parte. Scottate le melanzane, per 2-3 minuti in acqua bollente salata, scolatele e mettetele da parte ad asciugare.
In una padella, scaldate l'olio ed aggiungete la cipolla tritatata finemente e fatela rosolare per pochi minuti.Aggiungete i capperi dissalati e le acciughe, e mescolate facendo sciogliere i filetti. A questo punto é il momento di aggiungere i pomodori e la polpa della melanzana che avrete tagliato a cubetti, salate pepate e fate cuocere per circa 20 minuti. Spegnete il fuoco, aggiungete il basilico e il pecorino grattugiato. Accendete il forno e portate la temperatura a 180 gradi. Mettete le melanzane in una teglia coperta di carta forno, e riempitele con la salsa a cui avrete eliminato le foglie di basilico ed avrete aggiunto i dadini di provola. Infornate e lasciate cuocere finché la superficie non sarà dorata, diciamo dai 30 ai 40 minuti, poi sfornate e lasciate intiepidire.

lunedì 21 luglio 2014

La giostra si é fermata.

                             




La giostra impazzita, su cui ero salita alcuni mesi fa si é fermata di colpo, mercoledì mattina, lasciando un vuoto enorme nell'anima e un dolore di quelli che ti straziano il cuore.

Mamma  se ne é andata, smettendo finalmente di soffrire...

Io sono qua, che raccolgo i cocci del mio cuore e le fila della mia vita, consapevole che in un modo o in un altro, devo iniziare di nuovo a pensare anche a me stessa.

Prima o poi torno, lo prometto... ma per adesso però, voglio solo cullarmi nei ricordi.

Grazie mille a tutti


Aurelia

martedì 3 giugno 2014

Tiramisù di Montersino, ovvero goduria allo stato puro!




Eccomi qua, come promesso ogni tanto ritorno...
Intanto vi ringrazio per l'affetto che mi dimostrate ogni giorno, con i vostri commenti e la vostra vicinanza, siete veramente preziose :)


Oggi torno a parlarvi di un dolce che adoro, il tiramisù. Ne avevo parlato sia qui, che qui, con due varazioni sul tema, ed oggi tocca alla versione di Luca Montersino con la pate a bombe, ovvero la base per tiramisù o semifreddi  con lo sciroppo di zucchero.
Con questo metodo, si evita di usare i tuorli crudi, e diciamo che si raggiunge un buon grado di sicurezza, anche se non si tratta di una vera e propria pastorizzazione.

Con queste dose, potete deliziare un esercito, ma come si dice ...

Melius abundare quam deficere

Perdonatemi se sono di poche parole, ma piano piano, torneranno anche quelle...

 


 Per un tiramisù da 10 porzioni circa 

1 Kg di crema tiramisù
500 g di biscotti savoiardi
800 g di bagna al caffè
60 g di cacao amaro



per la pate a bombe

175 g di tuorli
340 g di zucchero semolato
100 g di acqua
1 baccello di vaniglia
 
 
per la crema classica
 
500 g di pate a bombe
500 g di mascarpone
500 g di panna
 
 
per la bagna
700 g di caffè espresso
150 g di zucchero
 
 
 
 

 










Iniziate a semimontare i tuorli nella planetaria, oppure aiutandovi con le fruste elettriche. In un pentolino mettete lo zucchero e l'acqua e portate a 121°. Mi raccomando non mescolate, altrimenti lo zucchero si cristallizza  e non otterrete lo sciroppo.
Se non avete un termometro per controllare la temperatura, potete misurala  bagnando le dita in acqua fredda e pizzicando un po’ di zucchero; se riuscite a formare una pallina non troppo dura, lo zucchero è pronto. Occhio a non ustionarvi...

Mentre la planetaria è in funzione, iniziate a versare a filo lo sciroppo di zucchero e continuate a montare i tuorli, finché il composto non sarà bello gonfio e si sarà raffreddato.

Unite il mascarpone al composto di uova  e poi unite la panna montata, mescolando delicatamente  dal basso verso l'alto.

Ora non vi resta che comporre il tiramisù  o in in una bella ciotola, oppure potete farlo anche monoporzione.
Iniziate con i  biscotti savoiardi, inzuppati bene nel caffè, poi con la crema tiramisù.
Fatene almeno due strati  finendo con la crema, poi mettete in frigo coperto con la pellicola  e aspettate almeno 2 o 3 ore, prima di servirlo.
Al momento del servizio, spolverizzatelo con cacao amaro.
 

giovedì 15 maggio 2014

Pissaladière? Oui, ma petit.

mini pissaladère



Appaio, scompaio, poi ad un tratto ricompaio.
Non so per quanto ancora avrete la pazienza di seguirmi, non sono mai stata cosí distante dal mio diario virtuale, ma ultimamente ho altri pensieri che si affollano nella testa ed é difficile, trovare il tempo e la mente lucida, per aggiornare i miei fogli sparsi.
Da semplice figlia, sono diventata la mamma di chi mi ha dato la vita, e in questo periodo mi sto dedicando anima e corpo a lei, finché ci sará ancora del tempo a disposizione...

E quindi perdonatemi, se scomparirò di nuovo... stamattina scrivo questo post dall'ospedale, in attesa che ci facciano una trasfusione.

Io e mamma vi salutiamo, portate pazienza e vi aspetto al prossimo post..

Aurelia



500 g di farina 0
300 g di acqua 
2 cucchiai di olio extra vergine
8 g di sale
5 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di zucchero


Per il ripieno

6 cipolle dorate di circa 150 g l'una
4 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
una foglia d'alloro
timo
2 spicchi d'aglio con la camicia
sale pepe
una scatoletta di acciughe del Cantabrico
70 g di olive taggiasche snocciolate 
un pugno di capperi dissalati





Setacciate la farina, sciogliete il lievito di birra in una parte dei 300 g di acqua e unite anche il cucchiaino di zucchero. Unite una parte di farina all'acqua con il lievito, iniziate ad impastare con l'impastarice, finite di unire sia la farina che l'acqua avanzata, poi aggiungete il sale e i cucchiai d'olio.
Continuate ad impastare finché l'impasto non sará liscio ed omogeneo.
Coprite la ciotola con un canovaccio e mettete a lievitare per circa un'ora e mezzo.





pissaladière2 


 Intanto che l'impasto lievita, preparate il ripieno. Sbucciate le cipolle  affettatele sottili e mettetele a cuocere in una padella antiaderente, con 4 cucchiai d'olio. Unite la foglia d'alloro, gli spicchi d'aglio schiacciati e le foglie di timo, poi salate e pepate con parsimonia, visto che dopo andremo aggiungere le acciughe ed i capperi. In questa ricetta ho usato le acciughe del Cantabrico, grosse, morbide e non troppo salate, diciamo che in fatto di acciughe, si possono considerare le migliori del mondo.

Cuocete  semicoperto e a fuoco basso, finché le cipolle non saranno quasi sfatte e a questo punto aggiungete i capperi.

Schiacciate con le mani l'impasto e formate 8 palline di pasta, che farete di nuovo lievitare coperte, per circa un'ora.




Pissaladière 


Oliate 8 stampini da tartelletta, di circa 11, 12 cm di diametro, stendete la pasta e formate dei dischi più larghi del diametro di circa 2 o 3 cm, appoggiateli negli stampi e riempiteli con le cipolle stufate.
 Unite le olive taggiasche e qualche pezzetto di acciuga.

Ricoprite con la pasta verso l'interno, spennellate leggermento con l'olio extra vergine e cuocete in forno caldo a 200 gradi per circa 15 minuti.

venerdì 18 aprile 2014

Panini nel coccio




Ci sono post che devono aspettare quasi un anno per essere finalmente visibili ed essere condivisi, come questi panini nel coccio, che avevo preparato come segnaposto per la tavola di Pasqua 2013.
Mi erano talmente piaciuti ed avevano fatto anche la loro bella figura, ma non avevo più avuto l'occasione di poterli postare, e la cosa mi era dispiaciuta tantissimo.
Finalmente dopo circa un anno, ecco che fanno di nuovo capolino, pronti per accompagnare il nostro pranzo di Pasqua.
Li avevo visti da lei, e mi avevano colpita subito, io ho diminuito la dose di lievito ed aumentato i tempi di lievitazione, ma per il resto, non ho apportato altre modifiche.
E' ovvio che potete usare anche un vostro impasto supercollaudato, e sbizzarrirvi con la fantasia aggiungendo sulla superficie dei panini semi di sesamo oppure di papavero, oppure salvia o rosmarino, al posto dell'erba cipollina.

L'unica cosa che dovete fare è procurarvi dei mini vasetti di coccio di circa 6/7 cm di diametro, metterli a bagno per circa 12 ore in acqua, farli asciugare e poi passarli con olio o burro al loro interno prima di metterli per in forno a 200° per 20 minuti. Ecco che i vasetti, saranno pronti per accogliere le palline di pane da cuocere.


Ingredienti  per 10 panini


  •  125g di farina 00
  • 125g di farina Manitoba
  • 2 cucchiai di olio extravergine  d'oliva
  • 150 ml circa di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 5 g di lievito di birra
  •  erba cipollina q.b

Sciogliete il lievito in un po' di acqua tiepida che avrete tolto al totale, aggiungete lo zucchero, mescolate e lasciate riposare per 5 minuti, poi unitelo alla farina e versate altra acqua.
Iniziate a mescolare ( io ho usato la planetaria) e aggiungete l'acqua un po' alla volta, unite anche il sale e da ultimo l'olio a filo. Quando l'impasto sarà quasi pronto, unite l'erba cipollina e formate una palla liscia. Mettete l'impasto dentro ad una ciotola e  copritelo  con della pellicola da alimenti, lasciandolo lievitare in un posto tiepido fino al raddoppio, diciamo che ci vorranno dall'ora e mezzo a circa due ore.
 Dividete  l'impasto in tante palline e mettetele  dentro ai vasetti di terracotta, unti d'olio extravergine d'oliva i copriteli e fateli raddoppiare di nuovo.
Cuoceteli in forno caldo a 180° per circa 20,30 minuti, o finché non saranno dorati.

giovedì 10 aprile 2014

#Mantou o più semplicemente panini al vapore

Mantou Panini al vapore


Eccomi qua, sono tornata...
Ogni tanto mi prende il blocco dello scrittore, la testa é affollata da altri pensieri e la voglia di scrivere un post, praticamente sparisce.

Questo stato dura circa un paio di settimane, poi finalmente riemergo dal mio torpore e prendo di nuovo in mano la mia vita da blogger e torna anche la voglia di condividere le mie ricette con voi che mi seguite con tanta, troppa pazienza.
Vi accorgerete che sono nel periodo lievitati barra panificazione, ho un po' di ricette da postare, quindi mettetevi comodi, perché questa ricetta é solo l'inizio della serie.

Da qualche settimana, mi é arrivato a casa un grande aiuto in cucina... si chiama Fresco, ed é l'abbattitore casalingo della Irinox, che oltre ad avere tantissime funzioni, ha anche quella di essere una comodissima cella di lievitazione, con la temperatura costante che facilita la lievitazione degli impasti. Così, non solo posso usare poco lievito, ma non devo più andar a cercare per casa, posti tiepidi, dove far crescere senza sbalzi di temperatura  i miei impasti lievitati.
Direi che è un'ottima cosa, non credete?

Mi ricordo una volta, nella casa di montagna ...Avevamo degli ospiti e il Lui della nostra amica, si offrì per fare la pizza. Una volta impastato la massa, lo vidi partire verso il piano di sopra dove abbiamo le camere e io abbastanza allarmata, gli chiesi cosa stesse facendo. Lui tranquillo, mi rispose che voleva mettere la ciotola nel suo letto, al calduccio tra le lenzuola ... Ecco, ora voi non mi conoscete abbastanza ma vi posso giurare che la mia reazione non fu delle più tranquille. Presi la ciotola e la cacciai in forno, con fare abbastanza deciso e determinato...  E "Quell'amico"? Credo ancora di doverlo incontrare, dopo quella volta :)





Ma veniamo alla ricetta...
In uno dei miei appuntamanti quasi fissi  da Florenzi Casa, ho voluto parlare della cucina a vapore dentro ai cestini di bambù e visto che i maggiori utilizzatori e conoscitori di questa tecnica, sono gli asiatici e in particolar modo i cinesi, ho pensato di preparare questa ricetta semplice e veloce  dei loro panini soffici e bianchi, i  famosi Mantou.
Ho trovato la ricetta da Giulia che ringrazio  e devo dire che è perfetta!



Mantou 

Ingredienti per 6 panini

  • 200 g di farina
  • 120 ml di acqua
  • 1 cucchiaino scarso di lievito di birra disidratato
  • 1 cucchiaio abbondante di strutto sciolto
  • 1 cucchiaino scarso di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
In una ciotola mettete la farina e il cucchiaino di lievito di birra. Aggiungete pian piano l'acqua tiepida, mescolate e unite il cucchiaino di zucchero.Continuate a mescolare, poi unite lo strutto ed infine il sale.
Impastate finché non otterrete un impasto liscio e morbido, e perfettamente amalgamato.
Fate lievitare l'im pasto coperto  per un'ora circa, poi dividetelo in 6 parti uguali, di circa 50 g.
Formate le palline di pane e mettetele sopra a dei cerchietti di carta forno, che avrete ritagliato e inseriteli dentro al cestello di bambù. 
Coprite e fate lievitare ancora per circa 30 minuti.
Portate ad ebollizione dell'acqua in una pentola che sia dello stesso diametro del cestello, e posizionatelo sopra, coprendolo con il suo coperchio.
Lasciate cuocere per circa 20 minuti.
Il pane non avrà il classico aspetto dorato, ma rimarrà bianchiccio, con una leggera crosticina croccante.



  prove tecniche di cottura al vapore... #Mantou #pane #vapore #Cina #Food #foodblogger #instapic 




Noi li abbiamo gustati spalmati di crema alle nocciole, ed erano fantastici, ma la prossima volta li voglio provare nella loro versione ripiena, come mi è stato consigliato da un'amica ...
con macinato di maiale, aglio, zenzero salsa di soia un pizzico di sake o vino dolce tipo Marsala e se  piacciono, si aggiungono anche  delle  striscioline sottili di cavolo cinese (a crudo, per cui è molto importante la cottura giusta)




  #mantou post cottura #pane #Cina #food #foodblogger #instapic #vapore

martedì 25 marzo 2014

Zuppa di porri, patate e mais

zuppa di porri patate e mais 2


Pensavo di essere in ritardo nel postare questa ricetta.Dicevo  tra me e me, se aspetti ancora Aurelia, questa zuppa la dovrai postare il prossimo autunno/inverno, visto che ormai la primavera è alle porte.
Ed invece con un  un colpo di  C ...ehhh noooo, non è quello che state pensando voi, ma con ma un colpo di Coda dell'inverno, ed ecco che mi compare la possibilità di farvi provare questa zuppa.
Delicatissima, particolarmente dolce grazie alla presenza del mais e delle carote, mi/ci  è piaciuta talmente tanto che sono riuscita a replicarla ben due volte in poche settimane, io che di solito dopo aver provato una ricetta, difficilmente la ripropongo, a meno che non sia un vero e proprio cavallo di battaglia.









Per 4 persone
  • 500 g di porri
  • 200 g di mais in scatola
  • 300 g di patate a pasta bianca farinose
  • 200 g di carote
  • 30 g di burro
  • un dl di latte
  • 2 cucchiai di farina
  • un ciuffo di prezzemolo
  • sale

Preparate le verdure per la zuppa ... Sbucciate le patate, le carote e tagliateli a tocchettini regolari, mentre i porri li affetterete a rondelle.
Mettete le verdure in una casseruola, io ho usato la casseruola in  rame , (che trovo favolosa sia per cucinare le zuppe che per i risotti) ed aggiungete il burro a pezzetti, del prezzemolo tritato
 e fate cuocere su fuoco basso per una decina di minuti, finché i porri non saranno morbidi.
Spolverizzate con la farina, mescolate ed aggiungete il latte, e poi mezzo litro d'acqua calda, regolate di sale e fate sobbollire piano per circa 30 minuti.
Controllate spesso la cottura, perché la zuppa, potrebbe attaccarsi.
Aggiungete il mais che avrete scolato e sciacquato, un altro cucchiaio di prezzemolo tritato, un mestolo d'acqua calda se vi servisse, regolate di sale e finite di cuocere, per un altra decina di minuti.
La zuppa è pronta, servitela ben calda e...godetevela :)