lunedì 14 agosto 2017

Scallion Pancake. Crêpe is the new black



Da quando è uscito il nuovo libro  targato Mtc, Crêpe is the new black non so quante volte ho già preparato questi scallion pancake; è stato un amore a prima vista, sarà che adoro ogni sorta di bulbo che emana effluvi cipollosi, oppure sarà per il fatto che la ricetta è di quella gran donna di Mai Esteve e con le sue ricette non ho mai sbagliato un colpo, sta di fatto che questa semplice ricetta deve aver fatto breccia anche in tante altre cucine della grande famiglia  dell'Mtchallenge, perché è una delle ricette più riprodotte dall'uscita del libro!

Semplici da fare, sono pronti in una manciata di minuti  e la  sfogliatura croccante li rende veramente irresistibili. In Cina e a Taiwan dove vengono venduti in ogni angolo di strada e sono  preparati con un cipollotto chiamato scallion, dall'odore forte e penetrante che fortunatamente perde in cottura risultando molto più delicato dei nostri cipollotti.

Per la nuova sfida estiva, la Mtc Summer Edition, sono state riprodotte in maniera identica le ricette del libro e scegliere tra più di 40 ricette diciamo che non è stato facile, c'è veramente da perdersi tra crêpe dai nomi impronunciabili provenienti da ogni angolo del mondo e ricette più classiche che ormai fanno parte della nostra quotidianità.
Io apro le danze con questi scallion pancake, ma sicuramente non sarà l'unica ricetta del libro che farà la sua apparizione sulle pagine del blog...
E ora tutti in cucina!

Scallion Pancake


Per 6 pezzi del diametro di 12 cm


  • 180 g di farina
  • 100-120 ml di acqua 
  • la parte verde di 3 cipollotti freschi
  • 3 cucchiai di olio di semi di sesamo
  • 1 cucchiaino di sale 
  • olio di semi d'arachide per friggere


Tritate finemente  i cipollotti ( non come me che li ho tagliati a rondelle e poi mi "sguillavano" dal rotolo...).
Setacciate la farina con il sale dentro ad una ciotola e versatevi un po' alla volta, l'acqua che avrete scaldato fin quasi al bollore; unitela poco alla volta e mescolate con un cucchiaio di legno,per non bruciarvi le mani, poi versate il composto sul piano di lavoro leggermente infarinato e impastatelo fino a renderlo liscio e setoso.

Dividete l'impasto in 6 pezzi  e copriteli con la pellicola.
Prendete un pezzetto e stendetelo con il matterello in un cerchio dello spessore di 1-2 mm, poi spennellate la superficie con un pennello intriso di olio di semi di sesamo.
Arrotolate a sigaretta non troppo stretto, poi arrotolate a spirale.




Spianate di nuovo la chiocciola e cospargete la superficie con i cipollotti tritati (Come vi ho detto prima il cipollotto deve essere tritato, non tagliato a rondelle come nella foto qui sopra, altrimenti al momento della seconda stesura rischierà di uscirvi fuori).

Arrotolate di nuovo e formate la chiocciola che andrete a spianare per l'ultima volta.
Fate la stessa cosa con gli altri pezzi, coprendoli con la pellicola, via via che saranno pronti.





Scaldate in una padella 2 cucchiai di olio di semi di arachide e quando sarà ben caldo ma non bollente, friggetevi gli scallion pancake, prima da un lato e poi dall'altro finché non saranno dorati e croccanti.
Una volta asciugati dall'olio in eccesso serviteli subito, ma anche tiepidi hanno il loro perché.


martedì 8 agosto 2017

Paella mixta



Finalmente sono riuscita a fotografare la mia paella!!
Giuro che non è stato facile, visto che è un piatto che preparo principalmente per cena e soprattutto quando gli amici ci vengono a trovare e quindi, non trovando carino farli attendere per fotografare il piatto, le foto che riesco a rubare sono quelle fatte con il cellulare, prima che mani e bocche fameliche si avventino sul tegame.
Anche ieri sera è andata più o meno nello stesso modo, ma visto che alla tavola erano seduti mio marito, figli e fidanzati vari, sono riuscita a scattare qualche foto tra i commenti sarcastici e l'ansia  che mi hanno venire e tra un'occhiataccia mia e un ..."che la levi quella mano"il risultato è quello che vedete qui sopra, mentre la foto sotto è stata scattata dal cellulare, chissà mai perché!

Vi confesso che ho un po' di timore nello scrivere  ricette di altri paesi, perché nutro un profondo rispetto per tutte le ricette tradizionali che siano italiane o anche estere e il solo pensiero  di denigrarle o sbagliarle, mi fa salire quel filo d'ansia che mi mette sempre sugli attenti, sperando di non scrivere castronerie.

Per prima cosa, la paella non è un risotto e non si cuoce come un risotto, ovvero aggiungendo man mano l'acqua o il brodo e mescolando portando a cottura; è un piatto antico, povero,  che si preparava con la cucina degli avanzi, quindi ripensandoci il mio metodo di unire ingredienti cotti in precedenza non si discosta poi molto dalla ricetta originale, e qui tiro un sospiro di sollievo.
Questa pietanza  prende il nome proprio dalla padella  in cui viene cotta, la paella una padella molto  larga e bassa che favorisce l'evaporazione dei liquidi durante la cottura; la mia è di ferro con un diametro di 30 cm ed è perfetta per cuocere una paella mixta per 8 persone dall'appetito robusto.

Alla ricetta della paella mixta, ho aggiunto anche quella della salsa aioli che ho rinominato eretica per via della presenza del latte, ma cercando in rete ho capito che ne esistono varie versioni; quella classica che prevede l'utilizzo del mortaio dove vengono pestati gli spicchi d'aglio privati dell'anima  insieme al sale, poi si aggiunge il rosso d'uovo ed infine l'olio extra vergine d'oliva che aiuterà a montare la massa proprio come una maionese, e poi la mia versione ( anche questa  spagnola) che non prevede l'utilizzo dell'uovo, ma al suo posto viene usato il latte. Potrete preparare questa salsa dal gusto deciso e piccante, solo se siete dei veri  amanti dell'aglio e vi tornerà utile anche quando vorrete preparare un aperitivo a base di tapas, oppure per  accompagnare verdure, grigliate di carne o pesce.




Paella mixta


Per 8 persone (dal forum di Cookaround)



  • 640 g di riso bomba o carnaroli 
  • 600 g di sovracosce di pollo senza pelle
  • 450 g di scamerita di maiale a fette alte un paio di cm
  • 2 calamari
  • 300 g di vongole
  • 300 g di cozze
  • 300 g di gamberi
  • 8 mazzancolle
  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone giallo
  • 150 g di piselli
  • 150 g di fagiolini
  • 3 pomodori pelati
  • 1 cucchiaino paprika dolce
  • zafferano in stimmi
  • 2 spicchi d'aglio
  • olio extra vergine
  • sale e pepe
  • acqua, una volta e mezza la quantità del riso ( 1 litro circa, o almeno la quantità che serve a coprire a filo tutta la superficie del riso)




per la salsa aioli "eretica" al latte



  • 1 tazzina da caffè di latte fresco
  • 2 tazzine di olio di semi di arachide
  • 1/2 spicchio d'aglio o uno intero
  • sale 





Disossate le sovracosce di pollo e tagliate a cubetti la carne, saltatela in padella con dell'olio extra vergine, salate leggermente e mettete da parte.

Tagliate la scamerita a cubetti e saltatela in padella come il pollo, mettendola da parte.

Pulite i calamari, spellateli e sciacquateli bene, tagliateli a anelli e fateli saltare brevemente in padella, con un pizzico di sale, appena cotti metteteli da parte.

Lessate i piselli e nella stessa acqua lessate anche i fagiolini; passateli nell'acqua fredda e ghiaccio per mantenere il colore, scolateli e metteteli da parte.

Prendete i peperoni e tagliateli a metà. Una parte tagliateli a cubetti e saltateli in padella come avete fatto per il resto degli ingredienti, l'altra parte tagliateli a strisce e cuocete anche loro. Mettete da parte, tenendo separati i cubetti dalle strisce.

Lavate le cozze, strappate il bisso spazzolatele bene, risciacquatele e mettetele in una padella e fatele aprire. Conservate l'acqua dei molluschi.

Sciacquate le vongole e mettetele a spurgare in acqua salata per un'ora, sciacquatele ancora e fatele aprire sul fuoco. Filtrate l'acqua e tenetela da parte.

Vi svelo un segreto...io faccio tutti questi passaggi alcune ore prima di preparare la paella, abbatto nell'abbattitore tutti gli ingredienti e metto tutto in frigo; la sera quando devo preparare la paella, tiro fuori tutti gli ingredienti e procedo in questo modo...






Fate scaldare l'acqua a cui avrete aggiunto anche l'acqua dei molluschi portandola quasi a bollore; prendetene una piccola  parte, versatela in una tazzina  e metteteci dentro gli stimmi di zafferano.

Prendete la paella metteteci dell'olio extra vergine d'oliva e gli spicchi d'aglio con la camicia, fate rosolare a fuoco  basso facendo attenzione che non bruci, poi aggiungete i pomodori pelati schiacciati e lasciate cuocere per 3-4 minuti.

Unite i peperoni a cubetti, la carne di pollo e di maiale, i calamari, i piselli, i fagiolini, i gamberi crudi ( non le mazzancolle ) qualche vongola sgusciata e anche qualche cozza sempre senza guscio, mescolate e portate tutto alla giusta temperatura, poi cospargete con la paprika, unite l'acqua con lo zafferano, il riso distribuito su tutta la superficie della paella,un pizzico di sale e coprite a filo con l'acqua calda.

Da questo momento la paella non si mescola più!
Distribuite sulla superficie le mazzancolle e le strisce di peperone, in modo armonico  e unite anche le cozze col guscio.
Fate cuocere finché l'acqua non sarà assorbita e si farà formata una sottile crosticina sul fondo della paella.
Lasciate riposare la paella per qualche minuto e servitela con gli spicchi di limone o con la salsa aioli se piace.

Salsa aioli  al latte

Mettete nel contenitore del mixer ad immersione, il latte e l'olio, fatelo addensare con qualche pulsazione, poi aggiungete l'aglio privato dell'anima e un pizzico di sale, frullate e la salsa è pronta.

venerdì 28 luglio 2017

Brioche col tuppo e granita di limoni



Mork e Mindy, Gianni e Pinotto, Orazio e Clarabella, Topolino e Minnie, Stanlio ed Ollio, Cesare e Cleopatra, pane e marmellata e ovviamente brioche col tuppo e granita di limoni!!
Tutte queste persone e cibi hanno una cosa in comune ed è essere la coppia perfetta, quella indissolubile, indistruttibile, indivisibile e soprattutto immortale!
Se avete avuto la fortuna di andare in Sicilia, sicuramente vi sarà capitato di sedervi ad uno dei  tavolini degli innumerevoli bar e di poter gustare questo connubio fantastico, dato da una morbida e profumata brioche e dalla fresca e dissetante granita, che può essere di more di gelso, di pesche, al cioccolato, oppure alla mandorla e con  un ciuffo enorme di candida panna montata adagiato sopra.
Durante un blog tour in Sicilia, precisamente ad Acireale ho avuto modo di assaggiare la granita di limoni  preparata da un famoso gelatiere di Pozzillo, che ci spiegò che per fare un'ottima granita ci vogliono i limoni verdelli, ottenuti dalla forzatura  della pianta che non viene annaffiata per circa 40 giorni, stimolando così un'abbondante fioritura che porterà a sua volta alla maturazione di tanti frutti succosi e profumati.





Nel mio piccolo  ossia nel mio terrazzo, io e mio marito abbiamo un piccolo agrumeto composto da piante di limoni, cedri, arance, un mandarino,  e da quest'anno hanno fatto la loro comparsa due mini piante di un agrume che non conoscevo ancora, il finger lime o caviale di limone.
Si tratta di una pianta, bassa, cespugliosa dotata di spine acuminate ( chiedete a mio marito come si è divertito a trasportarla in macchina una volta acquistata) che produce dei frutti oblunghi con  al loro interno, una polpa formata da tantissime minuscole palline che ricordano il caviale ( da qui il nome) usate in cucina per accompagnare i piatti di pesce.



Ora non lo so che questi frutti arriveranno mai a maturazione, però non vi nego di essere molto curiosa di provare questa novità e sicuramente se il processo di crescita  continuerà senza intoppi, vedrete i risultati del mio pollice verde, trasformati in ricetta.

Con i limoni che avevo sulle  mie piante ho preparato questa granita di limoni seguendo le indicazioni di quel mito di Elisa Baker, che ha fatto delle granite il suo cavallo di battaglia; il procedimento è talmente facile che vi garantisco personalmente la riuscita, basta avere degli ottimi limoni e un mixer ad immersione, tutto qua!
E ora tutti in cucina...

Brioche col tuppo e granita di limoni



 Brioche col tuppo ( da Sweet Sicily di Alessandra Dommone)


  • 500 g di farina forte
  • 3,5 g di lievito di birra disidratato
  • 80 g di zucchero
  • 80 g di latte
  • 180 g di uova biologiche
  • 180 g di burro a pomata
  • 15 g di miele
  • 8 g di Marsala
  • 8 g di sale

per lucidare

1 tuorlo e un po' di latte

Granita di limone ( ricetta di Elisa Baker )

  • 700 g di acqua
  • 300 g di zucchero
  • il succo di 5 limoni grandi o 7 medi
  • la scorza di un limone biologico



Brioche col tuppo

Nella ciotola della planetaria versate la farina, il lievito e lo zucchero, iniziate a mescolare a velocità bassa ed aggiungete il latte e le uova, una alla volta; lasciate che l'impasto inizi ad amalgamarsi e aggiungete il burro morbido, una cucchiaio alla volta, poi unite il miele e il liquore. Lasciate che l'impasto si ricomponga, poi unite il sale..
Lavorate bene l'impasto finché le pareti della ciotola non saranno perfettamente pulite, prendete l'impasto, fate una palla copritelo con la pellicola e mettetelo in frigo per un'ora.
Riprendete la ciotola e lasciatela a temperatura ambiente finché l'impasto non sarà tornato morbido e soffice.
Iniziate a staccare delle palline di circa 60 g e lavoratele roteandole sul piano infarinato, formando delle palline. Prendete dell'altro impasto e formate delle gocce di circa 20 g, poi allargate con il dito la pallina più grossa ed incastrateci dentro la goccia.
Coprite con la pellicola e fate lievitare fino al raddoppio.
Non vi metto il tempo, perché a seconda della stagione, potrebbe volercene meno od anche di più.
Mescolate il tuorlo con il latte e spennellate la superficie della brioche, poi infornate a 200° per circa 15 minuti.
Sfornate e lasciate raffreddare.




Granita di limoni

In un pentolino mettete l'acqua e lo zucchero e fatelo sciogliere, poi toglietelo dal fuoco e lasciatelo raffreddare.
Spremete i limoni e grattugiate la scorza di uno.
Unite allo sciroppo, il succo filtrato e la scorza, mettete tutto dentro ad una ciotola in acciaio e mescolate con il frullatore ad immersione per 4-5 minuti.
Coprite e mettete nel congelatore per 5-6 ore.
Togliete la ciotola e frullate  di nuovo per un paio di minuti.
La granita a questo punto è pronta  per essere gustata, oppure potete conservarla tranquillamente in freezer

mercoledì 26 luglio 2017

Crostata di riso e verdure estive



Una piccola tregua dal caldo che toglie il respiro, dopo i temporali di ieri pomeriggio che hanno rinfrescato leggermente  l'aria  e che hanno fatto si che il lenzuolo questa notte facesse il suo dovere, coprendomi il corpo  invece di rimanere stropicciato e inutilizzato ai piedi del letto. 
Quando ci sono questi cali  di temperatura la voglia di utilizzare il forno riaffiora all'improvviso e non vuoi sfornare almeno una torta o un po' di pane?
Se dicessi che questa crostata di riso con le verdure estive l'ho preparata ieri vi direi una bugia, visto che è da qualche settimana che aspetta di essere messa in bella mostra, però che ne dite di cedere a questa tregua di caldo e di girare finalmente  la manopola del forno e metterla sui 180°?
Se c'è una cosa che adoro sono le verdure estive, dai pomodori alle zucchine, passando dalle melanzane e cipolle fresche, non disdegnando assolutamente i cetrioli e faccio un triplo carpiato per i fiori di zucca; voi portatemi un cestino di verdure fresche e mi renderete una donna felice!!
Raratuia, ciaki ciuka, caponate e quant'altro, sono i contorni che preferisco  e questa crostata di riso accompagnata da melanzane, zucchine cipolla e pomodorini, può essere considerata un perfetto piatto unico adatto per una cena, visto la presenza del riso e della mozzarella di bufala.
La ricetta originale prevedeva della burrata, che oltretutto adoro, ma io ho optato per dei bocconcini di bufala e devo che è ottima anche così.
La cosa un po' più lunga da preparare sono i pomodorini confit, ma se fate pace con il forno, basta condirli e metterli sulla placca, per poi infornarli quasi dimenticandosene. Potete anche prepararne una maggiore quantità e poi conservarli in frigo dentro ad un barattolo precedentemente sterilizzato, alternando i pomodorini a un filo di olio extra vergine d'oliva, e terminando coprendoli con il condimento. In questo modo, potrete conservali per circa una settimana in frigorifero e li potrete utilizzare come contorno, oppure nelle insalate di pasta, sulla pizza insomma potrete davvero sbizzarrirvi.

E ora all'opera!

Crostata di riso e verdure estive


Per uno stampo rettangolare 35 x 10 ( da Sale & Pepe 2014)


Ingredienti


  • 210 g di riso Carnaroli
  • 70 g di Parmigiano Reggiano
  • 25 g di burro
  • 3 uova biologiche medie
  • sale, pepe.
Per aromatizzare la base potete usare tocchetti di olive verdi ( una decina circa), capperi tritati, oppure qualche stimma di  zafferano aggiunto all'acqua di cottura del riso, o anche erbe aromatiche come  l'origano.

Per il ripieno


  •  1 melanzana
  •  2 zucchine chiare
  • 1 cipolla fresca di Tropea
  • 5 o 6 pomodorini confit *
  • 5-6 bocconcini di mozzarella di bufala campana



Iniziate con il lessare il riso ( se lo volete aromatizzato allo zafferano unite qualche stimma nell'acqua) in acqua salata, poi scolatelo al dente e raffreddatelo sotto l'acqua del rubinetto.
Scolatelo bene e mettetelo in una ciotola, dove unirete del burro sciolto, le uova sbattute, il parmigiano reggiano, del sale, del pepe e gli aromi che avrete scelto, tra gli ingredienti che ho scritto sopra.
Imburrate uno stampo da crostata rettangolare ( se fosse con il fondo amovibile sarebbe perfetto) e versateci uno strato di riso; compattate bene sia sul fondo che sui lati, poi ricoprite con la carta forno  bagnata e strizzata e versateci sopra dei pesi di ceramica.
Cuocete nel forno caldo a 180° per 20 minuti, poi eliminate la carta e continuate la cottura per altri 10 minuti.



Intanto preparate le verdure
Lavate e tagliate a spicchi la melanzana, poi saltatela in padella con un filo d'olio extra vergine e un pizzico di sale; cuocetela per circa 6-7 minuti o finché non sarà tenera.
Togliete la melanzana, aggiungete dell'olio se occorre, e mettetevi le zucchine tagliate a fette insieme al cipollotto tagliato a spicchi abbastanza grossi. Cuocete per circa 5-6 minuti, poi unite i pomodorini confit e la melanzana. Aggiustate di sale e continuate la cottura per altri 4 minuti.

Togliete il riso dallo stampo, mettetelo su di un piatto da portata, riempitelo con le verdure intiepidite e terminate  con i bocconcini di bufala campana ed erbe aromatiche fresche.






* per i pomodorini confit: coprite una leccarda con la carta forno, poggiatevi sopra i pomodorini lavati e sgocciolati bene dall'acqua ed asciugati, conditeli con un filo d'olio extra vergine d'oliva, sale, zucchero di canna, una grattugiata  di scorza di limone e dei rametti di timo.
Cuocete in forno caldo a 150° per circa un'ora e mezza o finché non li vedrete abbastanza appassiti.

lunedì 24 luglio 2017

Insalata di fesa di tacchino ceci e pesto di rucola




Caldo, caldo e ancora caldo, e non venitemi a dire che è normale che sia caldo in estate, perché questo lo so, solo che da qualche anno a questa parte il classico caldo estivo ha lasciato il posto a questo caldo allucinate che non lascia dormire e che toglie l'appetito.
Ora su questa affermazione potrei anche dissentire, l'appetito grazie al cielo non mi è sparito, ovviamente non mangio cofanate di pasta al ragù o polenta e cinghiale, ma cerco di preparare piatti leggeri e freschi che riescono a solleticare le papille gustative di tutta la famiglia; Insalate di pasta e di riso, verdure in mille modi, couscous e insalate di bulgur ma quello in cui mi sbizzarrisco con più piacere sono le insalate composte da carne e verdura.

Le carni bianche di pollo, tacchino e coniglio son le migliori da utilizzare per questo scopo; sono leggere, facilmente digeribili ed hanno un costo contenuto, quindi ottime per essere utilizzate  in cucina. Di ricette che prevedano l'uso di queste carni se ne conoscono a decine, ma se per caso vi mancassero delle idee  potete  prendere ispirazione qua, dove troverete alcune gustose  ricette con il petto di pollo, che vi potranno tornare sempre utili.

Per questa insalata di  fesa di tacchino con un procedimento di cottura un po' diverso dal solito; evitando la classica cottura arrosto, che a volte può dare come risultato una carne troppo asciutta, ho seguito il procedimento dello chef Fabio Campoli , che consiglia di marinare la carne in un liquido molto profumato, composto da acqua, vino e aceto, e poi di cuocere la carne dentro a questa marinata. Il risultato mi è piaciuto molto, perché la consistenza della carne è morbida e anche molto profumata e penso di utilizzarla anche per altre insalate estive, oppure come suggerisce lo chef si può accompagnare con una saporita insalata di fagioli e cipolla fresca:
Come leggerete di seguito, ho  tolto la pellicina ai ceci, operazione che vi confesso può essere un tantino noiosa e lunga, ma questa piccola accortezza evita di avere in seguito sgradevoli gonfiori di pancia che spesso possono essere molto fastidiosi.
E ora che le idee ve le ho date, non vi resta che mettere a marinare la carne e domani per pranzo, potrete gustare questa fresca insalata estiva.



Insalata di fesa di tacchino, ceci e pesto di rucola

Per 4-6 persone

Per il tacchino ( ricetta dello chef Fabio Campoli )


  • 600 g di fesa di tacchino
  • 500 ml di acqua
  • 500 ml di vino bianco
  • 3 foglie di alloro
  • 50 g di aceto bianco
  • 25 g di sale grosso
  • 300 g di ceci già lessati

Per il resto dell'insalata

  • 400 g di ceci già lessati
  • 2 cetrioli

Per il pesto di rucola

  • due pugni di rucola
  • succo di mezzo limone
  • olio extra vergine d'oliva
  • una puntina d'aglio
  • sale





Da fare il giorno prima

Prendete la fesa di tacchino e mettetela in una ciotola capiente; aggiungete il sale grosso, il vino, l'acqua, l'aceto e date una mescolata.
Coprite e mettete in frigo per almeno 8 ore.
Riprendete la ciotola, versate tutto dentro ad una pentola, mettete sul fuoco e lasciate sobbollire dolcemente per 2 ore.
Lasciate raffreddare la carne dentro al suo brodo.

Quando preparerete l'insalata

Prendete i ceci e togliete tutte le pellicine e mettete da parte.

Sbucciate i cetrioli, affettateli fini e metteteli in un colino cosparsi di sale. Dopo circa 20 minuti sciacquateli sotto il getto dell'acqua corrente. Scolateli strizzateli e lasciateli da una parte.



Ora preparate il pesto di rucola.

Lavate la rucola sotto l'acqua corrente e lasciatela scolare. Fate bollire dell'acqua leggermente salata e tuffateci la rucola per 30 secondi, scolatela e fatela raffreddare in una ciotola di acqua e ghiaccio,
Scolatela e strizzatela bene.
Nel boccale del mixer mettete la rucola, l'aglio, un pizzico di sale, il succo di limone e frullate, aggiungendo a filo l'olio extra vergine d'oliva.

In una insalatiera mettete i ceci, il tacchino sfilacciato, le fettine di cetriolo salate e pepate, condite con un filo d'olio extra vergine ed infine cospargete con il pesto di rucola.

mercoledì 5 luglio 2017

Coscia di coniglio ripiena ai profumi toscani e salsa di mirtilli





Il contest Saranno Famosi di Inalpi è arrivato alla sua terza edizione ed anche quest'anno vede tra i suoi sostenitori Slow Food e Altissimo Ceto.
Sono stati selezionati 10 sous chef dalla guida 2017 di Slow Food sulle Osterie d'Italia che affiancati da 3 food blogger ciascuno, cercheranno di raccontare attraverso i loro piatti, le tradizioni ed i sapori di questa meravigliosa terra italica, mettendo in risalto il territorio a cui appartengono.

Inalpi ha voluto che questo contest fosse legato con i valori della sua azienda e quindi l'amore per il territorio e il rispetto della materia prima, sono stati i primi ingredienti che abbiamo cercato di usare nelle nostre ricette, uniti  a fettine di latte, burri e formaggi e mescolati sapientemente con le eccellenze delle nostre regioni.

Un menù completo, dall'antipasto al dolce, coerente con i valori di Inalpi con la genuinità come ingrediente principale, con portate equilibrate, appetibili e in linea con il primo piatto preparato dal sous-chef.

Il nostro capitano è Matteo Seriacopi,dell'Osteria del Teatro di Cortona, un giovane pieno di idee e di talento e di tanta voglia di fare che ha proposto la linea guida da seguire per il nostro menù: " Frutti e Sapori della Toscana."

Ad aprire le danze ci ha pensato Simona Cherubini, con i suoi Cantucci salati ai pinoli, con composta piccante di mele, fichi secchi di Carmignano e zenzero, un antipasto che richiama ai famosi cantucci di Prato, diventati simbolo della nostra città in tutto il mondo, ma che Simona ha saputo rendere innovativi, accompagnandoli con una composta di frutta che vede tra i suoi ingredienti i famosi fichi di Carmignano. Poi è stata la volta di Matteo Seriacopi con il suo primo ovvero Pannicelli all'anatra profumata all'arancia,susine e spuma di finocchietto, un primo piatto tipico della Val di Chiana, una pasta ripiena ottenuta con gli scarti della pasta fresca, dalla forma irregolare che riportano alla memoria i panni stesi ad asciugare al sole e con un ripieno che rimanda direttamente a Caterina dei Medici e alla sua anatra all'arancia che aveva portato con se, sulle tavole francesi.
A me è spettato il compito di preparare il secondo piatto che tra poco vi racconterò, mentre le sorelle Marta e Chiara Calugi del blog  La Cucina Spontanea, pubblicheranno il loro dessert la prossima settimana quindi dovete aspettare ancora un poco, per vedere il nostro menù completo.

Pensando al mio piatto ho cercato dei prodotti semplici, legati al territorio, che potessero essere esaltati ed accompagnati dai prodotti Inalpi e la mia scelta è ricaduta sulla carne di coniglio, un tipo di carne che spesso viene sottovalutato, per utilizzare carni più blasonate e spesso anche più costose.
Ha carne bianca magra e leggera, estremamente digeribile e per questa ricetta ho usato un coniglio della Val di Chiana, per rimanere in tema di territorialità, ed ho profumato la sua carne con i classici sentori di erbe aromatiche che potete ritrovare in ogni arrosto toscano: salvia, rosmarino ed aglio, e per rendere la carne ancora più morbida ho usato del lardo toscano, sia all'interno che all'esterno che mi hanno garantito la riuscita del piatto.
Dei prodotti Inalpi, ho usato la caciotta Kremina, cremosa, morbida e molto delicata; l'ho grattugiata sulla superficie della coscia prima di arrotolarla, con una grattugia dai fori larghi, e oltre a dare sapore e morbidezza, durante la cottura è rimasta saldamente al suo posto, senza fuoriuscire.
Per la salsa la cosa è stata un po' più lunga e "calda!"
Ho pensato di fare un fondo bruno, con le ossa di vitello, ma quando ho avuto questa "genialata"in cucina partivo già con 30° e la cottura della salsa, tra forno e pentolone sul fornello, è durata per circa 6 ore, ma devo dire che ne è valsa ampiamente la pena.
Con Matteo avevamo parlato della mia idea di una salsa ai mirtilli per accompagnare la carne e mi aveva proposto di unire a questi frutti dei funghi porcini saltati in padella. Peccato che non sono riuscita a trovare nemmeno un boletus sui banchi del mercato, quindi la mia scelta è ricaduta sui funghi essiccati lo scorso anno, che ho unito nel grande pentolone in cui cuoceva il fondo.
Il risultato è stato veramente soddisfacente, e la salsa ha un sapore veramente ottimo! Mirtilli e funghi, sono un'accoppiata vincente.

E ora dobbiamo solo aspettare che siano pubblicate tutte le ricette e che siano decretate le due squadre che si sfideranno all'Università del Gusto di Pollenzo, durante il Cheese Bra, per decretare la squadra vincitrice del conetst!
E' inutile dire...tiferete per noi, vero?



Coscia di coniglio ripiena ai profumi toscani e salsa di mirtilli


Ingredienti per 2 persone



  • 2 cosce di coniglio della Val di Chiana disossate
  • 120 g di lardo toscano
  • un trito di rosmarino, salvia e aglio
  • qualche cucchiaio di pangrattato
  • burro Inalpi 
  • Caciotta Kremina Inalpi
  • sale e pepe
  • aglio, rosmarino per la cottura in forno
  • olio extra vergine d'oliva




Per la salsa 

  • 125 g di mirtilli
  • 2 mestoli di fondo bruno
  • qualche cubetto di ghiaccio


Per il fondo bruno 

  • 2 kg di ossa di vitello tagliate in piccoli pezzi
  • 150 g di sedano
  • 150 g di cipolla
  • 150 g di carote
  • 150 g di pomodori maturi o pelati
  • 30 g di concentrato di pomodoro
  • un pugno di funghi secchi
  • una bottiglia da 750 ml di Barco Reale di Capezzana
  • 2 spicchi d'aglio
  • erbe aromatiche miste (timo, alloro, salvia e rosmarino)
  • bacche di ginepro e pepe in grani
  • olio extra vergine d'oliva


Per prima cosa preparate il fondo bruno


Ungete le ossa e mettetele a cuocere in forno a 200° per 50 minuti.
In una pentola capiente mettete dell'olio extra vergine, le verdure tagliate a tocchetti, le erbe aromatiche, l'aglio e i funghi secchi fatti rinvenire in un po' di acqua tiepida. Fate rosolare. 
Unite le ossa, il vino, il concentrato e i pomodori, coprite con acqua fredda e aggiungete le bacche e il pepe. NON aggiungete sale.
Lasciate cuocere a fuoco basso per circa 5-6  ore, poi passate tutto in un colino a maglie fitte e rimettete la parte liquida nella pentola. Fate ridurre ulteriormente finché la salsa non sarà abbastanza densa.
Mettete la salsa da parte. Quella che non usate, potrete congelarla e utilizzarla in seguito per insaporire arrosti, sughi e risotti.




Disossate le cosce di coniglio, aiutandovi con un coltellino a punta lungo e sottile.Mettete la parte interna, rivolta verso l'alto e incidete lungo l'osso dell'anca .Fate la stessa cosa con l'osso più corto, raschiate bene e disarticolate. La coscia adesso è libera dalle ossa.
Appiattitela leggermente con il batticarne e fate la stessa cosa con l'altra.
Fate fondere due cucchiai di burro Inalpi e spennellate ambedue le cosce.
Spolverate con il pangrattato, salate e pepate.
Mettete una fetta di lardo sulla superficie della carne, cospargete con il trito aromatico e grattugiate ci sopra, con una mandolina a fori larghi, la caciotta Kremina Inalpi.
Arrotolate bene la carne e fasciate con il lardo.
Mettete le due cosce in una teglia con un filo d'olio extra vergine, due spicchi d'aglio con la loro buccia e due rametti di rosmarino.
Cuocete in forno caldo per circa un'ora a 180°.
Sfornate e lasciate intiepidire prima di affettare la carne.

Preparate la salsa ai mirtilli


Mettete sul fuoco la salsa, portatela a bollore e ricopritela con del ghiaccio che aiuterà la salsa a diventare lucida. Fatela cuocere per circa 20 minuti, poi aggiungete i mirtilli e continuate la cottura per altri 15 minuti.

Affettate le cosce di coniglio e servitele con la salsa.


mercoledì 21 giugno 2017

Torta di ciliegie e cioccolato




 Fin da bambina passavo tutti e tre i mesi di vacanze in quel di Treppio  e dopo i primi 15 giorni di entusiasmo subentrava una tristezza infinita perché i miei amici erano tutti in vacanza al mare e dovevo aspettare i primi di Agosto  fino a che non arrivavano tutti e formavamo la mitica compagnia delle Selve! 
Eravamo una bella banda, circa una quindicina di bambini, che con il tempo sono cresciuti e sono diventati adolescenti casinisti, poi uomini e donne  e adesso siamo tutti sposati con i figli oramai grandi.

I prati e i campi erano il nostro parco giochi, e la sera giocare a nascondino tra i castagni o rincorrere le lucciole erano i nostri passatempi preferiti. Andavamo anche a caccia di pipistrelli, con i secchi dell'acqua in testa per paura che si impigliassero tra i nostri capelli, ma questo è una di quelle cose che di cui non vado particolarmente fiera e che mi fa sentire ancora oggi abbastanza ridicola!!
Poi c'erano loro, i due enormi ciliegi duroni che erano cresciuti nei prati intorno casa mia; uno nel campo di sotto con i rami raggiungibili dal muretto dell'orto e uno nel campo di sopra, vicino vicino al muretto che delimitava la strada che porta nelle Selve. Dai loro tronchi usciva una resina dorata, dura al tatto e noi pensavamo che fosse qualcosa di enormemente prezioso! Passavamo interi pomeriggi a staccare quei gioielli che poi infilavamo in tasca dei jeans e li succedeva il patatrac! Se la resina non era ben secca ( e la parte dove era attaccata non lo era mai...) si impastrugnava all'interno delle tasche dei nostri pantaloni e le  mamme non è che fossero poi così contente!

Gli anni sono passati e i ciliegi hanno continuato a regalare i loro preziosi tesori, solo che invece di essere resina color ambra erano grossi, rossi e croccanti e buonissimi e io li apprezzavo forse anche  di più. Fino a che babbo era ancora con noi, ci pensava lui a raccogliere le ciliegie aiutato da mio fratello Aldo, che rimaneva sempre abbarbicato ai primi rami perché l'altezza lo ha sempre intimorito, poi dopo che babbo se ne è andato il compito è passato a mio fratello e a mio marito, solo che il terrore che provava mio fratello non è mai passato. 
Un sabato di tanti anni fa, Aldo e Gianluca erano intenti a raccogliere le ciliegie, mio marito con una certa nochalance, mentre mio fratello sembrava una cozza attaccata allo scoglio!! Nella strada che costeggiava il campo, stava passando la famosa Beppa delle Selve, una donnina minuta ingobbita dal tempo e dai dolori alle ossa che non le davano tregua. Si ferma, solleva la testa e saluta mio fratello e mio marito, in dialetto treppiose

Ragazzi che fade...cogliede le cileje?

E loro
Si Beppa!
E lei notando lo stato d'animo di mio fratello...
Oh Aldo, non t'avrai mia paura vero?
e mio fratello...abbarbicato al tronco
Un pochino si,  Beppa!
E lei
Oh viaaaa, ma non tu sarai mia matto?!?!

Dopo questo scambio di battute Beppa aveva ripreso il suo cammino, quando ad un certo punto si ferma, solleva la testa e rivolta a mio fratello dice

" Oddio, a dire il vero, al gazzettino toscano hanno detto, che c'era uno...che gojieva le cileje, jie casco di sotto al cilejio e jie morto!! Ma morto ehhh!!

Ecco, vedere mio fratello, sgranare gli occhi e  staccare immediatamente la mano destra dal tronco e toccarsi gli attributi maschili è stato un attimo!!! Giuro che tutte le volte che ci penso, muoio dalle risate e rivedo quel pezzettino di donna, con il  grembiule nero che le arrivava alle caviglie, che dopo aver detto questa perla si allontanava tranquillamente...

I due ciliegi sono diventati solo uno e forse anche lui inizia a sentire la stanchezza dei suoi anni, perché oramai non ci regala molti frutti e quando ce li regala noi siamo in città e gli unici che apprezzano la cosa, sono gli uccelli che si riempiono la pancia.
Così se voglio mangiare le ciliegie, l'unica soluzione è acquistarle e quest'anno devo dire che quelle comprate fino ad oggi sono state degli ottimi acquisti e oltre a mangiarle in purezza, le ho trasformate in confettura, ma soprattutto ho avuto la fortuna di incappare in questa ricetta meravigliosa, che oltre a trasformarsi in amore al primo assaggio, è stata preparata ben due volte in due giorni!

La ricetta l'ho scoperta da lei,la mia musa ispiratrice, la mia socia, la mia gemella separata dalla nascita, la mia bella Patrizia del blog Andante con Gusto; la ricetta originale proviene da un Sale & Pepe del 2014 e ieri rovistando fra le mie riviste di cucina ho trovato la copia ed ho letto la ricetta; posso dire che le variazioni che sono state apportate, la rendono una torta veramente fantastica, umida e golosa, una torta da fare e rifare, finché le ciliegie saranno ancora presenti sul mercato.

Non avendo uno stampo a ciambella di 18 cm, mi sono arrangiata inserendo un tubetto da cannolo di acciaio nel centro della teglia, che avevo imburrato ed infarinato  ( fate la stessa operazione anche al tubetto) ed ho aumentato l'altezza dello stampo con un giro di carta forno. Per rendere il tutto più carino, una volta sfornata e raffreddata ho tagliato leggermente la calotta e l'ho cosparsa di cacao amaro.
Patrizia nella sua ricetta ha usato lo cherry e l'olio extra vergine d'oliva del Garda, io invece olio di semi d'arachide e ho sostituito lo cherry con il Rum.

Torta ciliegie e cioccolato

per uno stampo da 18-20 cm di diametro


300 g di ciliegie lavate e denocciolate 
130 g di farina 00
3 cucchiai di Rum
150 g di zucchero semolato ( potete usare anche dello zucchero di canna )
60 g di cacao in polvere amaro di ottima qualità
120 g di olio di arachidi
120 g di acqua
100 g di cioccolato fondente tritato grossolanamente.
3 uova grandi biologiche 
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
burro e farina per lo stampo.





  • Scaldate il forno a 180°
  • Mettete le ciliegie già lavate e denocciolate dentro ad una ciotola e unite il Rum e lo zucchero; lasciatele macerare fino al momento di usarle.
  • Tritate a coltello  il cioccolato fondente
  • Scaldate l'acqua in un pentolino, poi unite il cacao e mescolate bene, eliminate tutti i grumi e mettete da una parte

  • Nella planetaria, sbattete le uova con lo zucchero rimanente finché non saranno belle gonfie e chiare; vi ci vorranno circa 10 minuti.

  • Iniziate a versare l'olio sulla massa montata, cercando di non far smontare l'impasto.
  • Unite anche  il cacao e continuate a montare.
  • Togliete la ciotola dalla planetaria e iniziate ad unire la farina setacciata insieme al bicarbonato e il lievito. Mescolate delicatamente dal basso verso l'alto aiutandovi con una spatola.
  • Unite anche il cioccolato a scagli e le ciliegie con il loro liquido.
  • Versate il composto dentro allo stampo e infornate.
  • Cuocete per circa 50 minuti e per sincerarvi della cottura fate la prova stecchino, che dovrà uscire perfettamente asciutto.




sabato 10 giugno 2017

Crêpe is the new black!! Il nuovo libro dell'Mtchallenge




Ieri le pagine di facebook sono state prese d'assalto da centinaia di foto in bianco e nero ti tipe e tipi loschi, ( tra cui io) che si sono fotografati  con un cartello in mano con tanti punti interrogativi, mettendo in discussione le loro facoltà mentali e psichiche davanti alle centinaia di persone che le seguono.

No, non eravamo impazziti, quando facciamo queste cose strane noi dell'Mtchallenge state pure sicuri che qualcosa bolle in pentola e non si tratta di un ragù che pippa da ore, ma di qualcosa di ben più prezioso che va ad allungare ancora di più la meravigliosa collana di libri targata Mtc: dopo  L'ora del Paté, Insalata da Tiffany, Dolci Regali, Torte Salate e Dietro la Lasagna, siore e siori ecco a voi...rullo di tamburi!!!!



Crêpe is the new black, un giro del mondo tra cialde, crespelle, blini, pancake, waffle, e necci aggiungerei io, e se lo acquisterete capirete il perché!



La regia è sempre di quella pazza che si chiama Alessandra Gennaro, la Old Fashion Lady che vive tra Genova e Singapore, l'ideatrice della sfida più pazza del web che è l'Mtc, una sfida che si svolge tutti i mesi, ma più che un gioco è una scuola di cucina senza maestri che riesce ogni volta, anche senza premi a regalare emozioni e ad insegnare sempre qualcosa in più!!










«Facile da portare, capace di farsi plasmare dagli accessori ma, nel contempo, unico e immediatamente riconoscibile, il nero è diventato il simbolo di quella classe innata e disinvolta, propria di chi sa affrontare con stile tutte le occasioni. Mutatis mutandis, le crêpe sono l’equivalente di questo colore, in cucina: sono facili da preparare, sanno adattarsi ai vari complementi, senza mai perdere la loro identità.» Uova, latte e farina (oltre all’immancabile pizzico di sale): vi basteranno 3 ingredienti e pochi attrezzi per passare dalla pastella alla padella… Oltre 80 ricette e tante proposte per crespelle colorate, senza glutine, senza latticini… e anche senza padella! Il giro del mondo in 45 crêpe Dalle classiche Crêpe Suzette francesi ai Potato waffle dell’Irlanda, dagli italianissimi cialdoni di Pellegrino Artusi ai finlandesi Finnish Pancake, dai Dorayaki giapponesi ai Pikelet dell’Australia… La dispensa Burri aromatizzati, sciroppi, confetture, curd, pralinati e creme dolci e salate da spalmare… Le ricette creative Makicrêpe, crêpe ai gamberi con salsa all’arancia e zenzero, crespelle al radicchio e mirtillo con besciamella ai fiori e spezie, crêpe con asparagi e crema pasticciera salata Facili e veloci Proposte lampo per colazioni, pranzi, apericrêpe e cena»














Se abitate nelle zone dove arrivano La Nazione, Il Giorno ed Il Resto del Carlino, oggi 10 Giugno potete acquistare il libro in uscita insieme al quotidiano, per chi non fosse così fortunato dovete attendere il 15 Giugno 2017  per poterlo acquistare in tutte le altre librerie e sul web.



 Come sempre i proventi della vendita del libro, saranno donati alla Piazza dei Mestieri, di Torino e Catania,  il progetto che aiuta i ragazzi a poter scegliere un mestiere e a diventare "grandi"!


Foto di Paolo Picciotto
Illustrazioni e Styling di Mai Esteve

Casa Editrice Gribaudo (Gruppo Feltrinelli)

martedì 30 maggio 2017

Crostata alla frutta senza cottura




Antò fa caldo!!

Lo so, lo so, è brutto lamentarsi dei  fenomeni di stagione; è normale che piova, che nevichi che faccia caldo, ma diciamocela tutta 30° a Maggio  anche no perché sinceramente non ho idea di come potrò affrontare la prossima estate se le temperature rimarranno invariate come in questi giorni.

L'idea di andare a dormire la sera in un letto che già emana calore mi manda in bestia, perché la notte sarebbe fatta per riposare, ma quando ti sdrai e senti che il materasso è più caldo del tuo corpo, l'unico pensiero che mi viene in mente è quello di trasferirmi sul pavimento e sdraiarmi a mo di pelliccia d'orso tra il letto e l'armadio!L'unico pensiero che mi trattiene è che mio marito la notte qualche volta si alza e sentirmelo passeggiare sulla schiena, non credo che potrebbe essere  il massimo della libidine.

Un'altra opzione sarebbe il terrazzo con il suo gazebo! Quest'anno gli abbiamo messo anche le tende di un bel colore ecru per cercare di rimanere lontani da sguardi indiscreti ( nel mio palazzo la privacy è un optional) e l'idea che potrei rimanere a dormire li ogni tanto sinceramente mi sfiora, soprattutto quando inizia a tirare quella brezza leggera che mi trattiene dal rientrare in casa,ma poi la ragione ha la meglio e inizio a dirmi: e se poi arrivano i ladri? Sicuramente morirei di infarto se mi trovassi faccia a faccia con uno sconosciuto, ma la cosa peggiore è...e se iniziassi ad emettere quei suoni gutturali, abbastanza cadenzati e rumorosi, si insomma se mi mettessi involontariamente a  russare, cosa potrebbero pensare i miei vicini di casa!?

E allora rimango a rigirarmi nel letto!Ogni tanto alterno la testa al posto dei piedi e viceversa, ma non dormo tranquilla perché ho sempre paura di prendere a pedate quel santo di mio marito!!

Se il dormire con il caldo è un problema, diciamo che in cucina cerco di cavarmela alla meglio, evitando le lunghe cotture e mandando in pensione il forno fino a Settembre; no dai ho scritto una bugia, il forno lo uso lo stesso, sudo come pochi ma non riesco proprio a farne a meno, perché di verdure gratinate, pizze e schiacciate, non posso farne a meno.

Per i dolci è un discorso a parte, perché in estate prediligo i dolci al cucchiaio oppure delle belle e rinfrescanti macedonie di frutta, ma con la ricetta di oggi credo di aver trovato un buon compromesso e la giusta soluzione per questa lunga estate calda.
E' una crostata alla frutta che non necessita di cottura, ne per il guscio ne per la crema e potete decorarla con tutta la frutta che più vi piace, tranne quei tipi che si ossidano con il contatto con l'aria, come mele, pere e banane e la ricetta l'ho trovata da Simona Mirto , che come sempre è una garanzia in tutto quello che posta.

L'unica cosa che ho cambiato è stata l'aggiunta di un po' di scorza di limone nella crema, perché secondo me aggiunge una nota di freschezza e acidità che sta benissimo con il resto degli ingredienti e visto che la stagione che avanza sarà colma di ottima frutta di stagione, sono sicuro che sarà un dessert che concluderà con dolcezza e freschezza molte delle mie e delle vostre cene estive


Crostata alla frutta senza cottura

Per uno stampo rettangolare con il fondo removibile  35 x 10 
per circa 6-8 persone

per la base

  • 350 g di biscotti Digestive 
  • 150 g di burro sciolto
  • 2 cucchiai di miele d'acacia
Per la crema
  • 250 g di mascarpone
  • 200 g di panna fresca
  • 90 g di zucchero a velo
  • la scorza grattugiata di un limone biologico
Per la decorazione

Tutta la frutta che vi viene in mente, tranne che mele, pere e banane perché si ossidano con il contatto con l'aria


  • fragole
  • ciliegie
  • more
  • lamponi
  • mirtilli
  • ma anche pesche, albicocche, passion fruit, kiwi




Tritate i biscotti nel mixer, unite il burro sciolto ed il miele e mescolate con cura. Prendete lo stampo da crostata con il fondo removibile e posizionate sulla base una striscia di carta forno che toglierete al momento del servizio.Questo  vi aiuterà a separare il dolce dalla base di metallo che altrimenti rimarrebbe attaccata ed eviterete così di graffiarla con il coltello al momento del taglio.
Ricoprite la base ed i lati con il composto e premete bene, aiutandovi con il dorso di un cucchiaio oppure anche con le dita ed il palmo della mano.
Mettete la base in frigo per circa 30 minuti, ricordandovi dopo i primi 5 minuti di provare ad estrarre leggermente il guscio sollevandolo con delicatezza e riposizionatelo subito al suo posto; serve per non farlo aderire allo stampo.

Intanto preparate la crema di mascarpone  montandola con lo zucchero a velo e mettetela da parte. Sbattete con le fruste elettriche la panna fresca e montatela a bassa velocità evitando di farla cagliare, poi unitela alla crema di mascarpone. Grattugiate la scorza di limone, mescolate bene con una spatola in silicone dal basso verso l'alto e mettete la ciotola in frigo avendo l'accortezza di non coprirla per evitare che la crema si smonti.

Prendete la base della crostata, togliete la striscia di carta, mettetela sul vassoio e ricopritela con la crema; potete semplicemente livellarla oppure fare dei ciuffetti utilizzando una bocchetta larga e liscia ed un sac à poche.

Rimettete la crostata in frigo e dedicatevi alla preparazione della frutta.

Lavatela e tagliatela come più vi piace, oppure lasciate interi i piccoli frutti, denocciolate le ciliegie e affettate pesche ed albicocche aiutandovi con un coltello molto affilato. Riprendete la base e decoratela, poi rimettete in frigo fino al momento di servirla.
Si conserva bene fino al giorno dopo, sempre se ci arriva.

venerdì 26 maggio 2017

Torta alle fragole di Martha Stewart




Maggio è il mese delle rose, del profumo di tiglio e gelsomino che invadono le nostre case, è la voglia di poter finalmente cenare sotto il gazebo dopo mesi e mesi  rinchiusi in casa, ma sopratutto è il mese in cui sui banchi del mercato riappaiono i frutti più buoni e profumati che possono esistere, quelli che sono l'anticamera della frutta estiva e che si lasciano alle spalle i frutti "noiosi" dell'inverno, che possono essere salutari quanto volete, ma dopo un po' arance, mele e pere, iniziano sinceramente a stancarmi.
Facendo mea culpa, devo dire che proprio in inverno smetto quasi di mangiare la frutta, se non fosse per le arance, mandarini e litchi, credo che potrei fare un passo lungo e ben disteso ed arrivare direttamente alla  primavera, per fare una bella scorta delle vitamine che mi sono mancate durante il periodo invernale, e sicuramente la mia cura inizierebbe con quei frutti rossi e profumati che sono le  fragole!
Non solo ne sono ghiotta mangiandole al naturale o semplicemente con zucchero e limone, ma mi piace tantissimo trasformarle in qualcosa di ancora più ghiotto, come possono  essere una confettura oppure un dolce e devo dire che si prestano benissimo a questi piccoli esperimenti culinari.

Ultimamente ho preparato tantissima confettura, che ha riscosso un successo strepitoso tra chi frequenta assiduamente casa nostra, ma anche questa torta alle fragole è stata proposta e riproposta tantissime volte, con altrettanto successo, ed è divenuta la torta delle nostre colazioni mattutine, ma anche quella del dopocena.

E' una torta di Martha Stewart, la versione originale la potete trovare qua, ma io lo copiata spudoratamente da un'amica di vecchia data ( non per età anagrafica, ma di frequentazione di blog...) che non sbaglia mai un colpo e che posta solo ricette "furbissime"! Chi frequenta la rete, sa che sto parlando di Stefania, mentre per chi ancora non la conosce consiglio vivamente un giro tra le sue pagine.

E' una torta semplice e veloce, che rimane morbida ed umida e da il meglio di se, se viene consumata il giorno dopo averla preparata; si conserva a temperatura ambiente per 3 o 4 giorni, ma posso dire tranquillamente che la mia non ha mai superato la soglia del secondo giorno!!








Torta alle fragole di Martha Stewart

Per una torta di 24 cm di diametro

  • 85 g di burro
  • 180 g di farina
  • 150 g di zucchero
  • 125 ml di latte
  • un cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
  • mezzo cucchiaino scarso di sale
  • un uovo intero grande
  • un cucchiaino di estratto di vaniglia
  • circa 300 g di fragole lavate e al netto dello scarto
  • 2 cucchiai di zucchero per la copertura



Scaldate il forno a 180°.
Imburrate la tortiera di 24 cm di diametro.
Setacciate la farina con il lievito ed il sale.

Sbattete con le fruste elettriche o con la planetaria il burro con lo zucchero per 3 minuti esatti, abbassate la velocità e unite l'uovo e infine il latte, incorporate bene e non preoccupatevi se il composto nel frattempo è diventato liquido.

Sempre a bassa velocità e unite la farina poca alla volta e mescolate con attenzione.
Versate il composto nella teglia imburrata, livellatelo bene e inserite le fragole tagliate a metà.
Cospargete con lo zucchero.
Infornate e cuocete per 10 minuti alla temperatura di 180°, poi abbassate la temperatura a 160° e terminate la cottura per altri 45-50 minuti, a secondo del forno che avete.
Sfornate e lasciate raffreddare completamente, prima di consumare la torta.





Altre ricette con le fragole

Cheesecake alle fragole
Confettura alle fragole e rabarbaro
Cookies al cioccolato bianco e fragole
Insalata di zucchine, gamberi e fragole
Risotto alle fragole
Tiramisù alle fragole
Macaron con ganache alla fragola
Mini fraisier

martedì 16 maggio 2017

Confettura di fragole di madame Ferber






Il segreto è l'attesa!
Questa frase me la ripeto come un mantra ogni anno, quando a fine Febbraio o ai primi di Marzo, vedo apparire sui banchi del mercato le prime fragole, che mi porterebbero subito al loro acquisto, visto che è un frutto di cui sono particolarmente golosa, ma aspetto...aspetto che quei meravigliosi frutti profumino di quel meraviglioso aroma che solo una fragola maturata al sole può regalare, e che soprattutto la loro provenienza sia italiana.
Quando finalmente arrivano sul mercato, l'appuntamento principale è con questa confettura che ormai da tanti anni è diventata il mio cavallo di battaglia; il colore rimane di un bel rosso rubino con  le fragole leggermente gelatificate, ma ancora  integre e morbide.
Le confetture con il metodo di Christine Ferber, permettono di ottenere un prodotto qualitativamente superiore alle classiche confetture che siamo abituati a preparare e consumare nelle nostre case; grazie ai vari step e tempi di attesa che di solito si aggirano ai due -tre giorni,, i tempi di cottura si abbassano notevolmente e il prodotto ottenuto sia all'occhio che al sapore è tutta un'altra storia.

Oltre che ad essere spalmata su di una bella fetta di pane casalingo, questa confettura è ottima anche per accompagnare gelati e dolci al cucchiaio e se la provate, sono sicura che il prossimo anno sarà di nuovo nella lista delle vostre confetture preferite.


Confettura di fragole


da Leçons de Confitures di Christine Ferber

per circa 7 vasetti da 220 g

  • 1 kg di fragole al netto dello scarto
  • 10 cl d'acqua
  • 900 g di zucchero semolato
  • il succo di mezzo limone





Primo giorno

Lavare velocemente le fragole sotto l'acqua corrente. Dividete in 2 le più grosse e lasciate intere le più piccole.
Mettetele in una ciotola capiente ed aggiungete l'acqua, il succo del limone e lo zucchero, mescolate e ricoprite con un foglio di carta forno. Lasciate macerare al freddo per una notte.

Secondo giorno

Versate le fragole in un tegame basso e largo, mettete sul fuoco e portate al bollore, mescolando delicatamente.
Rimettete il tutto dentro alla ciotola, coprite con la carta, lasciate raffreddare e riponete di nuovo al fresco per una notte.

Terzo Giorno

Versate le fragole dentro ad un colino che avrete appoggiato sopra al tegame basso e largo; mettete da parte le fragole che andranno usate in seguito.
Mettete il tegame sul fuoco e portate lo sciroppo ad una temperatura di 105°, controllate utilizzando un termometro, poi unite le fragole e lasciate che il tutto raggiunga di nuovo il bollore;fate  cuocere per circa 5 minuti mescolando delicatamente.

Verificate la consistenza facendo scendere qualche goccia su di un piattino che avrete raffreddato in freezer. La confettura deve scivolare lentamente per poi fermarsi quasi subito, se non fosse così prolungate la cottura per qualche altro minuto.

Invasate subito dentro ai barattoli sterilizzati, chiudete con tappi vuoti e capovolgete subito, per creare il sottovuoto.

Per una corretta sterilizzazione dei barattoli io procedo così.
Metto due dita d’acqua nel barattolo e li inserisco dentro al microonde; imposto la massima potenza, per circa 4 minuti. Poi li estraggo con attenzione, visto che sono caldi, li svuoto e li metto ad asciugare capovolti, sopra un telo pulito.
I tappi, che essendo di metallo, non possono essere inseriti nel micro  li sciacquo bene e visto che si tratta di confettura bollente , capovolgo il barattolo e non li tratto in alcun modo.