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mercoledì 24 novembre 2010

Paratha

paratha

Oggi lasciamo la Cina, e ci spostiamo leggermente a Ovest…e andiamo in India, si perché questa specie di piadina, friabile e buonissima, viene proprio dall’India e si chiama Paratha!

Nei miei viaggi virtuali, alla ricerca di sapori sempre nuovi, sono arrivata per mia fortuna da Stefania, o Arabafelice, dove ho trovato questo pane così intrigante, da volerlo provare subito.

Al suo interno racchiude un ripieno di patate lesse, cipollotto e prezzemolo, ed è inutile dirvi che è di una bontà straordinaria…

Vi lascio tutto il procedimento del Paratha, di Stefania….lei ha fotografato anche tutti i passaggi fotografici…

PARATHA

400 g di farina

80 ml di olio di semi

mezzo cucchiaino di sale

acqua tiepida quanto basta

per il ripieno:

patate lesse sbucciate e tagliate a fettine

zenzero fresco

cipollotto

coriandolo fresco, o prezzemolo

sale

paratha2

Procedimento

Si inizia con il lavorare la farina,con l’olio ed il sale, e si aggiunge l’acqua poco alla volta, ottenendo un panetto che non deve essere troppo sodo, a questo punto si lascia riposare l’impasto, avvolto nella pellicola per alimenti, per circa un’ora a temperatura ambiente.

Passata l’ora, si prende il nostro impasto, e si divide in tante palline di media grandezza, e si formano dei salsicciotti che andranno arrotolati su se stessi, a mò di chiocciola, e lasciati riposare ancora mezz’ora, coperte con la pellicola.

Qua Stefania dice di dividere ogni chiocciola a metà, e stenderla con il mattarello, io invece non le ho divise e mi sono limitata a stenderle intere, cercando di ottenere un cerchio che andasse bene per il diametro della mia padella da crepes.

Su una metà, ho messo delle patate che avevo precedentemente lessato, un po’ di cipollotto, il prezzemolo, il sale ed il pepe…e anche dello zenzero tritato.

ho coperto con la seconda sfoglia, ho compresso il tutto con le mani, ed ho steso di nuovo con il mattarello, ottenendo una sfoglia sottile.

Le ho cotte sulla mia padella, unta leggermente d’olio…ho praticato dei piccoli tagli quando l’impasto ha iniziato a gonfiarsi, e le ho fatte cuocere anche dall’altro lato.

Una volta pronte le ho messe in un piatto, le ho impilate…tagliate a spicchi con le forbici, e le ho servite in tavola.

Stefania dice che si possono gustare anche al naturale, senza ripieno…basta cuocerle da ambo i lati, e una volta cotte, si stropicciano come una pallottola di carta rappresa, e si può servire con i salumi, formaggi, panna acida, marmellata…molto interessante vero?