lunedì 23 maggio 2011

Tiramisù alle fragole

tiramisù alle fragole4






Il mese di Maggio lo adoro… sarà per il profumo dei fiori, per le rose che abbelliscono terrazzi e giardini, per i miei agrumi che profumano l’aria con la loro fioritura…oppure lo adoro, perché Maggio è anche il mese delle fragole… si le fragole, rosse, profumate, tentatrici, quasi sensuali.


Fragole e coltello wmf



Non sono una grande golosa di dolci, ma il tiramisù, è il confort food che adoro… affondare il cucchiaino in quella crema, portarla alle labbra… e perdersi!

Questa è la mia versione estiva, di questo dolce paradisiaco… semplice, fresca, e abbastanza veloce… leggera?!?! Beh… leggera direi di no, ma mica possiamo avere tutto, nella vita… :))

Tiramisù alle fragole


  • 450 g di fragole mature e profumate
  • il succo spremuto di un limone
  • il succo spremuto di un’arancia
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 500 g di mascarpone
  •  4 uova 
  •  4 cucchiai di zucchero
  •  una scatola di Pavesini 

Allora, vediamo di preparare insieme questo dolcino estremamente facile e profumato… prendiamo le fragole, lasciamo al suo posto le foglie, per evitare che,mentre le laviamo, l’acqua non entri dentro e le impregni , poi le facciamo colare per qualche minuto, poi togliamo il picciolo ( si chiama cosi??? boh ) e le tagliamo a fette. Via via, che son pronte le mettiamo dentro ad una ciotola, aggiungiamo i 4 cucchiai di zucchero, e il succo spremuto degli agrumi. Diciamo che mettiamo tutto in frigo, coperto… e ce ne dimentichiamo per qualche ora, o anche tutta la notte, poi quando sarà il momento di preparare il nostro dolce, divideremo il succo dalle fragole, con un colino a maglie fitte, e li terremo da parte, in due ciotole distinte. E’ il momento di preparare la nostra crema al mascarpone…
Niente di più facile!! Basta separare le uova, mettendo in una ciotola i tuorli e lo zucchero (vi ricordate i 4 cucchiai…), e gli albumi li monteremo a neve, e li lasceremo da una parte. Sbattiamo i tuorli, con lo zucchero, usando o la planetaria, o le fruste elettriche, finché non saranno bianchi e spumosi, poi aggiungiamo il mascarpone a cucchiaiate, poche alla volta e mescolando bene, ottenendo così una bella crema liscia.
Vi ricordate gli albumi montati a neve? Ecco, ora è il momento di usarli… li aggiungeremo al nostro composto,anche questi poche cucchiaiate alla volta, e mescolando dal basso verso l’alto, per non far smontare questa crema ultra golosa.

tiramisù alle fragole assemblaggio
> Non ci resta che comporre il dolce, alternando la nostra crema, a strati di Pavesini imbevuti nel succo delle fragole, ancora crema, le fragole, la crema… i Pavesini imbevuti, e così via… finché non avremo finito tutti gli ingredienti.

tiramisù alle fragole

Ecco, adesso la parte più difficile… decorate il vostro tiramisù, e mettetelo in frigo per qualche ora, l’attesa sarà dura, ma alla prima cucchiaiata, sarete ripagati della lunga attesa .

tiramisù alle fragole2

lunedì 16 maggio 2011

Torta morbida alle fragole, e una storia per Vallé…


Gli stessi gesti, lo stesso amore, e una torta morbida alle fragole…




La penombra che avvolge la cucina, il mettitutto di legno  color avorio, che custodisce gelosamente le poche stoviglie di mamma, il vecchio tavolo di formica color verdolino che ogni volta che viene toccato, emette sinistri cigolii, il forno bianco, a gas leggermente ingiallito dal tempo, che si sta lentamente scaldando.
Sul tavolo regna una certa confusione: due ciotole di ceramica bianca, un mestolo di legno, il barattolo di alluminio che contiene lo zucchero, il pacco di farina aperto, e gusci d’uova sparsi…
Il frullino a mano  sta montando pian piano i tuorli con lo zucchero, sto facendo una certa fatica nel renderli belli spumosi, ma mamma che è lì vicina, mi incita a non fermarmi; dice che sono brava, e che diventerò una perfetta donnina di casa…ancora un po’ di fatica, e poi finalmente potrò aggiungere la farina, un cucchiaio alla volta.
Quello che sto facendo, è un dolce speciale, è il dolce per il mio amore, che quel pomeriggio verrà a trovarmi, è un dolce fatto con il cuore, per fargli capire tutto l’amore che provo per lui…
“Qualche anno dopo…”
Il sole che inonda la stanza, l’aria che profuma dei fiori del nostro terrazzo, ciotole sparse sul ripiano della cucina, gusci d’uovo che aspettano di essere gettati… Il rumore delle fruste elettriche che stanno montando i tuorli con lo zucchero, chiacchiere, risate, e schizzi ovunque.
Il forno lucido d’acciaio, supertecnologico, già caldo, che aspetta solo di accogliere la torta che stiamo preparando, e soprattutto “LEI”, mia figlia Chiara, che mi guarda sorridente e ascolta attenta i consigli che le sto dando. Vuol preparare una torta… una torta per “ il suo amore”, che la sta venendo a trovare…una torta speciale, per fargli capire, tutto l’amore che lei prova per lui.
Passano gli anni, la tecnologia fa passi da gigante, forse anche gli ingredienti della torta sono diversi, ma due cose non sono mai cambiate… l’amore che una mamma prova per i suoi figli, e quanta dolcezza possa esprimere il semplice gesto di preparare una torta, per la persona che amiamo!


Torta morbida alle fragole

Per una tortiera di 24 cm di diametro


  • 200 g di margarina Vallè Omega 3
  • 250 g di farina 0
  • 180 g di zucchero
  • 4 uova biologiche
  • la buccia grattuciata di un limone biologico
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 2 cucchiai di latte 
  • 400 g di fragole tagliate a tocchetti
  • zucchero a velo per spolverare la torta








Montate con le fruste elettriche la margarina Vallè+burro con lo zucchero fino a che la massa non sarà una bella crema liscia, poi aggiungete i tuorli uno alla volta , i 2 cucchiai di latte e la scorza grattugiata del limone.

A parte montate gli albumi aggiungendo anche un cucchiaio di zucchero semolato e quando saranno ben montati, uniteli al primo impasto alternando due cucchai di albumi mescolando delicatamente dal basso verso l'alto a due cucchiai di farina setacciata anche questa mescolata molto delicatamente; continuate ad alternare e a mescolare con molta attenzione fino a che non avrete terminato i due ingredienti.
Imburrate uno stampo e infarinatelo; versate metà impasto e adagiatevi le fragole a tocchetti cospargendole con un pochino di zucchero, nel caso non fossero molto dolci. Ricoprite con l'impasto avanzato.
Infornate nel forno caldo a 180° modalità statico e fate cuocere per circa 45-50 minuti controllando la cottura con lo stecchino.
Una volta cotto, sfornate e lasciate raffreddare.
Togliete delicatamente dallo stampo e servite la torta morbida alle fragole cosparsa di zucchero a velo.


martedì 10 maggio 2011

C’è torta per te, per me…per tutti!! Evento Vallé









io  e vallè foto di Morena





Una mail inaspettata, un invito speciale, una sfida con me stessa da superare, e la voglia di abbracciare amiche vecchie e nuove, ecco questi sono gli elementi, che hanno fatto si, che l’evento a Milano, organizzato dalla Vallé, si trasformasse in qualcosa di unico e magico.





Una semplice richiesta….quella di elaborare una torta a cui siamo legate sentimentalmente, usando la margarina Vallé, al posto del burro, e scrivendo una storia che fosse legata al ricordo della preparazione di una torta fatta con il cuore e amore.





evento vallè 23





Coccolata, sin dal mattino, con un viaggio in treno per niente stancante, accolta alla Maison Moschino come una regina, salita su un autobus extralusso in compagnia di tante amiche foodblogger, accompagnata al famoso Teatro 7, per poter finalmente abbracciare la nostra mitica Pippi,





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che ci ha aiutate in questa esperienza magnifica, con la sua gentilezza e solarità, ed iniziare a sciogliere il ghiaccio, assaggiando i magnifici piatti dello chef Gualtiero Villa, ecco… tutto questo è accaduto nell’arco di pochissime ore!!









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Cosa sia successo veramente al Teatro 7, è ancora da capire… io so solo che, donne e uomini, foodblogger e manager Vallé, giornaliste bravissime come Marina Malvezzi e Veronica, Emanuela, Stefania, Claudio chi collaboratori per la Mindshare, chi per Vallé… hanno iniziato a sfornare torte e muffin, come se fosse la cosa più naturale di questo mondo, brandendo fruste, rompendo uova, pesando zucchero e farina,mescolando con cura tutti gli ingredienti, aiutandosi gli uni con gli altri, come se ci fossimo conosciuti da una vita,per veder crescere nei tanti forni accesi, sofficissime e morbidissime torte, di tutti i tipi.









dolcezze vallè









Aiuto, collaborazione, sorrisi, chiacchiere e risate, tutto perfetto, tutto meravigliosamente sincero, sincero come le storie che ci siamo raccontate, intorno al lungo tavolo d’acciaio,sorseggiando del caffè, storie personali, storie che ci appartenevano, storie della nostra vita, che hanno fatto nascere sorrisi, ma hanno anche strappato lacrime sincere, per quel mettere a nudo la propria anima, e la propria vita,tutte accomunate da tre ingredienti fondamentali…





La margarina Vallé, tanto l’amore , e tanta magia che si respirava nell’aria!!









Collage





Viviana Morena Marzia





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Lory, la mercante di spezie più bella del web, Emanuela, e Veronica…





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Nadia Taglialatela Pippi di spalle e Viviana





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Anna, che ha messo all’opera, anche gli alti ranghi della Vallé : )





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Claudio Iannetta e Anna





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Cristina Elia ideatrice di tante ricette Vallé





Ciò che è stato sfornato, ha stupito tutti per la bontà e la sofficità… il lungo tavolo, ben presto si è riempito di torte stupende, e le nostre bocche, hanno iniziato ad assaggiare tutto quanto, con mugugni di sana e goduriosa felicità!





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Tutto buono, tutto perfetto… perfetto come il rientro nel nostro albergo, nella mia camera, tutta dorata che mi aspettava









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come la cena che ci è stata offerta da Vallé, presso il ristorante di Moreno Cedroni il Clandestino, dove lo chef Antonio Bufi, ci ha fatto sognare con piatti veramente raffinati e d’effetto.





Sapori delicati, mix inaspettati per il mio palato, ingredienti uniti tra loro in maniera perfetta!!!





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Ricciola, zuppa di porri e basilico Capesante, pinoli, croccante e….





Grazie Vallé per questo sogno, grazie a Laura per esserci sempre… grazie alle mie amiche del “cuore”…grazie alle amiche che ho conosciuto ed abbracciato, grazie alle storie che ho ascoltato e che mi hanno fatto capire quanto possiamo essere uguali, grazie alla Maison Moschino, per averci ospitate, grazie a Antonio Bufi per il bel viaggio tra i suo sapori…





Ancora grazie a tutti





Aurelia





io e pippi





Foto fregata spudoratamente alla stupenda Simona delle Pellegrine Artusi ;)





e se dico stupenda un perché ci sarà….




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venerdì 29 aprile 2011

Cucinando a vapore...Gamberi al vapore, aromatizzati al timo, su letto di cipolle di Tropea e noci

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Cosa c’è di meglio, di una ricetta che può essere, leggera, profumata …e persino saporita, senza usare un mare di pentole o utilizzare forni e griglie!





Penso che la cottura a vapore, racchiuda in se, tutte queste caratteristiche, e quando Cucinando, ci ha chiesto di pensare a qualche ricetta, che potesse essere usata con il nuovo sistema di cottura Vitalis, della WMF, mi è venuto in mente questo antipastino sfizioso.





Niente di elaborato, o macchiavellico… solo gamberi freschi, cipolle di Tropea , e gherigli di noce…un filo d’olio di quello buono, un goccio di balsamico, e vi godrete un antipasto veramente insolito.












Non ci sono dosi , tutto è a secondo dei vostri gusti, e del vostro appetito!!






Gamberi al vapore, aromatizzati al timo, con cipolle di Tropea e gherigli di noce



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Gamberi freschissimi



cipolle di Tropea



alcuni rametti di timo



gherigli di noce



sale fino



aceto bianco



aceto balsamico di quello buono…



alcune foglie di lattuga





Tagliate a fette la cipolla,  mettetela in una ciotola, cospargetela  di sale fino  copritela  con dell’aceto bianco, lasciando il tutto da una parte per circa un’ora.Fate bollire dell'acqua calda e immergetevi la cipolla , per un paio di minuti, infine passatela  sotto l’acqua fredda, per fermare la cottura.
Intanto pulite  i gamberi, togliendo il guscio dalla parte della coda  e lasciando intatta la testa,sfilate l’intestino con l’aiuto di uno stecchino, e metteteli da parte
Mettete dell'acqua dentro ad una pentola o al  wok, salatela  leggermente  ed
immergetevi  i  rametti di timo.
Intanto preparate  il cestello mettendo nella base qualche foglia di lattuga, per far si che protegga  la carne delicata dei gamberi durante la cottura, ed infine i gamberi stessi. Chiudete con il  coperchio e fate cuocere per 5 o 6 minuti.
Non vi resta che comporre il piatto, mettendo per prima la cipolla di Tropea, poi adagiatevi sopra i gamberi, i gherigli di noce tritati, un pizzico di sale, olio extravergine d'oliva e poche gocce di aceto balsamico.





giovedì 28 aprile 2011

Tajine di polpo all’arancia





Le ultime arance acquistate dai miei amici contadini per passione, un bel polpo cicciottello acquistato fresco fresco, la mia tajiene Emile Henry, e la voglia di portare in tavola qualcosa di buono e profumato.




Una ricetta semplice, anche abbastanza veloce, che riesce a sorprendermi per la sua bontà, ogni volta che la preparo…un modo diverso per consumare il polpo, un metodo di cottura…quello della tajiene, che permette di cuocere in breve tempo i cibi, e di esaltare i loro profumo.




Se poi, volete accompagnare questo magnifico piatto, con una bella ciotola di cous cous di capperi e olive…sarà ancora più buono








Tajiene di polpo all’arancia









Per 4 persone




Un polpo di circa 1,5 kg




una costola di sedano




1 carota




2 cipolle




1 pomodoro




1 limone




12 pomodorini ciliegia abbastanza grossi




2 arance non trattate




3 spicchi d’aglio




pepe nero in grani




prezzemolo basilico




olio extra vergine d’oliva




sale e pepe














Ho pulito il polpo, togliendo il becco e gli occhi, e l’ho sciacquato molto bene.




Intanto ho messo sul fuoco, una bella pentolona d’acqua, e l’ho portata ad ebollizione, con una cipolla, il sedano, la carota, il pomodoro, il succo del limone spremuto, e qualche grano di pepe.




Ho immerso il polpo, e l’ho fatto cuocere circa 45 minuti, poi l’ho scolato ed ho lasciato da parte circa mezzo litro della sua acqua di cottura, e l’ho tagliato a pezzi regolari, abbastanza grossi.




Nella tajine, ho scaldato l’olio, ho unito gli spicchi d’aglio schiacciati, e la cipolla che mi era rimasta tagliata a fettine, ho lasciato insaporire, ho unito il polpo con la sua acqua che avevo tenuto da parte, i pomodorini tagliati a metà, l’arancia tagliata, e le foglie del basilico e del prezzemolo.




Ho cotto, con la tajine coperta, a fuoco lento per circa 20-30 minuti, controllando che fosse saporito al punto giusto, ed ho aggiustato di sale.


Ho servito il tutto ben caldo, accompagnando il polpo, con del cou cous.


Buon appetito

sabato 23 aprile 2011

Pan di ramerino




pan di ramerino

Ogni volta, che devo trovare qualche cibo o piatto, che parli della mia regione, entro immancabilmente in crisi…

Le miei radici, si stanno consolidando adesso…sto riscoprendo la mia regione, la mia città, i piatti famosi, e le tradizioni che non conoscevo, è un lavoro lungo e certosino, ma pian piano ci sto riuscendo.

Babbo, che era il “toscano”in casa, se ne è andato troppo presto, per potermi insegnare qualche piatto tipico… di lui mi sono rimaste le sue polente, i suoi castagnacci, il suo baccalà con le patate, la sua pasta con i ceci… ed anche la pasta troppo scotta,quando ritornavo a casa da scuola… ma Dio se era buona lo stesso!!!

Ma devo dire grazie anche a  mio marito, la parte pratese della nostra famiglia  se pian piano sto imparando ad essere una vera toscana, ma sopratutto una vera pratese.


Ho fatto appello alla mia memoria, e al mio fidato libro di cucina toscana…(oh, uno si arrangia come può … ) e mi sono venuti in mente questi panini morbidi, profumati di rosmarino, e di buona e dolcissima uvetta…Sono panini che qua in Toscana, ormai si trovano quasi quotidianamente, ma nella tradizione , erano panini che si consumavano nel periodo quaresimale, per l’esattezza nel Giovedì Santo.

Con mia grande sorpresa, questa  ricetta è stata scelta dal sito Spadellandia.it, per essere inserita  nella sezione dedicata ai blog stellati. Che dire, se non grazie per la fiducia!


Pan di ramerino

dose per circa 10 panini da 90 g

  • tempo di preparazione 10 minuti 
  • tempo di lievitazione 3-4 ore circa ( a seconda della temperatura di casa)
  • tempo di cottura 20-30 minuti



  • 500 g di farina 0
  • 240 g di acqua
  • 3 g di lievito di birra disidratato o 9 g dilievito di birra compresso
  • 50 g di zucchero
  • 150 g di uvetta
  • 5 g di sale
  • un rametto di rosmarino, o ramerino detto alla toscana…
  • olio di oliva circa 50 ml



Scaldate leggermente l'olio, poi unite il rosmarino e lasciatelo rosolare a fuoco dolce per qualche minuto. Togliete il tegame dal fuoco e lasciate insaporire per circa un'ora, poi eliminate le foglie di rosmarino.

Ammorbidite l'uvetta mettendola a bagno in acqua tiepida per circa 15 minuti, poi toglietela, lasciatela scolare bene e fatela asciugare sopra a della carta da cucina.


Mettete la farina nella ciotola della planetaria ( chi non ha la planetaria, può impastare tranquillamente a mano), unite il lievito e date una prima mescolata a bassa velocità, poi iniziate ad aggiungere l'acqua, diciamo circa 240 g  poca alla volta finché non sentirete l'impasto morbido ma consistente.
Unite  il sale ed infine lo zucchero.
Iniziate a versare l'olio  facendolo scendere lungo il bordo della ciotola, lasciate che ne venga assorbito una parte, prima di aggiungere il resto.
Lavorate la massa con il gancio a spirale finché non sarà liscia e morbida, poi unite anche l'uvetta e con la velocità al minimo, fatela incorporare bene all'impasto.
Lasciate lievitare coprendo l'impasto fino al raddoppio. Ci vorranno circa  dalle 2-3 ore a secondo della temperatura dell'ambiente
Sgonfiate la massa e dividete in tanti pezzetti di circa 90 g e formate dei piccoli panini tondi.
Schiacciate leggermente la superfice con il palmo della mano e incidetela con una lama formando 4 tagli a graticola, spennellateli d'olio e lasciateli lievitare ancora, coperti con della pellicola fino al raddoppio. 
Cuoceteli nel forno caldo a 190° finché non saranno dorati, ci vorranno dai 20 ai 30 minuti sfornateli e spennellateli con uno sciroppo di acqua e zucchero che avrete preparato sciogliendo sul fuoco 2 cucchiai di zucchero in 4 cucchiai d'acqua.





venerdì 8 aprile 2011

Ristorante La Lisca, e la mia food experience...

La passione e l’amore per la buona tavola, il desiderio di scoprire sempre nuovi sapori, la ricerca continua dell’ingrediente sano e genuino, sono stati la molla che, nel signor Guglielmi, hanno fatto nascere il desiderio di aprire un ristorante pizzeria, in quel di Prato.

la lisca sala



E’ così che nel Novembre 2010, a due passi dal centro storico, nasce La Lisca...un locale, come si può intuire dal nome, dove pesce e costacei, vengono preparati in maniera impeccabile, ma anche la carne, il tartufo e dell'ottima pizza , fanno bella mostra di se, sul menù.


La lisca apparecchiatura



Entrando , ci si accorge subito dell’eleganza e della sobrietà che ci circonda, niente di troppo ostentato, quel tanto che basta, a far capire che il tutto è stato cercato e curato con molto gusto.

la lisca ingresso

Messo da parte per un po’, il suo lavoro…il signor Roberto, sta dedicandosi alla sua passione più grande, con serietà e professionalità, facendosi aiutare nel suo percorso enogastronomico, da una bella squadra di ragazzi seri e professionali.

La lisca apparecchiatura

Parlando con lui, ci si accorge subito, di quanta ricerca e attenzione, presta verso gli ingredienti per la sua cucina, tutti prodotti che , anche una volta cucinati, regalano al palato tutto il vero sapore e profumo, del prodotto fresco.

La cucina, è affidata a Seck Ibrahima, un bravissimo chef senegalese, che ha arricchito la sua esperienza gastronomica, attraverso le cucine di mezza Europa, lavorando presso ristoranti famosi, fianco a fianco a chef del calibro di Ferran Adrià!


Seck Ibrahima lo chef


Lo Chef Seck Ibrahima


Tutto ciò, lo ha portato ad essere uno chef completo, che sa destreggiarsi in tutte le discipline culinarie, dalla pasticceria, alla panificazione, alla pasta fresca, alla cottura di pesce e carne, regalando a chi gusta i suoi piatti, un viaggio tra sapori e profumi, davvero sorprendente!


Cotture semplici, come quella al vapore ed alla griglia, così leggere e saporite,che vengono esaltate dalla freschezza dei loro ingredienti.



Pizzaiolo La lisca

Patrizio Castrovinci, il magnifico pizzaiolo

E’ possibile anche gustare un’ottima pizza, sia a pranzo che a cena, e la sua preparazione e cottura, è affidata alle mani esperte di Patrizio Castrovinci, che riesce a trasformare una semplice pizza, quasi in un mandala indiano , e dalla sua fantasia e creatività, sono nati il Piffero Magico, ed il Piffero Reale…


La lisca Piffero magico


Piffero reale


Appena seduti al tavolo, vengono offerti un fresco prosecco, e un croccante e delizioso covaccino appena sfornato, che rende così piacevole l’attesa delle portate che ci verranno servite.

La lisca Covaccino

Covacciono all'olio

Uno splendido acquario di mare, ecco questo è il nome dell’antipasto che mi è stato servito …un magnifico piatto, colorato e variopinto, proprio come la tavolozza di un pittore, dove cotture diverse, consistenze distinte, e diversi tipi di crostacei e molluschi, sono riusciti a sorprendermi con la loro freschezza e delicatezza, come i delicatissimi gamberi al vapore con cipolla di tropea e noci.


La Lisca Acquario di mare


Acquario di mare


Ed ecco che arriva la portata principale… Fusilli fatti a mano dallo chef, sapientemente conditi con aragostelle freschissime, zucchine e zafferano, tutto ben miscelato e amalgamato, un primo veramente delizioso.

Fusilli aragostelle zucchine e zafferano La Lisca

Fusilli con aragostelle e gamberi


Ed infine il dessert… un cheesecake alle fragole, che già al primo assaggio, colpisce con la delicatezza e la morbidezza del suo interno, e la golosità delle fragole caramellate ancora tiepide.


cheesecake alle fragole caramellate La Lisca


Cheesecake alle fragole caramellate




responsabile di sala La Lisca


Il responsabile di sala...


Un viaggio tra sapori e profumi, un servizio impeccabile, una vasta scelta di vini e birre, un’atmosfera rilassante, del pesce freschissimo anche se Prato non è propriamente una città di mare, un’ottima pizza cotta nel forno a legna, pane appena sfornato … tutto questo, e forse anche qualcosa di più, lo potrete trovare qua!


Ristorante La Lisca


via Bovio 2b


Prato

lunedì 28 marzo 2011

Marmellata di arance

marmellata di arance2



Una marmellata di arance, con dentro il vero profumo e il vero sapore della Sicilia!


Arance speciali, arance di Ribera…arance che sono il frutto, di tanto lavoro e di tanta passione, che un gruppo di ragazzi della provincia di Agrigento, hanno saputo trasformare l’amore per la loro terra , in una bella attività!


Sto parlando di Contadini per passione, che spediscono le loro favolose arance Washington Navel, in tutta Italia. con una velocità sorprendente…e quindi prodotto fresco, marmellata fantastica!!


Le arance le avevo, mancava una ricetta fantastica e sicura…chi meglio della Pippi, poteva darmi tutta questa tranquillità??



MARMELLATA DI ARANCE





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2 kg di arance Washington Navel


1, 2 kg di zucchero semolato


il succo di un limone


un goccio di rum


Il procedimento potrebbe sembrarvi lungo, ma si tratta soltanto di avere un po’ di pazienza, e il risultato del vostro impegno, vi ripagherà alla grande.


Si inizia lavando molto bene e pelando le arance con un pela patate, avendo l’accortezza di non staccare la parte bianca che risulta estremamente amara , poi con i rebbi di una forchetta, si bucherella tutta la superficie delle arance, e si mettono in una bella ciotola, coperte con dell’acqua fresca, che cambieremo ogni 24 ore, per 3 giorni.


Le scorza intanto, le tagliamo a julienne, sottili…e le metteremo dentro un contenitore ermetico, al fresco in frigo.


Senza quasi accorgervene, sono passati i 3 giorni…prendete le arance e sbucciatele della parte bianca, le taglieremo a pezzetti, e le metteremo dentro ad una pentola in acciaio.


Intanto ho fatto bollire le zeste di arancia, per 4 volte…coprendole d’acqua fredda, portandole a bollore, scolandole…e ripartendo da capo, per tutte e 4 le volte, facendo in modo che le scorze , con questo procedimento, acquistino morbidezza, e perdano una parte di amaro.


Ho portato a bollore le arance, le ho fatte cuocere per circa mezz’ora, e poi ho unito le scorze e lo zucchero, mescolando con cura, e da quando la marmellata ha ripreso il bollore, ho fatto cuocere piano per circa un’ora… ho fatto la prova del piattino, e quando la goccia non scorreva più, ho aggiunto il succo del limone, ed il goccio di rum.


A questo punto, dobbiamo solo invasarla, in barattoli estremamente puliti, tappare il tutto con i tappi a vite, nuovi di pacca…e mettere i nostri vasi a testa in giù, finché non faranno il sottovuoto.





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Una fetta biscottata…un velo di burro leggermente salato, la nostra marmellata di arance….e…e…si insomma , benvenuti in Paradiso!!!

sabato 26 marzo 2011

Una giornata Giapponese... e tempura di pesce e verdure.

Se fino a pochi giorni fa, mi avessero chiesto, a cosa mi veniva in mente, pensando al Giappone, avrei sicuramente risposto, al paese del Sol Levante, del sorriso, dell’efficienza, della sicurezza, e della gentilezza, che contraddistingue il suo popolo.
Ma, se a distanza di pochi giorni, mi venisse riproposta la stessa domanda, sicuramente adesso risponderei…alla tragedia senza fine che sta attraversando questo paese, alla distruzione, alla devastazione, alla scossa tremenda che ha sconquassato quella terra così magica, all’onda mostruosa, che ha portato via con se, la vita di migliaia di persone, e tutti i loro sogni!
In qualche maniera dobbiamo far sentir loro, che è possibile ricominciare a vivere, se pur lentamente e con mille difficoltà, ma ce la possono fare…
Certo, da soli sarà difficile, ma con l’aiuto di tutti quanti, nessuno escluso, dobbiamo cercare di fare del nostro meglio, per aiutarli!
Ed è per questo, che domani a Massa, Valentina e Riccardo di CUCINANDO, insieme all’associazione IZUMI, e alla collaborazione di Meguni, la bravissima ragazza giapponese, che tiene i corsi presso Cucinando, allestiranno dei gazebi fuori dal negozio dove prepareranno, sushi, dolcetti, polpette giapponesi e verranno costruite figure in origami, con l'ausilio della scrittura Shodo (ideogrammi) si scriveranno nomi e parole a richiesta, tutto ciò in cambio di offerte che verranno poi devolute alla Croce rossa Giapponese!
giapponese
Io mi rivolgo a voi toscani, o pratesi…che oggi pensate di fare un salto al mare…
Invece di fermarvi a Viareggio, o al Forte…fate pochi km in più, e andate in piazza Mercato a Massa.
Sicuramente sarete accolti da persone fantastiche, sarete tra amici, conoscerete qualcosa di più di questo popolo favoloso, e farete del bene a chi in questo momento, ne ha veramente bisogno!!
E pensando al Giappone, e soprattutto alla sua cucina, oltra al sushi ed al sashimi, la prima immagine che mi passa davanti agli occhi, è un fritto perfetto, leggero e croccante, ovvero

Tempura di pesce e verdura





per 4 persone vi serviranno
4 fiori di zucca
1 carciofo
50 g di carota
1 zucchina
150 g di melanzana
400 g di filetti di pesce ( sogliola o branzino)
8 gamberi belli cicciotti
olio di semi di mais o di girasole
Per la pastella
100 g di farina
160 ml di acqua ghiacciata
1 tuorlo d'uovo, ben freddo





Ho pulito e preparato le verdure, ho tagliato i filetti di pesce in circa 8 pezzi, ho tolto le teste ai gamberi, li ho sgusciati lasciando l’ultimo segmento con la coda ancora attaccato, ed ho sfilato l’intestino.
Ho preparato la pastella, mescolando bene il tuorlo, e poi ho versato l’acqua ghiacciata, ed ho continuato a mescolare, infine ho setacciato la farina, sopra alla ciotola, ed ho mescolato molto brevemente…se per caso rimangono dei grumi, non è assolutamente un problema.
Ho verificato che l’olio fosse caldo, immergendo qualche goccia di pastella… la goccia è arrivata fino a metà della profondità dell’olio, e poi è tornata subito a galla…perfetto…la giusta temperatura, circa 170°/180°!!
Ho passato le verdure nella pastella, un tipo alla volta… e le ho fritte, girandole da tutti i lati, poi le ho sgocciolate bene, e messe ad asciugare su della carta da cucina.
Poi è stata la volta del pesce…l’ho prima infarinato leggermente, e poi l’ho immerso nella pastella, friggendolo quindi nell’olio caldo.
Occhio ai bricioli di pastella che potrebbero rimanere nell’olio…vanno tolti con la paletta man mano, per evitare che brucino.
Ricordatevi di non tenere la ciotola vicino ai fornelli, per non scaldare la tempura, e usate ingredienti e contenitori, freddi…
Seguendo queste piccole regole, otterrete un fritto misto favoloso!
Un grazie particolare a Meguni, che si è prestata a scrivere il mio nome, ed i nomi di tutta la squadra di CUCINANDO, in giapponese…
Grazie Meguni
aurelia in giapponese

mercoledì 16 marzo 2011

Cucinando in…Toscana Fusilli lunghi , con cavolo nero e salsiccia della Val di Bisenzio

bandiera italiana2

Ho accolto con gioia, l’invito di Riccardo, Valentina e Lory, di Cucinando , che ci proponevano la realizzazione di una ricetta tipica della nostra regione, in onore dell’ Unità d’Italia.

L'italia unita a tavola

La mia non è proprio una ricetta tipica toscana, ma è fatta quasi esclusivamente con prodotti della mia terra…il cavolo nero, la salsiccia di maiale della val di Bisenzio, il pecorino Marzolino delle terre senesi!

Ma per la pasta ho preferito usare una pasta di grano duro, originaria di Gragnano, vicino Napoli… sono i fusilli lunghi, del pastificio Garofalo, che ben si sono amalgamati al sugo che ho preparato.

In fondo l’Unità d’Italia si fa anche a tavola…La Toscana e la Campania, unite in un bel piatto di pasta, come questo!!

Fusilli lunghi, con cavolo nero e salsiccia della Val di Bisenzio

Fusilli lunghi con cavolo nero e salsiccia toscana.1jpg

Per 4 persone

Fusilli lunghi Pasta Garofalo

2 piccoli mazzetti di cavolo nero

2 salsicce di maiale, possibilmente toscane

peperoncino

uno o due spicchi d’aglio

pecorino toscano

un po’ di brodo vegetale

olio extra vergine d’oliva

Inizia pulendo il cavolo nero, sfilando le foglie, se la costola è molto dura, oppure lasciandole intere se le foglie sono piccole e tenere, e mettile a bagno nell’acqua fresca, sciacquandole molto bene.

In una padella, versa l’olio d’oliva, metti l’aglio ancora “vestito”, ma schiacciato leggermente con il palmo della mano, ed un pizzico di peperoncino per dargli un leggero tocco piccante, che con il cavolo nero, ci sta veramente bene.

Fai dorare leggermente l’aglio, poi trita le foglie più grandi del cavolo, a strisce di un cm circa…e spezzetta leggermente quelle più piccole, e le unisci nella padella.

Lasciale cuocere leggermente a fiamma abbastanza dolce, unisci un po’ di brodo vegetale, se si dovesse asciugare troppo, e porta piano piano a cottura il cavolo nero.

In una padella antiaderente, scaldata sul fuoco vivace, metti la salsiccia spellata e schiacciata , e cerca di sgranarla con i rebbi della forchetta…falla sfrigolare, rosola per bene, ed infine aggiungila con il suo grasso che avrà rilasciato, durante la cottura, alle foglie di cavolo che stanno ancora cuocendo.

Mescola con cura, spolvera con un pizzico di sale, e una generosa macinata di pepe, porta a cottura nel frattempo la pasta, scolala e falla saltare nella padella, insieme al cavolo nero ed alla salsiccia.

Una grattata di pecorino toscano…e…

Buon appetito!!

Fusilli lunghi con cavolo nero e salsiccia toscana