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giovedì 9 giugno 2016

Zuppa di orzo e ceci al coriandolo e curcuma


Una primavera bizzarra, quella che stiamo vivendo in questi giorni, al mattino un sole splendido e nel pomeriggio ecco che il cielo cambia decisamente colore, arrivano le nubi minacciose e dopo pochi minuti si aprano i rubinetti e l'acqua scende copiosa, accompagnata da sordi boati e lampi minacciosi!
Si, odio i temporali, mi mettono un'ansia pazzesca ed invece di rilassarmi contraggo i muscoli delle spalle, infosso la testa e chiudo gli occhi, ogni volta che vedo un lampo di luce, seguito da un lamento gutturale che solo io so emettere e che vale la presa in giro di tutta la famiglia che è presente a tale penoso spettacolo! Succede anche quando qualcuno stappa una bottiglia di prosecco, ma questo discorso lo affronteremo un'altra volta.
Insomma, diciamo che questo GiugNembre  mi avrebbe rotto i cabasisi,non sono ancora riuscita a fare un pranzo o una cena in terrazza e sono sicura al 100% che quando terminerà questa stagione insolita, le temperature schizzeranno velocemente verso l'alto e allora non potremo sfruttare lo stesso la nostra terrazza per la bolla  Africana che di solito si forma sul nostro gazebo!
Sarebbe la stagione giusta per iniziare a consumare piatti freschi, insalate di pasta, di riso, o quant'altro che dovrebbero aiutarci ad affrontare il caldo della stagione ed invece il menù di casa mia non si è discostato molto da quello invernale, ovviamente ho abolito ragù, polenta, e stracotti, ma  per le insalate di pasta, da consumare in terrazza, dovrà passare ancora del tempo.
E' il tempo giusto invece per  questa zuppa d'orzo con le zucchine e che profuma di spezie, che ho trovato molto delicata e saporita e visto che la stagione delle zucchine è già iniziata, è una pietanza adatta per questa stagione, sopratutto se la servirete leggermente tiepida con un filo d'olio extravergine sopra.



per 4 persone

  • 280 g di orzo perlato
  • 200 g di ceci secchi
  • 3 zucchine lunghe
  • 1 cipolla dorata piccola
  • 1 litro di brodo vegetale caldo e già filtrato ( 1 cipolla, 1 costa di sedano, 2 carote,  1 patata piccolina,  1 pomodoro, 1 porro piccolo, 1 spicchio d'aglio, 3 litri d'acqua sale q.b, qualche grano di pepe)
  • 1 cucchiaio di coriandolo pestato nel mortaio oppure macinato con un macina spezie
  • 1/2 cucchiaino di  curcuma
  • olio extra vergine d'oliva q.b
  • sale e pepe




 







Procedimento

Per il brodo vegetale

Mettete le verdure lavate e  tagliate a tocchetti grossi dentro ad una pentola e copritele con l'acqua fredda. Portate a bollore e cuocete a fuoco moderato, per circa un'ora. Togliete dal fuoco e filtrate con un colino a maglie fitte.

Ammollate i ceci per 12 ore, poi metteteli in una pentola capiente e copriteli con acqua fredda. Aggiungete uno spicchio d'aglio non sbucciato, un piccolo pomodoro, qualche foglia di salvia e granelli di pepe, e lasciate cuocere a fuoco basso, per le ore necessarie. Non affidatevi al tempo  scritto sulla confezione, ma ogni tanto andate di assaggio.
Lavate le zucchine e tagliatele in 4  e poi  a dadini.
Tritate la cipolla e mettetela in una pentola con l'olio, fatela dorare e aggiungete le spezie, i ceci, le zucchine e coprite con il brodo vegetale.
Salate e pepate, aggiungete l'orzo  e fate cuocere finché la zuppa non sarà leggermente ridotta e l'orzo sarà cotto, ci vorranno circa 45 minuti. All'occorrenza, unite altro brodo vegetale  se la zuppa si rapprendesse troppo durante la cottura.

mercoledì 6 aprile 2016

Zuppa di gamberi al cocco di Martha Stewart



Ho la certezza matematica  che se oggi non posto questa ricetta, dovrò attendere il prossimo autunno e potrei non perdonarmelo.
Nel corso degli anni, la diffidenza che avevo per i piatti asiatici è andata letteralmente scomparendo, vuoi anche una facilità maggiore nel reperire gli ingredienti ma anche la diffusione di tanti testi che fanno della cucina orientale una cucina facilmente riproponibile anche nelle nostre cucine, ma grazie anche alla mia curiosità nello scoprire nuove alchimie di sapori che ogni tanto uso, per dare una svegliata alle mie papille gustative.
Questa zuppa di gamberi e cocco ne è l'esempio tipico. Trovata tra le pagine di un  libro di Martha Stewart, A Tavola in 30 Minuti, è stato amore al primo sguardo e amore eterno all'assaggio, per quel sapore particolare a metà del dolce del latte di cocco e l'acidulo del lime.
Martha la definisce una zuppa autunnale, ma l'abbiamo mangiata anche la settimana scorsa leggermente tiepida e ve lo giuro, che dopo la seconda scodella e la pentola vuota, lo sguardo che ci siamo scambiate io e mia figlia era di enorme tristezza, perché avremmo voluto e potuto fare tranquillamente il tris e udite udite è una zuppa che piace anche agli uomini un po' stucchi, leggasi marito, e quindi  se la preparate avrete il benestare di tutta quanta la famiglia.
Si prepara in 30 minuti, si avete letto bene, solo mezz'ora e la vostra cena sarà pronta quindi se arrivate tardi a casa oppure avete degli ospiti improvvisi, questa è uno di quei piatti che vi può risolvere la serata,








 Zuppa di gamberi al cocco 
- A Tavola in 30 minuti-

Per 4 persone

350 g di code di gambero pulite
450 g di carote
500 ml di latte di cocco
125 g di pasta tipo capelli d'angelo oppure spaghetti di riso
1 cucchiaio di olio di semi di mais
1 cucchiaio di zenzero grattugiato
2 spicchi d'aglio tritati
1/2 peperoncino rosso fresco
1 cucchiaio di maizena ( amido di mais)
4 cipollotti
il succo di un lime o di un limone
sale
cipollotti freschi q.b








Prendete una pentola capiente, versateci l'olio , accendete il fuoco a fiamma bassa e aggiungete lo zenzero  l'aglio tritato e il peperoncino tagliato ad anelli, e lasciate insaporire. Aggiungete le carote che avrete spellato e tagliate a julienne, il latte di cocco e 750 ml di acqua e unite anche la maizena precedentemente sciolta in un bicchierino d'acqua. Portate il tutto ad ebollizione
Controllate le code dei gamberi ed eliminate il filo intestinale se fosse presente, poi uniteli alla zuppa e lasciateli cuocere per 5 minuti. Aggiustate di sale
Spezzettate i capelli d'angelo ed uniteli al resto degli ingredienti e fateli cuocere per il tempo indicato sulla confezione.
Togliete la pentola dal fuoco ed aggiungete il succo di lime o di limone.
Versate la zuppa nelle ciotole ed unite i cipollotti.
Ottima sia calda che tiepida

venerdì 22 gennaio 2016

Zuppa di magro per l'MTC #53




Confesso la mia ignoranza, prendetemi per quella che sono, una mezza trentina, una mezza pistoiese, con la conoscenza limitata del grande repertorio culinario toscano, in merito alle zuppe.
E' così, e la mia amica di penna, di blog  e reale Eleonora Baldwin, mi è testimone!
Qualche settimana fa, mi ha telefonato, per chiedermi lumi su un tipo di zuppa,di cui aveva sentito parlare ma che anche lei non conosceva. Ma lei l'attenuante ce l'ha! E' mezza romana e mezza statunitense, ha un'amica figa che abita in Toscana, spesso e volentieri è venuta in terra pratese ed è proprio qua che la loro amicizia ha preso vita, qualche anno fa, quindi se non conosce tutte le zuppe, possiamo anche perdonarla. Ma quella ignorante ( nel senso di non conoscere) sono io, non conoscevo questa zuppa e non conoscevo nemmeno la differenza con la più blasonata ribollita o minestra di pane .

Così, come un cane da tartufo mi sono messa alla ricerca, ed ho scoperto che questa è una zuppa che proviene da  "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", del grande Pellegrino Artusi

 "Questa zuppa che, per modestia, si fa dare l'epiteto di contadina, sono persuaso che sarà gradita da tutti, anche dai signori, se fatta con la dovuta attenzione".

Una zuppa semplice, come tutte le zuppe toscane, con pochi ingredienti di stagione, e se acquistati in qualche mercato della filiera corta, anzi cortissima, ne fanno la differenza.
Cavolo nero, cavolo verza, bietola, fagioli cannellini, timo, qualche cotenna di prosciutto che ci ha regalato il salumiere e del pane toscano un po' raffermo.

Ecco perché, quando ho letto sull'MTChallenge, che Vittoria Traversa, de La Cucina Piccolina, vincitrice della scorsa sfida a suon di pasta ripiena, mossa a compassione, dopo polli ripieni, tortelli, ravioli e quant'altro, ha pensato bene di proporre per la nuova sfida, quella a suon di zuppe e minestroni!
Gioia, gaudio, tripudio...il fegato è stato messo un attimo a riposo e la corsa alla verdura ha preso vita!

E allora, bando alle ciance e vediamo come si fa questa benedetta zuppa.




Per 6 persone

pane toscano raffermo di qualche giorno
150 g di fagioli cannellini o di Sorana secchi
1/4 di palla di cavolo verza
la stessa quantità di cavolo nero, nettato dai gambi
un mazzo di bietola
una patata
mezza cipolla dorata
2 spicchi d'aglio
una costola di sedano
prezzemolo q.b
concentrato di pomodoro
timo
salvia
prezzemolo
2 spicchi d'aglio
pepe in grani
olio extra vergine d'oliva possibilmente toscano
1 litro d'acqua
sale ,pepe
alcune cotenne di prosciutto toscano.





Mettete a bagno i fagioli, la sera prima, al mattino sciacquateli, rimetteteli nella pentola, copriteli con acqua fredda, aggiungete 2 spicchi d'aglio con la buccia, qualche grano di pepe e un paio di foglie di salvia. Fate cuocere a fuoco basso, per il tempo necessario e salateli, solo alla fine della cottura.

Intanto prendete le cotenne, mettetele dentro ad un tegame, copritele d'acqua e fatele cuocere per circa un'ora e mezza, o finché pungendole con una forchetta non le sentirete tenere.

In una pentola capiente mettete l'olio extra vergine d'oliva, fate un trito con il sedano, il prezzemolo, la cipolla e gli spicchi d'aglio, mettete nella pentola e fate soffriggere dolcemente, a fuoco basso.
Iniziate ad aggiungere le verdure, prima il cavolo tagliato sottile, poi la bietola ed infine la patata.

Mescolate con cura e fate appassire le verdure, poi salate, pepate e unite un cucchiaio di concentrato di pomodoro e un po' dell'acqua dei fagioli.

Dopo circa 10 minuti, unite 1/4 dei fagioli interi, le cotenne e passate al setaccio i restanti che aggiungerete alla zuppa, insieme alla loro broda.

Se per caso la zuppa si addensasse troppo, unite un po' d'acqua calda.

Portate tutto a cottura, non ci vorrà molto, assaggiate le verdure per rendervene conto, poi nei piatti o nelle ciotole, mettete il pane tagliato a fette e la zuppa,  un giro d'olio di quello "bono" e una bella macinata di pepe.

Buona il giorno stesso, ma il giorno dopo, riscaldata è una vera poesia!




venerdì 4 dicembre 2015

Pasta e fagioli, non chiamatela solo minestra.

pasta e fagioli



E' appena finito Novembre, e già siamo alle porte delle festività natalizie, senza che me ne sia accorta. Anche perché se mettiamo la temperatura di 15° e le zanzare che ancora pasteggiano per casa, difficilmente entriamo nello spirito natalizio, ed il fatto di non aver pensato ancora al menù di Natale, la dice lunga, sul mio stato mentale. No, via...ad essere sinceri io e mia cognata, abbiamo preparato il menù per la Vigilia, ma per il 25 buio totale.
Dovrei iniziare a postarvi ricette natalizie, ma come vi dicevo non sono ancora entrata in modalità Natale on, e quindi dovete accontentarvi di questa minestra di fagioli, che sa tanto di casa e di famiglia, come vuole lo spirito del Natale.
Qualche settimana fa, stavo pensando a cosa preparare per cena e all'improvviso ho chiesto ai miei figli, se avessero gradito, un bel piatto di pasta e fagioli, bella fumante. Da Riccardo ho ricevuto il canonico, si va bene, classico dei figli maschi, mentre Chiara mi ha detto: " Ma come quella che faceva la nonna, vero"?
Eh già, la nonna e la sua minestra di fagioli, che non era buona se dentro non ci metteva i suoi tagliolini all'uovo. Ogni volta che preparava le tagliatelle, lasciava sempre due o tre strisce di pasta da trasformare in tagliolini, poi li lasciava seccare e li usava per la minestra.
Mentre era davanti ai fornelli, la vedevi prendere una manciata di pasta, stringeva il pugno e sentivi la pasta scricchiolare e rompersi in mille frammenti, poi lentamente la versava nella pentola, la rimestava con il mestolo di legno, aspettava pochi minuti, e la sua fantastica pasta e fagioli era pronta.
Ho preso anche io, l'abitudine di prepararne un po', e mi è servita per questa minestra densa e saporita. Borlotti messi a cuocere la mattina,  nella pentola di coccio, i tagliolini erano pronti ed aspettavano solo di essere usati, un brodo di verdura per allungare la purea di fagioli, e in poco tempo, ho portato in tavola questo piatto che non solo scalda la pancia, ma sa tanto di casa e non solo.
per 4 persone


4 etti di fagioli  borlotti secchi
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla bionda
1 rametto di rosmarino
qualche foglia di salvia
2 spicchi d'aglio
1 litro di brodo di verdura
1 cucchiaio di doppio concentrato
olio extra vergine d'oliva
Per i tagliolini
200 g di farina per sfoglia
2 uova
un pizzico di sale






fagioli borlotti e tagliolini





La sera prima, mettete i fagioli in ammollo e la mattina seguente cuoceteli in una pentola coperti dall'acqua fredda, in cui avrete aggiunto due spicchi d'aglio con la camicia, qualche foglia di salvia, pepe nero in grani, un pomodoro piccolino, e fateli cuocere a fiamma bassa, finché non saranno teneri. Salateli quando mancherà poco alla fine della cottura.

Preparate la classica sfoglia. Fate un cratere con la farina, rompetevi dentro le uova, unitevi il pizzico di sale e iniziate ad intridere le uova con la farina, che catturerete con i rebbi della forchetta. Una volta che le uova e la farina, saranno mescolate per bene, iniziate ad impastare, fino ad ottenere una palla liscia ed elastica.Mettete la pasta dentro ad un sacchetto per alimenti ed fate riposare per circa 30 minuti.
Tiratela fuori, tagliatela in pezzi e passatela nella sfogliatrice, oppure tiratela a mano. Via via, che la passerete dai cilindri lisci, fate scattare di una tacca il pomello dello spessore, fino a raggiungere lo spessore desiderato.
Lasciate asciugare per un po' di minuti la sfoglia, sulla spianatoia infarinata, poi passatela nel rullo dei tagliolini, e la pasta è pronta.



pasta e fagioli2

Fate un battuto con il sedano la carota e la cipolla.In una pentola, mettete qualche cucchiaio d'olio, gli spicchi d'aglio insieme al rosmarino e alla salvia, e fate insaporire l'olio, poi toglieteli ed aggiungete gli odori.
Lasciateli soffriggere piano piano, poi aggiungete il concentrato di pomodoro, mescolate e unite anche i fagioli, scolati dalla loro acqua.
Fateli insaporire per qualche minuto, poi ricopriteli con il brodo e lasciateli cuocere per circa 30 minuti.
Passate con il passa verdure, la metà dei fagioli e lasciate ricadere la polpa nella pentola.
Mescolate e fate riprendere il bollore, poi unite i tagliolini e finite di cuocere.
Servite ben calda con un filo d'olio extra vergine toscano.

martedì 20 gennaio 2015

Vellutata di cavolfiore e uova di trota





Ogni anno, per le feste natalizie, provo nuovi piatti, e quelli che mi sono piaciuti di più, vengono fotografati e messi in archivio, in attesa che arrivino di nuovo le feste e che possano essere postate.
Invece di postarle, visto che gli impegni sono sempre tantissimi, ed il tempo da dedicare al blog durante il tour de force natalizio, non ne ho... rimangono ancora in attesa, speranzose di essere scelte, per essere pubblicate.
E allora da oggi ho deciso, le ricette festaiole, le pubblico lo stesso...tanto ogni giorno, può essere il giorno giusto per festeggiare qualcosa.


In fondo, si tratta semplicemente di una vellutata di cavolfiore, dal gusto dolce e delicato, di quei piatti che piacciono tanto a noi donne, che danno l'idea di essere anche light, se non fosse per la presenza della panna.
 Non è una ricetta che colpisce, per la sua difficoltà di preparazione, o per la sua bellezza nell'impiattamento, ma come dico sempre io, se si usano prodotti di qualità, anche dalle ricette più basiche, si ottengono risultati strepitosi.

Un buon olio extra vergine d'oliva calabrese monocultivar, dell'azienda San Sebastiano, dell'amico Piero Romano, un cavolfiore acquistato al mercato della filiera corta di Prato, che fino a poche ore prima era ancora in pieno  campo, e le uova di trota di Friultrota, acquistate dall'amico Andrea e arrivate a casa, in pochissime ore.

Ecco, pochi ingredienti, ma buoni e il risultato è questo.



Ingredienti per 4 persone

ricetta di Donna Moderna

  • 1 kg di cavolfiore
  • 1 gambo  di sedano bianco
  • 1 scalogno
  • 1 spicchi d'aglio
  • 1.200 ml di brodo vegetale
  • 200 ml di panna fresca
  • uova di trota Friultrota q.b
  • sale, pepe
  • olio extravergine d'oliva monocultivar  Fattoria San Sebastiano





uova di trota Friultrota


In una pentola mettete due cucchiai di olio extravergine, e fateci insaporire un trito di scalogno ed aglio.
Dopo circa due minuti aggiungete le cimette di cavolfiore, tritate in maniera grossolana ed il sedano, tagliato a fette.
Lasciate insaporire per qualche minuto, poi coprite con il brodo vegetale ben caldo, aggiustate di sale e di pepe e fate cuocere per circa 45 minuti a fiamma bassa.
Frullate bene  e unite la panna fresca.
Rimettete sul fuoco e lasciate cuocere per altri 10 minuti.
Togliete la vellutata dal fuoco, mettetela nei piatti, lasciatela intiepidire e aggiungete le uova di trota, in ogni piatto.





martedì 25 marzo 2014

Zuppa di porri, patate e mais

zuppa di porri patate e mais 2


Pensavo di essere in ritardo nel postare questa ricetta.Dicevo  tra me e me, se aspetti ancora Aurelia, questa zuppa la dovrai postare il prossimo autunno/inverno, visto che ormai la primavera è alle porte.
Ed invece con un  un colpo di  C ...ehhh noooo, non è quello che state pensando voi, ma con ma un colpo di Coda dell'inverno, ed ecco che mi compare la possibilità di farvi provare questa zuppa.
Delicatissima, particolarmente dolce grazie alla presenza del mais e delle carote, mi/ci  è piaciuta talmente tanto che sono riuscita a replicarla ben due volte in poche settimane, io che di solito dopo aver provato una ricetta, difficilmente la ripropongo, a meno che non sia un vero e proprio cavallo di battaglia.









Per 4 persone
  • 500 g di porri
  • 200 g di mais in scatola
  • 300 g di patate a pasta bianca farinose
  • 200 g di carote
  • 30 g di burro
  • un dl di latte
  • 2 cucchiai di farina
  • un ciuffo di prezzemolo
  • sale

Preparate le verdure per la zuppa ... Sbucciate le patate, le carote e tagliateli a tocchettini regolari, mentre i porri li affetterete a rondelle.
Mettete le verdure in una casseruola, io ho usato la casseruola in  rame , (che trovo favolosa sia per cucinare le zuppe che per i risotti) ed aggiungete il burro a pezzetti, del prezzemolo tritato
 e fate cuocere su fuoco basso per una decina di minuti, finché i porri non saranno morbidi.
Spolverizzate con la farina, mescolate ed aggiungete il latte, e poi mezzo litro d'acqua calda, regolate di sale e fate sobbollire piano per circa 30 minuti.
Controllate spesso la cottura, perché la zuppa, potrebbe attaccarsi.
Aggiungete il mais che avrete scolato e sciacquato, un altro cucchiaio di prezzemolo tritato, un mestolo d'acqua calda se vi servisse, regolate di sale e finite di cuocere, per un altra decina di minuti.
La zuppa è pronta, servitela ben calda e...godetevela :)

lunedì 4 novembre 2013

Zuppa di cipolle alla birra. Ovvero, guarda come ti adotto una ricetta...




Nel mondo del food blog, ci sono vari tipi di ricette.Ci sono le ricette inventate, quelle tramandate di generazione  in generazione, ci sono quelle copiate dall'amica di blog, oppure quelle prese dai vari libri o riviste di cucina, e poi da qualche settimana, ci sono quelle "Orfane".Si avete capito bene, esistono anche quelle orfane :)
Le ricette orfane sono le ricette del blog, di una cara amica, tale Alessandra da Genova, che dopo accurata riflessione, ha deciso di non scrivere più sul suo blog, che curava insieme alla sua amica Daniela, ed ha abbandonato MenuTuristico.
Le sue ricette adesso, vengono lasciate pronte per essere adottate, su una pagina facebook, che si chiama Ricette Orfane, e solo chi ha il dito veloce, e lo sguardo attento, se le può aggiudicare, e riproporre nel suo blog.
Io ho scelto questa zuppa di cipolle alla birra ...
Per questa volta, non modifico nemmeno il testo, ve la regalo così come l'ha scritta Alessandra...








 Ho sbucciato, affettato e lacrimato su 5 cipolle bianche, che poi ho messo in una casseruola larga e dai bordi non altissimi (quella in cui preparo lo stufato, per capirci), a caramellare. Poco olio, appena è caldo si versano le cipolle, le si fa andare per una decina di minuti, con un po' di sale, mescolando spesso e quando iniziano a diventare tenere, si copre con acqua, si abbassa la fiamma e si copre. Quaranta minuti come minimo, anche se la ricetta dice un quarto d'ora. Nel frattempo, si prepara un brodo vegetale o, meglio ancora, di carne. in quel caso lì "nel frattempo" è troppo poco: o avete scorte nel freezer o avete un'amica come ho io che mi rifornisce di barattolini con contenuti sulla cui estistenza ho smesso di interrogarmi, che non sia mai che debba rinunciare a fare dei brodi così buoni in due minuti.
Dopo 40 minuti, le cipolle saranno marroncine e tenerissime: aggiungete due foglie di alloro, un cucchiaino di bacche di ginepro, uno spicchio d'aglio e 330 ml di birra. La ricetta diceva bianca, io ho usato una rossa piuttosto leggera e devo dire alla fine ero soddisfatta. Ho fatto sfumare per qualche minuto, poi ho coperto con il brodo (mezzo litro, circa)e ho proseguito la cottura, per mezz'oretta, anche qualcosina di più. Fiamma bassissima, recipiente coperto. Da qui in poi, ho fatto di testa mia: ho fatto leggermente tostare due belle fette di pane casareccio e le ho messe sul fondo di una teglia, di misura con il suo fondo, ho coperto con la zuppa, privata dell'alloro e dell'aglio. Ho grattugiato sopra il pane abbondante emmenthaler svizzero (è più pungente di quello bavarese, sta meglio con la birra) e ho infornato a 210 gradi per un quarto d'ora. Quando la superficie era completamente gratinata ho sfornato, ho lasciato raffreddare leggermente e poi ho servito, con una spolverata di pepe nero, macinato al momento.

giovedì 22 novembre 2012

Zuppa di zucca patate e castagne





Quando ho voglia di coccole, non mi rifugio mai nei dolci, amo più qualcosa di salato... morbido, che mi coccoli, l'anima ed il corpo ...
Spesso, mio marito mi prende in giro, visto che lui non ama ne il brodo, ne qualsiasi tipo di minestra , e meno che mai le zuppe di zucca ... dice che sono da "vecchiniccia", modo poco carino, per dirmi che sto invecchiando ... ma io faccio spallucce, e me le cucino lo stesso :)

Fernando mi aveva inviato tempo fa, una bottiglia di Pinot grigio 2010 Villa Job, un vino caldo, morbido, che lascia in bocca un leggero retrogusto di mandorla.
E' un vino biologico, visto che l'azienda ha sposato la filosofia del coltivare secondo natura, già tanto tempo fa, quando ancora il biologico, non era divenuto una moda, come lo è oggi ...





Ingredienti per 4 persone

600 g di zucca
porro 1
200 g di patate
20 castagne già lessate
brodo vegetale 1,5 l circa
olio e.v.o
sale

cubetti di pane abbrustolito, oppure crostini da zuppa ...

Tagliate il porro,dopo averlo lavato con cura, a rondelle sottili, e fatelo rosolare in una pentola con dell'olio d'oliva.
Tagliate sia  la zucca, che le patate  a cubetti, ed uniteli al porro, appena sarà appassito, mescolate e fate insaporire, quindi coprite con il brodo vegetale caldo.
Sbucciate le castagne, estraete la polpa e mettetela da parte.

Una volta che la zuppa sarà tenera, aggiungete anche le castagne ( tenetene da parte qualcuna...), e lasciatele cuocere per ancora 5 minuti.
Passate il tutto al passaverdura, oppure mixerate con il mixer ad immersione, aggiungete qualche briciola di castagna, un filo d'olio, e i crostini di pane croccanti.

martedì 26 gennaio 2010

La ribollita

ribollita 4


Voglia di zuppa, voglia di una bella ribollita... ecco la scorsa settimana mi è presa così, sarà che il frigo traboccava di verdure fresche appena acquistate al mercatino della filiera corta, sarà che la temperatura era abbastanza rigida, sarà che era una vita che non la mangiavo... insomma mi sono tirata su le maniche ed ho iniziato a preparare questa bontà toscana.

Anche questa volta mi sono affidata alla ricetta di Paolo Petroni, il suo libro “Il libro della vera cucina fiorentina”è la mia Bibbia delle ricette toscane.

Come dice Petroni, è un piatto della tradizione contadina, veniva preparata il venerdì, con le verdure che i contadini avevano a disposizione, e visto che ne preparavano quantità industriali, il giorno dopo veniva riscaldata e mangiata anche “a colazione”

E’ da qui che prende il nome di ribollita, perchè la vera zuppa si riscalda due volte, altrimenti sarebbe una banalissima zuppa di pane e verdure.


ribollita



La ribollita

Per 6 persone

400 g di cannellini secchi o 1 kg freschi
un ciuffo di cavolo nero
mezzo cavolo verza
3 mazzetti di bietola
3 pomodori maturi (o passata di pomodoro)
2 gambi di sedano
2 carote
una cipolla
un porro
3 patate piccole
2 spicchi d’aglio
pane toscano del giorno prima
olio d’oliva
sale pepe
Io ho aggiunto anche delle striscioline di cotenna di maiale...

Si parte cuocendo i fagioli, e conservando tutta l’acqua che ci servirà a cuocere la nostra ribollita.
Prendiamo circa i 3/4 dei fagioli e li passiamo al passaverdura, la purea la facciamo ricadere nella loro acqua, e mettiamo da una parte i fagioli interi che ci sono avanzati.

Rosoliamo dolcemente la cipolla tritata e l’aglio, nell'olio d’oliva, se avete intenzione di usare qualche cotenna, è questo il momento di aggiungerle tagliate a strisce sottili, e lasciatele insaporire per 5 minuti, poi unite il sedano, le carote ed il porro tagliati a rondelle.

Lasciate insaporire, poi aggiungete la passata di pomodoro, la bietola, il cavolo nero, il cavolo verza, tutto lavato bene e tagliuzzato a striscioline, il sale ed il pepe.

Date una bella mescolata, lasciate appassire leggermente le verdure, aggiungete tutto il liquido dei fagioli e lasciate cuocere per circa un’ora, aggiungendo se fosse necessario dell’acqua tiepida.
A metà cottura unite la patata tagliata a spicchi, e a pochi minuti dalla fine aggiungete i fagioli interi che avevamo lasciato da parte.
Sul fondo della ciotola o della pirofila, mettete le fette di pane e coprite con la metà della zuppa, poi un’altro strato di pane, e l’altra metà della zuppa.

Prima di servirla, lasciarla intiepidire per almeno mezz’ora e servitela con un filo di olio extra vergine d'oliva.

Io l’ho preparata la mattina, e la sera a cena ho riscaldato le profile in forno, coperte con l’alluminio finché la zuppa non era ben calda.