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lunedì 29 febbraio 2016

Torta di semolino e cioccolato





Tra poco meno di un mese sarà Pasqua, e già inizio a pensare seriamente al menù. Per adesso la cosa certa, è che molto probabilmente preparerò questo dolce, che ho scoperto per caso essere di origine toscana e che viene preparato prevalentemente nel periodo pasquale. Quindi direi, praticamente perfetto!
Si tratta di una base di pasta frolla, ripiena di una delicata crema di semolino aromatizzata al vin santo ed il tutto ricoperto da una ganache al cioccolato, che la rende veramente speciale.

Per presentarla in tavola, ho utilizzato un porta torta di Vetri delle Venezie, un negozio di shop online specializzato nella vendita di articoli per la casa e per la tavola, tutto interamente dedicato ai manufatti in vetro.
Il porta torta che ho utilizzato si chiama Rialto ed è veramente comodo, perché praticamente sono due oggetti in uno. Da una parte è composto da 5 vani che ne fanno una comoda antipastiera, mentre dall'altra è un porta torta, molto comodo da portare in tavola grazie alle maniglie che sono ai lati e per proteggere dall'aria che potrebbe seccare e deteriorare velocemente la pasticceria in generale, ho utilizzato una campana di vetro, che si chiama Banquet San Marco.




L'idea del vassoio double face, mi è piaciuta subito, soprattutto per il risparmio di spazio che ne deriva. Non so voi, ma io non so mai, dove sistemare tutti i vassoi e gli oggetti che utilizzo per servire in tavola, il posto è sempre risicato e tiranno, ed ogni volta che apro uno sportello ho il terrore che mi frani tutto in terra, quindi un oggetto come questo, può essere utile, quando non si ha tanto spazio a disposizione, ma si vuole far bella figura, con i nostri ospiti.






Ma torniamo alla nostra torta... La settimana scorsa, ho scomodato la cucina greca, per un dolce al semolino,  il galaktoboureko e dopo pochi giorni ho preparato questa crostata, quindi devo dire che i dolci al semolino, mi piacciono proprio.
La ricetta è della mitica Jul's Kitchen, mia nipote virtuale e musa ispiratrice di tante ricette toscane e fidandomi di lei, ciecamente, non ho esitato un attimo a preparare questo dolce.

Promosso a pieni voti!




 Per una teglia di 26 cm di diametro

Per la pasta frolla

  • 225 g di farina 00
  • 25 g di fecola di patate
  • 125 g di burro
  • 75 g di zucchero a velo non vanigliato
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
  • Scorza grattata di mezzo limone

Per la crema al semolino

  • 500 ml di latte intero
  • 125 g di semola
  • 6 cucchiai di zucchero
  • 2 uova
  • 5 cucchiai di vin santo

Per la ganache al cioccolato

  • 250 g di cioccolato fondente
  • 250 ml di panna




Mettete le farine ed il sale, dentro la ciotola del mixer e fatelo girare lentamente per pochi secondi,, aggiungendo il burro a pezzettini,
Unite lo zucchero, le uova e la scorza del limone grattugiata e impastate ancora per qualche secondo. Quando vedrete che si formerà una massa,  fermate il mixer e  togliete la frolla.
Mettete la pasta tra due fogli di carta forno e stendetela dandole una forma circolare, del diametro della teglia che andrete ad usare, poi imburrate ed infarinate lo stampo, e posizionate la pasta dentro di esso.
Mettete in frigo a riposare per un'ora.

Preparate la crema di semolino

Mettete il latte dentro ad un pentolino e posizionatelo sul fuoco. Portatelo quasi ad ebollizione, poi versatevi il semolino a pioggia e mescolate bene, per evitare la formazione di grumi, poi togliete la pentola dal fuoco e lasciatelo raffreddare, mescolandolo spesso.
Unite ora le uova, lo zucchero e il vin santo, mescolate e versate la crema dentro al guscio di pasta frolla.

Mettete nel forno caldo a 180° e cuocete per circa 30 minuti.
Fatela raffreddare

Ora preparate la ganache.
Mettete la panna sul fuoco e prima che raggiunga il bollore, spezzettateci dentro il cioccolato fondente, mescolate bene e vedrete che inizierà a rapprendersi.
Versate lentamente la ganache sulla torta, e mettete in frigo a raffreddare.
Prima di servirla, toglietela dal frigo e tenetela a temperatura ambiente per circa un'ora.


lunedì 10 dicembre 2012

Ricciarelli


 Due settimane fa, mi sono fatta un "regalo"...
Un corso di pasticceria senese!
Contro  tutte le avversità del fato,sono partita da casa alle 6.30, e mi sono diretta alla stazione centrale, e qua è stato annunciato il ritardo di 20 minuti, del mio treno diretto a Rifredi,  leggasi aver perso la coincidenza che da Rifredi, mi avrebbe portata  ad Empoli, e da qua a quella per Siena ...  causa passaggio a livello divelto da un'auto...
 Ho dato "buca" alla mia amica Patty alias Andante con gusto, che mi aspettava alla stazione di Castellina per accompagnarmi in auto dal mio "regalo"... il treno che sono riuscita a prendere, fermava a Siena Centrale,e non a Monteriggioni/ Castellina!!
 Sono scesa dal treno e ho trovato all'uscita della stazione di Siena, l'unico tassista "rinco" che dopo avermi rassicurata dicendomi  che era "nato" nella zona dove mi avrebbe dovuta accompagnare, e che quindi la conosceva come le sue tasche, mi sono accorta, dopo circa 20 minuti che viaggiavamo, che eravamo decisamente troppo in in "alto" , per essere vicini alla mia meta!!
 Dopo essere stata ulteriormente rassicurata dal  rinco, che eravamo sulla strada giusta, dopo 45 minuti in giro per il magnifico paesaggio senese, dopo che il rinco, si è degnato di chiedere informazoni, ad un passante ...e sentirsi rispondere che aveva scazzato, ed eravamo "fuori" di almeno 10 km ...
Dopo aver preso in mano il cellulare, ed aver chiamato mio marito a casa, per sentire una "voce amica", visto che il rinco, aveva iniziato a parlare tra se e se, farfugliando sottovoce e chiedendomi scusa  in maniera alquanto sospetta, causandomi quelli che qua in toscana si chiamano "bordoni". o pelle d'oca dalla fifa ...
Dopo aver visto il "rinco" prendere a sua volta il cellulare, e telefonare alla compagna( o forse voleva anche lui, sentirsi rassicurato, visto che ero, veramente sull'incazzato? ...) , chiedendo dove si trovasse la tenuta di "ROCCA DELLE MACIE" , e sentir uscire dalla mia bocca, un urlo di rabbia, che gli comunicava, che doveva portarmi davanti alla tenuta del "CECCHI", brutto imbecille!!

Ecco che ,tra un'imprecazione e l'altra, un moccolo toscano e uno trentino, i miei occhi hanno visto finalmente la luce, un cancello amico,che indicava l'entrata del luogo, dove dovevo arrivare!

 Dopo 45 minuti da Siena a Castellina Scalo,( credo che ci vogliano 10/15 min con un tassista serio...) ero finalmente arrivata da Lui, e dal mio agognato regalo!
Un corso sulla pasticceria senese, dal mio amico Filippo Saporito, chef de La Leggenda dei Frati, a Castellina Scalo!
Giuro, che avrei baciato la terra, appena scesa dal taxi, se non fossi stata in ritardo, di almeno un'ora!!



La rabbia, si è immediatamente volatilizzata, appena li ho visti ... Filippo, sua moglie Ombretta, e la mia Andante preferita :)

Conosco Filippo e la sua fantastica cucina, da quasi un anno ... ho avuto l'onore di fargli un paio di interviste, ed ogni volta che sono con lui, le parole buonumore e risate, fanno da padrone.Ottimo chef, uomo solare, portatore sano di buon umore, con sua moglie Ombretta, compongono la coppia perfetta,  una magnifica complicità, che si può intuire, è sia tra i fornelli, che nella vita fuori da quelle mura.
Quando Patty, mi ha detto che Filippo e sua moglie Ombretta, tenevano corsi di cucina, nel loro meraviglioso ristorante, non ho saputo resistere, ed ho organizzato, il viaggio! ( Odissea ...)
Se non fosse per la distanza, andrei ad ogni corso che organizzano, ma per chi sta in zona, vi consiglio di tenere d'occhio il blog, perché vi aggiornerò con le date e le tipologie dei corsi, che Filippo ed Ombretta, terranno a partire dal nuovo anno...
 
  • corso di cucina indiana
  • corso di pasticceria secca
  • corso di cucina giapponese
  • corso di cioccolateria



Ho imparato anche a preparare dei morbidissimi Ricciarelli, dolci tipici di Siena, e legati in maniera indissolubile alla tradizione natalizia.
Mi ricordo le ceste che babbo portava a casa, qualche giorno prima di Natale,come regalo da parte della ditta dove lavorava, oltre alla bottiglia di spumante, non mancava mai, la scatola bianca, con dentro i famosi Ricciarelli, e io riuscivo sempre a cospargere di zucchero a velo, tutti gli abiti che indossavo...




  • 500 g di zucchero semolato
  • 500 g di farina di mandorle
  • 100 g d'albume
  • buccia di limone e d'arancia grattugiate
  • 1 bacca di vaniglia



Sbattete con una forchetta gli albumi, in modo da slegarli leggermente, e in una ciotola abbastanza capiente, mescolate tutti gli ingredienti, fino a formare una massa compatta.
Mettete a riposare il tutto per alcune ore, coprendo la ciotola con della pellicola.
Spolverizzate la spianatoia con dello zucchero a velo, fate dei cilindri, appiattiteli leggermente sulla superficie, e tagliateli a rombi, aggiustate la forma con le mani, e passateli  in abbondante zucchero a velo, e successivamente appoggiateli sulla placca del forno, coperta di cartaforno.
Cuocete a 200° per 6 minuti circa, una volta raffreddati, conservateli (se ci riuscite) in scatole di latta chiuse ermeticamente.

lunedì 1 febbraio 2010

La Sachertorte

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Postare la ricetta della Sachertorte,senza aver mai assaggiato quella originale, devo dire che è alquanto strano...

Mai stata in Austria, mai acquistato questo dolce in pasticceria, mai assaggiato la Sacher di qualche amica insomma io della Sacher non so assolutamente nulla, ne che consistenza abbia, ne che sapore abbia...insomma nada de nada!

Fino a qualche giorno fa,quando ho visto la sachertorte di Paoletta



In odor di compleanno,il periodo invernale per la mia famiglia, è tutto un susseguirsi di festeggiamenti...ho deciso di sperimentare la Sacher di Paoletta, la sua foto mi aveva conquistata, e poi dai, non posso mica dire in giro che non ho mai assaggiato la sacher!
Che food blogger scarsina sarei!!!

Ho seguito la ricetta di Paoletta, tutto per filo e per segno, ed il risultato è stato perfetto.

Soffice, morbidosa, si scioglie in bocca...non strozza o aggozza,come dir si voglia, e anche la glassa che aveva fatto penare tanto Paoletta,è stata un successo!

E' perfetta, sia come dose, che come consistenza,infatti al momento del taglio non si è sgretolata in minuscoli pezzettini,come di solito mi succede quando ricopro una torta con la glassa, ma ha seguito la linea del coltello in maniera perfetta.

Unica differenza ho usato uno stampo di ...ehm ,aspettate che cerco il righello e misuro la teglia...
Eccomi qua,allora la teglia è di 20 cm, ed è perfetta come misura!

Vi metto la ricetta direttamente come l'ha scritta Paoletta


LA SACHER TORTE di TERESA ( di Paoletta... e ora anche di Aurelia)

farina (20 gr)
maizena (40gr)
burro (90gr)
zucchero a velo (80gr)
cioccolato fondente (90 gr)
farina di mandorle (30gr) 3 amare
4 tuorli5 albumi 1/2 bustina di lievito

PER LA GLASSA: di Maria Letizia

Non è morbida, è proprio un guscio, ma si taglia una meraviglia senza spezzarsi, credo sia perfetta!
200 gr di cioccolato fondente70 gr di burro2 cucchiai d'acqua

Note di Paoletta: la prossima volta ne farò doppia dose, perché io che non ho la mano ho dovuto stenderla, e non era così tanta da colare per avere la superficie perfettamente liscia.

Nota di Aurelia : se si usa uno stampo di 20 cm, e una spatola, non ci sono problemi... ;)
Procedimento:

Ho montato con le fruste per diversi minuti il burro morbido con 50 gr di zucchero, poi ho aggiunto i tuorli uno ad uno, aspettando che il precedente fosse ben amalgamato al composto.Nel frattempo avevo fuso il cioccolato a bagnomaria e fatto intiepidire e l'ho amalgamato sempre montando bene.Poi pian piano ma a mano, la farina, la maizena e la farina di mandorle setacciate bene con il lievito. In ultimo, cercando di non smontare il tutto, gli albumi montati a neve con il resto dell zucchero. Ho infornato in uno stampo estraibile da 24, a 170° per 40 minuti circa.
Una volta raffreddata, l'ho tagliata in due dischi con un filo da cucito posizionandolo tutto attorno alla torta e tirando verso di me. Poi ho spennellato la superficie inferiore con della marmellata di albicocche che avevo precedentemente frullato bene con il mixer. Ne va poca, diciamo sui 3 mm.Ho posizionato il disco superiore e l'ho spennellato anche questo con la marmellata, qui ne andava un velo... io ne ho messa troppa.
A questo punto ho preparato la glassa come da descrizione di Maria Letizia:Far sciogliere a bagnomaria 200g di cioccolato fondente con 70g di burro e 2 cucchiai di acqua (fidatevi, non impazzisce), mescolando continuamente; il fuoco deve essere dolcissimo e l’acqua non deve bollire assolutamente, anzi, è meglio che ogni tanto togliete tutto dal fuoco per far perdere un po’ di calore. Quanto il cioccolato sarà diventato bello fluido e lucido lo si può versare sulla torta: tenete il piatto della torta poggiato su una mano e con l’altra versatevi il cioccolato fuso sopra, roteando il piatto della torta , in modo che il cioccolato copra tutti i lati.

Paoletta dice anche...
"Ecco, a me questa operazione è riuscita difficoltosa, forse, come dicevo, se avessi preparato la glassa in doppia dose, sarebbe stato più semplice... o forse avrei avuto bisogno di una spatola che non avevo e ovviamente di una buona mano!
Ma la bontà di questa torta, credetemi, è una cosa coinvolgente!"

Concordo pienamente con Paoletta, questa torta è una cosa incredibile...

martedì 5 gennaio 2010

Pandoro delle Simili,e tanti auguri di buon lavoro per questa notte...

Pandoro


Vi immagino tutte indaffaratissime,mentre fate il pieno alla scopa,riempite le ultime calze,indossate i mutandoni di lana...quelli belli pesanti a strisce rosse e blu delle grandi occasioni,vi coprite la testa con il vecchio foulard ormai liso per il troppo uso,mentre le più moderne di voi,per le quali la vecchia scopa di saggina è oramai superata, hanno collegato l'aspirapolvere ultra moderna alla colonnina della corrente per ricaricare la batteria per questa notte...

Sono giorni che sfornate dolci,dolcini,dolcetti e preparate pacchettini colorati per i bambini che sono stati buoni tutto l'anno...mentre per i bimbi che sono stati birichini, siete state anche capaci di fare il carbone dolce ,con le vostre manine.

A tutte voi, miei dolci "Befane",auguro buon lavoro...non correte troppo veloci con le vostre scope,e se incontrate una signora su una Hoover nera scoppiettante...fate spazio perché quella befana sono io!!!

Adesso torniamo serie, e parliamo di questo pandoro...
Chi non conosce il pandoro delle Simili?
Penso che oramai lo avete già fatto tutte...così soffice e profumato,mai una volta che mi abbia deluso!
Semplicissimo da fare, se poi abbiamo un'impastarice il lavoro sarà anche più leggero, ma non è che sia proprio indispensabile il suo uso.

Pandoro

Pandoro delle Sorelle Simili

Ingredienti totali

450 g farina manitoba
135 g zucchero
170 g burro
4 uova
18 g lievito di birra
acqua
1 cucchiaino di sale
1 stecca di vaniglia
burro e zucchero per lo stampo
zucchero a velo per lo spolvero finale

Il lievitino
15 g di lievito di birra
60 g di acqua tiepida
50 g di farina manitoba
1 cucchiaio di zucchero
1 tuorlo d'uovo

Sciogliere il lievito nell'acqua,aggiungere lo zucchero il tuorlo e la farina e battere finché non sarà liscio,coprire la ciotola con della pellicola e far lievitare per 50/60 minuti,in un luogo tiepido.

1° impasto

200 g di farina manitoba
3 g di lievito di birra
25 g di zucchero
30 g di burro
2 cucchiai d'acqua tiepida
1 uovo

Si scioglie il lievito nell'acqua tiepida,si aggiunge al nostro lievitino insieme allo zucchero,la farina,l'uovo,si mescola tutto molto vigorosamente poi si unisce il burro morbido e si amalgama bene il tutto.
Si copre la ciotola e si lascia lievitare per 45 minuti circa,sempre in un luogo tiepido...io uso il microonde spento ma con la lucina accesa.

2°impasto

200 g di farina di forza
100 g di zucchero
2 uova
1 cucchiaino di sale
i semini di una stecca di vaniglia

140 g di burro morbido per sfogliare

Unire al secondo impasto le uova,lo zucchero,la farina,il sale la vaniglia e battiamo bene per 8/10 minuti,amalgamando bene il tutto.
Schiacciamo l'impasto,ripiegatelo su se stesso,mettetelo in una ciotola unta di burro e fatelo lievitare per un'ora,un'ora e mezzo,sempre in un luogo tiepido.
Passato questo tempo mettete la ciotola in frigo per 30 -40 minuti...io lascio il mio impasto anche 12 ore in frigo,viene benissimo.

Rovesciare l'impasto sulla spianatoia e con l'aiuto del mattarello formiamo un quadrato,distribuiamo il burro morbido al centro della pasta, e pieghiamo i 4 angoli verso il centro,chiudendo così il burro al suo interno.
Spianare la pasta delicatamente in un rettangolo, e piegatela in 3.
Coprire la pasta con la pellicola e mettetela in frigo per 20 minuti.
Spianatela di nuovo e ripiegatela ancora in 3,copritela e rimettetela in frigo...questi passaggi vanno ripetuti ancora un'altra volta.

Dopo l'ultimo riposo,con le mani unte di burro,ruotare la pasta sulla spianatoia e formare una palla rigirando i bordi al suo interno .
Ungere lo stampo da pandoro alto circa 20 cm, e mettete la palla al suo interno con la parte liscia rivolta verso il fondo, coprire con la pellicola e lasciate lievitare in un posto tiepido,finché l'impasto non avrà raggiunto il bordo dello stampo e lo avrà leggermente superato.
Cuocere in forno caldo a 170° per 15 minuti, poi abbassare a 160° e continuare la cottura per altri 10 minuti o anche di più se fosse necessario...mi raccomando fate la prova stecchino con uno spiedino di legno,prima di toglierlo dal forno.
Appena sarà possibile,sfornate il vostro pandoro e cospargetelo di zucchero vanigliato


Pandoro

mercoledì 2 dicembre 2009

La torta Mantovana di Prato ...di Pellegrino Artusi

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Una settimana fa circa la mitica Milla,aveva postato la ricetta della Mantovana di Prato
chiamandomi in causa e chiedendomi se era quella "giusta",visto che sono di queste parti e abito a Prato.


Io avevo già postato un'altra ricetta tempo fa...precisamente questa
...decisamente buona ma!!
Si c'è un ma,nella mia mente avevo ancora il sapore della Mantovana del Mattei,il leggendario forno che ha inventato i biscotti di Prato,quella che mia mamma mi dava per merenda quando andavo a scuola.
Ed in effetti quella, aveva tutto un altro sapore...

Se poi, come ho scoperto in questi giorni,il signor Mattei era amico del mitico signor Pellegrino Artusi, e che questo caro amico, era riuscito a carpire la ricetta di questo dolce...perché non provare la ricetta dell'Artusi?

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Già solo leggere la ricetta scritta da lui, sembra pura poesia...elegante,quasi signorile,un andar indietro nel tempo che fu.

Farina, grammi 170.
Zucchero, grammi 170.
Burro, grammi 150.
Mandorle dolci e pinoli, grammi 50 (
Consiglio vivamente di mettere molte più mandorle e pinoli )


Uova intere, n. l.
Rossi d'uovo, n. 4.
Odore di scorza di limone.

Si lavorano prima per bene col mestolo, entro una catinella, le uova collo zucchero; poi vi si versa a poco per volta la farina, lavorandola ancora, e per ultimo il burro liquefatto a bagno-maria. Si mette il composto in una teglia di rame unta col burro e spolverizzata di zucchero a velo e farina o di pangrattato e si rifiorisce al disopra con le mandorle e i pinoli. I pinoli tagliateli in due pel traverso e le mandorle, dopo averle sbucciate coll'acqua calda e spaccate per il lungo, tagliatele di traverso, facendone d'ogni metà quattro o cinque pezzetti. Badate che questa torta non riesca più grossa di un dito e mezzo o due al più onde abbia modo di rasciugarsi bene nel forno, che va tenuto a moderato calore.
Spolverizzatela di zucchero a velo e servitela diaccia, che sarà molto aggradita.


Questa è la versione originale...
La mia versione, molto meno poetica,vi dice di...

Sbattere le uova con lo zucchero, e montarle finché non sono bianche,poi unite la farina un cucchiaio alla volta,la scorza del limone grattugiata...infine unite il burro sciolto a bagnomaria.
Si versa il tutto in uno stampo di 24 cm imburrato ed infarinato,e si ricopre la superficie del dolce,proprio come dice l'Artusi...con le mandorle tagliuzzate a mano ed i pinoli tagliati a metà!
Si inforna a 180° per circa 30 minuti,per essere sicure della cottura,fate la prova stecchino...poi una volta cotta,sfornatela,lasciatela raffreddare bene e copritela con abbondante zucchero a velo.

Non vi spaventate se è bassina...l'Artusi diceva che doveva essere alta un dito e mezzo,massimo due.

Ecco Milla...mi chiedevi cosa ne penso...beh penso che questa è la vera Mantovana di Prato!!

giovedì 12 novembre 2009

Strudel de pomi...ovvero strudel di mele!





No tranquille non sono impazzita, è che la parte trentina che ho dentro di me ogni tanto salta fuori e mi gioca brutti scherzi. 
 
In effetti, da una mamma trentina un babbo pistoiese, io che sono nata a Prato cosa poteva venir fuori, se non un mescolone di usanze, tradizioni e ricette regionali! 
 
Il bello di essere mezza trentina, ha fatto sì che qualche settimana fa è arrivato a Prato un camper dritto dritto da Trento, carico de pomi...ops di mele golden! 
Buone, profumate, croccanti...una delizia! 
 
E quale miglior degna fine di questa frutta preziosa, se non un buonissimo strudel? 
 

Strudel di mele


Ingredienti per 6 persone

Per la pasta
300 g di farina 00
60 g di burro fuso
1 uovo
1 cucchiaino di zucchero
1 bicchierino di acqua tiepida
un pizzico di sale

Per la farcia

  • 1 kg di mele golden o renette
  • 30 g di pangrattato leggermente dorato in padella con una nocina di burro
  • un pizzico di cannella
  • la scorza di un limone grattugiata
  • la scorza di un'arancia
  • 60 g di uvetta ammollata in un bicchierino di rum
  • 50 g di zucchero
  • 60 g di pinoli
  • 1 tuorlo d'uovo mescolato con un goccio di latte, per lucidare la superficie dello strudel
  • zucchero a velo

Sulla spianatoia o nella planetaria, si lavorano tutti gli ingredienti aggiungendo acqua tiepida solo se è necessario, fino ad ottenere un'impasto liscio ed abbastanza morbido.
Mettere la pasta che abbiamo ottenuto, in una insalatiera, la copriamo con della pellicola e la appoggiamo su una pentola che conterrà dell'acqua bollente, per un'ora circa.
Intanto sbucciamo le mele,le tagliamo a fette sottili e le ricopriamo con lo zucchero semolato,la cannella, le scorze grattugiate, i pinoli,l'uvetta ed il pangrattato.

E' il momento di riprendere la nostra pasta, che nel frattempo avrà perso il nervo e sarà molto più morbida e docile da stendere.
La stendiamo con il mattarello,infarinandola se è necessario e la mettiamo su di un canovaccio pulito,copriamo con le nostre mele distribuendole bene, ed aiutandoci con il canovaccio, iniziamo ad arrotolare il nostro strudel.
A questo punto saldiamo benissimo i bordi, mettiamo il tutto sulla teglia del forno coperta con la carta apposita,spennelliamo con il tuorlo d'uovo e mettiamo in forno già caldo a 180°per 40/50 minuti circa,lasciando cuocere e dorare.
Sforniamolo,lasciamolo raffreddare e spolverizziamolo con lo zucchero a velo.

lunedì 7 settembre 2009

Schiacciata con l'uva...o come si dice a Firenze...la "stiacciata coll'uva"



L'è coll'olio, l'è coll'uva, l'è coll'olio!!

Chi è abituato a venire su questa pagina  per leggere la ricetta della schiacciata con l'uva, si sarà sicuramente accorto che qualcosa è cambiato. Foto completamente diverse e intro che non esiste più, tutto questo dovuto ad un mio errore tecnologico, che con un semplice click ha cancellato il testo di uno dei mie  post più letti e cercati sul web, e con lui le foto di questo meraviglioso lievitato, quelle più "rubate" e prese in "prestito" spacciandole per proprie, da infinità di forni, articoli e persino b&b.
E' stato proprio questo che mi ha spinta a modificare l'articolo, foto nuove e via... peccato per quel click di troppo!

Per chi non conoscesse la schiacciata con l'uva, dico subito che è il dolce più venduto e preparato nel periodo della vendemmia da tutti i forni e pasticcerie della zona di Firenze e non solo. Una schiacciata rustica, preparata con l'impasto del pane, al quale sono aggiunti zucchero e olio e che racchiude tra i due strati una generosa quantità di uva canaiolo e zucchero, che cuocendo impregna con il suo succo l' interno.

La ricetta è di Paolo Petroni, guru della cucina toscana e non solo. Quando scrissi questo post, usavo la quantità di lievito che a quei tempi era canonica per tutti i lievitati, 25 g di lievito di birra fresco, oggi uso quello disidratato e ne metto solo 3 g.



Schiacciata con l'uva


Ingredienti per una teglia di 30x40 cm

  • 400 g di farina 0
  • 1 kg di uva da vino ( canaiolo)
  • 200 g di zucchero semolato
  • 25 g di lievito di birra fresco o 3 g disidratato
  • 4 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
  • 1 bicchiere circa di acqua
  • 1 cucchiaino di sale




Impasto con lievito di birra fresco

Nella ciotola della planetaria versate la farina, il bicchiere di acqua in cui avete sciolto il lievito fresco, 4 cucchiai di zucchero e 4 cucchiai di olio. fate girare l'impasto per pochi secondi, quindi unite il sale e impastate con il gancio a spirale.
Se l'impasto lo richiede aggiungete ancora qualche goccio d'acqua e nel caso fosse troppo morbido e appiccicoso, potete unire piccolissime quantità di farina, che vi aiuteranno ad ottenere un impasto morbido, tipo quello del pane.

Nel caso usiate il lievito di birra disidratato, unitelo alla farina e al resto degli ingredienti, versando poi il bicchiere d'acqua e procedete come scritto sopra.



Mettete l'impasto in una ciotola unta leggermente d'olio, coprite con della pellicola per alimenti e mettete a lievitare in un luogo tiepido, fino al raddoppio, oppure fate lievitare nell'abbattitore in modalità funzione di lievitazione.

Una volta che l'impasto sarà raddoppiato, prendetene circa 1/3 e stendetelo nella teglia unta d'olio, lasciando che superi leggermente i bordi. Cospargete con 700 g di chicchi d'uva, 3 cucchiai di zucchero e fate scendere un filo d'olio su tutta la superficie del ripieno.
Stendete la parte di pasta che vi era avanzata e ricoprite l'uva, ripiegando i bordi avanzati, verso l'interno e sigillate bene.
Prendete l'uva che vi era avanzata e mettetela sulla superficie, spolverate di zucchero e fate dei giri con l'olio.
Cuocete nel forno già caldo a 180° in modalità statica  per circa 60 minuti, o fino a che non sarà dorata.
Fate raffreddare e servite.


martedì 24 febbraio 2009

Schiacciata alla fiorentina




Qualche giorno fa una mia cara amica,vicina di casa...Lina ti riconosci?!?!?mi ha chiesto se avevo la ricetta della schiacciata alla fiorentina,postata sul blog!
Ops...niente schiacciata,e quella sul libro della cucina toscana,era troppo laboriosa...
Questo dolce è tipico di Firenze, consumato di norma nel periodo carnevalesco,ed io dovevo colmare questa grave lacuna
Così,questa mattina,mi sono messa alla ricerca e sul sito di cookaround
sono riuscita a trovare questa di Marble.
Marble è fiorentina D.O.C...se non la sa fare lei,mi sono detta?!?!

Ingredienti
Ingredienti:

250 g farina
150 g zucchero
1 uovo
1 arancia (succo e buccia grattata)
10 cucchiai di latte
4 cucchiai di olio
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina
zucchero a velo per la copertura


Montare l'uovo intero con lo zucchero,quando è ben montato si aggiungano l'olio,il latte,e diamo una bella mescolata.
Poi è la volta del succo di arancia e della sua scorza grattugiata,ed infine farina,lievito e vanillina.
Mettiamo il nostro impasto in una teglia rettangolare,di circa 20 x 30,e mettiamo in forno già caldo a 180°,per 20/25 minuti o finché non sarà ben dorata.
Una volta sfornata e raffreddata,si cosparge di zucchero a velo.

mercoledì 28 gennaio 2009

Mantovana di Prato


Eccomi qua, a postare un dolce della mia città...

La Mantovana di Prato, che con la sua disarmante semplicità nel farla, racchiude in se il profumo delle cose buone e semplici.

Da bambina, mamma andava spesso ad acquistarla al biscottificio Mattei, quello famoso in tutto il mondo per i suoi cantuccini, ma un giorno....di tantissimi anni fa, la mia amica Elisabetta mi ha fatto assaggiare la "sua" Mantovana, splendidamente identica a quella del Mattei.

Che dire ...da quel giorno non ne abbiamo acquistate più!
Grazie Betti!
Mantovana di Prato

5 uova
200 g di zucchero
100 g di farina
100 g di maizena
200 g di burro
1 limone
2 cucchiaini di lievito per torte
un pizzico di sale
scorza grattata di un limone
granella di mandorla, oppure mandorle a scaglie.
zucchero a velo

Si dividono le uova mettendole in due ciotole separate. Gli albumi li monteremo a neve ben ferma aggiungendoci un pizzico di sale, mentre i tuorli li monteremo con lo zucchero, rendendo i tuorli ben spumosi.
Nel frattempo accendiamo il forno a 160° e sciogliamo il burro a bagnomaria, quando sarà sciolto, possiamo usarne una piccola quantità per ungere la tortiera, che infarineremo leggermente, scuotendone l'eccesso.
Quando i rossi d'uovo saranno ben spumosi, ci aggiungeremo la farina setacciata, la maizena, il lievito, il burro sciolto e la buccia grattugiata del limone, mescolando.
Uniamo all'impasto gli albumi montati, mescolando molto delicatamente dal basso verso l'alto.
Versiamo il tutto nella tortiera e cospargiamo la superficie di granella di mandorle oppure con le scaglie.
Mettiamo il tutto in forno, cuociamo per 30/40 minuti, prima di sfornare provare con lo stecchino se la torta è cotta, altrimenti prolungare la cottura per qualche minuto.
Una volta sfornata, lasciarla raffreddare e spolverarla con dello zucchero a velo.