Un risotto insolito, un po' fuori dagli schemi, quello che ho pensato per il progetto promosso da Fruit24, progetto promosso dalla Comunità Europea con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, del Ministero della Salute e da Apo Conerpo, per promuovere il consumo di frutta e verdura dalla prima colazione fino allo spuntino di mezzanotte.
La mia ricetta completa, la potete leggere sul sito di Fruit24 nella sezione Pranzo in Tecnicolor.
Rientrare a casa dalle vacanze con tanti progetti in testa, idee che sono
nate oziando in riva al mare con la testa che corre verso i mesi che verranno e
la voglia di godersi appieno la tranquillità di casa. Se la primavera e
l’estate sono i mesi che dedico principalmente alla parte esterna
dell’appartamento, curando ogni dettaglio del terrazzo e facendo in modo che
diventi il protagonista assoluto delle nostre cene e del nostro relax serale,
l’autunno e l’inverno sono le stagioni che per me esprimono al meglio il
concetto di casa e di calore, di serate trascorse sul divano leggendo un bel
libro o guardando un bel film, di luci soffuse e candele profumate che
rilassano e riscaldano l’ambiente, ed è per questo che cerco in ogni modo di
renderla sempre più confortevole aggiungendo ogni volta qualche piccolo particolare.
In questi giorni sono alla ricerca di idee per dare un volto nuovo ad
alcune stanze, non grandi cose si intente, perché sono convinta che
spesso basta cambiare qualche dettaglio o spostare qualche mobile per
ritrovarsi in un ambiente diverso senza spendere troppo, e curiosando tra le
pagine diLionsHome, una piattaforma che si occupa di lifestyle e
di arredamento ho trovato alcune idee molto carine da cui prendere
spunto. Mi è piaciuta molto la sezione dedicata al blog, dove si trovano idee e
consigli utili per la casa e curiosando
tra gli elettrodomestici, ho finalmente trovato il ricambio per il mio mixer che aveva fatto un volo
carpiato dal ripiano della cucina, subito dopo aver ridotto in briciole
le fette biscottate preparate per questa ricetta.
Il crumble di merluzzo e pomodori confit è una ricetta di cui mi sono
innamorata a prima vista; è una ricetta facile e veloce, ma soprattutto è
leggera e saporita. Il merluzzo come saprete è un pesce dalle carni magre ed è
adatto per chi come me, segue una dieta ipocalorica e a secondo di come viene
lavorato, si trasforma in baccalà se conservato sotto sale, oppure diventa
stoccafisso se la sua carne viene lasciata essiccare all’aria; in questa versione
viene utilizzato il filetto fresco, cosparso di grosse briciole ottenute dalle
fette biscottate unite a una gustosa granella di semi e frutta secca che lo
rendono croccante e veramente gustoso.
Crumble di merluzzo e pomodorini confit
da Merluzzo e baccalà l'intenso sapore del mare Sale & Pepe colletion
Accendete il
forno e preriscaldatelo a 180°.
Togliete le
lische ai tranci del merluzzo, utilizzando le apposite pinzette e metteteli da
parte.
In una
teglia mettete i pomodorini lavati e asciugati, conditeli con l’olio
extravergine, cospargeteli di zucchero di canna, sale e pepe e infornateli per
circa 20 minuti.
In un mixer
mettete le fette biscottate e tritatele grossolanamente, versate le briciole in
una ciotola e
unite i
semi, i pinoli, la granella di pistacchi, salate, il pepe macinato al momento e
qualche cucchiaio d’olio. Mescolate con cura fino a ottenere un impasto
granuloso.
Togliete la
teglia dal forno, adagiatevi i filetti di merluzzo, salateli, pepateli e
cospargeteli con il crumble e le foglie di timo fresco. Versate un filo d’olio
e infornate di nuovo, cuocendo il tutto per altri 15-20 minuti.
Sfornate,
lasciate intiepidire e servite il merluzzo accompagnandolo con una fresca
insalata mista.
Vi è mai capitato di trovare qualcosa, quando meno ve lo aspettavate? Che so, le seconde chiavi della macchina ( ecco quelle ancora no, le sto cercando da circa un anno, ma la gatta piccola mi sa che le ha usate per giocare a nascondino...), 10 euro dentro ad una tasca della borsa che non utilizzate dallo scorso anno, insomma quelle cose che sbucano fuori quando uno meno se le aspetta!
A me è successo proprio ieri, dopo avervi scritto che ero ancora in alto mare con la scelta del menù del Pranzo di Natale, nella mia testa ha preso forma questo dessert perfetto per i giorni di festa!
Prima di tutto è semplice, veloce, si può preparare la pavlova in anticipo e conservarla anche per qualche giorno senza che ne risenta minimamente. Farcitela solo all'ultimo momento, con quello che più vi piace, che sia una crema al cioccolato come ho fatto io, oppure un lemoncurd, una crema al limone, oppure alla vaniglia, insomma le possibilità sono veramente infinite.
Per fare questa pavlova al cacao e crema al cioccolato, mi sono ispirata alla ricetta che avevo fatto anni fa e che potete trovare nell'indice delle ricette.
Ricordate sempre che per avere un ottimo risultato il peso degli zuccheri e degli albumi deve essere identico; per esempio 150 albumi, 150 zucchero a velo, 150 g di zucchero semolato.
Dentro al guscio ho inserito una golosa crema al cioccolato ed ho decorato il tutto con la panna vegetale Hoplà e una manciata di lamponi, che con il loro colore rosso fanno molto atmosfera natalizia!
Pavlova al cacao e crema al cioccolato
Riscaldate il forno a 105°
Mettete nella planetaria gli albumi e la metà dello zucchero a velo e di quello semolato. Azionate la macchina e montate a neve ben ferma per almeno 10 minuti; deve rimanere un bel pennacchio sodo sulla frusta.
A questo punto setacciate gli zuccheri rimasti sul composto e aiutandovi con una spatola in silicone, mescolate delicatamente dall'esterno verso l'interno con movimenti circolari.
Disegnate un cerchio di circa 18 cm sul retro della carta forno e per farla stare ferma, "sporcate" i 4 angoli della teglia con un poco di meringa e appoggiate il foglio. mettete l'albume montato in una sacca da pasticcere e tagliate la base. Fate un cerchio seguendo la linea di quello disegnato, e poi fate altri cerchi all'interno che formeranno la base; Terminate facendo un ultimo cerchio sulla parte superiore, oppure se non volete usare il sac a poche, potete versare la meringa al centro del cerchio e con l'aiuto di un cucchiaio cercate di formare una sorta di nido.
Mettete in forno e cuocete per circa 75 minuti, oppure prolungate di qualche minuto se vi accorgerete che la meringa è ancora tenera.
Lasciate raffreddare in forno, poi estraetela e lasciatela raffreddare.
Con molta cautela staccatela dalla carta forno e mettetela da parte.
Per la crema al cioccolato
Mettete a scaldare il latte, senza portarlo ad ebollizione.
In un pentolino mescolate i tuorli con lo zucchero, poi unite anche la farina e la Maizena setacciati. Mescolate bene con una frusta.
Versate il latte caldo, continuando a mescolare per non formare grumi, poi mettete la crema sul fornello e cuocetela per circa 4 minuti o finché non vedrete che inizierà ad addensarsi. Aggiungete il cioccolato tritato a coltello e mescolate bene.
Mettetela nell'abbattitore a raffreddare, oppure fatela raffreddare inserendo il pentolino dentro ad una ciotola con acqua ghiacciata.
Presentazione
Mettete la pavlova su di un piatto, versateci la crema al cioccolato ormai ben fredda, la panna non zuccherata che avrete montato con le fruste elettriche e decorate il tutto con una manciata di lamponi lavati ed asciugati.
Mork e Mindy, Gianni e Pinotto, Orazio e Clarabella, Topolino e Minnie, Stanlio ed Ollio, Cesare e Cleopatra, pane e marmellata e ovviamente brioche col tuppo e granita di limoni!!
Tutte queste persone e cibi hanno una cosa in comune ed è essere la coppia perfetta, quella indissolubile, indistruttibile, indivisibile e soprattutto immortale!
Se avete avuto la fortuna di andare in Sicilia, sicuramente vi sarà capitato di sedervi ad uno dei tavolini degli innumerevoli bar e di poter gustare questo connubio fantastico, dato da una morbida e profumata brioche e dalla fresca e dissetante granita, che può essere di more di gelso, di pesche, al cioccolato, oppure alla mandorla e con un ciuffo enorme di candida panna montata adagiato sopra.
Durante un blog tour in Sicilia, precisamente ad Acireale ho avuto modo di assaggiare la granita di limoni preparata da un famoso gelatiere di Pozzillo, che ci spiegò che per fare un'ottima granita ci vogliono i limoni verdelli, ottenuti dalla forzatura della pianta che non viene annaffiata per circa 40 giorni, stimolando così un'abbondante fioritura che porterà a sua volta alla maturazione di tanti frutti succosi e profumati.
Nel mio piccolo ossia nel mio terrazzo, io e mio marito abbiamo un piccolo agrumeto composto da piante di limoni, cedri, arance, un mandarino, e da quest'anno hanno fatto la loro comparsa due mini piante di un agrume che non conoscevo ancora, il finger lime o caviale di limone.
Si tratta di una pianta, bassa, cespugliosa dotata di spine acuminate ( chiedete a mio marito come si è divertito a trasportarla in macchina una volta acquistata) che produce dei frutti oblunghi con al loro interno, una polpa formata da tantissime minuscole palline che ricordano il caviale ( da qui il nome) usate in cucina per accompagnare i piatti di pesce.
Ora non lo so che questi frutti arriveranno mai a maturazione, però non vi nego di essere molto curiosa di provare questa novità e sicuramente se il processo di crescita continuerà senza intoppi, vedrete i risultati del mio pollice verde, trasformati in ricetta.
Con i limoni che avevo sulle mie piante ho preparato questa granita di limoni seguendo le indicazioni di quel mito di Elisa Baker, che ha fatto delle granite il suo cavallo di battaglia; il procedimento è talmente facile che vi garantisco personalmente la riuscita, basta avere degli ottimi limoni e un mixer ad immersione, tutto qua!
E ora tutti in cucina...
Brioche col tuppo e granita di limoni
Brioche col tuppo
Nella ciotola della planetaria versate la farina, il lievito e lo zucchero, iniziate a mescolare a velocità bassa ed aggiungete il latte e le uova, una alla volta; lasciate che l'impasto inizi ad amalgamarsi e aggiungete il burro morbido, una cucchiaio alla volta, poi unite il miele e il liquore. Lasciate che l'impasto si ricomponga, poi unite il sale..
Lavorate bene l'impasto finché le pareti della ciotola non saranno perfettamente pulite, prendete l'impasto, fate una palla copritelo con la pellicola e mettetelo in frigo per un'ora.
Riprendete la ciotola e lasciatela a temperatura ambiente finché l'impasto non sarà tornato morbido e soffice.
Iniziate a staccare delle palline di circa 60 g e lavoratele roteandole sul piano infarinato, formando delle palline. Prendete dell'altro impasto e formate delle gocce di circa 20 g, poi allargate con il dito la pallina più grossa ed incastrateci dentro la goccia.
Coprite con la pellicola e fate lievitare fino al raddoppio.
Non vi metto il tempo, perché a seconda della stagione, potrebbe volercene meno od anche di più.
Mescolate il tuorlo con il latte e spennellate la superficie della brioche, poi infornate a 200° per circa 15 minuti.
Sfornate e lasciate raffreddare.
Granita di limoni
In un pentolino mettete l'acqua e lo zucchero e fatelo sciogliere, poi toglietelo dal fuoco e lasciatelo raffreddare.
Spremete i limoni e grattugiate la scorza di uno.
Unite allo sciroppo, il succo filtrato e la scorza, mettete tutto dentro ad una ciotola in acciaio e mescolate con il frullatore ad immersione per 4-5 minuti.
Coprite e mettete nel congelatore per 5-6 ore.
Togliete la ciotola e frullate di nuovo per un paio di minuti.
La granita a questo punto è pronta per essere gustata, oppure potete conservarla tranquillamente in freezer
Caldo, caldo e ancora caldo, e non venitemi a dire che è normale che sia caldo in estate, perché questo lo so, solo che da qualche anno a questa parte il classico caldo estivo ha lasciato il posto a questo caldo allucinate che non lascia dormire e che toglie l'appetito.
Ora su questa affermazione potrei anche dissentire, l'appetito grazie al cielo non mi è sparito, ovviamente non mangio cofanate di pasta al ragù o polenta e cinghiale, ma cerco di preparare piatti leggeri e freschi che riescono a solleticare le papille gustative di tutta la famiglia; Insalate di pasta e di riso, verdure in mille modi, couscous e insalate di bulgur ma quello in cui mi sbizzarrisco con più piacere sono le insalate composte da carne e verdura.
Le carni bianche di pollo, tacchino e coniglio son le migliori da utilizzare per questo scopo; sono leggere, facilmente digeribili ed hanno un costo contenuto, quindi ottime per essere utilizzate in cucina. Di ricette che prevedano l'uso di queste carni se ne conoscono a decine, ma se per caso vi mancassero delle idee potete prendere ispirazione qua, dove troverete alcune gustose ricette con il petto di pollo, che vi potranno tornare sempre utili.
Per questa insalata di fesa di tacchino con un procedimento di cottura un po' diverso dal solito; evitando la classica cottura arrosto, che a volte può dare come risultato una carne troppo asciutta, ho seguito il procedimento dello chef Fabio Campoli , che consiglia di marinare la carne in un liquido molto profumato, composto da acqua, vino e aceto, e poi di cuocere la carne dentro a questa marinata. Il risultato mi è piaciuto molto, perché la consistenza della carne è morbida e anche molto profumata e penso di utilizzarla anche per altre insalate estive, oppure come suggerisce lo chef si può accompagnare con una saporita insalata di fagioli e cipolla fresca:
Come leggerete di seguito, ho tolto la pellicina ai ceci, operazione che vi confesso può essere un tantino noiosa e lunga, ma questa piccola accortezza evita di avere in seguito sgradevoli gonfiori di pancia che spesso possono essere molto fastidiosi.
E ora che le idee ve le ho date, non vi resta che mettere a marinare la carne e domani per pranzo, potrete gustare questa fresca insalata estiva.
Insalata di fesa di tacchino, ceci e pesto di rucola
Da fare il giorno prima
Prendete la fesa di tacchino e mettetela in una ciotola capiente; aggiungete il sale grosso, il vino, l'acqua, l'aceto e date una mescolata.
Coprite e mettete in frigo per almeno 8 ore.
Riprendete la ciotola, versate tutto dentro ad una pentola, mettete sul fuoco e lasciate sobbollire dolcemente per 2 ore.
Lasciate raffreddare la carne dentro al suo brodo.
Quando preparerete l'insalata
Prendete i ceci e togliete tutte le pellicine e mettete da parte.
Sbucciate i cetrioli, affettateli fini e metteteli in un colino cosparsi di sale. Dopo circa 20 minuti sciacquateli sotto il getto dell'acqua corrente. Scolateli strizzateli e lasciateli da una parte.
Ora preparate il pesto di rucola.
Lavate la rucola sotto l'acqua corrente e lasciatela scolare. Fate bollire dell'acqua leggermente salata e tuffateci la rucola per 30 secondi, scolatela e fatela raffreddare in una ciotola di acqua e ghiaccio,
Scolatela e strizzatela bene.
Nel boccale del mixer mettete la rucola, l'aglio, un pizzico di sale, il succo di limone e frullate, aggiungendo a filo l'olio extra vergine d'oliva.
In una insalatiera mettete i ceci, il tacchino sfilacciato, le fettine di cetriolo salate e pepate, condite con un filo d'olio extra vergine ed infine cospargete con il pesto di rucola.
Il contest Saranno Famosidi Inalpi è arrivato alla sua terza edizione ed anche quest'anno vede tra i suoi sostenitori Slow Food e Altissimo Ceto.
Sono stati selezionati 10 sous chef dalla guida 2017 di Slow Food sulle Osterie d'Italia che affiancati da 3 food blogger ciascuno, cercheranno di raccontare attraverso i loro piatti, le tradizioni ed i sapori di questa meravigliosa terra italica, mettendo in risalto il territorio a cui appartengono.
Inalpi ha voluto che questo contest fosse legato con i valori della sua azienda e quindi l'amore per il territorio e il rispetto della materia prima, sono stati i primi ingredienti che abbiamo cercato di usare nelle nostre ricette, uniti a fettine di latte, burri e formaggi e mescolati sapientemente con le eccellenze delle nostre regioni.
Un menù completo, dall'antipasto al dolce, coerente con i valori di Inalpi con la genuinità come ingrediente principale, con portate equilibrate, appetibili e in linea con il primo piatto preparato dal sous-chef.
Il nostro capitano è Matteo Seriacopi,dell'Osteria del Teatro di Cortona, un giovane pieno di idee e di talento e di tanta voglia di fare che ha proposto la linea guida da seguire per il nostro menù: " Frutti e Sapori della Toscana."
Ad aprire le danze ci ha pensato Simona Cherubini, con i suoi Cantucci salati ai pinoli, con composta piccante di mele, fichi secchi di Carmignano e zenzero, un antipasto che richiama ai famosi cantucci di Prato, diventati simbolo della nostra città in tutto il mondo, ma che Simona ha saputo rendere innovativi, accompagnandoli con una composta di frutta che vede tra i suoi ingredienti i famosi fichi di Carmignano. Poi è stata la volta di Matteo Seriacopi con il suo primo ovvero Pannicelli all'anatra profumata all'arancia,susine e spuma di finocchietto, un primo piatto tipico della Val di Chiana, una pasta ripiena ottenuta con gli scarti della pasta fresca, dalla forma irregolare che riportano alla memoria i panni stesi ad asciugare al sole e con un ripieno che rimanda direttamente a Caterina dei Medici e alla sua anatra all'arancia che aveva portato con se, sulle tavole francesi.
A me è spettato il compito di preparare il secondo piatto che tra poco vi racconterò, mentre le sorelle Marta e Chiara Calugi del blog La Cucina Spontanea, pubblicheranno il loro dessert la prossima settimana quindi dovete aspettare ancora un poco, per vedere il nostro menù completo.
Pensando al mio piatto ho cercato dei prodotti semplici, legati al territorio, che potessero essere esaltati ed accompagnati dai prodotti Inalpi e la mia scelta è ricaduta sulla carne di coniglio, un tipo di carne che spesso viene sottovalutato, per utilizzare carni più blasonate e spesso anche più costose.
Ha carne bianca magra e leggera, estremamente digeribile e per questa ricetta ho usato un coniglio della Val di Chiana, per rimanere in tema di territorialità, ed ho profumato la sua carne con i classici sentori di erbe aromatiche che potete ritrovare in ogni arrosto toscano: salvia, rosmarino ed aglio, e per rendere la carne ancora più morbida ho usato del lardo toscano, sia all'interno che all'esterno che mi hanno garantito la riuscita del piatto.
Dei prodotti Inalpi, ho usato la caciotta Kremina, cremosa, morbida e molto delicata; l'ho grattugiata sulla superficie della coscia prima di arrotolarla, con una grattugia dai fori larghi, e oltre a dare sapore e morbidezza, durante la cottura è rimasta saldamente al suo posto, senza fuoriuscire.
Per la salsa la cosa è stata un po' più lunga e "calda!"
Ho pensato di fare un fondo bruno, con le ossa di vitello, ma quando ho avuto questa "genialata"in cucina partivo già con 30° e la cottura della salsa, tra forno e pentolone sul fornello, è durata per circa 6 ore, ma devo dire che ne è valsa ampiamente la pena.
Con Matteo avevamo parlato della mia idea di una salsa ai mirtilli per accompagnare la carne e mi aveva proposto di unire a questi frutti dei funghi porcini saltati in padella. Peccato che non sono riuscita a trovare nemmeno un boletus sui banchi del mercato, quindi la mia scelta è ricaduta sui funghi essiccati lo scorso anno, che ho unito nel grande pentolone in cui cuoceva il fondo.
Il risultato è stato veramente soddisfacente, e la salsa ha un sapore veramente ottimo! Mirtilli e funghi, sono un'accoppiata vincente.
E ora dobbiamo solo aspettare che siano pubblicate tutte le ricette e che siano decretate le due squadre che si sfideranno all'Università del Gusto di Pollenzo, durante il Cheese Bra, per decretare la squadra vincitrice del conetst!
E' inutile dire...tiferete per noi, vero?
Coscia di coniglio ripiena ai profumi toscani e salsa di mirtilli
Per prima cosa preparate il fondo bruno
Ungete le ossa e mettetele a cuocere in forno a 200° per 50 minuti.
In una pentola capiente mettete dell'olio extra vergine, le verdure tagliate a tocchetti, le erbe aromatiche, l'aglio e i funghi secchi fatti rinvenire in un po' di acqua tiepida. Fate rosolare.
Unite le ossa, il vino, il concentrato e i pomodori, coprite con acqua fredda e aggiungete le bacche e il pepe. NON aggiungete sale.
Lasciate cuocere a fuoco basso per circa 5-6 ore, poi passate tutto in un colino a maglie fitte e rimettete la parte liquida nella pentola. Fate ridurre ulteriormente finché la salsa non sarà abbastanza densa.
Mettete la salsa da parte. Quella che non usate, potrete congelarla e utilizzarla in seguito per insaporire arrosti, sughi e risotti.
Disossate le cosce di coniglio, aiutandovi con un coltellino a punta lungo e sottile.Mettete la parte interna, rivolta verso l'alto e incidete lungo l'osso dell'anca .Fate la stessa cosa con l'osso più corto, raschiate bene e disarticolate. La coscia adesso è libera dalle ossa.
Appiattitela leggermente con il batticarne e fate la stessa cosa con l'altra.
Fate fondere due cucchiai di burro Inalpi e spennellate ambedue le cosce.
Spolverate con il pangrattato, salate e pepate.
Mettete una fetta di lardo sulla superficie della carne, cospargete con il trito aromatico e grattugiate ci sopra, con una mandolina a fori larghi, la caciotta Kremina Inalpi.
Arrotolate bene la carne e fasciate con il lardo.
Mettete le due cosce in una teglia con un filo d'olio extra vergine, due spicchi d'aglio con la loro buccia e due rametti di rosmarino.
Cuocete in forno caldo per circa un'ora a 180°.
Sfornate e lasciate intiepidire prima di affettare la carne.
Preparate la salsa ai mirtilli
Mettete sul fuoco la salsa, portatela a bollore e ricopritela con del ghiaccio che aiuterà la salsa a diventare lucida. Fatela cuocere per circa 20 minuti, poi aggiungete i mirtilli e continuate la cottura per altri 15 minuti.
Affettate le cosce di coniglio e servitele con la salsa.
Quando ero una bambina i dolci per la colazione erano prettamente i ciambelloni che sfornava mamma , oppure il classico pane burro e marmellata, intervallati da dell'ottima schiacciata toscana all'olio, bella unta, che veniva inzuppata nel latte caldo ( se non avete mai provato questo abbinamento, vi siete persi una delle cose più buone della vita).
I biscotti e le merendine confezionate, sono apparsi verso la fine degli anni 70, ma erano pochissime varietà e chi produceva le "pastine" erano una o due aziende al massimo, e quella più famosa pubblicizzava i suoi prodotti con una famiglia sempre felice e sorridente che viveva dentro ad un mulino!
Sarà stato il mio metabolismo supersonico, ma mi ricordo molto bene che una pastina non mi bastava mai; aprivo il sacchettino di cellophane ravanavo dentro alla scatola e tiravo fuori tre o quattro pastine, che ingurgitavo in un nanosecondo, tanto ancora il mio lato B era alquanto insignificante, ed ero ancora ignara del fatto, che sarebbe cresciuto in maniera esponenziale, solo molti anni dopo!
Fortunatamente mamma, non è che fosse molto propensa nell'acquistare certe cose, e quindi la colazione casalinga era quella che andava per la maggiore!
In fondo con un po' di farina, uova, zucchero e una bustina di lievito, mescolati a volte con le mele, oppure le mandorle o nocciole, da che mondo e mondo, il risultato che uscirà dal forno sarà sempre una torta di quelle buone, sane e che profumano di casa.
Certo è, che non sempre è così facile e semplice ottenere dei dolci soffici e friabili; ci vogliono mille accortezze e mille trucchi, che si imparano nel corso del tempo, tramandandoli da madre e figlia, oppure ci vengono svelati dalle amiche, quando gli "rubiamo" le loro preziose ricette di famiglia.
La Paneangeli, che tutte noi conosciamo, ha pensato di venire incontro a chi non ha bel chiaro le tecniche ed i segreti per ottenere dolci praticamente perfetti; andando sul sito potrete scaricare l' e-book Paneangeli sui trucchi e segreti in cucina, che spaziano dalla preparazione ai consigli per la decorazione, che sicuramente potranno esservi utile, sopratutto se siete alle prime armi e volete dilettarvi in cucina.
Sapete che...
"Per gli impasti lievitati che prevedono l’utilizzo di patate,
è consigliabile scegliere la qualità per “gnocchi”. Questa
varietà a pasta bianca è ricca di amido e contribuisce a
dare la giusta consistenza agli impasti sia dolci, sia salati
amalgamandosi perfettamente alla farina, senza lasciare
grumi, oppure per chi non gradisce il liquore, può
bagnare il pan di spagna con la
stessa quantità di succo di frutta
(qualsiasi gusto), di caffè per un
gusto più aromatico, o di latte
per un sapore neutro..."
Ecco, questi sono solo due semplici esempi di quello che potrete imparare scaricando l'e-book.
E ora torniamo alla ricetta di oggi.
E' un plumcake estremamente soffice, adatto per essere consumato a colazione, che rimane morbido ed umido, proprio come quelli "famosi" della famiglia felice che vi dicevo prima, ed è perfetto inzuppato nel latte, oppure spalmato con dell'ottima confettura casalinga.
Se per caso vi avanzasse, ricordatevi che lo potete mantenere fragrante per qualche giorno avendo l'accortezza di sigillarlo dentro ad un sacchetto per alimenti.
Plumcake soffice allo yogurt
La ricetta originale la trovate qua, su Tavola Arte e Gusto
Montate le uova con lo zucchero, una presa di sale, la vaniglia e la scorza di limone, finché la massa non sarà spumosa e chiara; ci vorranno circa 6-7 minuti, poi unite a filo l'olio, facendolo scorrere sulla parete della ciotola della planetaria.
Setacciate la farina con la fecola e il lievito e aggiungetene due cucchiai al composto che state montando a velocità non troppo sostenuta, unite anche lo yogurt ed infine il resto della farina, sempre a velocità bassa.
Versate il composto nello stampo da plumcake, imburrato ed infarinato e cuocere in forno statico a 170° per circa 45'.
Prima di sfornarlo provate con uno stecchino se il plumcake è cotto; se ne uscirà pulito ed asciutto è il momento di sfornare il vostro dolce.
Una volta intiepidito, estraetelo dallo stampo e lasciatelo raffreddare su una gratella.
Tornata a casa da pochi giorni, dopo una settimana di vacanza, che mi ha dato modo di pensare ulteriormente al mio modo di esserefoodblogger, soprattutto leggendo un commento lasciatomi da un'altrafoodblogger quando ero ancora in Croazia e che mi ha fatto capire ancora di più, che è il blog che si deve adeguare a me e non io a lui, con i miei tempi e la mia voglia di condividere per il mio piacere personale e non seguendo statistiche e analisi che non sono certamente indispensabili, se lo si fa per puro piacere e passione.
Voglio prendere tutto molto piùeasy, come quando quasi otto anni fa ho aperto questo diario personale, niente più corse per partecipare a millecontest,voglio tornare a postare con la voglia di condividere l'ultima ricetta che mi ha entusiasmato o il piatto scoperto durante l'ultima vacanza, che siano ricette semplici o complesse non importa, l'importante è che possa divertirmi ancora, come qualche anno fa e questa è la cosa principale.
In Croazia ho avuto modo di provare tanti piatti straordinari e appena tornata, mi sono messa alla ricerca delle ricette, quindi siete avvertiti di cosa tratteranno i prossimi post: sicuramente vedretecevapcici, salsaajvar, lepinje, ma le ricette in archivio che aspettano di essere postate sono ancora tante, quindi avrete modo di spaziare dalla cucina croata a quella italiana, senza problemi.
Oggi però voglio parlarvi di questa cheesecakesenza cottura, che avevo preparato qualche anno fa per il compleanno di mio marito e poi era caduta nel dimenticatoio e non l'avevo più riproposta. Nel blog ho anche altre ricette che trattano dell'argomentocheesecake, ma se volete trarre altri spunti, vi consiglio di dare un'occhiata alletante ricette dicheesecakeche proponeGalbani, nel proprio sito, ce ne sono veramente tantissime e sicuramente troverete quella adatta ai vostri gusti.
La mia ricetta profuma di cocco e lime, due ingredienti che secondo me rispecchiano benissimo il periodo delle vacanze: il cocco con la sua dolcezza che evoca subito il ricordo di una spiaggia caraibica magari sorseggiando unmojitoche tra i suoi ingredienti vede proprio il lime, oltre ovviamente al rum cubano, lo zucchero di canna e le foglie di menta.
Il fatto poi che sia un dolce che non richiede cottura, secondo me ha una marcia in più; a parte l'attesa in frigo per farlo compattare bene, il tempo richiesto per prepararlo è veramente poco, ed è di una facilità disarmante, se lo preparate al mattino la sera avrete pronto un dolce veramente delizioso.
Per prima cosa preparate la base: sciogliete il burro, sbriciolate i biscotti dentro ad un mixer, unite il miele e il burro fuso e raffreddato, quindi date dei colpi ad intermittenza, per far compattare bene il tutto.
Imburrate il fondo della teglia, coprite con la carta forno ( il passaggio del burro, serve a non far "scappare" il foglio di carta forno) versatevi dentro il composto di biscotti e pressate bene con un cucchiaio. Mettete la teglia in frigo per circa 30 minuti.
Mettete a bagno i fogli di colla di pesce, nell'acqua fredda. In un contenitore mettete la robiola, il latte di cocco ( lasciatene da parte un paio di cucchiai) lo zucchero a velo e mescolate bene.
Scaldate il latte di cocco e fatevi sciogliere la colla di pesce che avrete avuto cura di strizzare per bene, mescolate bene e togliete dal fuoco.
Unite la colla al composto di robiola e mescolate accuratamente.
Versate la crema dentro allo stampo, livellate bene e mettete in frigo per circa 5-6 ore.
Al momento del servizio, cospargetela di cocco disidratato e scorza di lime.