giovedì 18 marzo 2010

Pane super veloce, super facile e dalle mille versioni...

pane veloce 7




Ormai lo avrete capito, appena vedo sul web una nuova ricetta di pane, non riesco a resistere, e appena posso mi metto all'opera!!
Così è successo anche qualche settimana fa, quando Milla
ha postato la sua ricetta del pane super facile e super velocissimo!




pane veloce7




E' veramente semplicissimo, bastano pochi minuti, una forchetta, e nel giro di poche ore, sforneremo il nostro pane croccante e profumato, una vera comodità anche per chi va di fretta.
L'ho fatto già tante volte, l'ultima volta addirittura con i semi di sesamo sopra, buonissimo... e poi quello che ha di bello questo pane, è che si conserva bene, anche per un paio di giorni.

Allora, ho spiegato il veloce, ho spiegato il facile...ora devo spiegare il perché delle mille versioni!!

Mettiamo il caso, che sia andata su flickr per cercare una foto di un pane, fatto parecchio tempo fa e che volevo postare la ricetta...
Trovata...ora dovevo cercare la ricetta tra i miei documenti salvati nella cartella del pane...trovata!!
Ah che efficenza, mi sono detta....

Mi leggo la ricetta, e nella mia mente scatta un campanellino!!
Più che un campanellino, sembravano più campane a festa...il mio neurone solitario che si sbracciava e mi sussurrava nell'orecchio:
"ehi,ehiii...non ti sembra di averla già letta da qualche parte sta ricetta??"
In effetti...qualcosa di familiare ce l'aveva 'sta benedetta ricettuzza!!

Ma porca miseria, vuoi vedere che è la stessa del pane di Milla???

Bingoooo..ho letto tutte e due le ricette e sono identiche!!! hahahaha

Praticamente avevo già fatto quel pane, e non me lo ricordavo...ha ragione mio marito, sto iniziando a perdere colpi!!!

Comunque, voi fatelo nel formato che più vi piace, filoncino o cazzottino...è sempre uno spettacolo di pane!



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Pane super veloce


Ingredienti:

500g di farina 00 (io uso la Caputo rossa)
370 ml di acqua tiepida
1/2 cubetto di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di miele o malto ( io uso il malto )

Preparazione: in una parte dell'acqua sciogliamo il lievito insieme al miele. In una ciotola mettiamo la farina, aggiungiamo il lievito sciolto e l'acqua mescolando rapidamente con una forchetta e infine mettiamo il sale: l'impasto risulterà molle e appiccicoso, non liscio.
Spolveriamo la superficie con abbondante farina e lasciamo lievitare coperto e al caldo per un'ora e mezza.
A questo punto prendiamo l'impasto e con l'aiuto di un leccapentola lo trasferiamo sulla spianatoia ben infarinata facendo in modo che la parte infarinata sia rivolta verso l'alto, lo dividiamo in tre filoni uguali e con delicatezza li trasferiamo in una teglia coperta da carta forno distanziati tra loro (possiamo anche mettere l'impasto direttamente sulla carta forno e dividere i filoni direttamente lì).

Inforniamo a 260° per circa 40' se usiamo il forno a gas altrimenti a 240° per circa 30' se usiamo il forno statico o ventilato, fino a doratura



domenica 14 marzo 2010

Taste 2010...il mio viaggio tra i sapori .

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Taste...tradotto in inglese, vuol dire assaggiare,degustare, assaporare...
Il verbo giusto, per la manifestazione che si è svolta,a Firenze alla stazione Leopolda.

Tre giorni alla scoperta delle eccellenze del gusto italiano, prodotti di nicchia preparati da mani e menti geniali, che unendo sapori e ingredienti a volte anche distanti tra loro, riescono a stupire e a far socchiudere gli occhi, di chi in quel momento sta assaggiando.

Perchè Taste, è proprio questo...una continua degustazione di prodotti, un percorso goloso, che ci fa scoprire le eccellenze gastronomiche della nostra bella Italia, praticamente per una food blogger è come essere catapultata in un attimo, nel paese delle meraviglie.

Taste 2010

E se invece di una foodblogger, fossero due, oppure tre...o addirittura quattro la cosa sarebbe ancora più fantastica!
E così è stato...fuori da Taste, mi sono incontrata con Silvia, Giulia, Anna Rita ,e
Carolina
, devo dire che per me è stata un'emozione immensa, visto che era la prima volta in assoluto che incontravo altre food blogger, altre ragazze che come me hanno la passione per il cibo e la buona cucina.

Ad essere sincera, mi sembrava di conoscerle da sempre...da parte mia non c'è stato nessun momento di imbarazzo, ma anzi è stato molto carino collegare le cose che avevo letto nei loro blog, con le loro figure in carne ed ossa.

Come ho detto a Silvia, che si era stupita, perchè mi sono ricordata di una cosa letta in un suo post...
" la mia memoria è elefantina, e se continuo di questo passo...non solo quella!!"
hahahaha

taste 2010 Taste 2010


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Abbiamo incontrato i responsabili di tante aziende, che alquanto divertiti dalla nostra presenza, (qualcuno mi ha persino detto, che pensava che solo i Giapponesi viaggiassero sempre con la macchina fotografica in mano...ed io ho subito risposto..."no, anche le food blogger lo fanno") ci hanno intrattenute, raccontandoci di come nascano le loro "creature", di tutto il lavoro che si nasconde dietro un buon prodotto, e finalmente facendocelo assaggiare.



Avevamo brochure cataloghi e campioncini, che ci sbucavano da ogni dove, e la bocca sempre in movimento...non solo masticavamo, ma chiacchieravamo e ridevamo a crepapelle!

Ma veniamo alle eccellenze gastronomiche che più mi hanno colpita...
Sicuramente per la pasta fresca, la palma d'oro va a La sfoglia, ho assaggiato dei ripieni a dir poco fantastici...cacao e rum,e all'ananas...una libidine allo stato puro!
Poi sono stata rapita dalla gelatina di birra scura usata per accompagnare i formaggi e dai
fiori d'aglio rosso di Sulmona, ottimi con gli affettati ed i formaggi, prodoti dal laboratorio gastronomico abruzzese, Oleum.



Taste 2010


Il percorso gioioso delle mie papille gustative, è poi continuato con le confetture da meditazione dell'azienda Le Tamerici, albicocca e té nero, e fragole vino rosso e pepe, che gustate con il Grana Padano, danno il meglio di loro stesse, per poi passare alla degustazione più corposa e saporita ,della trota affumicata e i filetti di trota agli agrumi dell'azienda Friultrota,e dei loro segreti culinari, per gustare al meglio i loro prodotti, raccontateci con grande trasporto,dal loro simpaticissimo operatore.


Taste 2010




E poi il Paté di pistacchio da gustare con i formaggi molli, al Fior di Pistacchio ideale con i dolci e l
e crostate dell'azienda Villa Reale,


Taste 2010






e l'eccellenza della pasta secca con le selezioni monograno di Valentino Felicetti, che con l'utilizzo di monovarietà di cereali,come il farro, il kamut, il matt, ottengono prodotti di primissima qualità.




Taste 2010



L'elenco potrebbe continuare all'infinito, le eccellenze sono tantissime. e queste che vi ho elencato sono solo alcune di quelle che mi hanno più colpito, vi lascio il link con tutti gli indirizzi web degli espositori, è sempre un tour enogastronomico se volete...peccato però che non possiate assaggiare come abbiamo fatto noi !


Taste 2010

venerdì 12 marzo 2010

Biscociocco extra dark di Milla

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Se anche voi come me, amate il cioccolato fondente, allora dovete assolutamente provare questi biscotti di Milla
Li ho fatti il giorno stesso che lei ha postato la ricetta, mi fido ciecamente di Milla, dei suoi gusti, della sua golosità...e poi un indirizzo http dove leggo triplocioc...vorrà per forza dire qualcosa, o no?!?!
Secondo me, Milla va pazza per il cioccolato...

Non sono semplici biscotti, sono l'apoteosi "del biscotto al cioccolato fondente"

Estasi allo stato puro, le papille gustative che fanno la ola ad ogni morso, i cinque sensi si scatenano, soprattuto l'olfatto ed il gusto...insomma provate a fare questi biscotti, e poi ditemi se non sono eccezionali!!

Questa è la ricetta originale...le dosi sembrano abbondanti, ma è vero quello che dice Milla, a farne metà dose, sicuramente ce ne pentiremo!!!


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Biscociocco extra dark


Ingredienti:
165 gr di zucchero bianco
165 gr di zucchero di canna
250 gr di burro mobbido mobbido
1 uovo medio-grande ( sempre di gallina che razzola!)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
300 gr di farina 00 setacciata
1 cucchiaino di bicarbonato
400 gr di cioccolato fondente tagliato grossolanamente ( è una quantità immane, ma mettetecelo tutto, non abbiate i braccini corti..)
25 gr di cacao in polvere

Preparazione: lavorare nella planetaria il burro a pomata con gli zuccheri, l'uovo, l'estratto di vaniglia fino ad ottenere un composto spumoso. A questo punto unite in più fasi la farina setacciata insieme al bicarbonato e al cacao, infine aggiungete il fondente tagliato molto grossolanamente.
Formate delle palline, schiacciatele al centro e allineatele distanziate sulla placca del forno coperta con carta forno ( non fatele molto grossi altrimenti verrano dei dischi volanti, diciamo le dimensioni di una grossa noce, ok?).
Cuocete in forno ventilato preriscaldato a 160° per circa 10-12 minuti ( a seconda delle dimensioni) non di più, quando usciranno saranno morbidi, ma va bene così, poi si induriscono!

mercoledì 10 marzo 2010

Risotto ai carciofi

risotto ai carciofi8








Per anni ho odiato il risotto ai carciofi!!!
Mamma si ostinava a propormelo, e io tutte le volte, piantavo un muso lungo un km, e mi sforzavo di mangiarlo, ma quel boccone mi rimaneva in bocca svariati minuti...avete presente le mucche che ruminano??? Ecco io facevo la stessa identica cosa, e con lo stesso identico entusiasmo!!!



risotto ai carciofi5



Poi, un capodanno di tanti anni fa, eravamo a cena dalla mia "sorellona", la mia amica del cuore (Stefy...sto parlando di teeee ), quando in tavola è arrivato un bel risotto ai carciofi!!!

Ho iniziato a sudare, nonostante fosse Dicembre, ho sorriso nervosa, ed ho infilato in bocca la prima forchettata di riso...poi la seconda...poi la terza, poi, poi...poi ho iniziato a mangiarlo con molto entusiasmo, e da quel giorno il risotto ai carciofi è diventato uno dei miei risotti preferiti!!

Adesso che sono passati svariati anni, ho lo stesso problema che aveva mia mamma con me...mia figlia Chiara odia i carciofi, guai a propinarle un risotto sotto mentite spoglie che contenga anche una minima parte del suddetto ortaggio...lo riconosce subito!!
Inizia a sniffare come se fosse un cane da tartufo, poi alza un sopracciglio, mi punta ed esclama .
"Un ci saranno mia i carciofi, veroooo ehhhhh??? "

Che dite, la porto a cena dalla "sorellona"??
Stefaniaaa, prepara il risotto che arriviamoooo!!!!!


risotto ai carciofi2



Risotto ai carciofi

per 4 persone

400 g di riso carnaroli
4 bei carciofi
2 spicchi d'aglio
50 g di burro
un litro circa di brodo
parmigiano
olio extra vergine d'oliva
sale e pepe
prezzemolo e nepitella

Pulire i carciofi e tagliateli a spicchi molto sottili.
Intanto in una pentola mettete un po' d'olio e la metà del burro, e fate rosolare gli spicchi d'aglio interi.
Aggiungete i carciofi,il prezzemolo tritato, qualche foglina di nepitella,quindi salateli e fateli rosolare per qualche minuto, aggiungendo un po' di brodo caldo.
Aggiungete il riso, fatelo tostare, poi portatelo a cottura aggiungendo il brodo bollente.
Pochi minuti prima della fine della cottura, aggiungete il resto del burro ed il parmigiano grattugiato.
Fate mantecare bene e servite.

lunedì 8 marzo 2010

Torta mimosa

torta mimosa

Basta con questo grigiume, con questo vento freddo e gelido che entra nelle ossa, inverno non vedi che le mimose sono fiorite, ed i prati sono ricoperti da piccole margherite?!?!

Non ti sembra il caso di darti una calmata, e di lasciar spazio alla primavera???

No ehh, fai orecchie da mercante!!


E allora io anticipo l'arrivo della primavera, almeno in casa mia, con questa buonissima torta mimosa.

La base, non è di pan di spagna, ma è una base sofficissima che ho copiato da FairySkull...si chiama "pasta reale" molto ma molto delicata, sia come sapore che come consistenza.
Qui di seguito la ricetta di Lisa, che ringrazio di cuore.




Torta Mimosa


Ingredienti per la pasta reale:

8 uova

300g zucchero bianco fine

200g fecola di patate

buccia di limone grattugiata

una tazzina di liquore a piacere

Si montano bene i tuorli con lo zucchero e la buccia di limone fino a quando sono belli chiari e gonfi, a questo punto si aggiunge meta' fecola setacciata e il liquore.

Ora mescolando con un cucchiaio di legno dal basso verso l'alto si aggiungono i bianchi d'uovo montati a neve.

Per finire aggiungiamo la fecola rimasta sempre mescolando dal basso verso l'alto.

Si versa l'impasto in una teglia (con i bordi alti) imburrata e infarinata e si cuoce in forno a 180°

La presenza di sola fecola e tante uova conferisce al dolce un sapore davvero particolare, molto diverso dal solito pan di spagna.



Per la crema chantilly

Ho fatto la dose doppia

100 g di zucchero
250 g di latte
25 g di amido di mais
60 g di tuorlo (circa 3)
1/2 bacca di vaniglia (solo i semini interni)
scorza di mezzo limone

250 g di panna fresca


Un barattolo di ananas sciroppato, scolato bene dal suo sciroppo e tenuto da parte per bagnare la torta.

Mettere a bollire il latte, poi toglierlo dal fuoco.
Intanto in una pentola, mescolare zucchero,amido,tuorli,vaniglia, poi aggiungere a filo il latte , mescolare e mettere sul fuoco basso, mescolando fino a cottura.
Togliere la buccia di limone, far raffreddare la crema, montare la panna ed aggiungerla delicatamente al resto del composto.

Tagliate la torta a metà, ( non come ho fatto io...) e mettete la parte superiore da una parte.
Scavate con le mani l'interno della torta,mettete in una ciotola tutte le briciole e bagnate la torta con lo sciroppo di ananas che avevate messo da parte.

Tagliate a piccoli pezzi 3 o 4 fette di ananas, e mescolateli alla crema, poi farcite la torta con il composto, e ricoprite il tutto con la fetta avanzata

Spalmate una parte di crema, sia sopra il dolce che sui lati, e infine coprire con le briciole di pasta reale che avevate messo da parte.

Mettere tutto in frigo per 4 o 5 ore, poi cospargere di zucchero a velo e servite.








fetta torta mimosa

venerdì 26 febbraio 2010

I Bibanesi

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Bibanesi...bibanesi!!
Quando ho letto per la prima volta, questo nome dalla mitica Paoletta, giuro che per un attimo ho pensato che fosse un nome inventato, era troppo buffo per essere un nome vero e proprio!
Invece ho scoperto che i bibanesi, prendono il loro nome dal paesino dove sono prodotti, Bibano di Godeca S.Urbano, in provincia di Treviso e sono dei bocconcini di pane, stirati a mano, così croccanti e friabili, che appena assaggiato il primo, la mano scatta veloce per accaparrarsene subito un altro.

Visto che non li conoscevo, prima ho acquistato una confezione di Bibanesi al super...mi sono sacrificata per capire che sapore e che consistenza avesse il prodotto,(hahahahaha) e poi ho fatto quelli di Paoletta!!

Se dico che quelli di Paoletta sono esattamente uguali a quelli comprati mi credereste?

Si mantengono a lungo in una scatola di latta, ma sinceramente i miei non sono mai durati tanto a lungo, come ho detto prima, sono così buoni che possono creare una seria dipendenza...

Li ho fatti svariate volte, ed ho anche provato a farli con il lievito madre...buonissimi anche così, serve solo una maggiore lievitazione, ma il prodotto finale è da 10 e lode.

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Questa è la ricetta originale di Paoletta





I BIBANESI

Ingredienti:
400 gr di farina 0
150/180 gr circa di acqua (l'impasto dovrà essere morbido come il lobo dell'orecchio, ma staccarsi dalla spianatoia)
1 cucchiaino di malto
50 gr olio evo
30 gr. di strutto
12 gr lievito di birra
8 gr sale
Semi di sesamo

Procedimento:

1. Impastate tutti gli ingredienti per circa 10 minuti, a mano sulla spianatoia. Lasciar riposare l'impasto 30’.
2. Formare dei grissini grossi circa un dito e lunghi, ripassate nei semi di sesamo, poi tagliate pezzi da 5 cm. lasciandoli abbastanza irregolari, insomma non perdete tempo a farli belli!
3. Sistemateli in una teglia coperta da carta forno e lasciateli lievitare ancora 1 ora circa, ma non di più.
4. Infornateli a 180°/190° per 25 minuti, o fino a che sono dorati.
5. Abbassate il forno a circa 150° e lasciateli tostare ancora una decina di minuti, controllateli, devono rimanere dorati, ma diventare croccanti anche dentro.
6. Fateli raffreddare in forno spento e semiaperto, quest'ultima cosa è importante, siate pazienti e aspettate che siano completamente freddi per assaggiarli.

Si conservano benissimo anche una settimana in una scatola di latta.

Per farli con il lievito madre

Ho usato il 30% sul totale della farina...
Cioè su 400 g di farina, 280 g di farina e 120 g di lievito madre, che ho sciolto nell'acqua tiepida che serviva per l'impasto, poi ho continuato ad aggiungere tutti gli altri ingredienti, come la ricetta originale, non aggiungendo ovviamente il lievito di birra!
Vi ricordo che questo tipo di impasto richiede una lievitazione più lunga, ma se ne avete il tempo e sopratutto la voglia, sinceramente ne vale proprio la pena.

lunedì 22 febbraio 2010

Torta alla crema di mascarpone.

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All'avvicinarsi di un compleanno speciale, tipo quello di mia figlia ...mai e dico mai, farle scegliere il dolce dal libro dell'Accademia dei Grandi Maestri Pasticceri, potrebbe accadere di vederla arrivare con un sorrisetto, e sentirvi dire

"Mamma, ho scelto questa abbastanza facile, è tipo un tiramisù...però, però...ha questa fascia che lo circonda chi mi piace un casino!"

Immaginate me, che abbasso gli occhi, guardo la foto ed esclamo...

No, è meglio che non vi dica quello che ho esclamato veramente...lascio alla vostra immaginazione libero sfogo...poi ho guardato il viso di mia figlia, ed ho pensato...

"Su, dai...che ci vorrà mai a fare sta fascia...fondamentalmente è un tiramisù con la cintura, almeno provaci Aurelia!"

Allora, se avete sto benedetto libro, andate a vedere a pag 55, rifatevi gli occhi e abbiate parole di pietà nei miei confronti...se non lo avete, ed io sinceramente me lo auguro...guardate il mio, e pensate che quello vero non ci assomiglia manco per niente!!! hahahahaha

L'unica cosa che mi tranquillizza è la bontà di questa torta, il sapore sono sicurissima che sia uguale all'originale, e posso dirvi che è da applausi.


dolce tiramisù fetta



Torta alla crema di mascarpone

Pan di Spagna di Luca Montersino

Ingredienti:
250 g di uova intere
175 g di zucchero semolato
150 g di farina 00
50 g di fecola di patate
1 bacca di vaniglia bourbon

Preparazione:
Montate le uova intere con lo zucchero e la vaniglia nella planetaria con la frusta, fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro.
Togliete dalla macchina ed aggiungete a mano con un cucchiaio di gomma la farina setacciata insieme alla fecola di patate, miscelando il tutto delicatamente dal basso verso l'alto.
Mettete immediatamente il composto cosí ottenuto negli stampi imburrati ed infarinati, cuocete subito in forno a 190° C per 20 minuti circa.
Ho cotto il pan di spagna in una tortiera apribile di 20 cm di diametro


Decoro per arrotolato (la famosa cintura )

40 g di tuorli d'uovo ( n° 2)
10 g di zucchero
10 g di burro fuso
5 g di cacao in polvere

Qualche cucchiaiata di impasto del pan di spagna

Mescolate energicamente, i tuorli, con lo zucchero, il burro fuso ed il cacao, poi spalmate il composto su un foglio di carta da forno, in uno strato sottile, poi disegnare con le 4 dita, delle onde su tutta la superficie.
Coprire il tutto con qualche cucchiaiata di composto del pan di spagna, e stendetelo di uno spessore di circa 5 mm.
Infornare per 4 min a 230°, poi sfornare subito, e senza ustionarvi, togliere delicatamente l'arrotolato dalla carta.

Crema di mascarpone

150 g di zucchero
50 g di acqua
100 g di tuorli d'uovo
1 baccello di vaniglia
500 g di panna fresca
250 g di mascarpone

Cuocere zucchero e acqua, ad una temperatura di 120°, poi versare sui tuorli e montarli, o in planetaria o con un frullino.
Incorporare i semini della vaniglia, e lavorare la massa finché non si sarà raffreddata.
Montare leggermente la panna ed il mascarpone insieme, poi aggiungere i tuorli e amalgamare il tutto perfettamente.

Per montare il dolce...
In un anello per torte da pasticceria, mettere una striscia alta 3 cm, come giro torta di arrotolato decorato (la cintura), sul fondo un disco di pan di spagna di un cm circa, inzupparlo con del caffé espresso zuccherato,poi fare uno strato di circa 3 cm di crema al mascarpone, di nuovo un disco di pan di spagna, inzuppate anche questo con il caffé, e completate con il resto della crema.

Mettere in frigo, a compattare il tutto, e al momento di servire, estraete dall'anello e spolverizzate di cacao amaro.

venerdì 19 febbraio 2010

Nodini in padella delle Simili.

nodini delle simili 2



Quando ero piccola, e mi dovevo ricordare qualcosa di importante, nonna Maria mi diceva sempre...
"Aurelia, fatti un nodo al fazzoletto, così quando lo guarderai, ti verrà in mente cosa devi fare."

Io il nodo lo guardavo, e lo riguardavo...ma mai una volta che mi sia tornato in mente il perché lo avessi fatto!!

Questa volta invece, ho fatto tanti nodi, ho annodato delicatamente dei lunghi grissini di pasta di pane, e mi ricordo benissimo quello che dovevo fare, anzi quello che vi volevo dire...

Questi nodini sono favolosi, fateli, fateli, fateli!!!

E' una ricetta delle sorelle Simili, che sicuramente è straconosciuta dalla maggior parte di voi, ma io ho voluto aspettare a farli finché non ho avuto tra le mani il loro ultimo libro "La buona cucina di casa!"

Sono così buoni, che in 3 giorni, li ho rifatti per ben due volte...possono essere un buon antipasto, oppure accompagnati da un buon bianco frizzantino, un delizioso aperitivo.



Nodini in padella delle Simili

Ingredienti

500 g di farina 00
250 g di acqua
25 g di lievito di birra
10 g di sale

per la salsa (da preparare qualche ora prima)
150 g di olio
2 spicchi di aglio
6 cucchiai di prezzemolo tritato
2 peperoncini rossi

Per la cottura, una bella padella capiente, con il suo coperchio

Amalgamare bene gli ingredienti. Fare un impasto e lasciarlo riposare 30-40 minuti. Prendere una piccola quantità di pasta e fare un grissino sottile lungo 15-20 cm, annodarlo tenendo ben largo il nodo al centro. Fare solo i nodini che la padella può contenere, senza che si tocchino crescendo, e tenendo il resto della pasta ben coperto. Ungere molto leggermente la padella con poco olio e metterla sul fuoco medio sopra uno spargifiamma. Scaldarla ed aggiungere i nodini. Coprirli e cuocerli per 4 minuti circa. Girarli e continuare la cottura per altri 4 circa.
Attenzione: i nodini avranno dei punti un po' bruciacchiati, non preoccupatevi perché è la loro caratteristica. Togliete i nodini dalla padella e versateli nella teglia con la salsa e con due palette di legno rigirateli più volte.

mercoledì 17 febbraio 2010

Crostata di mele alsaziana, di Adriano

Crostata di mele Alsaziana

Una crostata di mele buonissima, con una cremina delicatissima che avvolge le fettine di mela, una pasta frolla deliziosa, che racchiude il tutto...

E io 'sta ricetta me la ero dimenticata!!!

Giorni fa, rimettendo a posto delle foto nel pc, mi sono imbattuta in questa foto...l'ho osservata bene, e ad un tratto sono rimasta folgorata!!!

Cavolo, ho esclamato, ma questa è la crostata del Maestro, si si, proprio lui...il "Grande Adriano", come ho fatto a lasciarla da una parte e dimenticarmene?

Sarà mica, che ha ragione mio marito, quando dice che sto invecchiando????

Comunque, l'importante è averla ritrovata, per poter condividere la ricetta con voi tutte, ma soprattutto per aver l'occasione di farla nuovamente.

Ecco la ricetta, come l'ha scritta Adriano

Crostata di mele alsaziana

Ingredienti:

400gr pasta frolla
4 mele di media misura
succo di 1 limone
crema:
150gr panna fresca
140gr latte intero
50gr zucchero
2 uova
1 tuorlo
1 pizzico di sale
I semi di ½ bacca di vaniglia o ½ cucchiaino di estratto
zucchero a velo

Foderare uno stampo da crostata da 30cm con la pasta frolla. Bucherellare il fondo e cuocere in bianco a 180° per 12’.
Nel frattempo sbucciare le mele, tagliarle a quarti, poi a fette e spruzzarle con il succo di limone.
Adagiarle nel guscio di frolla disponendole a raggiera.
Sciogliere lo zucchero nel latte, unire tutti gli ingredienti della crema alle uova leggermente sbattute, mescolando senza montare e versare il composto nel guscio, distribuendolo uniformemente.

Infornare a 190° fino a cottura, ca. 40’. Negli ultimi 10’ spolverare generosamente di zucchero a velo. La crostata è pronta quando la crema è rassodata, ma ancora umida e tremolante. Non superare questo stadio di cottura.

mercoledì 10 febbraio 2010

Millefoglie di crackers alla crema chantilly

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Per parlarvi di questo dolce, devo andare indietro nel tempo, diciamo circa agli anni 80, forse più precisamente il 1987.

Mi ricordo che erano gli anni in cui, la mia focaccia appena sfornata assomigliava come forma e consistenza ad un piatto da pizza di ceramica, erano gli anni in cui la mia insalata di polpo, era talmente dura, ma talmente dura, da non riuscire a masticarla, erano gli anni in cui...tagliuzzando allegramente dei funghi champignon per fare delle scaloppine ...dopo averli affettati tutti, mi accorsi che mi mancava un'unghia alla mano sinistra...e buttai via tutto!!!

Insomma per farla breve, erano gli anni in cui stava sbocciando la mia passione per la cucina...ma in effetti ero veramente una frana!!!!

Erano gli anni, in cui andavano di moda le riunioni in casa di amici, dove c'era il rappresentante di turno, che ti voleva affibbiare le famose pentole, o il famoso aspirapolvere...

E' durante una serata come questa, che la padrona di casa ci offrì questa delizia, e io me ne innamorai subito!

Quello che mi colpì, fu la loro facilità nel farli...

Mi fu detto.
"Aurelia, ma che vuoi che ci voglia a farli...crackers non salati, crema pasticcera, pavesini e alchermes, tutto a occhio!!!"

A parte i crackers non salati, gli altri ingredienti erano sempre presenti nella dispensa di mamma, anche perché erano gli anni, in cui ogni domenica veniva preparato il tiramisù o la zuppa inglese...

Immaginate che non provassi subito?

Piacquero così tanto, che questi dolcetti, divennero il mio cavallo di battaglia, poi piano piano, io sono cresciuta sia in cucina che con l'età, e loro sono spariti in un angolino della mia memoria, fino a qualche giorno fa, quando prepotentemente sono riapparsi!

La modalità e la tecnica, si sono raffinati... la classica crema pasticcera, è diventata una squisita crema chantilly, e la mia memoria è tornata indietro.

dolce di <span class=

Millefoglie di crackers alla crema chantilly

Per una teglia di cm 20 x 30

Crema chantilly

100 g di zucchero
250 g di latte
25 g di amido di mais
60 g di tuorlo (circa 3)
1/2 bacca di vaniglia (solo i semini interni)
scorza di mezzo limone

250 g di panna fresca

Mettere a bollire il latte, poi toglierlo dal fuoco.
Intanto in una pentola, mescolare zucchero,amido,tuorli,vaniglia, poi aggiungere a filo il latte , mescolare e mettere sul fuoco basso, mescolando fino a cottura.
Togliere la buccia di limone, far raffreddare la crema, montare la panna ed aggiungerla delicatamente al resto del composto.

Occorrono anche...

crackers NON salati 4 pacchettini circa
pavesini 3 pacchettini circa
alchermes circa 40 g
acqua 40 g
un cucchiaio di zucchero semolato

zucchero a velo per coprire

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Preparate uno sciroppo, con l'alchermes, l'acqua e lo zucchero, che servirà per bagnare i pavesini.

Si inizia facendo uno strato di crackers, uno strato di crema chantilly, uno strato di pavesini inzuppati nell'alchermes, altra crema e quindi uno strato di crackers per chiudere il tutto.

Coprire il dolce con la pellicola per alimenti, mettete in frigo per qualche ora, e al momento di servire cospargete la porzione con dello zucchero a velo!