giovedì 15 settembre 2016

Gnocchi alla Sorrentina per l'MTC #59



Giovedì gnocchi!!

Non so di chi sia questa citazione e da cosa sia nata, ma è una di quelle frasi che ti accompagna per tutta la vita e sinceramente non è che ogni giovedì io prepari un bel piatto di gnocchi fumanti, ma è una delle preparazioni che mi sa tanto di casa e famiglia.

Quando ero una bimba, mio padre e mio zio coltivavano le patate nel terreno che abbiamo in montagna; mi ricordo che sentivo parlate di kennebek, majestic, patate a pasta bianca e dal nome quasi sempre storpiato in kennebekke e majesticche. Verso la  fine della vacanza vedevo babbo e zio che  muniti di zappa  andavano nel campo e  tiravano su le piante dalla terra, con i preziosi tuberi ancora attaccati alle radici; gli davano una "sgrullata" per togliere la terra e le poggiavano sul terreno in attesa di asciugarsi  e di essere poi, raccolte nei cesti.

Con le patatine piccole piccole,  mamma preparava degli arrosti da urlo, visto che non mancavano mai i polli e i conigli allevati da zio Bruno, mentre la specialità di   babbo era quella di cuocerle in mezzo alla cenere. Nascondeva  le patate ancora con la buccia sotto la brace e quando erano pronte mi chiamava. Con  perizia e velocità le sbucciavamo, e dopo averle raffreddate a suon di soffi e urletti, passandocele tra un palmo e l'altro, le mangiavamo come se fosse stato il piatto più buono di questo mondo.

Ma erano gli gnocchi, l'asso nella manica di mamma. Quando le patate iniziavano ad avere qualche mese e la buccia iniziava a rattrappirsi un po', ecco che la vedevi alla spianatoia impastare purea di patate e farina  mentre il sugo di carne cuoceva lentamente sul fornello. Una volta che  i lunghi serpentoni erano pronti, li tagliava con il coltello con un suono ritmico e mi chiamava per darle una mano, anzi un dito, il dito indice! Insieme rotolavamo il piccolo pezzetto sulla spianatoia e formavamo quel prezioso buchetto che a breve avrebbe trattenuto il saporito ragù.

Ormai sono decine di anni che le patate le acquisto in pratici ballini, il terreno da coltivare è divenuto un prato e non mangio più le patate sotto la cenere, ma ogni volta che preparo gli gnocchi il pensiero torna indietro nel tempo e mi assale una leggera malinconia.

Ma torniamo ad oggi e precisamente a questo mese di Settembre che vede di nuovo protagonista l'Mtchallenge e la nuova sfida  a base di gnocchi di patate, una sfida che si annusava nell'aria per quanto fosse acclamata, e Annarita ha accontentato tutti, sopratutto quelli che con gli gnocchi hanno litigato da piccini, e nel suo post super esaustivo ha raccontato vita, morte e miracoli del prezioso tubero, ma sopratutto ha svelato il segreto/i segreti per ottenere degli gnocchi perfetti.

Il segreto basilare sta nella scelta della patata, che non deve essere assolutamente novella, poi possibilmente a pasta bianca perché di consistenza farinosa e ricca di amido e l'ultimo segreto è quello di sbucciarla appena tolta dal fuoco, i vostri polpastrelli ne risentiranno notevolmente, ma gli gnocchi saranno da dieci e lode.

Per questa sfida ho voluto rimanere sul classico, che più classico non si può! Ho preparato gli gnocchi alla sorrentina, un piatto classico della cucina campana che con pochi ingredienti riesce a regalare un'esplosione di sapori e se avete la fortuna di avere tra le mani dell'ottima mozzarella di bufala appena arrivata da Pontecagnano, allora non ci sono altre parole da aggiungere.

Visto che nella sfida era espressamente richiesto di non fare gratinature al piatto, i miei gnocchi sono stati solo saltati in padella, ma se voleste aggiungere una plus ultra, potete far saltare gli gnocchi in padella, dividerli in  4 cocotte   e cospargete  la superficie di parmigiano e terminare  la cottura in forno caldo finché non si sarà formata una crosticina.

Gnocchi alla Sorrentina



per 4 persone


600 g di patate a pasta bianca di Montese  ( tutte della stessa dimensione)
180 g di farina
sale q.b


per il sugo

 pomodori pelati San Marzano
200 g di mozzarella di bufala
Parmigiano Reggiano q.b
1 spicchio d'aglio
basilico q.b
sale




Lessate le patate al vapore, finché pungendole con uno stecchino non le sentirete tenere, poi sbucciatele e schiacciatele con lo schiacciapatate facendo ricadere la purea sulla spianatoia.
Allargate con una spatola aggiustate di sale e unite un terzo della farina; iniziate ad impastare, e poco alla volta unite anche la farina rimasta.
Otterrete un impasto sodo che taglierete in pezzi, poi un pezzo alla volta lo inizierete a lavorare, ottenendo un cordone abbastanza lungo, e largo circa 1,5-2 cm  che taglierete a pezzetti.
Passate ogni gnocco sull'apposito riga gnocchi, oppure se non lo avete andrà benissimo anche il retro di  una forchetta, facendo scorrere lo gnocco dal basso verso l'alto.



Man mano che saranno pronti disponeteli sopra un telo di cotone, leggermente cosparso di farina.

Ora dedicatevi a preparare il sugo.

Prendete una padella antiaderente, versateci un goccio d'olio unite lo spicchio d'aglio  leggermente schiacciato e non sbucciato. Fate insaporire l'olio per pochi istanti, poi unite i pelati schiacciati aggiustate di sale e fate cuocere per circa 10 minuti. Unite il basilico spezzettato con le mani e mettete da parte.



Cuocete gli gnocchi in acqua bollente salata e scolateli man mano che vengono a galla.
Versateli nella padella con il sugo caldo, unite la mozzarella spezzettata a mano il parmigiano e fate saltare.



32 commenti:

Rosaria Orrù ha detto...

sto sognando ad occhi aperti
li voglio anche io!!

Aurelia ha detto...

sono gli antidolorifici, fidati!!
a volte fanno questi scherzi!!

Grazie cara, bacione e rimettiti in fretta

Patrizia Malomo ha detto...

La tua storia mi ha fatto fare un balzo indietro su un episodio che avevo completamente rimosso. E sono piombata nella malinconia ma non sto qui a raccontartelo perché sono le solite storie di famiglia. Mi sono persa nel tuo racconto, leggendolo con un'espressione beota ed immaginandoti mentri rimpalli le patatine bollenti tra una mano e l'altra. La saggezza e maestria delle nostre mamme e nonne, la gagliardaggine dei nostri papà. E adesso la smetto qui sennò ci piango pure.
Adoro gli gnocchi alla sorrentina ma molto di più te!
Un bacio grande

flavia galasso ha detto...

Uno dei miei piatti preferiti: gli gnocchi alla Sorrentina..... ora starò male perchè mi verrà una voglia irrefrenabile e mi sono rimessa seriamente a dieta

flavia galasso ha detto...

Uno dei miei piatti preferiti: gli gnocchi alla Sorrentina..... ora starò male perchè mi verrà una voglia irrefrenabile e mi sono rimessa seriamente a dieta

Aurelia ha detto...

senti Flavia, dopo tutto il riso che ti sei ingurgitata in Cina, un piatto di gnocchi sono la giusta ricompensa, per il cereale così diffuso e cucinato in terra d'Oriente!
Dai su, dammi l'imput giusto per mettermi a dieta!!
Bacione e una mega carota!

Aurelia ha detto...

mia cara socia,
mentre scrivevo questo post, mi sono apparse nella mente, tutte le persone care di cui parlavo e che mi mancano da morire. Ero uno scricciolo con le trecce, e non arrivavo a 10 anni, ma ho tutto impresso in maniera indissolubilmente nella memoria.
Abbiamo avuto lo stesso percorso, mia cara... lontane km, ma lo stesso percorso; siamo maledettamente troppo simili, per non provare così tanto affetto e stima, l'una per l'altra, e questo lo sai anche tu <3
Ricambio il bacio

Antonella ha detto...

Bellissima testimonianza. Bellissimi ricordi che ci legano con nostalgia al passato. Come in tutte le famiglie di "una volta"....Perché giovedi gnocchi? Si dice giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa. Gli gnocchi, semplici, appetitosi, che van bene per tutte le età per la loro consistenza. Arricchiti da sughi speciali o lasciato semplici. Perché li impariamo a fare fin da piccole. Con le righe e senza. Preparavano e riempivano al digiuno del venerdi, seguito dalla mangiata delle carni del sabato...sto quasi scrivendo il mio post....complimenti Aurelia. Nella semplicità un piatto superconfortante.

EatParadeBlog ha detto...

Per la serie: "il classico va sempre di moda", in questo piatto classico mi ci tufferei e ci farei una scarpetta che più classica non si può!

Giulietta | Alterkitchen ha detto...

Certo che hai proprio giocato sporco, con questo piatto gudurioso, ma che più gudurioso non si può! Quel piatto di gnocchi che piace a tutti, sempre e comunque.
Un po' come devono essere gli gnocchi :)

Alice - Panelibrienuvole ha detto...

Stra-buo-ni! :-D
Ci credi che le patate sotto la cenere non le ho mangiate mai? Mi piace l'immagine di te e del tuo babbo che le sbucciate ancora caldissime...uno di quei riti familiari che ci portiamo dietro per tutta la vita e che ci definiscono.
Ti mando un abbraccio grande!

Cristina Bernardi ha detto...

Adoro gli gnocchi, mi piacciono in tutte le loro varianti..complimento per il blog che mi piace molto, splendide anche le foto. Avresti piacere se ci seguissimo a vicenda nel gruppo lettori fissi? se ti va anche in facebook e google+ Ti ringrazio per l'attenzione, fammi sapere!! un caro saluto: lachicchina.blogspot.com

Annarita Rossi ha detto...

Non so se mi sono piaciuti più gli gnocchi o la storia che hai raccontato: sono stata proiettata in quel mondo contadino che fa parte anche della mia infanzia, vero e genuino, fatto di cose semplici. Ora capisco perchè sei quella che sei. Gli gnocchi mi sembrano perfetti quelli di chi li fa spesso e così succulenti e pieni di sugo fanno una voglia pazzesca.

Alessandra Gennaro ha detto...

qui lo dico...
mai mangiati.
Giuro.
In all my life.
E sai perche"? perche' a Genova quando ero piccola (cioe' quando la nostra generazione e' stata iniziata agli gnocchi), questi erano solo al pesto. La nume tutelare della tradizione in casa nostra era mia nonna e guai a vedere un altro condimento: il burro e' da foresti, il pomodoro non ti dico.
Quando mia sorella aveva osato dire che a lei gli gnocchi sarebbero piaciuti col sugo rosso, visto che li aveva mangiati all'asilo, la nonna Van Pelt aveva deciso per un istantaneo ritiro della nipote da quel luogo di traviamento morale. E non ti dico i musi che aveva tenuto a mia mamma, rea di non averle obbedito. Da quel giorno, "piu' pesto per tutti" e addio a variazioni sul tema :)
Poi mi sono emancipata e sono entrata nella fase del "famolo strano", per cui figurati se si fa una ricetta tradizionale...
Ora che li potrei mangiare impunemente, non posso. E cosi', guardo questo capolavoro di golosita', con il sugo che si avvinghia agli gnocchi, i fili di mozzarella che si intravvedono nel primo piano, la foglia di basilico vero che profua fin qui... e mannaggia a te, aurelia, e a quanto bene cucini :)
E fammi qualche schifezza ogni tanto, no?
Morta, mi vuoi :)

Eleonora Colagrosso ha detto...

Questi sono stati da sempre i miei preferiti.
La ricetta di gnocchi che mangerei all'infinito. E infatti, qui il dottore ha rifatto gli gnocchi e indovina come si mangeranno, stasera? :-)
Lunedì gnocchi (alla sorrentina)
Grandiosa Aurelia!

Trita Biscotti ha detto...

Gnocchi alla sorrentina, un grande classico.
Anche io come Alessandra li ho sempre mangiati al pesto.. qui a Genova mangiarli in altro modo è tabù, ma avendo da più grandicella assaggiato questa versione, so quanto sia buoni anche così!! Brava brava! ^_^

elena ha detto...

be sono buonissimi, li conosco bene, nonostante non sia campana... a casa mia vann alla grande! ottima proposta!

Dani ha detto...

I tuoi gnocchi sono spettacolari...ma parliamo di cose serie :P Quand'è che ci si vede? A leggere il tuo racconto mi son resa conto di quanto mi manchi!!!

Giovanna Lombardi Gourmandia ha detto...

Non vale mettere immagini così "cremose"!!! Sono talmente belli che già a quest'ora (10 di mattina) li divorerei. Un abbraccio :-)))

Aurelia ha detto...

Giovanna, sei sempre così carina :)
Grazie mille

Aurelia ha detto...

anche voi mi mancate, sai?
Grazie per gli gnocchi e per il vedersi, vi aspetto a casa Calami :)

Aurelia ha detto...

Grazie mille Elena

Aurelia ha detto...

Un classico che non delude.
mai mangiati con il pesto...devo rimediare.
Grazie, grazie

Aurelia ha detto...

Eleonora, sono stra felice per te!!!
Grande il Dottore...se non ci fosse, andrebbe invetato

Aurelia ha detto...

Di schifezze ne faccio anche io, sai?
Prova a chiedere a mio marito, al Cracco de noatri ;)
Si lamenta in continuazione. Lo vuoi, te lo impacchetto e te lo spedisco?
Se a Singapore ci sono industrie tessili, si può fare l'affare...

Aurelia ha detto...

Annarita, grazie sia per il commento, che per la tua ricetta.
Si, sono quella che sono grazie a chi mi ha cresciuta nel modo più semplice che esistesse, che come dici tu è fatto di cose genuine e concrete :)
Se siamo così è merito delle nostre origini
Un bacione

Aurelia ha detto...

Benvenuta :)

Aurelia ha detto...

grazie mille Alice <3

Aurelia ha detto...

non ho giocato sporco, è che mi piacciono le cose buone:)

Aurelia ha detto...

grazie mille Antonella

Aurelia ha detto...

come un tailleur :)
Grazie mille Anna Laura <3

Aurelia ha detto...

tu dimagrisci e io ingrasso, ti sembra giusto?

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