mercoledì 17 febbraio 2010

Crostata di mele alsaziana, di Adriano

Crostata di mele Alsaziana

Una crostata di mele buonissima, con una cremina delicatissima che avvolge le fettine di mela, una pasta frolla deliziosa, che racchiude il tutto...

E io 'sta ricetta me la ero dimenticata!!!

Giorni fa, rimettendo a posto delle foto nel pc, mi sono imbattuta in questa foto...l'ho osservata bene, e ad un tratto sono rimasta folgorata!!!

Cavolo, ho esclamato, ma questa è la crostata del Maestro, si si, proprio lui...il "Grande Adriano", come ho fatto a lasciarla da una parte e dimenticarmene?

Sarà mica, che ha ragione mio marito, quando dice che sto invecchiando????

Comunque, l'importante è averla ritrovata, per poter condividere la ricetta con voi tutte, ma soprattutto per aver l'occasione di farla nuovamente.

Ecco la ricetta, come l'ha scritta Adriano

Crostata di mele alsaziana

Ingredienti:

400gr pasta frolla
4 mele di media misura
succo di 1 limone
crema:
150gr panna fresca
140gr latte intero
50gr zucchero
2 uova
1 tuorlo
1 pizzico di sale
I semi di ½ bacca di vaniglia o ½ cucchiaino di estratto
zucchero a velo

Foderare uno stampo da crostata da 30cm con la pasta frolla. Bucherellare il fondo e cuocere in bianco a 180° per 12’.
Nel frattempo sbucciare le mele, tagliarle a quarti, poi a fette e spruzzarle con il succo di limone.
Adagiarle nel guscio di frolla disponendole a raggiera.
Sciogliere lo zucchero nel latte, unire tutti gli ingredienti della crema alle uova leggermente sbattute, mescolando senza montare e versare il composto nel guscio, distribuendolo uniformemente.

Infornare a 190° fino a cottura, ca. 40’. Negli ultimi 10’ spolverare generosamente di zucchero a velo. La crostata è pronta quando la crema è rassodata, ma ancora umida e tremolante. Non superare questo stadio di cottura.

mercoledì 10 febbraio 2010

Millefoglie di crackers alla crema chantilly

dolce di <span class=

Per parlarvi di questo dolce, devo andare indietro nel tempo, diciamo circa agli anni 80, forse più precisamente il 1987.

Mi ricordo che erano gli anni in cui, la mia focaccia appena sfornata assomigliava come forma e consistenza ad un piatto da pizza di ceramica, erano gli anni in cui la mia insalata di polpo, era talmente dura, ma talmente dura, da non riuscire a masticarla, erano gli anni in cui...tagliuzzando allegramente dei funghi champignon per fare delle scaloppine ...dopo averli affettati tutti, mi accorsi che mi mancava un'unghia alla mano sinistra...e buttai via tutto!!!

Insomma per farla breve, erano gli anni in cui stava sbocciando la mia passione per la cucina...ma in effetti ero veramente una frana!!!!

Erano gli anni, in cui andavano di moda le riunioni in casa di amici, dove c'era il rappresentante di turno, che ti voleva affibbiare le famose pentole, o il famoso aspirapolvere...

E' durante una serata come questa, che la padrona di casa ci offrì questa delizia, e io me ne innamorai subito!

Quello che mi colpì, fu la loro facilità nel farli...

Mi fu detto.
"Aurelia, ma che vuoi che ci voglia a farli...crackers non salati, crema pasticcera, pavesini e alchermes, tutto a occhio!!!"

A parte i crackers non salati, gli altri ingredienti erano sempre presenti nella dispensa di mamma, anche perché erano gli anni, in cui ogni domenica veniva preparato il tiramisù o la zuppa inglese...

Immaginate che non provassi subito?

Piacquero così tanto, che questi dolcetti, divennero il mio cavallo di battaglia, poi piano piano, io sono cresciuta sia in cucina che con l'età, e loro sono spariti in un angolino della mia memoria, fino a qualche giorno fa, quando prepotentemente sono riapparsi!

La modalità e la tecnica, si sono raffinati... la classica crema pasticcera, è diventata una squisita crema chantilly, e la mia memoria è tornata indietro.

dolce di <span class=

Millefoglie di crackers alla crema chantilly

Per una teglia di cm 20 x 30

Crema chantilly

100 g di zucchero
250 g di latte
25 g di amido di mais
60 g di tuorlo (circa 3)
1/2 bacca di vaniglia (solo i semini interni)
scorza di mezzo limone

250 g di panna fresca

Mettere a bollire il latte, poi toglierlo dal fuoco.
Intanto in una pentola, mescolare zucchero,amido,tuorli,vaniglia, poi aggiungere a filo il latte , mescolare e mettere sul fuoco basso, mescolando fino a cottura.
Togliere la buccia di limone, far raffreddare la crema, montare la panna ed aggiungerla delicatamente al resto del composto.

Occorrono anche...

crackers NON salati 4 pacchettini circa
pavesini 3 pacchettini circa
alchermes circa 40 g
acqua 40 g
un cucchiaio di zucchero semolato

zucchero a velo per coprire

dolce di <span class=


Preparate uno sciroppo, con l'alchermes, l'acqua e lo zucchero, che servirà per bagnare i pavesini.

Si inizia facendo uno strato di crackers, uno strato di crema chantilly, uno strato di pavesini inzuppati nell'alchermes, altra crema e quindi uno strato di crackers per chiudere il tutto.

Coprire il dolce con la pellicola per alimenti, mettete in frigo per qualche ora, e al momento di servire cospargete la porzione con dello zucchero a velo!

Crema chantilly

Crema chantilly

100 g di zucchero
250 g di latte
25 g di amido di mais
60 g di tuorlo (circa 3)
1/2 bacca di vaniglia (solo i semini interni)
scorza di mezzo limone

250 g di panna fresca

Mettere a bollire il latte, poi toglierlo dal fuoco.
Intanto in una pentola, mescolare zucchero,amido,tuorli,vaniglia, poi aggiungere a filo il latte , mescolare e mettere sul fuoco basso, mescolando fino a cottura.
Togliere la buccia di limone, far raffreddare la crema, montare la panna ed aggiungerla delicatamente al resto del composto.

lunedì 8 febbraio 2010

Lumachelle orvietane

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Mi sono innamorata di queste lumachelle, appena le ho viste dalla mitica Milla, e lei a sua volta le aveva viste da Scorza d'arancia ,che a sua volta le aveva adocchiate dalla vera ideatrice della ricetta...ovvero Paoletta,di anice e cannella che non contenta della prima ricetta,pensa bene di fornire addirittura una nuova versione questa qua...

Ho scritto tutti sti passaggi, per farvi capire come possono essere buone, se tutte 'ste donnine, si sono prese la briga di farle!

Buone, ma proprio buone...arricchite di formaggio e salumi, possono essere un delizioso aperitivo, una saporita merenda, o un blocca fame quando lo stomaco brontola.

Io ho provato anche a surgelarle,una volta cotte e ben raffreddate.
Una volta scongelate, e passate pochi secondi nel forno o nel micro, ritrovano tutta la loro fragranza!



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Ingredienti:
  • 500 gr di farina 0
  • 280 gr di acqua
  • 200 gr di prosciutto crudo a dadini
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 20 gr di strutto
  • 20 gr di olio evo
  • 3 g di lievito di birra disidratato o 7 g fresco
  • 8 gr di sale
  • una bella macinata di pepe nero fresco
Preparazione: mettere la farina con il lievito nella planetaria con il gancio impastatore, avviare a minima velocità ed incorporare piano piano l'acqua tiepida ( a volte può volerci di meno), poi aggiungere, l'olio, lo strutto, il parmigiano, il prosciutto e per ultimo il sale ed il pepe, fate andare a velocità massima per qualche minuto poi rimettete a velocità media ed impastare per circa un quarto d'ora poi mettete a lievitare in un luogo tiepido coperto con un panno umido. Trascorsa circa un'ora l'impasto sarà più che raddoppiato a questo punto riprendetelo e suddividetelo in palline di circa 40 gr l'una, stendetele in filoncini che poi avvolgerete su loro stessi a chiocciolina. Trasferiteli sulla carta da forno, fate lievitare ancora per circa 20 minuti poi infornate a 190° ( forno già caldo) fino a doratura ( circa 10-15 minuti)

venerdì 5 febbraio 2010

Baccalà alla livornese

baccalà alla livornese3


Io, sinceramente non so come mangino i livornesi... ma il baccalà lo fanno di molto bono!!!

Scherzi a parte, ecco un'altra ricetta tipicamente toscana, con i suoi ingredienti semplici e genuini, un'altra ricetta del grande Paolo Petroni, che mi aiuta con il suo libro, nel ritrovare i vecchi sapori di una volta.

Il baccalà alla livornese è un sapore di questi, un piatto che mi fa ricordare quando ero bambina, ed intorno al tavolo sedevano tanti miei cari, che adesso non ci sono più!

Non disdegno i sapori nuovi, ma penso che ogni tanto, rimanere attaccati alle nostre tradizioni, anche se sono solo dei piatti della "vecchia" cucina, faccia bene al nostro cuore e alla nostra memoria...


Baccalà alla livornese

dal libro "il libro della vera cucina marinara" di Paolo Petroni

Per 4 persone

800 g di baccalà bagnato ( mi raccomando se lo acquistate salato,tenetelo almeno 48 ore a bagno in acqua fresca, pena il sembrare un beduino nel deserto, senza una goccia d'acqua...dopo poche ore dall'averlo mangiato)
500 g di pomodori pelati
2 o 3 spicchi d'aglio
prezzemolo
farina
olio di arachide per la frittura
olio d'oliva
sale e pepe

Diliscare il baccalà, e tagliatelo a pezzi abbastanza grossi, circa 3 dita per 4, infarinatelo e friggete in olio d'arachide finché i pezzi non sono belli croccanti da ambedue le parti.
Man mano che sono pronti, metteteli ad asciugare dall'olio sulla carta assorbente.

Nel frattempo preparate il sugo, rosolando un trito di aglio e prezzemolo, appena accenna a colorire, unite i pomodori, salate pepate e lasciate cuocere per circa un quarto d'ora.

Appena il sugo sarà pronto è il momento di aggiungerci i pezzetti di baccalà, in un solo strato, e di lasciarli insaporire per 5 minuti, a fuoco moderato.

Cospargere di altro prezzemolo fresco e servite

mercoledì 3 febbraio 2010

Il ciambellone di Adelaide

ciambellone all'acqua



Penso che questo ciambellone, sia il più famoso sulla faccia della terra, o almeno nel mondo di noi foodblogger.

E' il famoso ciambellone di Adelaide Melles Adelaide Melles

, o per dirla tutta il ciambellone di sua mamma, un ciambellone molto particolare, perchè tra i suoi ingredienti possiamo trovare un ingrediente particolare...l'acqua!!

Dire che è solo soffice, è il non rendergli giustizia, non è solo soffice, è talmente soffice da assomigliare a una nuvola, anche per i giorni a seguire,sempre che vi avanzi...


ciambellone all'acqua 2

Il ciambellone più soffice del mondodi Adelaide Melles



Ingredienti:
250 g di zucchero
250 g di farina
3 uova
130 g di olio di semi di mais oppure olio d'oliva leggero
130 g di acqua
una bustina di lievito,
un pugnetto di uvetta (facoltativo)
un po' di rum
2 cucchiai di cacao amaro

Mettere nel robot le uova, sbatterle con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungere l'olio, l'acqua, il rum, la farina ed infine il lievito, se si vuole anche l'uvetta infarinata.
Imburrare uno stampo a ciambella, come quello del budino, versarvi i 3/4 del composto. Nel rimanente composto mettere due cucchiai di cacao amaro, mescolare bene e far cadere nello stampo sul composto bianco. Fare dei cerchi concentrici con un coltello per far venire l'effetto marmorizzato. Cuocere in forno caldo, a 180° per circa 40 minuti, farà fede la prova stuzzicadenti. Vi assicuro che non ho mai mangiato un ciambellone così soffice.

N.B. il composto alla fine risulterà piuttosto liquido, non aggiungere altra farina, è proprio così che deve venire, ed è questo il segreto della sua morbidezza. Se lo provate fatemi sapere.
A scelta si possono aggiungere:
- limone grattugiato
- rum
- gocce di cioccolato
- uva passa
- il latte al posto dell'acqua ma il risultato non è lo stesso

lunedì 1 febbraio 2010

La Sachertorte

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Postare la ricetta della Sachertorte,senza aver mai assaggiato quella originale, devo dire che è alquanto strano...

Mai stata in Austria, mai acquistato questo dolce in pasticceria, mai assaggiato la Sacher di qualche amica insomma io della Sacher non so assolutamente nulla, ne che consistenza abbia, ne che sapore abbia...insomma nada de nada!

Fino a qualche giorno fa,quando ho visto la sachertorte di Paoletta



In odor di compleanno,il periodo invernale per la mia famiglia, è tutto un susseguirsi di festeggiamenti...ho deciso di sperimentare la Sacher di Paoletta, la sua foto mi aveva conquistata, e poi dai, non posso mica dire in giro che non ho mai assaggiato la sacher!
Che food blogger scarsina sarei!!!

Ho seguito la ricetta di Paoletta, tutto per filo e per segno, ed il risultato è stato perfetto.

Soffice, morbidosa, si scioglie in bocca...non strozza o aggozza,come dir si voglia, e anche la glassa che aveva fatto penare tanto Paoletta,è stata un successo!

E' perfetta, sia come dose, che come consistenza,infatti al momento del taglio non si è sgretolata in minuscoli pezzettini,come di solito mi succede quando ricopro una torta con la glassa, ma ha seguito la linea del coltello in maniera perfetta.

Unica differenza ho usato uno stampo di ...ehm ,aspettate che cerco il righello e misuro la teglia...
Eccomi qua,allora la teglia è di 20 cm, ed è perfetta come misura!

Vi metto la ricetta direttamente come l'ha scritta Paoletta


LA SACHER TORTE di TERESA ( di Paoletta... e ora anche di Aurelia)

farina (20 gr)
maizena (40gr)
burro (90gr)
zucchero a velo (80gr)
cioccolato fondente (90 gr)
farina di mandorle (30gr) 3 amare
4 tuorli5 albumi 1/2 bustina di lievito

PER LA GLASSA: di Maria Letizia

Non è morbida, è proprio un guscio, ma si taglia una meraviglia senza spezzarsi, credo sia perfetta!
200 gr di cioccolato fondente70 gr di burro2 cucchiai d'acqua

Note di Paoletta: la prossima volta ne farò doppia dose, perché io che non ho la mano ho dovuto stenderla, e non era così tanta da colare per avere la superficie perfettamente liscia.

Nota di Aurelia : se si usa uno stampo di 20 cm, e una spatola, non ci sono problemi... ;)
Procedimento:

Ho montato con le fruste per diversi minuti il burro morbido con 50 gr di zucchero, poi ho aggiunto i tuorli uno ad uno, aspettando che il precedente fosse ben amalgamato al composto.Nel frattempo avevo fuso il cioccolato a bagnomaria e fatto intiepidire e l'ho amalgamato sempre montando bene.Poi pian piano ma a mano, la farina, la maizena e la farina di mandorle setacciate bene con il lievito. In ultimo, cercando di non smontare il tutto, gli albumi montati a neve con il resto dell zucchero. Ho infornato in uno stampo estraibile da 24, a 170° per 40 minuti circa.
Una volta raffreddata, l'ho tagliata in due dischi con un filo da cucito posizionandolo tutto attorno alla torta e tirando verso di me. Poi ho spennellato la superficie inferiore con della marmellata di albicocche che avevo precedentemente frullato bene con il mixer. Ne va poca, diciamo sui 3 mm.Ho posizionato il disco superiore e l'ho spennellato anche questo con la marmellata, qui ne andava un velo... io ne ho messa troppa.
A questo punto ho preparato la glassa come da descrizione di Maria Letizia:Far sciogliere a bagnomaria 200g di cioccolato fondente con 70g di burro e 2 cucchiai di acqua (fidatevi, non impazzisce), mescolando continuamente; il fuoco deve essere dolcissimo e l’acqua non deve bollire assolutamente, anzi, è meglio che ogni tanto togliete tutto dal fuoco per far perdere un po’ di calore. Quanto il cioccolato sarà diventato bello fluido e lucido lo si può versare sulla torta: tenete il piatto della torta poggiato su una mano e con l’altra versatevi il cioccolato fuso sopra, roteando il piatto della torta , in modo che il cioccolato copra tutti i lati.

Paoletta dice anche...
"Ecco, a me questa operazione è riuscita difficoltosa, forse, come dicevo, se avessi preparato la glassa in doppia dose, sarebbe stato più semplice... o forse avrei avuto bisogno di una spatola che non avevo e ovviamente di una buona mano!
Ma la bontà di questa torta, credetemi, è una cosa coinvolgente!"

Concordo pienamente con Paoletta, questa torta è una cosa incredibile...

martedì 26 gennaio 2010

La ribollita

ribollita 4


Voglia di zuppa, voglia di una bella ribollita... ecco la scorsa settimana mi è presa così, sarà che il frigo traboccava di verdure fresche appena acquistate al mercatino della filiera corta, sarà che la temperatura era abbastanza rigida, sarà che era una vita che non la mangiavo... insomma mi sono tirata su le maniche ed ho iniziato a preparare questa bontà toscana.

Anche questa volta mi sono affidata alla ricetta di Paolo Petroni, il suo libro “Il libro della vera cucina fiorentina”è la mia Bibbia delle ricette toscane.

Come dice Petroni, è un piatto della tradizione contadina, veniva preparata il venerdì, con le verdure che i contadini avevano a disposizione, e visto che ne preparavano quantità industriali, il giorno dopo veniva riscaldata e mangiata anche “a colazione”

E’ da qui che prende il nome di ribollita, perchè la vera zuppa si riscalda due volte, altrimenti sarebbe una banalissima zuppa di pane e verdure.


ribollita



La ribollita

Per 6 persone

400 g di cannellini secchi o 1 kg freschi
un ciuffo di cavolo nero
mezzo cavolo verza
3 mazzetti di bietola
3 pomodori maturi (o passata di pomodoro)
2 gambi di sedano
2 carote
una cipolla
un porro
3 patate piccole
2 spicchi d’aglio
pane toscano del giorno prima
olio d’oliva
sale pepe
Io ho aggiunto anche delle striscioline di cotenna di maiale...

Si parte cuocendo i fagioli, e conservando tutta l’acqua che ci servirà a cuocere la nostra ribollita.
Prendiamo circa i 3/4 dei fagioli e li passiamo al passaverdura, la purea la facciamo ricadere nella loro acqua, e mettiamo da una parte i fagioli interi che ci sono avanzati.

Rosoliamo dolcemente la cipolla tritata e l’aglio, nell'olio d’oliva, se avete intenzione di usare qualche cotenna, è questo il momento di aggiungerle tagliate a strisce sottili, e lasciatele insaporire per 5 minuti, poi unite il sedano, le carote ed il porro tagliati a rondelle.

Lasciate insaporire, poi aggiungete la passata di pomodoro, la bietola, il cavolo nero, il cavolo verza, tutto lavato bene e tagliuzzato a striscioline, il sale ed il pepe.

Date una bella mescolata, lasciate appassire leggermente le verdure, aggiungete tutto il liquido dei fagioli e lasciate cuocere per circa un’ora, aggiungendo se fosse necessario dell’acqua tiepida.
A metà cottura unite la patata tagliata a spicchi, e a pochi minuti dalla fine aggiungete i fagioli interi che avevamo lasciato da parte.
Sul fondo della ciotola o della pirofila, mettete le fette di pane e coprite con la metà della zuppa, poi un’altro strato di pane, e l’altra metà della zuppa.

Prima di servirla, lasciarla intiepidire per almeno mezz’ora e servitela con un filo di olio extra vergine d'oliva.

Io l’ho preparata la mattina, e la sera a cena ho riscaldato le profile in forno, coperte con l’alluminio finché la zuppa non era ben calda.




martedì 5 gennaio 2010

Pandoro delle Simili,e tanti auguri di buon lavoro per questa notte...

Pandoro


Vi immagino tutte indaffaratissime,mentre fate il pieno alla scopa,riempite le ultime calze,indossate i mutandoni di lana...quelli belli pesanti a strisce rosse e blu delle grandi occasioni,vi coprite la testa con il vecchio foulard ormai liso per il troppo uso,mentre le più moderne di voi,per le quali la vecchia scopa di saggina è oramai superata, hanno collegato l'aspirapolvere ultra moderna alla colonnina della corrente per ricaricare la batteria per questa notte...

Sono giorni che sfornate dolci,dolcini,dolcetti e preparate pacchettini colorati per i bambini che sono stati buoni tutto l'anno...mentre per i bimbi che sono stati birichini, siete state anche capaci di fare il carbone dolce ,con le vostre manine.

A tutte voi, miei dolci "Befane",auguro buon lavoro...non correte troppo veloci con le vostre scope,e se incontrate una signora su una Hoover nera scoppiettante...fate spazio perché quella befana sono io!!!

Adesso torniamo serie, e parliamo di questo pandoro...
Chi non conosce il pandoro delle Simili?
Penso che oramai lo avete già fatto tutte...così soffice e profumato,mai una volta che mi abbia deluso!
Semplicissimo da fare, se poi abbiamo un'impastarice il lavoro sarà anche più leggero, ma non è che sia proprio indispensabile il suo uso.

Pandoro

Pandoro delle Sorelle Simili

Ingredienti totali

450 g farina manitoba
135 g zucchero
170 g burro
4 uova
18 g lievito di birra
acqua
1 cucchiaino di sale
1 stecca di vaniglia
burro e zucchero per lo stampo
zucchero a velo per lo spolvero finale

Il lievitino
15 g di lievito di birra
60 g di acqua tiepida
50 g di farina manitoba
1 cucchiaio di zucchero
1 tuorlo d'uovo

Sciogliere il lievito nell'acqua,aggiungere lo zucchero il tuorlo e la farina e battere finché non sarà liscio,coprire la ciotola con della pellicola e far lievitare per 50/60 minuti,in un luogo tiepido.

1° impasto

200 g di farina manitoba
3 g di lievito di birra
25 g di zucchero
30 g di burro
2 cucchiai d'acqua tiepida
1 uovo

Si scioglie il lievito nell'acqua tiepida,si aggiunge al nostro lievitino insieme allo zucchero,la farina,l'uovo,si mescola tutto molto vigorosamente poi si unisce il burro morbido e si amalgama bene il tutto.
Si copre la ciotola e si lascia lievitare per 45 minuti circa,sempre in un luogo tiepido...io uso il microonde spento ma con la lucina accesa.

2°impasto

200 g di farina di forza
100 g di zucchero
2 uova
1 cucchiaino di sale
i semini di una stecca di vaniglia

140 g di burro morbido per sfogliare

Unire al secondo impasto le uova,lo zucchero,la farina,il sale la vaniglia e battiamo bene per 8/10 minuti,amalgamando bene il tutto.
Schiacciamo l'impasto,ripiegatelo su se stesso,mettetelo in una ciotola unta di burro e fatelo lievitare per un'ora,un'ora e mezzo,sempre in un luogo tiepido.
Passato questo tempo mettete la ciotola in frigo per 30 -40 minuti...io lascio il mio impasto anche 12 ore in frigo,viene benissimo.

Rovesciare l'impasto sulla spianatoia e con l'aiuto del mattarello formiamo un quadrato,distribuiamo il burro morbido al centro della pasta, e pieghiamo i 4 angoli verso il centro,chiudendo così il burro al suo interno.
Spianare la pasta delicatamente in un rettangolo, e piegatela in 3.
Coprire la pasta con la pellicola e mettetela in frigo per 20 minuti.
Spianatela di nuovo e ripiegatela ancora in 3,copritela e rimettetela in frigo...questi passaggi vanno ripetuti ancora un'altra volta.

Dopo l'ultimo riposo,con le mani unte di burro,ruotare la pasta sulla spianatoia e formare una palla rigirando i bordi al suo interno .
Ungere lo stampo da pandoro alto circa 20 cm, e mettete la palla al suo interno con la parte liscia rivolta verso il fondo, coprire con la pellicola e lasciate lievitare in un posto tiepido,finché l'impasto non avrà raggiunto il bordo dello stampo e lo avrà leggermente superato.
Cuocere in forno caldo a 170° per 15 minuti, poi abbassare a 160° e continuare la cottura per altri 10 minuti o anche di più se fosse necessario...mi raccomando fate la prova stecchino con uno spiedino di legno,prima di toglierlo dal forno.
Appena sarà possibile,sfornate il vostro pandoro e cospargetelo di zucchero vanigliato


Pandoro

lunedì 4 gennaio 2010

A spasso tra cocci,coccini e vecchi comò...Arezzo!





Arezzo


Fino a qualche anno fa, io e mio marito eravamo grandi appassionati di mercatini dell'antiquariato.
Ogni fine settimana,girovagavamo per Lucca,Arezzo,Pistoia,Bientina, con i nostri figli al seguito,
alla ricerca di qualcosa di antico per la nostra casa.
Poi piano piano la passione si è affievolita,grazie anche all'oramai mancanza di spazio nel nostro appartamento, e le gite settimanali sono terminate.
Ma ieri mattina, complice anche una bellissima giornata di sole,abbiamo salutato figli,mamma,cane e gatto...e ce ne siamo andati noi due soli soletti a spasso per Arezzo!



Arezzo


Una giornata bellissima,aria frizzantina per non dire ghiaccina...un sacco di gente che girovagava come noi e curiosava tra le centinaia di bancarelle colorate,osservando le cose più strane...

Arezzo


Qua ho seguito l'indicazione di Charlie Chaplin...ma la toilette mica l'ho trovata!!!! :))

Arezzo

Qua le padelline per fare un'ottima paella,dopo essere andati a pescare sul fondale del mare con questo fantastico elmo da palombaro!
Volevamo acquistarlo...ma mancava il resto della tuta :)

Arezzo

Ogni stradina è una nuova scoperta,un full immersion tra storia,arte ed antiquariato!

Arezzo



Basta alzare lo sguardo e si viene rapiti da palazzi spettacolari...


Arezzo




Arezzo


Tutto il necessario per una cucina superaccessiorata...

Arezzo

E qua, una bella cornice dorata, con una strana persona , che non trova niente di meglio da fare,che fotografarsi!


Arezzo

Chi di voi fosse interessata a un fine settimana diverso, ricordo che la fiera antiquaria di Arezzo, si tiene ogni primo fine settimana di ogni mese...

E che se girovagando tra le bancarelle,canticchierete la vita è bella, vi sembrerà anche di veder sfrecciare Benigni,in sella ad una vecchia bicicletta...

Beautiful that way

Smile, without a reason why
Love, as if you were a child
Smile, no matter what they tell you
Don’t listen to a word they say
'Cause life is beautiful that way

Tears, a tidal-wave of tears
Light that slowly disappears
Wait, before you close the curtain
There’s still another game to play
And life is beautiful that way

Here, in his eyes forever more
I will always be as close as you remember from before.

Now, that you're out there on your own
Remember, what is real and what we dream is love alone.

Keep the laughter in your eyes
Soon, your long awaited prize
Well forget about our sorrow
And think about a brighter day
'Cause life is beautiful that way