I necci di farina di castagne, sono come i castagnacci bianchi ... capaci di scatenare una miriade di ricordi, legati alle mie vancanze in montagna.
Non so come mai, visto che la farina di castagne era un "frutto" dell'inverno, ma ogni estate, quando ero bambina, un giorno del mese di Agosto, tutta la famiglia Bartoletti, si riuniva nella cucina con il caminetto "grande", venivano puliti i dischi di terracotta, che di solito rimanevano per una anno intero riposti nel sottoscala, zio Bruno raccoglieva le foglie di castagno, babbo accendeva il fuoco, zia Lina, preparava l'impasto con acqua, farina di castagne e un pizzico di sale, si sedeva sulla seggiolina di paglia, accanto al fuoco, ed iniziava a preparare i suoi necci.
Eh si, i necci di castagne erano la sua specialità ... scaldava le forme sul fuoco, ci poggiava sopra le foglie di castagno incrociate, versava un po' di pastella, altre foglie e via ... finché non si formava una lunga torre, che in pochi minuti, rilasciava un dolce profumo di castagne, per tutta la casa.
Ho dei ricordi molto vaghi ... anche perché ero molto piccola, ma vedendo queste foto, sono come esplosi nella mente.
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| http://www.museodelcastagno.it/ricette.php#necci |
Sul tavolo, mamma e nonna Maria, mettevano sempre la ricotta fresca, che ci portava a casa direttamente il pastore, del buon pecorino fresco, e zio Bruno, che era il più goloso, tagliava delle belle fette di pancetta, le cuoceva nella padella, e le metteva nel suo neccio arrotolato.
Ora, di tutti i nomi che ho fatto, è rimasta solo mia mamma ... e i necci di castagne, non si preparano più nel mese di Agosto ...
Ingredienti per 4 persone
350 g di acqua
200 g di farina di castagne
1 cucchiaino di sale
4 o 5 cucchiaia d'olio extra vergine d'oliva
Ho stemperato la farina di castagne, con l'acqua, ho aggiunto il sale, ed ho mescolato bene, finché tutti i grumi, non si sono sciolti.
Ho oleato leggermente una padellina antiaderente di 20 cm, l'ho lasciata scaldare bene, ho versato un po' di pastella, quanto basta per ottenere una frittella abbastanza sottile, l'ho lasciata cuocere per un minuto circa, e poi l'ho rigirata dall'altra parte.
Ho ripetuto il tutto, finchè la pastella non era finita, ed ho messo via via, i necci su di un piatto, appoggiato su una pentola con l'acqua calda al suo interno, per tenerli caldi.
Servirli con ricotta fresca, pecorino dolce, o formaggio misto di mucca e pecora.

Hai condiviso davvero un bel ricordo.... e una fantastica ricettina!!! Grazie! ;)
RispondiEliminalalexa
Il blog, è fatto anche di questo... ogni tanto, un ricordo lontano, mi scappa :)
Eliminagrazie a te, per essere passata a trovarmi
che meravigliosa ricetta!! molto autunnale :)!
RispondiEliminaGrazie Effe :)
EliminaMi piacciono molto i necci di castagne. Il ripieno con la ricotta è quella che preferisco. A volte li preparo con i ferri scaldati sul fuoco
RispondiEliminaSono dei bellissimi ricordi
Ciao Isabel, sai che ho anche i ferri, da qualche parte? devo mettermi alla ricerca ...
Eliminai ricordi,legati alle ricette, sono quelli che preferisco ...creano un legame, indissolubile, che il tempo non riuscirà mai a cancellare ...
un abbraccio
Non conoscevo questa storia e la trovo davvero deliziosa, come la tua ricetta. Grazie :)
RispondiEliminasapessi quante storie, ancora da raccontare ...
EliminaLi conosco...sono strepitosi!!!!!!
RispondiEliminaChe belle le tue foto, fan venir voglia di rubarne uno dal monitor... ;)
Baci!
ma ciao Simona :))
Eliminae tu sei sempre squisitamente gentile!
Un abbraccio
Che bontà questa ricetta Aurelia! Sei sempre una conferma tu...
RispondiEliminaUn abbraccio!
Mari
Mari, sei sempre troppo gentile :))
EliminaE' da un secolo che sogno di farli. Amo la farina di castagne da morire solo che in casa non è apprezzata. E mangiarli in solitaria, lo so che non è male....ma io non mi ci diverto!
RispondiEliminaLa tua proposta è da urlo....ci verserei un cucchiaiata di miele sopra....magari proprio di castagna che è anche un pochino amarognolo nel finale. Sei una forza. Un bacione carissima, Pat
E allora dobbiamo gustarceli, solo io e te ... un modo carino, per invitarti u pomeriggio, qua a casa mia :)
EliminaMa perché non siamo comprese, tu la farina di castagne, io le vellutate e i brodini :)
Che post dolce e nostalgico mia Cara... :*)
RispondiEliminaSai, venerdì sera ho a cena ospiti... mmmm... la farina di castagne c'è... mi sa che li propongo come antipasto... :)
Un abbraccio!
Ricotta fresca.. so di cosa parli... profumi di infanzia
RispondiEliminaNon li ho mai mangiati, sono da provare Aurelia... non è che te n'è avanzato uno?
Baci
Laura
Bella questa ricetta che racconta una storia e ci incanta, come solo le emozioni vere possono fare...
RispondiEliminaho giusto un pacchetto di farina di castagne da finire...
bacioni Aurelia!
ficoeuva
LI HO FATTI! LI HO FATTI!! mamma che bontà!!!! :P***
RispondiEliminaLi ho fatti in versione "mignon" come antipasto... ma quelli rimasti (3!!!) me li sono pappati la mattina a colazione... li ho scaldati appena nel forntetto e sopra ci ho messo un filo di miele di acacia... babbabia... che colazione da RE!!!! <3
Buoni vero? chissà perché ma le cose semplici, sono sempre le migliori :)
EliminaBacione